Archivi del mese: aprile 2019

Diari di Cineclub: online il numero 72 | Maggio 2019

E’online, scaricabile gratuitamente, Diari di Cineclub n. 72 – Maggio 2019, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica; fra gli articoli di questo numero: Festa Internazionale del Lavoro; Il lavoro nell’arte avvolto da splendore e dramma (DdC); Il cinema per noi è un passato che è un grande futuro, se verrà un nuovo tempo per inventare (Italo Moscati); Bruno Ganz, l’inquietudine nel cinema senza più confini (Tonino De Pace); La grande fuga (del pubblico) (Alberto Castellano); V. Viaggio all’interno del Centro Sperimentale di Cinematografia. Intervista al Preside della Scuola Nazionale di Cinema Adriano De Santis (Susanna Zirizzotti); Il Cinema di Francesco “Citto” Maselli (Giacomo Martini); Per Agnès Varda, la Vecchia Signora del Cinema Europeo (Stefano Beccastrini); Cinema e memoria un incontro mancato (Mino Argentieri); Francesco De Robertis, ufficiale della Regia Marina, regista, a 60 anni dalla sua scomparsa (Adriano Silvestri); Un film di Federico Fellini: Giulietta degli Spiriti. In memoria di Mino Argentieri (Maria Rosaria Capozzi); Mi chiamo Sergio Leone e faccio Western! (Nino Genovese); Continua a leggere

La Giuria del 72mo Festival di Cannes

Alice Rohrwacher (Coming Soon)

E’ stata annunciata ieri, lunedì 29 aprile, la composizione della Giuria del 72mo Festival di Cannes (14- 25 maggio): ad affiancare il presidente Alejandro Gonzalez Inarritu, regista, sceneggiatore e produttore messicano, vi saranno la regista italiana Alice Rohrwacher, l’attrice americana Elle Fanning, il cineasta e fumettista francese Enki Bilal, l’attrice e regista del Burkina Faso Maimouna N’Diaye, la regista americana Kelly Reichardt, il regista, sceneggiatore e montatore francese Robin Campillo, il regista greco Yorgos Lanthimos  ed il collega polacco Pawel Pawlikowski.

Il campione

(Coming Soon)

Occorre ringraziare la lungimiranza produttiva di Sydney Sibilia e Matteo Rovere, due giovani autori  che con le loro opere hanno contribuito non poco a smuovere le acque del nostro cinema, altrimenti impantanato nelle consuete forme standardizzate del commedificio “pronto cuoci”, se gli spettatori orfani di un cinema “medio”, capace di coniugare sano intrattenimento e riflessione, possono dare il benvenuto a Il campione, esordio nei lungometraggi del regista Leonardo D’Agostini, il quale ha anche collaborato insieme ad Antonella Lattanzi nella stesura della sceneggiatura di Giulia Steigerwalt. Si tratta di un film complessivamente riuscito, sia per l’accorto lavoro di scrittura, idoneo ad amalgamare  gli stilemi propri del classico racconto di formazione con i toni di un’ umana commedia, sia per una messa in scena debitamente accurata e realistica, cui non è estranea poi una compiuta spettacolarità riguardo le sequenze girate sul campo di calcio. Continua a leggere

“Cannes Classics” omaggia il cinema italiano

E’ stato annunciato nei giorni scorsi il programma di Cannes Classics, sezione collaterale del  Festival (72ma edizione, 14-25 maggio) istituita diciassette anni fa, con l’intento di porre in evidenza tutto il lavoro compiuto da Enti, Associazioni, Cineteche, Archivi Nazionali, per preservare tramite restauro capolavori conclamati o semplicemente opere dimenticate della cinematografia mondiale ed offrirgli quindi opportuno risalto.
Un cartellone piuttosto ricco e diversificato, che vede, fra l’altro, un nuovo restauro di The Shining (Stanley Kubrick, 1980, adattamento dell’omonimo romanzo di Stephen King), inserito nella sezione Midnight Screening e la cui proiezione sarà preceduta da un intervento di Alfonso Cuarón (dovrebbe trattarsi, stando ad  alcune fonti, dell’originario montaggio, prima che Kubrick, ad una settimana dall’uscita nelle sale americane, chiedesse ai proiezionisti di eliminare una sequenza).Verranno celebrati poi i 50 anni di Easy Rider (Denis Hopper, 1969), film simbolo della New Hollywood, che proprio alla sua presentazione a Cannes fece conseguire al regista il premio per la miglior opera prima; il restauro è curato dalla  Cineteca di Bologna. Continua a leggere

Il posto delle fragole (Smultronstället, 1958)

“I nostri rapporti con il prossimo si limitano per la maggior parte al pettegolezzo e ad una sterile critica del suo comportamento. Questa constatazione mi ha lentamente portato ad isolarmi dalla cosiddetta vita sociale e mondana”. E’ una riflessione dell’anziano dottore Isak Bork (Victor Sjöström), illustre batteriologo, seduto alla scrivania del suo studio nella casa di Stoccolma, dove vive solo, assistito dalla governante Agda (Julian Kindahl). La moglie è morta anni orsono, ha un figlio, Eval (Gunnar Björnstrand), anch’esso medico, sposato senza prole, ed è ancora in vita la madre, piuttosto vivace nonostante abbia ormai superato i novant’anni. Il nostro è in procinto di recarsi a Lund, dove gli verrà conferito un riconoscimento accademico per il suo giubileo professionale, ma la notte reca una certa agitazione al luminare, che sognerà di ritrovarsi in una città deserta e sconosciuta, fra orologi sono senza lancette e l’arrivo di una carrozza funebre, constatando con angoscia come il morto dentro la bara sia lui. Al risveglio decide di partire in auto anziché in aereo, gli farà compagnia la nuora Marianne (Ingrid Thulin), sua ospite causa diverbi col marito, che nel corso del viaggio non mancherà di rimproverargli grettezza ed un malcelato egoismo, nei rapporti sociali in genere ed in particolare nei confronti del figlio, celando il tutto dietro l’opportuna maschera della bonarietà  e dei modi affabili. Continua a leggere

Spirito guascone, ovvero libero pensiero in libera anima

Gerard Depardieu (“Cyrano de Bergerac”, 1990, Jean-Paul Rappeneau)- Pinterest

(…) Se tu provassi a mettere un po’ da parte questo tuo animo da moschettiere, Cirano, il successo e gli onori ti…
E che dovrei fare? Cercarmi un protettore? Trovarmi un padrone? Arrampicarmi oscuramente, con astuzia, come l’edera che lecca la scorza del tronco cui si avvinghia, invece di salire con la forza?
No grazie.
Dedicare versi ai ricchi come qualsiasi opportunista? Fare il buffone nella speranza vile di vedere spuntare sulle labbra di un ministro un sorriso che non sia minaccioso?
No, grazie.
Mandare giù rospi tutti i giorni? Logorarmi lo stomaco? Sbucciarmi le ginocchia per il troppo genuflettermi? Specializzarmi nel piegare la schiena?
No, grazie.
Accarezzare la capra con una mano e innaffiare il cavolo con l’altra? Avere sempre a portata di mano il turibolo dell’incenso in attesa di potenti da compiacere?
No grazie. Continua a leggere

Milano, Fondazione Cineteca Italiana omaggia Stanley Kubrick e Sergio Leone

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Stanley Kubrick (CameraLook)

Da oggi, giovedì 25 aprile, e fino a sabato 4 maggio,  al Cinema Spazio Oberdan di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta Stanley Kubrick: 20 anni senza un genio, una rassegna che permetterà a tutti gli appassionati di rivedere su grande schermo l’opera di un autore che si è servito del cinema per andare oltre il cinema, rivisitando e reinventando i principali generi cinematografici: “Credo che in un film la trama migliore sia l’apparente assenza di trama. A me piace l’inizio lento, in cui lo spettatore può apprezzare i dettagli e i toni soft, prima che cominci la suspense. E comunque non ho idee precostituite su fare film di un particolare genere – western, pellicole di guerra, eccetera. Io voglio solo fare film che regalino un sentimento dei tempi, psicologicamente, sessualmente, politicamente, personalmente”. (Stanley Kubrick, da un’intervista pubblicata su The Observer Weekend Review, 4 dicembre 1960). Continua a leggere