Archivi del giorno: 15 aprile 2019

72mo Festival di Cannes: il manifesto omaggia Agnès Varda

E’ dedicata ad Agnès Varda, fotografa, regista e sceneggiatrice cinematografica francese che ci ha lasciato lo scorso 29 marzo, l’immagine ufficiale del 72mo Festival di Cannes (14-25 maggio):l’elaborazione di una foto che la ritrae, in piedi sulle spalle di un tecnico, mentre guarda dentro la macchina da presa sulla spiaggia di Sète, dove, nell’agosto del 1954, stava girando il suo primo lungometraggio, La pointe courte, che vedrà Alain Resnais al montaggio e Philippe Noiret al suo primo ruolo; un’ opera densa di stilemi visivi ed espressivi profondamente innovatori, anticipatori di quella che verrà definita la Nouvelle Vague, la “nuova onda” del cinema transalpino che prese piede tra la primavera del ’59 e l’autunno del ’63; la macchina da presa tornava nelle strade, a riprendere contatto con la realtà, abbandonando l’artificio degli studi cinematografici, cercando attori nuovi che potessero dare una patina di autenticità ai personaggi interpretati e affrancandosi dai vincoli della sceneggiatura. Un nuovo tipo di cinema, volto a spazzare via l’accademismo ereditato dagli anni ’30 nel sostenere la “politica degli autori”, i diritti del regista quale padrone assoluto del linguaggio cinematografico, di cui Varda fu portatrice, tra creatività e sperimentazione. Il cartellone ufficiale del Festival sarà svelato giovedì 18 aprile dal Presidente Pierre Lescure e da Thierry Frémaux, Delegato Generale.

Bibi Andersson (1935-2019)

Bibi Andersson (Ecosia)

Addio all’attrice svedese, cinematografica e teatrale, Bibi  Andersson  (Berit Elisabeth all’anagrafe), morta ieri, domenica 14 aprile, a Stoccolma, sua città natale (1935), il cui volto dall’incarnato chiaro, il luminoso sorriso, lo sguardo puro e spesso indice di una soffusa  malinconia, ma anche di una sottesa sensualità, la recitazione rigorosa ed altresì sempre fluida e spontanea, mai manierata, hanno trovato nel corso della carriera ideale sublimazione nei film diretti da Ingmar Bergman, rimarcando con le sue intense interpretazioni l’attività esplorativa del cineasta svedese riguardo la psicologia femminile e i suoi risvolti esistenziali. Emblematici a tale proposito il ruolo di Mia ne Il settimo sigillo (Det sjunde inseglet, 1957) e quello, doppio, nel successivo  Il posto delle fragole (Smultronstället), Sara, la cugina del dottore Isak Bork (Victor Sjostrom), alla quale quest’ultimo non ha saputo manifestare i suoi sentimenti ed una giovane autostoppista, i cui tratti ricordano appunto quelli della donna  amata in gioventù, scatenando il fluire della memoria, un viaggio a ritroso nel proprio passato e nella propria coscienza, quel che si è stati, quello che si è divenuti, come si poteva essere. L’incontro con Bergman avvenne nel 1951, sul set di un cortometraggio pubblicitario, quando Andersson aveva già debuttato in teatro una volta frequentata la Scuola d’arte drammatica di Gösta Tersevna, mentre l’esordio cinematografico risale al 1953 (Dumbom, Nils Poppe),  cui seguirono I soldi del signor Arne (Herr Arnes penningar, Gustaf Molander, 1954)  e Sorrisi di una notte d’estate (Sommarnattens leende, 1955, di nuovo Bergman). Continua a leggere