“American Taste”, Gioacchino Criaco (Rubbettino Editore)

234rDopo l’esordio con Anime nere, nel 2008 e il successivo Zefira, 2009, entrambi per i tipi della Rubbettino Editore, Gioacchino Criaco, scrittore calabrese nativo di Africo (RC), ritorna ora nelle librerie con American Taste, stessa casa editrice, a comporre e completare un’ideale trilogia volta a visualizzare il personale pensiero dell’autore “sugli infiniti scontri tra il male e il male”, come si evince da un breve prospetto introduttivo, posto quasi a mo’ di monito, prima che la narrazione prenda avvio, una lotta prossima a logorare il mondo, visto che non vi è un bene fortemente e concretamente attivo che possa validamente contrapporsi a questo conflitto ormai sistematico, sul cui campo di battaglia “soltanto i vincitori soddisferanno le proprie voglie a spese degli sconfitti.”

Strutturato come un romanzo d’azione, con più di un richiamo alla tradizione americana, se ne distacca in parte per uno stile di scrittura personale, sempre più asciutto e lineare, capace di essere al contempo tanto validamente descrittivo quanto concretamente essenziale, con un linguaggio fortemente crudo, senza alcuna mediazione dal reale, che da pochi particolari, soppesando e centellinando, o qualche frase incisiva, riesce a rendere bene l’idea sia di quanto è accaduto, sia di quanto potrebbe accadere; il plot, intelligentemente, prende dalla Calabria solo lo spunto narrativo, rendendo nel corso della narrazione l’idea della ‘ndrangheta come micidiale organizzazione criminale, una delle tante tessere volte a comporre un vasto mosaico dalla consistenza internazionale, con più di una sovrastruttura al vertice, come evidenziato dal frequente cambio di location, dai toni “bondiani”; infatti tutto ruota intorno ad una multinazionale, l’holding American Taste, che dietro la facciata rispettabile della casa di moda nasconde loschi affari e legami a doppio filo, con tanti personaggi (ben 67), ognuno con una sua storia in flashback, vicende e delitti collegati tra di loro da un coinvolgente effetto domino.

Gioacchino Criaco

Gioacchino Criaco

Se il prezzo da pagare alla scelta di evitare la suddetta dicotomia tra Bene e Male, senza una vittoria finale del primo sul secondo, anzi con i rispettivi argini a farsi labili confini, favorendo una reciproca confluenza, è, a volte, una certa mancanza d’empatia con i protagonisti, altrettanto non può certo dirsi per l’intreccio che viene a svilupparsi, che incuriosisce ed invita alla lettura, facendo sì che ad ogni pagina si avverta l’odore del Male e la sofferenza concretizzatasi nell’essere avulso dal contesto sociale di chi lo compie; considerando il forte sentore cinematografico, proprio della costruzione complessiva del romanzo, non resta che augurare, al libro e al suo autore, oltre l’ auspicabile successo, l’identica, felice, sorte toccata ad Anime Nere, divenuto un valido soggetto prossimo a materializzarsi sul grande schermo, coprodotto da Rai Cinema e Biancafilm, per la regia di Francesco Munzi, ricordando infine come tale opera d’esordio, in seguito all’accordo di traduzione con la casa editrice, sia stato recentemente pubblicato in Francia, Les âmes noires, dall’editore Métailié, nella collana Bibliothèque Italienne, diretta da Serge Quadruppani.

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