Agente 007, licenza di uccidere (Dr. No, 1962)

saJames Bond, agente segreto inglese, sigla identificativa 007 (il doppio zero indica la “licenza di uccidere”), nasce dalla penna di Ian Lancaster Fleming (Londra, 1908-Canterbury, 1964) nel ‘52, anno di pubblicazione del suo primo romanzo, Casino Royale, che non riscosse un particolare successo di critica e pubblico. A partire dal ‘62 , anno di uscita nelle sale del primo film ufficiale tratto da un suo libro, il sesto della serie, Dr.No, grazie ai due produttori Harry Saltzman e Albert R.Broccoli, l’autore venne rivalutato, tanto da essere considerato uno dei più significativi scrittori inglesi del ‘900.

Con la regia di Terence Young, una sceneggiatura a più mani (J.Harwood, R.Maibaum, B.Wather) che attinge, modificandolo, dal soggetto originale, un certo Sean Connery protagonista, si delineano tutte le caratteristiche distintive di una saga che arriverà sino ad oggi: l’ormai celebre James Bond Theme , il tema musicale di Monty Norman, l’ambientazione “esotica”, il cattivo pazzoide di turno al soldo della Spectre, misteriosa organizzazione terroristica, gli amici come l’agente della CIA Leiter, i gusti particolari di Bond per lo champagne ed il Vodka Martini “agitato, non mescolato” e le varie conquiste femminili.

Il film ha inizio in Giamaica, dove un agente inglese e la sua segretaria vengono uccisi: scompare il collegamento con la base dei servizi segreti a Londra, che controllavano l’isola di Crab Crey, collaborando con gli americani, per la provenienza di strane interferenze nei loro lanci da Cape Canaveral. Ad indagare viene inviato l’agente James Bond, che tra intrighi e colpi di scena, scoprirà, grazie anche all’occasionale collaborazione di una bella fanciulla, Honey (Ursula Andress), la base del Dr. No, scienziato folle che mira a dominare il mondo con un diabolico piano; tutto sembra volgere contro il nostro eroe e la sua bella ma…

Su un impianto narrativo ingenuo e dalle varie discordanze, arricchito da sequenze d’azione e da una certa suspence, il film, senza essere un capolavoro, si presenta come un’abile e riuscita miscellanea di vari elementi, ben confezionata, volta a catalizzare l’attenzione del grande pubblico con una buona dose di fantasia e gusto inventivo.

L’unico vero, inimitabile, Bond resta Connery, con la sua eleganza sorniona, il fair play tutto inglese anche nell’eliminare i nemici, al pari dello humour, tra il sardonico ed il cinico, con cui si immerge in quel clima da guerra fredda dal quale comunque proviene, con tocchi di autoironia nelle sue imprese “guerriere” e amorose; indimenticabile Ursula Andress che fuoriesce dall’oceano in bikini bianco, prima “Bond girl” cinematografica. Puro intrattenimento e divertimento, ma di classe: il cinema è anche questo.


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