Archivi del mese: dicembre 2017

Auguri di Buon Anno

Amici lettori di Sunset Boulevard, abituali o di passaggio, vi ringrazio per aver condiviso opinioni e sensazioni nel corso di questo 2017 prossimo ormai alla fine; rendo miei i versi espressi da Elli Michler nella poesia  Ti auguro tempo (Ich wunsche dir Zeit, 1987) come buon auspicio per tutti noi, l’augurio che nel corso del nuovo anno ci si possa riappropriare delle dimensioni più consone alla nostra primigenia essenza, da esprimere al meglio su quel grande palcoscenico che è la vita (W. Shakespeare).

 

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Forlì: “Personae”, mostra dedicata ad Elliot Erwitt

Approfittando di qualche giorno di vacanza in quel di Bologna per trascorrere le Festività in compagnia di mia sorella, ho potuto visitare a Forlì la mostra fotografica Personae, esaustiva e suggestiva retrospettiva dedicata ad Elliot Erwitt, comprensiva dei suoi scatti in bianco e nero e a colori,  che permette di ripercorrere  tutta la carriera del “fotografo della commedia umana”, dagli esordi negli anni ’40 ai giorni nostri. La mostra, allestita all’interno del complesso dei Musei San Domenico (Piazza Guido da Montefeltro), è stata inaugurata lo scorso 23 settembre e può essere visitata fino al prossimo 7 gennaio; un click col mouse qui per informazioni ed orari. Di seguito qualche mia foto scattata visitando l’esposizione (perdonatemi le non felici inquadrature, ma come fotografo non sono un granché…). Continua a leggere

Free Fire

Boston, fine anni’70, notte.
A bordo di un furgone vi sono Bernie (Enzo Cilenti), alla guida, e Stevo (Sam Riley). Quest’ultimo appare conciato piuttosto male causa un episodio, sicuramente spiacevole, avvenuto la notte precedente e del quale non intende parlare; suo cognato Frank (Michael Smiley), insieme a Chris (Cillian Murphy), entrambi facenti parte dell’IRA, e all’americana Justine (Brie Larson), che farà da intermediaria nell’acquisto di una partita d’armi con tale Ord (Armie Hammer), li attendono al molo; una volta avvenuto l’incontro fra i cinque, non resta che aspettare l’arrivo di Ord, il quale una volta giunto e sinceratosi che nessuno nasconda dei microfoni, li invita a seguirlo all’interno di una fabbrica dismessa, ormai fatiscente.Ecco dunque comparire i trafficanti d’armi Vernon (Shareto Copley) e il suo socio Martin (Babou Ceesay): la situazione inizia da subito a farsi tesa, fra battute al vetriolo ed esternazione di malcontenti vari, considerando poi che i fucili non sono del modello richiesto.
L’affare comunque va in porto, anche se tutto si complica una volta che  i due chiamano i loro tirapiedi per provvedere alla consegna, Gordon (Noah Taylor) ed Harry (Jack Renoir), visto che quest’ultimo costituisce il motivo dell’aspetto malconcio di Stevo… Nel giro di pochi minuti la vecchia fabbrica sarà teatro di una cruenta sparatoria, con feriti da entrambi le parti, aggravata ulteriormente dall’arrivo improvviso di due misteriosi cecchini… Continua a leggere

Sogno di Natale (Luigi Pirandello)

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

– Buon Natale – e sparivo…

Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.

Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’immagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d’una luce interiore, sorvolava su un’alta siepe di rovi, che s’allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant’egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.

Dall’irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d’una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell’immenso arco dell’orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.

A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d’una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.

– Non dormono… – mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d’odio e d’invidia pronunziate nell’interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l’impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: – Anche per costoro io son morto… Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema: “Buon compleanno Jane Fonda!”

Jane Fonda on the set of PBS documentary series, Makers: Women Who Make America, at her Beverly Hills.
Photo by Nancy Pastor

Dal 26 dicembre al 5 gennaio Fondazione Cineteca Italiana presenterà al MIC – Museo Interattivo del Cinema Buon compleanno Jane Fonda!, una rassegna volta a celebrare il genetliaco della celebre attrice statunitense, duttile interprete tanto di commedie brillanti quanto di film dove il suo forte temperamento di donna attivista per i diritti civili trovava idonea sublimazione nel ruolo attoriale.
Ecco allora in calendario titoli, fra gli altri, come Barbarella (1968, Roger Vadim), Tre passi nel delirio (1968, Federico Fellini, Louis Malle e  Vadim), Non si uccidono così anche i cavalli? (They Shoot Horse, Don’t They?, 1969, Sydney Pollack), A piedi nudi nel parco (Barefoot in the Park, 1967, Gene Saks), Tornando a casa (Coming Home, 1978, Hal Ashby), che le ha fatto guadagnare il secondo Oscar come Miglior attrice protagonista nel 1979 (il primo lo conseguì nel 1972, Klute, Alan J. Pakula), Sul lago dorato (On Golden Pond, 1981, Mark Rydell),  Youth – La giovinezza (2015), ultima opera cinematografica di Paolo Sorrentino, dove  Fonda interpreta Brenda Morel, diva che uno dei due protagonisti del film, Mick (Harvey Keitel), vorrebbe scritturare per il suo ultimo lavoro, pronunciando una citazione certo memorabile e del tutto in linea con le scelte esistenziali proprie della donna, ancor prima che dell’attrice: “Questa str***ata del cinema finisce, la vita va avanti!”.

 

Matilda De Angelis “Shooting Star”alla 68ma Berlinale

Matilda De Angelis

L’attrice italiana Matilda De Angelis, splendida interprete, fra l’altro, di Veloce come il vento (Matteo Rovere, 2015), suo film d’esordio, rappresenterà l’Italia alla ventunesima edizione di Shooting Stars, la piattaforma per giovani attori europei organizzata ogni anno come evento speciale durante il Festival di Berlino (68ma edizione, 15-25 febbraio) dall’European Film Promotion (il network di tutte le società di promozione del cinema europeo), coordinato per la partecipazione italiana dall’Area Filmitalia di Istituto Luce Cinecittà; la Giuria di Shooting Stars 2018, composta dalla Shooting Star Eduardo Noriega (Spagna), dal regista Mijke de Jong (Olanda), dalla casting director e membro dell’ICN Nicole Schmied (Austria), dal produttore Ankica Juric Tilic (Croazia) e dal critico cinematografico ed Art Director Mode Steinkjer (Norvegia), ha selezionato la rosa finale dei 10 attori europei emergenti, al cui interno è compresa Matilda De Angelis, sulla base dei candidati nazionali proposti dai 37 paesi membri di European Film Promotion. Insieme all’attrice italiana troviamo dunque Matteo Simoni, (Belgio), Franz Rogowski (Germania), Irakli Kvirikadze (Georgia), Eili Harboe (Norvegia), Jonas Arent Smulders (Olanda), Michaela Coel (Regno Unito), Alba August (Svezia), Luna Wedler (Svizzera), Réka Tenki (Ungheria).

Assassinio sull’Orient Express

Gerusalemme, 1934.
Il celebre detective belga Hercule Poirot (Kenneth Branagh), è intento a fare colazione, accertandosi che le due uova richieste abbiano identica misura, quando viene chiamato a risolvere un caso urgente, il furto di una reliquia nella Cappella del Santo Sepolcro. Con prontezza  e sagacia il nostro smaschera il colpevole, ora vorrebbe continuare il suo viaggio, pernottando ad Istanbul; giunge però una telefonata da Londra, che ne intima il rientro.
Non resta allora che provare a prendere posto sull’Orient Express e il direttore della Compagnie Internationale des Wagon Lits, Bouc (Tom Bateman), suo amico, si adopera per trovargli una sistemazione adeguata. Nel corso del viaggio monsieur Poirot viene avvicinato da un arrogante e violento uomo d’affari americano, Edward Ratchett (Johnny Depp), per chiedergli aiuto in qualità di guardia del corpo, teme per la propria vita dopo aver ricevuto alcune lettere minatorie, ma il detective rifiuta, intuendone e svelandone l’indole criminale; durante la notte non solo una slavina blocca il treno proprio sul bel mezzo di un ponte ma, come si scoprirà il mattino seguente, Ratchett viene ucciso, gli sono state inferte dodici pugnalate, secondo un rapido esame del cadavere da parte del Dr. Aburthnot (Leslie Odom Jr.), uno dei passeggeri. Continua a leggere