Archivi del mese: maggio 2018

71mo Festival di Cannes: Palma d’Oro a “Shoplifters”, di Hirokazu Kore’eda

Hirokazu Kore’eda (Radio Colonna)

La giuria del 71mo Festival di Cannes, presieduta da Cate Blanchett e composta da Chang Chen, Ava DuVernay, Robert Guédiguian, Khadja Nin, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Denis Villeneuve, Andrey Zvyagintsev ha conferito nel corso della consueta cerimonia di premiazione, svoltasi questa sera, sabato 19 maggio, la Palma d’Oro a Shoplifters di Hirokazu Kore’eda.
Buoni risultati per i nostri colori: Dogman di Matteo Garrone vede premiato il suo protagonista, Marcello Fonte, come miglior attore e Lazzaro felice di Alice Rohrwacher consegue il premio per la miglior sceneggiatura, ex aequo con Three Faces (Naedar Saeivar e Jafar Panahi, quest’ultimo regista del film). Inoltre La strada dei Samouni (Samouni Road) di Stefano Savona, presentato in concorso alla Quinzaine Des Réalisateurs, ha vinto l’Oeil d’or come  miglior documentario del Festival; Grand Prix della Giuria a BlacKkKlansman di Spike Lee.
Di seguito, l’elenco dei premi assegnati. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “Robert Bresson – La questione morale nel cinema”

Robert Bresson (art-carousel)

Da domenica 20 maggio a martedì 19 giugno, al Cinema Spazio Oberdan di Milano, Fondazione Cineteca Italiana proporrà Robert Bresson – La questione morale nel cinema, una rassegna in dieci lungometraggi dedicata al regista e sceneggiatore francese (1901-1999), lucido e radicale nell’analisi della condizione etica dell’individuo e nel privilegiare i temi della grazia, della solitudine, della fede, che si oppongono a una modernità descritta come violenta e brutale.
Il tutto con uno sguardo essenziale, asciutto, quasi documentaristico, ma di forte impatto emotivo, offrendo quindi realizzazioni all’insegna del più assoluto e intransigente rigore etico ed estetico, dove la scarnificazione del consueto linguaggio filmico, dai movimenti della macchina da presa all’uso della musica, senza dimenticare la recitazione degli attori, si rivela consono a trascendere la realtà e rendere così alla cose del mondo una dimensione pura ed ideale.
Un lavoro registico che è stato spesso definito “una messa in ordine”, ancor prima che una messa in scena, che ancora oggi offre una “violenta” e suggestiva forza espressiva, del tutto autentica nella sua adesione alla consueta quotidianità esistenziale.

71mo Festival di Cannes: i premi di “Un Certain Regard”, della “Semaine de la Critique” e di “Cinefondation”

(IMDb)

Sono stati assegnati ieri, venerdì 18 maggio, dalla giuria presieduta da Benicio Del Toro e composta dalla regista e scrittrice palestinese Annemarie Jacir, dal regista russo Kantemir Balagov, dall’attrice francese Virginie Ledoyen e da Julie Huntsinger, direttrice esecutiva di Telluride Film Festival, i premi relativi alla sezione Un Certain Regard  del 71mo Festival di Cannes: Miglior Film è risultato Gräns (Border, Ali Abbasi), mentre Sergei Loznitsa si è aggiudicato il premio per la Migliore Regia (Donbass). Miglior  Interprete  Victor Polster (Girl, Lukas Dhont), Premio Speciale della Giuria a The Dead and the Others (Renée Nader Messora y Salaviza), Sofia di Meryem Benm’Barek consegue il riconoscimento per la Miglior Sceneggiatura.
Nulla di fatto, quindi, per Euforia di Valeria Golino; un titolo italiano lo troviamo fra i premiati della sezione parallela Quinzaine des Réalisateurs,  non competitiva, anche se  alcuni sponsor assegnano dei riconoscimenti: si tratta di Troppa grazia, diretto da Gianni Zanasi, cui è stato conferito il Premio Europa Cinema Label, riconoscimento conferito dagli esercenti di qualità che consente un’agevolazione per l’uscita nei cinema di quelle nazioni europee che compreranno il film. Continua a leggere

Loro 1, prime impressioni in attesa di vedere la seconda parte

In attesa di esprimere un giudizio definitivo una volta che avrò preso visione, spero a breve, della seconda parte, riporto le mie prime impressioni su Loro, il nuovo film di Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore (in quest’ultimo caso insieme ad Umberto Contarello).
Rimasto colpito dalla sequenza iniziale, forse semplicistica riguardo la resa metaforica, ma non per questo meno efficace (nella villa sarda del noto pifferaio magico, una pecora stramazza al suolo dopo essere entrata nella dimora ed assistito ad un quiz di Mike Bongiorno, mentre la temperatura imposta dal condizionatore, il cui discendere non a caso sostituisce le parole che dovrebbero udirsi dal televisore, si approssima allo zero), ho deciso di seguire la narrazione assecondando l’andamento sussultorio e scomposto reso da Sorrentino nel trasfondere le immagini sullo schermo, che si avvalgono di una fotografia (Luca Bigazzi) insolitamente “piatta”, volta ad avvolgere significativamente tutto lo squallore morale ed esistenziale che si va a rappresentare, trasmutando la realtà con toni grotteschi, ancora prima che onirici o surreali. Continua a leggere

Buon compleanno, Paolo Fiorino!

Paolo Fiorino

Ho avuto modo di conoscere Paolo Fiorino, attore originario di Palmi (RC), qualche anno addietro e da quel primo incontro, una chiacchierata telefonica, sono rimasto colpito dal suo modo di porsi  sempre diretto, sincero, non scevro da una suadente e naturale eleganza.
Ero al corrente, in buona parte, del suo ricco percorso artistico a tutto tondo, comprensivo di cinema, teatro e televisione, senza dimenticare i lavori radiofonici o i fotoromanzi e qualche reclame, mi aveva colpito la sua presenza scenica, ma, una volta che stima ed amicizia reciproche si sono incrementate negli anni, ne ho ammirato anche la profonda sensibilità, come evidenziato dalla dedizione rivolta alla famiglia, la moglie Angela, con la quale ha festeggiato nel 2015 i cinquant’anni di matrimonio, i figli, i nipoti, riuscendo infine, con sacrifici e caparbietà, a coronare un sogno e a conferirgli una dimensione prettamente umana; qualche giorno fa ci siamo sentiti via telefono, ricordando l’importante compleanno, 80 anni, che Fiorino festeggia oggi, mercoledì 16 maggio, così da ripercorrere insieme le tappe salienti della sua carriera. Lo invito subito a tornare indietro nel tempo, Paolo bambino, la sua famiglia, la nascente passione per il mondo dello spettacolo…88x31 Continua a leggere

Un ricordo di Margot Kidder (1948-2018)

Margot Kidder (Movieplayer)

Margot Kidder (Margaret Ruth “Margot” Kidder, Yellowknife, 1948), attrice cinematografica e teatrale che ci ha lasciato la scorsa domenica, 13 maggio, ha recitato in numerosi film (fra le interpretazioni più significative, Sisters, 1972, Brian De Palma, o  Pygmalion, 1983, Alan Cooke, girato per la televisione), ma per quanti, come lo scrivente, erano ragazzini sul finire degli anni’70, il suo volto resterà per sempre legato a quello della risoluta giornalista del Daily Planet Lois Lane in Superman, 1978, per la regia di Richard Donner, innamorata dell'”alieno fra noi”, il cui costume era indossato da Christopher Reeve, una volta smessi occhiali e grisaglia di Clark Kent, anche lui reporter nella redazione del citato giornale.
Era proprio Lois, andando a memoria, a coniare il nome “terreno” per l’uomo d’acciaio, noto su Krypton, pianeta d’origine, come Kal- El.
Kidder, che progressivamente si allontanò dalle scene, comparendo soprattutto in vari telefilm, fu Lois Lane anche nei seguiti di Superman, i due diretti da Richard Lester (’80 e ’83) e quello per la regia di Sidney J.Furie (‘87), che concluse in malo modo  una saga “sanamente” fumettistica, scanzonata e un po’ ingenua.

Monza: “Pupi Avati. Parenti, amici e altri estranei, una mostra tra film, fotografie, sogni e realtà”

Si svolgerà al Palazzo dell’Arengario di Monza, dal 26 maggio al 17 giugno, una mostra dedicata alla figura di Pupi Avati, regista e produttore cinematografico (Bologna, 1938), cantore di un cinema dal sentore autobiografico, dove l’elemento del ricordo assume toni ora elegiaci ora favolistici, incastonati spesso all’interno di “un piccolo mondo antico”, con un’attenta direzione degli attori, protagonisti e non, puntando in particolar modo sul loro rilievo emozionale, così da offrire dimensione opportuna al valore dei sentimenti.
Ad inizio carriera si è palesato invece quale attento esploratore dei generi, dall’horror d’atmosfera, surreale ed onirico, alla commedia di costume sapientemente grottesca. Un percorso che l’esposizione, dal titolo Pupi Avati. Parenti, amici e altri estranei, una mostra tra film, fotografie, sogni e realtà, intende illustrare non solo attraverso le realizzazioni cinematografiche del regista, ma anche offrendo spazio al suo immaginario, ai personaggi profondamente umani protagonisti dei suoi film, esaltando il “gusto del racconto per il solo piacere di raccontare” come leitmotiv dominante. Continua a leggere