Archivi del mese: novembre 2018

“Diari di Cineclub”: online il n.67-Dicembre 2018

E’ online, scaricabile gratuitamente,  Diari di Cineclub n. 67 – Dicembre 2018, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica; fra gli articoli di questo numero: 1968-70. Enzo Ungari al Chaplin della Spezia: il d’Artagnan e gli altri di Giovane Critica (Nuccio Lodato); Nando, quanto ci mancherai (Salvatore Taras); Per Nando. Ricordi di amici più stretti. Interventi di Angelo Tantaro, Carlo Dessì, Marco Asunis, Marta Manconi; Notizie da Sherwood: Nella partita del cinema italiano contro Netflix le regole le definisce Benisoli (DdC); Un film rivoluzionario: Sovversivi (1967) dei fratelli Taviani. Il ’68 come mito collettivo (Leonardo Dini); Il mondo del cinema discute la sua crisi (Mino Argentieri); The Signal, il segnale che dovremo accontentarci di certa nuova fantascienza (Giacomo Napoli); Nury Bilge Ceylan: il maestro del nuovo cinema turco che scandaglia le relazioni umane (Giovanni Ottone); The children act – il verdetto (Giulia Zoppi); Cinema e neuroscienze – La mente attraverso lo schermo (Marco Zerbarini); La scelta culturale per un nuovo tipo di mercato (Stefano Pierpaoli); 1938, l’anno delle Leggi Razziali: due film parlano di esse, 80 anni dopo (Maria Cristina Nascosi); La Festa del Cinema di Roma trova la sua anima e resta in vetta (Catello Masullo); Notti magiche di Paolo Virzì (Andrea Fabriziani); Francesca Romana Coluzzi: la gigantessa del cinema italiano (Ignazio Gori); Inland sea, l’ultimo film di Kazuhiro Sôda, al Festival dei popoli di Firenze (Marino Demata); La Grazia di Gianni Zanasi. (Giulia Marras); Vanessa Redgrave: sensibilità intellettuale (Carmen De Stasio); Grisbì (Touchez pas au grisbi, 1954). Antonio Falcone; Lotte, Conflitti, Diritti. Napoli in festival per i 10 anni del suo cinema dei diritti umani (Maurizio Del Bufalo); Rassegna: Ingmar Bergman (1918 – 2007). Maria Paola Zoccheddu; C’era una volta in America (1984) di Sergio Leone. Giuseppe Previti; Bernardo Bertolucci, regista (DdC); La televisione del nulla e dell’isteria (XXII). DdC.

 

Chiara Francini, “scrivere è l’atto più coraggioso ed incosciente che ho fatto nella mia vita”

Chiara Francini, Rossella Scherl

La presentazione del suo secondo romanzo, Mia madre non lo deve sapere, che segue all’opera d’esordio, Non parlare con la bocca piena, di un anno precedente (entrambi usciti per i tipi della Rizzoli), che si è svolta ieri, giovedì 29 novembre, alla Libreria Mondadori di Siderno (RC), coordinata da Rossella Scherl, è stata l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con l’autrice, Chiara Francini, e conoscere così una gran bella persona, ironica ed autoironica, spontanea, diretta, capace d’ infondere un’energica vitalità. Continua a leggere

EFA-European Film Awards 2018: Premio d’Onore a Constantin Costa-Gavras

Constantin Costa-Gavras (Ecodelcinema)

Nel corso della 31ma edizione degli European Film Awards, che avrà luogo il 15 dicembre a Siviglia, il Presidente e il Consiglio Direttivo dell’EFA consegneranno un Premio d’Onore al regista greco, naturalizzato francese, Constantin Costa-Gavras, rendendo così omaggio tanto al cineasta capace di far leva anche su di una funzionale spettacolarità, quanto all’uomo e al suo rilevante impegno politico e di denuncia civile, caratteristiche già presenti nel film che ne consacrò l’autorialità a livello internazionale, Z (Z-L’orgia del potere, 1969, basato sull’omonimo romanzo di Vassilis Vassilikos, di due anni precedente), vincitore del Premio della Giuria al 22mo Festival di Cannes e dell’Oscar come Miglior Film Straniero, dopo aver esordito nel 1965 con il noir Compartiment tueurs (Vagone letto per assassini), tratto da un romanzo poliziesco di Sébastien Japrisot, cui seguì nel 1967 Un homme de trop (Il 13° uomo). Tra i film diretti da Costa-Gravas, in particolare fra quelli rilevanti per il suddetto connubio di attrattiva spettacolarità e denuncia, si possono ricordare Missing (Missing ‒ Scomparso, 1982), vincitore della Palma d’oro al 35mo Festival di Cannes e dell’Oscar per la Miglior Sceneggiatura (opera dello stesso regista) Music Box (Music Box ‒ Prova d’accusa, 1989), che conseguì nel 1990 l’Orso d’Oro al 40mo Festival di Berlino. Costa-Gavras è il quinto rappresentante del cinema europeo a ricevere il Premio d’Onore, dopo Manoel de Oliveira, Michel Piccoli, Michael Caine, e Andrzej Wajda.

“Non parlare con la bocca piena”-“Mia madre non lo deve sapere”: Chiara Francini fra sana ironia e voglia di raccontare

Chiara Francini (messina-gds.it)

Sia benedetta l’innata curiosità che mi ha sempre spinto a leggere (e visionare) un po’ di tutto, vincendo più di un preconcetto, rendendomi così edotto di realtà che probabilmente avrei ignorato, come nel caso dei due romanzi letti recentemente, Non parlare con la bocca piena e il suo seguito, Mia madre non lo deve sapere (entrambi editi da Rizzoli, 2017 e 2018), scritti da Chiara Francini, attrice teatrale, cinematografica e televisiva (lo splendido personaggio di Perla, sapida miscellanea di cinismo “pratico” e disincanto, nella fiction Non dirlo al mio capo), che con il primo titolo ha esordito in qualità di scrittrice. Inizialmente ero piuttosto scettico, pensavo di ritrovarmi di fronte alle consuete prove estemporanee proprie di personaggi del piccolo o grande schermo, intenti a riciclare battute e situazioni all’interno di un calcolato e striminzito canovaccio narrativo, invece mano a mano che procedevo nella lettura di Non parlare con la bocca piena sono rimasto conquistato da uno stile di scrittura articolato, piacevolmente scorrevole, capace di avallare il grottesco e il surreale, oltre a circuire, per il tramite di una prosa schietta e diretta,  il politicamente corretto, mai tanto di moda in questi ultimi tempi; il tutto, poi, punteggiato di un’arguta ironia, quest’ultima da intendersi, riprendendo le parole dello scrittore Romain Gary,  come una dichiarazione di dignità, un’affermazione della superiorità dell’uomo su ciò che gli capita.    Continua a leggere

Un ricordo di Bernardo Bertolucci

HOLLYWOOD, CA – NOVEMBER 19: Director Bernardo Bertolucci celebrates his Star on the Hollywood Walk of Fame on November 19, 2013 in Hollywood, California. (Photo by Valerie Macon/Getty Images)

Ci lascia Bernardo Bertolucci (Parma, 1941), morto oggi, lunedì 26 novembre, a Roma; uno dei nostri autori più lucidi e di ampio respiro, capace di suscitare consensi anche a livello internazionale, pur a costo di qualche divagazione o compromesso lungo il cammino, espressione, sempre e comunque, di un cinema profondamente moderno, libero da convenzioni tanto nell’assecondare lo sviluppo narrativo, quanto nell’elaborazione formale della resa visiva, quest’ultima anche influenzata da stilemi pittorici.
Notevole, inoltre, la capacità di coniugare, all’interno di una rigorosa messa in scena, soggettività ed oggettività, per un compiuto e personale percorso creativo, idoneo a comprendere, a volte, una concreta spettacolarità (The Last Emperor, L’ultimo imperatore, 1987, 9 Oscar, fra cui quello per la Miglior Regia). Continua a leggere

Anna

Presentato lo scorso 22 novembre al Rome Independent Film Festival, Anna, scritto e diretto da Federica D’Ignoti, è un cortometraggio particolarmente riuscito, sia per la sagacia espressa già in fase di scrittura, sottesa di una sottile ironia, con dialoghi piuttosto curati (rimarcati dall’assenza della colonna sonora, presente solo nel finale, in guisa di opportuna sottolineatura), sia per una regia agile ed attenta alle interpretazioni attoriali, con una messa in scena complessiva avvalorata dalla vivida fotografia di Daniele Ciprì e da un montaggio piuttosto fluido (Claudio Di Mauro). La vicenda prende piede in quello che sembra essere lo studio di uno psicologo (Pietro De Silva), il quale è intento ad ascoltare e ad annotare su un taccuino quanto sta raccontandogli Anna (Valentina Lodovini), come sia stata lasciata da colui che riteneva l’amore della sua vita, Andrea, conosciuto in seguito ad un appuntamento al buio. 
Il sogno di aver incontrato il principe azzurro, spiega la donna  allo psicoterapeuta, che l’incalza con obiezioni fra il beffardo e il cinico, si è presto dileguato all’interno di una storia non convenzionale, visto che quando Andrea sposò Maria, lei divenne la sua amante, nascondendogli la paternità del figlio. Continua a leggere

“Soltanto parole” (Paola Cortellesi-Stefano Bartezzaghi)