Archivi del mese: maggio 2018

Diari di Cineclub: online il n.62 – Giugno 2018

E’ online, scaricabile gratuitamente, Diari di Cineclub n. 62 – Giugno 2018, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica; fra gli articoli di questo numero: L’alfa e l’omega dell’infinito Orson (Nuccio Lodato); Novecento, il tempo della rivoluzione, la forma dell’utopia (Tonino De Pace); Ricordando Callisto giovane, l’armatore che scelse il cinema e fece il critico (Ivano Cipriani); Loro di Paolo Sorrentino tra mimesi e iperbole (Alessandra Fagioli); Loro. Ma loro chi? (Paola Dei); Kenneth Branagh: lo studio e l’inatteso in Assassino sull’Orient Express (Carmen De Stasio); Incompreso (1966) di Luigi Comencini. Una lacrima sul viso dei favolosi anni ’60 (Demetrio Nunnari); La scena dipinta: cinema e arte visiva (Lucia Bruni); Cinema e radio: interessante progetto di RadUni (Giovanna Delvino); La parola ai giurati di Sidney Lumet  (1957)- Giuseppe Previti; Sardinia Film Festival: Cecilia Mangini madrina del SardiniaFF (Salvatore Taras); Il Sardinia Film Festival promuove l’accessibilità al cinema (Stefano Pierpaoli); Il location manager: chi è e cosa fa (Gennaro Aquino);  Due punti di vista dell’attuale cinema italiano: Francesca Archibugi e Paolo Virzì (Leonardo Dini); Una tomba per le lucciole (Hotaru no haka, 1988)- Antonio Falcone; L’isola dei cani – Wes Anderson (Giulia Marras); Omaggio. Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna (DdC).

 

“Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo”, una nuova tappa dell’affascinante percorso interdisciplinare di Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

A due anni di distanza dal fortunato Varietà, corposa antologia di interviste-ritratto ai divi storici della pop music italiana, con spazio anche ad attori teatrali o cinematografici ed esponenti del mondo dello spettacolo in genere, realizzate dal 1989 al 1994, Claudio Sottocornola presenta ora il suo nuovo libro, Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo (Marna Edizioni).
Un’opera particolarmente ampia, ricca di direzioni, spunti e tagli inediti, idonea sia a riassumere l’attività finora svolta dal filosofo, sia ad anticipare risvolti futuri, andando quindi a costituire una fase di ulteriore analisi e approfondimento di un affascinante percorso interdisciplinare e transmediale che lo ha portato negli anni ad affrontare varie tematiche con originalità, coerenza e lucidità di pensiero. Il tutto, appunto, a partire da quel pop, diminutivo di popular come ha sempre tenuto a precisare, da intendersi come un termine non a valenza riduttiva bensì estensiva, il cui linguaggio ha studiato e criticato con particolare riferimento alla musica “leggera”, sempre rendendo la filosofia il punto centrale del suo personale discorso intellettuale. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2018: le candidature

Sono state annunciate ieri, martedì 29 maggio, a Roma, le candidature relative alla 72ma edizione dei Nastri d’Argento, la cui cerimonia di consegna si svolgerà il prossimo 30 giugno al Teatro Antico di Taormina. In base alla selezione messa in atto dai giornalisti cinematografici fra i 134 titoli usciti dal 1° giugno 2017 al 31 maggio 2018, subito dopo il Festival di Cannes, i film in gara risultano essere 47; in lizza  per il Nastro al miglior film troviamo Dogman di Matteo Garrone, Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, A Ciambra di Jonas Carpignano, Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino e il dittico Loro di Paolo Sorrentino, forte quest’ultimo di 12 candidature, cui seguono le 9 di Ammore e malavita dei Manetti Bros. e le 8 di Dogman. Ieri sera, nel corso nella serata al MAXXI,  sono stati assegnati dei Nastri speciali a Paolo Taviani per Una questione privata, a Paolo Virzì per Ella & John, a Vittorio Storaro per la fotografia de La ruota delle meraviglie di Woody Allen. Nastro speciale anche all’intero cast di A casa tutti bene, per la regia di Gabriele Muccino. Del tutto nuovo, così come il già annunciato Nastro per la Legalità , il Nastro Argentovivo, dedicato ai film per il pubblico più giovane, conferito a Il ragazzo invisibile – seconda generazione, diretto da  Gabriele Salvatores.  E’ stato poi attribuito un Premio alla carriera a Gigi Proietti, mentre  nella ricorrenza del decennale dell’introduzione del Nastro d’argento dedicato alla commedia, sono state introdotte due nuove categorie, miglior attore e miglior attrice. Un click col mouse qui e potrete leggere l’elenco di tutte le candidature.

Io e Annie (Annie Hall, 1977)

New York, anni ’70. Alvy Singer (Woody Allen), comico televisivo, parla di sé, sguardo rivolto verso la macchina da presa:il lavoro, l’amore idolatrante per la città in cui vive, le telluriche ambasce esistenziali, dalla concezione pessimistica dei rapporti umani ai problemi con le donne, maturati ambedue già dai tempi dell’infanzia, come illustrano alcuni illuminanti flashback; introduce poi la figura di Annie Hall (Diane Keaton), con la quale si sono lasciati da circa un anno, raccontando, senza omogeneità temporale, i vari momenti della loro relazione, dalle difficoltà che andavano a presentarsi mano a mano, anche nei rapporti intimi, nonostante le sedute dallo psicanalista, al primo incontro in occasione di una partita di tennis, la felicità che andava di pari passo con dubbi e problematiche, per esserne poi sopraffatta.
D’altronde, per quanto gli opposti possano attrarsi, Annie ed Alvy erano profondamente diversi: lei cantante di night club senza una vera e propria cultura, d’estrazione familiare wasp, piuttosto estroversa per quanto a tratti insicura, lui ebreo, intellettuale liberal tendenzialmente umbratile e dalla personalità dilaniata. Una volta che Annie si lascerà convincere da un produttore discografico (Paul Simon) a seguirla in California, dove potrà garantirle una sicura carriera, Alvy cercherà, inutilmente, di convincerla a tornare; la loro storia gli servirà da spunto per dar vita ad una commedia e comunque i due avranno modo di rincontrarsi e trascorrere piacevolmente qualche ora insieme, constatando come si sia rimasti buoni amici, ma nulla di più. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2018: il “Nastro della Legalità” e le nomination ai “Nastri tecnici”

E’ stato annunciato nei giorni scorsi dai Giornalisti Cinematografici la nascita di un nuovo riconoscimento, il Nastro della Legalità, dedicato, in collaborazione con TrameFestival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, a quelle realizzazioni, televisive e cinematografiche, idonee a difendere, e ad esprimere, il valore civile di condanna e resistenza contro ogni mafia.
Il 24 giugno prossimo a Lamezia, nella serata di chiusura di Trame (ottava edizione) il premio sarà consegnato ad un film uscito in sala quest’anno;  intanto è stato attribuito il primo Nastro della Legalità per la televisione,  a Prima che la notte di Daniele Vicari, andato in onda su Rai1 lo scorso mercoledì, 23 maggio, Giornata Nazionale per la Legalità, in prima serata, dedicato alla figura di Giuseppe Fava, assassinato a Catania nel 1984, ottimamente interpretato da Fabrizio Gifuni, tratto dall’omonimo libro scritto dal figlio, Claudio Fava, insieme a Michele Gambino. Il premio verrà consegnato dai Giornalisti Cinematografici martedì prossimo, 29 maggio, a Roma, nel corso della serata dei Nastri d’Argento al Museo MAXXI, quando saranno conferiti inoltre  un Nastro d’Argento internazionale per la cinematografia a Vittorio Storaro e i Nastri per i migliori tecnici dell’anno, il cui elenco delle nomination riporto qui di seguito.
Nel corso della suddetta serata verranno poi rese note tutte le candidature ai Nastri, in attesa del classico gran finale al Teatro Antico di Taormina, dove sabato 30 giugno avrà luogo la cerimonia di premiazione della 72ma edizione dei Nastri d’Argento. Continua a leggere

Prato, inaugurata la mostra “Il postino- Le metafore della poesia”

E’ stata inaugurata ieri, mercoledì 23 maggio, a Prato, nel corso della giornata conclusiva del Prato Film Festival (VI Edizione), nella Saletta Campolmi,  la mostra Il postino-Le metafore della poesia, dedicata al film del 1994 diretto da Michael Radford ed interpretato da Massimo Troisi con Maria Grazia Cucinotta, Philippe Noiret, Renato Scarpa ed Anna Bonaiuto. 
Saranno esposti, fino al 4 giugno, i bozzetti e gli schizzi con cui venivano immaginate le scene ed i costumi dallo scenografo Lorenzo Baraldi e dalla costumista Gianna Gissi, che hanno curato la suddetta esposizione, oltre alla bicicletta concessa dai fratelli Conti, e la borsa utilizzata da Troisi durante le riprese.
In mostra anche le foto da set del film realizzate da Angelo Frontoni e tratte dalla collezione digitale Angelo Frontoni, il fotografo delle dive del portale internetculturale.it del Mibact; l’intero archivio di Angelo Frontoni è conservato presso la Fototeca del Museo nazionale del Cinema di Torino e Centro sperimentale di cinematografia-Cineteca nazionale di Roma. L’ingresso alla mostra (ore 10-20) è gratuito.

“Lazzaro”: intervista al regista Paolo Pisoni

Lumière e i suoi fratelli

Paolo Pisoni

Intervista di Antonio Falcone

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