Archivi del giorno: 31 marzo 2019

Diari di Cineclub: online il n. 71 – Aprile 2019

È online, scaricabile gratuitamente, Diari di Cineclub n. 71 – Aprile 2019, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica; fra gli articoli di questo numero:Riflessione sulla critica (Alberto Castellano); Green Book (Marino Demata); Green Book, un viaggio nell’America razzista degli anni ’60 (Paola Dei); Stanley Kubrick: genio e sregolatezza (Nino Genovese); Da Doppio sogno a Eyes Wide Shut: il doppio labirinto (Barbara Rossi); Quando il rock cambiò l’Unione Sovietica. Riflessioni sul film Leto di Kirill Serebrennikov. Ángel Quintana; Il mio capolavoro (Mi Obra Maestra). Giulia Zoppi; Mother! Un capolavoro metafisico (Giacomo Napoli); Il nudo nell’arte e nel cinema. Tra ipocrisie e falsi pudori (Giacinto Zappacosta); Sembra mio figlio (Costanza Ferrini); Giorgio Bassani tra letteratura, cinema e dialetto (Maria Cristina Nascosi); The other side of the wind – Il testamento di Orson Welles su Netflix (Giorgia Bruni); 69. Berlinale 2019: qualità diversa, ma importanti echi del disagio contemporaneo, nei vincitori dei premi principali (Giovanni Ottone); Il cinema italiano dei feroci anni Settanta (Pierfranco Bianchetti); Roma. Cinema d’autore al Parco della Cellulosa (Stefano Macera); Operazione sottoveste (Operation Petticoat, 1959). Antonio Falcone; C’è tempo (Spettatrice Qualunque); Riscoprire il regista che amava le donne: Antonio Pietrangeli (Maria Paola Zoccheddu); Il sapore del grano (1986). Ignazio Gori; Sofia di Meryem Benm’Barek. Giulia Marras; Vis comica nel cinema al femminile (Lucia Bruni); Stan&Ollie, il grande puzzle (Enzo Pio Pignatiello); Trentadue piccoli film su Glenn Gould (di F. Girard, 1993). Demetrio Nunnari; Il Nome della Rosa di Jean-Jacques Annaud (1986). Giuseppe Previti; La televisione del nulla e dell’isteria (XXVI). DdC; Omaggio. Il Porto delle Nebbie – Le quai des brumes (1938). DdC.

Youngabout 2019: proiezione del film “Mani rosse” ed intervista al regista Francesco Filippi

Venerdì 29 marzo Youngabout International Film Festival  ha dedicato la consueta mattinata di proiezioni in programma al Cinema Odeon di Bologna alla sensibilizzazione contro la violenza domestica, proponendo dei titoli tematici. Fra questi, ha colpito favorevolmente il giovane pubblico in sala Mani rosse, mediometraggio di animazione scritto e diretto da Francesco Filippi, che si avvale nella messa in scena, dal pregevole impatto visivo, di una tecnica mista (stop-motion, pittura, disegno), e il cui iter narrativo si delinea  coinvolgente ed empatico, prezioso nel suo assunto complessivo sia per il  pubblico di riferimento, sia per noi adulti, aiutandoci a comprendere come all’interno di un nucleo familiare la violenza possa assumere diverse caratteristiche e sfumature, da quella propriamente fisica a quella sottesa nell’ambito di una iperprotezione che impedisce ad un ragazzino di rapportarsi al mondo esterno, tarpando le ali, in ambedue i casi, alla libera espressione della propria personalità. Dopo la proiezione ho avuto modo di intervistare il regista, una chiacchierata relativa alle impressioni che il film mi ha suscitato e su molto altro…