31mo Torino Film Festival: in anteprima il restauro di “8 ½”

8Il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Rti-Gruppo Mediaset e Medusa Film hanno annunciato nei giorni scorsi la presentazione del restauro digitale di 8 ½, diretto nel ‘63 da Federico Fellini, pronto a tornare in sala in una versione a 2K, realizzata dai laboratori DeLuxe Digital Roma, a partire dal negativo originale.
La prima proiezione mondiale del film restaurato avverrà nel corso del Torino Film Festival, mercoledì 27 novembre.

Vincitore del Premio Oscar nel ‘64 per il Miglior Film Straniero e i Migliori Costumi (Piero Gherardi), e insignito di numerosi altri riconoscimenti, nazionali internazionali, 8 ½ può vantare una fotografia, in bianco e nero, realizzata da Gianni Di Venanzo e l’interpretazione di Marcello Mastroianni nei panni di Guido Anselmi, regista in crisi ossessionato dai fantasmi del passato e da molteplici figure di donne: la moglie Anouk Aimée, l’amante Sandra Milo, l’attrice Claudia Cardinale, l’inquietante Barbara Steele, Rossella Falk e tante altre. La sceneggiatura fu scritta da Fellini stesso, insieme a Tullio Pinelli, Ennio Flaiano e Brunello Rondi.

Federico Felllini e Marcello Mastroianni
Federico Felllini e Marcello Mastroianni
Proprio in questa pellicola iniziava a divenire più evidente nella filmografia di Fellini quella particolare sospensione fra sogno e visionarietà, suggestivamente delineata dalle musiche di Nino Rota, che assumerà carattere prevalente nel successivo Giulietta degli spiriti, anche se già ne La strada il regista aveva dato vita ad un inedito e più compiuto percorso cinematografico, nel visualizzare sullo schermo in chiave onirica e favolistica le proiezioni del proprio inconscio più recondito. Il restauro di 8 ½ segna l’inizio di una collaborazione tra la Cineteca Nazionale e Rti-Gruppo Mediaset, proprietaria di una delle più importanti library cinematografiche italiane, per la preservazione e la valorizzazione del patrimonio filmico nazionale.


2 risposte a "31mo Torino Film Festival: in anteprima il restauro di “8 ½”"

  1. Questo è il film della mia vita. Su tutti è certamente e semplicemente il più bello, quello che mi ha fatto guardare il cinema con un’altra visuale e cominciare a pensare che il cinema oltre che visto può essere anche immaginato e quindi creato. Con Otto e mezzo hai la sensazione della leggerezza che respiri con delle immagini che volano e sfiorano la terra come certi personaggi fanno, altre assomigliano a dei quadri e credi che ti sarà facile poter creare qualcosa di una simile bellezza perché hai, inoltre, la sensazione di famigliarità con quelle immagini che sembrano quasi appartenerti. Questo succede quando si scopre Fellini e in particolare Otto e mezzo, e di conseguenza la visione del mondo cambia, diventa magica e sognante e qualsiasi cosa immaginata può diventare realtà, perché con Fellini hanno spazio maggiore le fantasie e i sogni che sono quelle cose nel nostro animo che ci fanno emozionare di più, stimolare i sentimenti più segreti liberandoci delle sovrastrutture della realtà ed essendo fino in fondo noi stessi e veri come non avremmo mai potuto esserlo. La bellezza del film sta inoltre nel fatto che tutte le regole sono travalicate ma allo stesso tempo denoti una efficiente armonia che ti conquista e ti fa innamorare del film scena dopo scena. La prima volta che lo vidi capii pochissimo della trama, questo perché, oltre per l’originalità del film in sé, ma anche perché con la mente me ne andai per i fatti miei, assaporando le immagini e le musiche, chiedendomi in che modo una persona, in questa caso il regista, potesse creare qualcosa di così bello e ammirevole. E poi continuai a rivederlo per decine e decine di volte, attraversando tutta la mia giovinezza, e ancora continuo a rivederlo sentendo lo stesso stupore di meraviglia come fosse la prima volta. Numerosi sono le scene del film che sono rimaste memorabili nella storia, su tutte credo il finale sia il più bel finale di un film nella storia del cinema, lì c’è tutto Fellini, anzi c’è Fellini stesso che dirige tutte le sue marionette in un’unica scena che sembra concludere oltre che il film ma anche la vita, l’universo, un’idea suprema, lasciandoti quell’amarognolo in bocca di nostalgia per qualcosa che non ritornerà mai più. E poi i costumi, le scenografie, le musiche, le attrici, le maschere, i monologhi, i primi piani di Mastroianni, la voce della Cardinale, il vento che ulula… tutto è perfetto!

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    1. Buongiorno Cristian, bellissimo commento, dal quale traspare un grande amore per il cinema e per la filmografia di Fellini in particolare. Otto e mezzo è allo stesso tempo cinema e qualcosa che va oltre il cinema, una rappresentazione della vita e qualcosa che va oltre la vita e la stupenda sequenza finale nella sua circolarità, con la musica di Rota a sottolineare il tutto è la perfetta ed emblematica conclusione di un modo assoluto inedito di mettere in scena un film e rappresentare la propria visione del mondo, dell’esistenza. Da vedere e rivedere. Ciao, grazie per il commento.

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