Franco Battiato a Roccella: sogno di una notte di mezza estate

Franco Battiato
Franco Battiato
Nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro al Castello di Roccella Jonica (RC), il 16 luglio si è svolto l’unico concerto previsto in Calabria per il Summer Live di Franco Battiato, che segue una stagione invernale di successo in molti teatri italiani. Ad accompagnare l’artista un cast di tutto rispetto: Carlo Guaitoci al pianoforte, Angelo Privitera alle tastiere, Davide Ferrario chitarra e voce, Manlio Sgalambro, voce e il Nuovo Quartetto Italiano, formato da Alessandro Simoncini (primo violino), Luigi Mazza (secondo violino), Demetrio Cornuzzi (viola)e Luca Simoncini(violoncello).

La scenografia appare improntata all’essenzialità, con al centro una sorta di panca coperta da un tappeto orientale, sulla quale Battiato prenderà posto per buona parte del concerto, facendo presagire una serata basata soprattutto sull’ammaliamento musicale e sul fascino vocale, senza effetti speciali particolari se non quelli di una qualità esecutiva praticamente perfetta.
Una volta salito sul palco, Battiato si dimostra da subito comunicativo e spontaneo con il numeroso pubblico, riuscendo a interagire con esso grazie ad un humour garbato e spontaneo ed appare incredibile come la sua pacata, elegante, compostezza riesca ad essere coinvolgente e trascinante; la scaletta prevede delle variazioni rispetto al tour invernale ed abbraccia un po’ tutta la sua vasta produzione, sino a Fleurs2, chiusura della trilogia iniziata nel 1999, particolarmente innovativa nel suo sfuggire alla banalizzazione propria delle cover, offrendo una vera rilettura di brani del passato scelti con gusto ed oculatezza.

Inizia con Haiku che suscita un po’ di stupore, prosegue con No time, no space, coinvolgendo definitivamente con Un’altra vita e la struggente e un po’ caustica Era d’estate di Sergio Endrigo, arrivando al 1965 con E più ti amo, successo di Alan Barriere, il cui testo è stato tradotto da Gino Paoli; ottiene applausi ad ogni verso della sempre attualissima Povera patria, con quella felice alternanza ritmata “Non cambierà,forse cambierà…sì che cambierà…” e il finale utopico e rassegnato insieme: “La primavera intanto tarda ad arrivare…”. Pindarici voli alternano canzoni più complesse come Lode all’inviolato ad altre di più facile presa come La stagione dell’amore, con un nuovo arrangiamento che le dona velocità e ritmo, sino ad arrivare ad un esecuzione da brivido de La cura, dove l’emozione già suscitata dalla sua poetica semplicità espositiva viene accresciuta ed enfatizzata dalla musica del quartetto d’archi.

Canzoni come Stranizza d’amuri o It’s five o clock (omaggio al cantante greco Demis Roussos) evidenziano un notevole eclettismo, che gli permette di cantare con la stessa disinvoltura il dialetto siculo o la lingua inglese, senza compiacimenti di sorta se non la voglia di sperimentare coinvolgendo il pubblico; dopo Tutto l’universo ubbidisce all’amore, l’unico inedito di Fleurs2, e Summer on a solitary beach, il concerto sembrerebbe volgere al termine, ma il pubblico a gran voce richiama Battiato sul palco, per cui eccolo ritornare, ora un po’ più sciolto, concedendosi anche qualche danza estemporanea, intonando evergreen come L’animale, L’era del cinghiale bianco, Voglio vederti danzare, lasciandosi andare, pur se con la consueta professionalità, al divertissement puro e semplice; richiamato ancora per due volte sul palco eccolo sempre gentile cantare le splendide Prospettiva Nievski e Magic shop, l’intensa Gli uccelli, l’allegra Cuccurucucu, che dopo due ore di grande musica conclude il magico afflato che si è venuto a creare.

Battiato si conferma, se mai ce ne fosse bisogno, artista quanto mai poliedrico e geniale, forse l’unico in Italia che sia riuscito a mettere d’accordo critica e pubblico, rappresentando un efficace trait d’union tra la musica d’autore e la musica pop, senza alcuna prevaricazione dell’una sull’altra.


2 risposte a "Franco Battiato a Roccella: sogno di una notte di mezza estate"

  1. concerto maagico, ricco di forti emozioni!ho “riscoperto” battiato per la seconda volta. Grazie per aver fissato con le tue parole il ricordo di quella splendida serata

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    1. Sono contento che il mio articolo sia riuscito a far rivivere quella splendida serata, anche io, avendo seguito Battiato solo tramite cd o interviste televisive, è come se lo avessi riscoperto apprezzando al meglio la sua opera.
      Ciao ciao

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