Archivi del mese: febbraio 2019

Ritorno al futuro

(TorinoClick)

Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta. (Paul Valéry)

69ma Berlinale: Orso d’Oro a “Synonyms” di Nadav Lapid, Orso d’Argento per la Miglior Sceneggiatura a “La paranza dei bambini”

Roberto Saviano, Maurizio Braucci, Claudio Giovannesi (ilfattoquotidiano)

Si è svolta questa sera, sabato 16 febbraio, la cerimonia di premiazione della 69ma Berlinale, che si è aperta con un omaggio all’attore Bruno Ganz, scomparso oggi: la giuria presieduta da Juliette Binoche  e composta da Sandra Hüller, Justin Chang, Sebastián Lelio, Rajendra Roy, Trudie Styler ha conferito l’Orso d’Oro all’israeliano Synonyms di Nadav Lapid, mentre il Gran Premio della Giuria è andato a By the Grace of God di François Ozon. La paranza dei bambini conquista l’Orso d’Argento per la Miglior Sceneggiatura (opera di Claudio Giovannesi, regista, Roberto Saviano, autore del libro dal quale è tratto il film, e Maurizio Braucci). Orso d’Argento per la Miglior Regia ad Angela Schanelec (It Was at Home, but), mentre quello relativo al Miglior Attore e alla Miglior attrice vede vincitori i protagonisti del film cinese So Long, My Son, Wang Jingchum e Jong Mai. Qui l’elenco di tutti i premi assegnati.

 

Un ricordo di Bruno Ganz

Bruno Ganz (Film al Cinema)

E’ morto oggi, sabato 16 febbraio, a Zurigo, sua città natale (1941), l’attore, cinematografico e teatrale, Bruno Ganz. La sua espressione facciale, così naturalmente corrucciata e mesta, gli permise di raffigurare, in palcoscenico come sul grande schermo, personaggi dal carattere difficile e tormentato, mai scevri comunque da una spinta passionale o da una certa dolcezza romantica; in virtù di queste caratteristiche s’impose presto fra i protagonisti dello Junger deutscher Film, movimento cinematografico tedesco, che, ispirato dalla Nouvelle Vague francese, a partire dagli anni Sessanta si propose di stimolare la rinascita di un cinema autoriale rinnovato nelle forme e nei contenuti, volto alla realizzazione di opere a basso costo, potendo contare sull’apporto economico dello Stato.
Anche se fu il cinema, nel 1960, a vedere il debutto artistico di Ganz (Der Herr mit der schwarzen Melone, Karl Suter), l’attore preferì dedicarsi per molti anni al teatro, fondando a Berlino, nel 1970, insieme, fra gli altri, al regista Peter Stein e all’attrice Edith Clever, la compagnia Schaubühne am Halleschen Ufer, per poi tornare sul grande schermo nel 1975 (Sommergäste, diretto dal citato Stein), affermandosi mano a  mano come interprete sensibile e misurato (La marquise d’O., Éric Rohmer, 1976, fra i titoli). Continua a leggere

Lamezia Terme: tutto pronto per la I Edizione di “Fare Critica”

Si è svolta lo scorso sabato, 9 febbraio, alla libreria Tavella di Lamezia Terme, la conferenza stampa di Fare Critica,  Festival interamente dedicato alla critica teatrale e cinematografica che si terrà a Lamezia Terme dal 19 al 23 febbraio, al Chiostro di San Domenico. Presenti il direttore artistico Gianlorenzo Franzì (critico cinematografico e direttore artistico del Lamezia Film Fest), il direttore organizzativo e consulente teatrale Valentina Arichetta e la giornalista Maria Scaramuzzino. “Si tratta di un festival innovativo incentrato sulla critica cinematografica e teatrale, che intende rivalutare il ruolo del critico, spesso e volentieri mal giudicato, riscoprendo la sua attività tout court. La critica è, nei fatti, un modo di illuminare le opere, rischiarando aspetti che non sono immediatamente visibili allo spettatore”, ha affermato Gianlorenzo Franzì. La kermesse vedrà l’alternarsi di numerosi ospiti tra artisti e critici, proiezioni e messa in scena di spettacoli teatrali. “L’obiettivo – ha continuato il direttore artistico – sarà parlare dell’arte in ogni sua forma, con l’augurio di ampliare ulteriormente il campo di indagine. Al centro di tutto, naturalmente, ci sarà una rivalutazione della critica, vero e proprio trait d’union tra opera e pubblico, anche nell’era imperante dei social network. D’altronde, come diceva il grande François Truffaut, Ognuno fa almeno due mestieri: il proprio e quello di critico…”. Continua a leggere

Bernardo Migliaccio Spina: “La modernità è sboccata e parla una lingua nuova priva di radici”

apostrofi a sud

Regista e attore, Bernardo Migliaccio Spina ha da poco esordito in qualità di scrittore, con il romanzo Coraìsime (prefazione di Gioacchino Criaco), edito da Rubbettino. Dopo aver letto il libro, ho contattato l’autore, così da condividere insieme impressioni e pareri. Bernardo Migliaccio Spina, che dirige la scuola di recitazione e regia LocriTeatro, ha firmato lungometraggi (Malanovastoria di amore e magia, 2008; L’uomo del gas, 2009) e docufilm (Uvafragola, 2013), realizzati dalla sua casa di produzione Asimmetrici film. Ha curato per Francesco Munzi il casting calabrese del film Anime nere (2014, tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, Rubbettino, 2008).

apostrofi 2

Bernardo, Coraìsime segna il tuo debutto come scrittore, credo lo si possa definire un noir, considerata la correlazione tra ambiente e personaggi, il cui iter narrativo acquista mano a mano la consistenza di una metafora, d’altronde già insita…

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L’ingrediente segreto (Secret Ingredient/ Iscelitel)

Skopje, Macedonia, tempi nostri. Vele (Blagoj Veselinov) lavora come meccanico in un deposito ferroviario, ma da quattro mesi non percepisce lo stipendio.
Al problema  di come sbarcare il lunario vanno ad aggiungersi anche le precarie condizioni di salute dell’anziano padre Sazdo (Anastas Tanovski), affetto da un tumore ai polmoni: i medicinali necessari sono tutti a pagamento e i cosiddetti farmaci alternativi, anche  questi da pagare, per quanto a prezzo minore, dispensano null’altro che un consolatorio palliativo all’insegna della fantasia, come evidenzia con toni coloriti Dzhem (Aksel Mehmet), un collega di Vele, avvezzo a contornare ogni incresciosa situazione con  caustico sarcasmo. Tra genitore e figlio, inoltre, non corre buon sangue, vi sono chiarimenti in sospeso da sei anni, quando, Sazdo alla guida, persero la vita in un incidente d’auto gli altri due componenti della famiglia, madre e figlio primogenito. Fra un tentativo di suicidio e medicine improvvisate mescolando analgesico e cannella, la disperazione incombe, fino al giorno in cui al deposito ferroviario si presenta la polizia: hanno ricevuto una soffiata, all’interno di un treno, nascosto in qualche vagone, dovrebbe esservi un pacchetto, che viene rinvenuto da Vele, il quale però lo tiene per sé. Continua a leggere

BAFTA 2019: sette riconoscimenti per “La favorita”, di Yorgos Lanthimos

Olivia Colman (Wire FM)

Si è svolta ieri sera, domenica 10 febbraio, alla Royal Opera House di Londra, la cerimonia di premiazione dei BAFTA, British Academy of Film and Television Arts, anche noti come “Oscar britannici” (72esima edizione), condotta, per il terzo anno consecutivo, dall’attrice inglese Joanna Lumley.
La favorita, diretto da Yorgos Lanthimos, ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti, sette, compreso quello relativo al Miglior Film Britannico, vedendo poi premiate anche le attrici Olivia Colman (Miglior Protagonista) e Rachel Weisz (Miglior Non Protagonista). Miglior Film Straniero è risultato Roma di Alfonso Cuarón, che ha conseguito altri tre rilevanti riconoscimenti (Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Montaggio); Miglior Attore Protagonista Rami Malek (Bohemian Rhapsody), Non Protagonista Mahershala Ali (Green Book). Spider-Man: Un nuovo universo, di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, infine, è stato premiato come  Miglior Film d’animazione. Qui potete leggere l’elenco completo dei premi assegnati.