Archivi del giorno: 2 ottobre 2018

Milano, il MIC-Museo Interattivo del Cinema omaggia Alfred Hitchcock e Mauro Bolognini

Alfred Hitchcock (Biografieonline)

Da oggi, martedì 2, al MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano, prenderà il via, fino a domenica 28 ottobre, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, una rassegna  dedicata al periodo britannico di Alfred Hitchcock (1899-1980), dal 1925 al 1940, anno quest’ultimo in cui si trasferì ad Hollywood, su invito del produttore David O. Selznick, durante il quale diresse 23 film, di cui 9 muti. Il maestro della suspence esordì a soli 26 anni come regista (The pleasure garden, 1925, non considerando Number thirteen, 1922, rimasto incompiuto), lasciando un segno ben preciso nella produzione britannica, tra film muti (The lodger, 1926) e sonori (Blackmail, 1929; The thirty- ninesteps, 1935): sono opere attraversate tanto da un certo umorismo, quanto da un’evidente ricerca formale nel costruire il meccanismo della tensione narrativa, andando a creare una linea di demarcazione  tra cio che viene portato a conoscenza dello spettatore e ciò che sa il personaggio in scena, rendendo così palpabile uno stato d’ ansia, rafforzato spesso da musiche a tema, luci ed ombre; tutte caratteristiche che si ritroveranno anche nelle opere americane, nelle quali però l’intreccio narrativo andrà ad acquisire maggiore complessità, dominato dai temi dell’angoscia e della colpa (presunta), della perdizione e della perversione, sino alla sublimazione delle ambiguità sessuali. Da evidenziare i due appuntamenti speciali con la musica dal vivo: domenica 7 ottobre alle ore 17 vi sarà la proiezione del citato Blackmail con accompagnamento musicale di Antonio Zambrini, mentre domenica  21 ottobre alle ore 17  The Lodger verrà musicato da Francesca Badalini. Continua a leggere

Un ricordo di Stelvio Cipriani

WCENTER 0FOTACTWWZ – STELVIO CIPRIANI – BARILLARI RINO –

Musicista e compositore, autore di memorabili colonne sonore cinematografiche (circa 300), Stelvio Cipriani ci ha lasciato ieri, lunedì 1° ottobre. Una volta diplomatosi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma (sua città natale, 1937), in pianoforte e composizione musicale, lavorò come accompagnatore per vari cantanti di musica leggera, trasferendosi poi negli Stati Uniti, dove ebbe modo di perfezionarsi nella musica jazz, seguito da Dave Brubeck, i cui echi sono rinvenibili soprattutto nelle colonne sonore di poliziotteschi quali La polizia ringrazia (Stefano Vanzina, 1972). Fra le tante “musiche per film” composte da Cipriani  ho scelto di affidarne il ricordo non al celeberrimo motivo di Anonimo veneziano ( 1970, Enrico Maria Salerno), bensì alla sua prima colonna sonora, una particolare e suggestiva rielaborazione del Degüello ne The Bounty Killer / El precio de un hombre (1967, Eugenio Martín), primo western interpretato da Tomás Milián.

Un ricordo di Charles Aznavour

Charles Aznavour (Il Fatto Quotidiano)

Ci ha lasciato ieri, lunedì 1° ottobre, Charles Aznavour, cantante, compositore ed attore francese di origine armena (Shahnour Vaghinagh Aznavourian, Parigi 1924); inserito dai genitori fin da giovane nel mondo del teatro parigino, Aznavour iniziò ad esibirsi già a nove anni, per poi essere scoperto da Edith Piaf, nel 1946, che lo portò con sé in tournée, conoscendo infine il grande successo nel 1956, grazie alla canzone Sur ma vie, che gli assicurò l’inserimento fra i migliori chansonnier francesi, imponendosi per la sua caratteristica voce roca ma anche per la profondità dei testi, nella declamazione dell’ amor fou, estremo, passionale, distante da qualsivoglia conformismo. La sensibilità espressa nel canto, unita ad una certa poliedricità, la si può rinvenire anche nelle numerose interpretazioni attoriali di Aznavour nell’ambito cinematografico e televisivo, a partire dal 1936 (La guerre des gosses, non accreditato, diretto da Jacques Daroy), assumendo progressivamente notorietà di pubblico e critica (l’Étoile de Cristal che gli fu conferito come Miglior attore francese del 1960 per la sua interpretazione di un epilettico in La tête contre les murs, Georges Franju, 1959); personalmente serbo nel mio cuore l’intensa interpretazione del sarto armeno Kachoudas  ne Les Fantômes du chapelier (1982, Claude Chabrol, dall’omonimo romanzo di Georges Simenon). Affido il ricordo di Aznavour al video che potete rinvenire qui in chiusura, l’esecuzione di Comme ils disent, 1972, una canzone che, forse per la prima volta, trattava il tema dell’omosessualità senza alcun sarcasmo o disprezzo, ma nell’ essenzialità manifesta di una normalità che mette da parte scandali o perbenisti pudori di facciata.