Archivi del giorno: 1 aprile 2019

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema: “Cary Grant. Divo tormentato”

Cary Grant (Cinefilia Ritrovata)

Da martedì  2 a venerdì  26 aprile, al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenterà  Cary Grant. Divo tormentato, una panoramica sulla filmografia dell’attore più amato dal maestro del brivido, Alfred Hitchcock. Archibald Alexander Leach all’anagrafe (1904-1986), Cary Grant ha reso sullo schermo in tutte le sue interpretazioni un fascino naturale, ammantato, rara avis, di toni tanto romantici quanto ironici, fra indubbia eleganza e trascinante simpatia, quest’ultima scaturente sia dallo sguardo, sia da un sorriso spesso spiazzante. Anche se il divo e l’uomo comune erano in fondo, come lo stesso attore ebbe a dichiarare, espressione  di un’identica personalità, o forse proprio per questo, l’ombra di una profonda inquietudine non mancò di caratterizzare l’esistenza di Grant: lo rivela il documentario Cary Grant – Dietro lo specchio (Becoming Cary Grant, Mark Kidel, 2016), che sarà proiettato in esclusiva nell’occasione di questo omaggio, insieme, fra gli altri, a tre titoli intramontabili del citato Hitchcock, Intrigo internazionale (North by Northwest, 1959),  Notorious – L’amante perduta (1946) e Caccia al ladro (To Catch a Thief, 1955), o L’erba del vicino è sempre più verde ( The Grass is Greener, Stanley Donen, 1960), Ho sognato un angelo  (Penny Serenade,  George Stevens, 1941),  e poi altre pellicole di Cukor e Capra, senza dimenticare la scatenata screwball comedy di Howard Hawks Bringing Up Baby (Susanna!), 1938, coprotagonista una splendida Katharine Hepburn.

Youngabout 13ma edizione: i vincitori ed intervista ad Angela Mastrolonardo

Sabato 30 marzo si è conclusa a Bologna la 13ma edizione di Youngabout International Film Festival, con la cerimonia di premiazione che ha visto vincitore, nella categoria lungometraggi, La familia, film venezuelano scritto e diretto da Gustavo Rondón Córdova, con la seguente motivazione:La familia è il lungometraggio che ha convinto di più per fotografia e realismo e grazie all’assenza della colonna sonora la pellicola è resa ancora più claustrofobica e carica di tensione. Le scene che vedono davanti la macchina da presa il protagonista Pedro, mostrano alla perfezione la caratterizzazione del personaggio e la crescita dello stesso che rende interessante il legame padre-figlio che cresce lungo tutta la durata del film. Menzione Speciale per Mani rosse, intenso mediometraggio d’animazione scritto e diretto da Francesco Filippi, mentre Amal  di Mohamed Siam ha conseguito il premio per il miglior documentario. Peccato, personale considerazione, che non sia stato previsto nessun riconoscimento per l’intenso e poetico The Prayer di Cédric Kahn, che  ha suscitato reazioni contrastanti nel dibattito seguente alla proiezione, rappresentazione cruda di una comunità di recupero per tossicodipendenti ai piedi dei Pirenei, gestita dalla Chiesa cattolica, il cui dolente iter narrativo pone l’accento  sul tema della spiritualità, al di là della fede espressa, quale anelito di speranza per affrontare il quotidiano. Continua a leggere