Eva contro Eva (All about Eve, 1950)

142463Vi sono registi che pur non avendo uno stile ben definito, o particolari slanci innovativi, grazie a valide sceneggiature ed ad una accurata confezione hanno comunque lasciato opere pregevoli: è il caso di Joseph L. Mankiewicz , che con Eva contro Eva ha messo in atto un raffinato e caustico ritratto del mondo del teatro.

Sceneggiato dallo stesso regista, basandosi sul romanzo The Wisdom Of Eve di Mary Orr, il film inizia con la consegna all’attrice teatrale Eva Harrington ( Anne Baxter) del premio “Sarah Siddons”; la voce narrante del critico Addison (George Sanders) presenta i personaggi che , oltre a lui, ruotano intorno ad Eva e che hanno contribuito alla sua carriera: Margo Channing (Bette Davis), famosa attrice, Karen (Celeste Holm), moglie del commediografo Lloyd Richards (Hugh Marlowe), il regista Bill Simpson (Gary Merril), amante e poi marito di Margo, l’impresario Max Fabian (Gregory Ratoff).

Al momento della consegna un fermo immagine blocca la scena:da una serie di flashback,e da una alternanza di voci narranti, apprendiamo come Eva, grazie all’apparente candore ed una disarmante gentilezza di modi, fingendosi vittima di una serie di vicissitudini, sia riuscita ad entrare nelle simpatie di Margo, divenendone dapprima la segretaria, poi, con subdole manovre e grazie alle recensioni del critico compiacente, la sua sostituta in una commedia; ancora inganni, tentativi di sedurre il regista (non riusciti), il commediografo (riusciti in parte) e l’impresario (riusciti in pieno) per arrivare al ruolo di protagonista; si ritorna alla scena iniziale, il premio è ormai suo e con i soliti modi gentili ringrazia tutti coloro che l’hanno aiutata, da Margo all’impresario; resasi conto che il suo gioco è ormai scoperto e dell’ostilità che la circonda, si ritira nel suo appartamento. Qui l’attende una sua ammiratrice, mite ed ingenua:mentre Eva riposa, indossa il suo vestito, rimirandosi allo specchio con il premio in mano…

Vincitore di sei Oscar (miglior film, regia ,attore non protagonista, G.Sanders,sceneggiatura non originale, migliori costumi e miglior suono), è un film molto teatrale, con dialoghi serrati tendenti a prevalere sull’azione, basato sul fascino della parola messa in scena dall’attore, che annulla la figura del regista. La recita si estende alla vita: Eva sembra una sprovveduta, ma in realtà è la tipica serpe in seno, che vuole tutto e subito, mentre Margo, in apparenza cinica e capricciosa, è una donna fragile, consapevole del tempo che passa e della fugacità del successo, vorrebbe solo un po’ di felicità, che spera di trovare nel matrimonio; sua la battuta finale rivolta ad Eva, con in mano l’agognato premio: “Puoi sempre metterlo dove dovresti avere il cuore”; un invito da estendere a tutti coloro che, in tempi di facile notorietà e rapido successo, sono pronti a partire alla conquista del mondo dopo pochi minuti di “comparsata” televisiva.


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