Archivi del giorno: 13 dicembre 2009

New Moon, un film esangue

new-moon-poster-01Secondo capitolo della saga di Twilight, fenomeno dapprima letterario e poi cinematografico in tutto il mondo, oltre che muscolosa e scaltra operazione di marketing volta ad organizzare ed ottenere il più vasto consenso mediatico tra gli adolescenti, New Moon è un film che non va rifiutato a priori, ma neanche elevato a quello che certo non è, cioè allo status di cult consacrato e definitivo.

Mentre nel precedente Twilight la regista Catherine Hardwicke si dimostrava sensibile nel tratteggiare il neoromanticismo presente nelle pagine del romanzo di Stephenie Meyer, così come altri motivi presenti nella trama (il senso attrattivo verso la morte che provano i giovani, la sublimazione dell’atto sessuale, cercato, sperato, ma mai vissuto, la diversità che si fa speculare ai tormenti interiori che portano all’età adulta), Chris Weitz a lei subentrato, pur abile manipolatore di immagini, tiene il film sospeso tra il teen drama di origine televisiva e il videoclip, complice anche una colonna sonora invadente, pronta a sottolineare ogni momento del film, oltre che colmare momenti vuoti, cadute di stile e l’ inespressività, spesso catatonica, degli attori.

La storia inizia con il diciottesimo compleanno di Bella (Kristen Stewart), comprensibilmente angosciata per l’età che avanza visto che l’adorato fidanzato- vampiro Edward (Robert Pattinson) è destinato all’immortalità e manterrà sempre l’aspetto di un giovane diciassettenne: unica soluzione possibile, farsi mordere e diventare un vampiro anche lei, ma Edward non è d’accordo, anzi, un banale incidente occorso durante la festa di compleanno organizzata dai suoi familiari, gli fa prendere una drastica decisione, andar via da Forks, così da proteggere la sua amata, facendole credere di volersi separare da lei per l’impossibilità di vivere insieme. Per Bella saranno mesi di sconforto, dal quale verrà fuori grazie all’amicizia dell’ indiano Jacob (Taylor Lautner), che diviene qualcosa di più importante, ma il giovane ha un segreto, in lui infatti vi è il gene del licantropo…

Tra scontri, apparizioni, finti e tentati suicidi, “emigrazioni” nelle italiche terre (Toscana) alla corte dei Volturi, si arriva, un po’ stancamente, al finale, ovviamente sospeso: Bella sarà vampirizzata (forse) e (sempre forse) sposerà il diafano amato, in attesa dell’uscita dell’annunciato terzo capitolo, Eclipse (giugno 2010). Tanti i temi presenti:la rinuncia, il dolore, il triangolo amoroso, citazioni letterarie (Romeo e Giulietta), il senso della morte, peccato che la sceneggiatrice Melissa Rosenberg non sappia fare altro che sfrondarli dei loro risvolti metafisici e trasformarli malamente in una sorta di filosofia adolescenziale di facile presa e pronto uso, diluendo il mito tragico del vampiro (come quello della metamorfosi uomo-lupo) nella solita contrapposizione favolistica propria de La bella e la bestia, con l’aggiunta di dialoghi spesso banali e risibili e ben poche emozioni lungo tutta la durata del film, nonostante i bei lupi resi in computer graphic (paura…).Visto che sono in programma le “trasfusioni” di altri due romanzi della saga, rivolgo un invito ad Edward: per favore, mordila sul collo…