Archivi del mese: giugno 2019

Al via oggi la 33ma edizione del “Festival Mix Milano”

Si apre oggi, giovedì 20 giugno, la 33ma edizione del Festival Mix Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture, che proseguirà fino a domenica 23 giugno al Piccolo Teatro, nella doppia location del Teatro Strehler e del Teatro Studio Melato. Un appuntamento dal forte impatto per conoscere e incontrare opere e protagonisti della migliore cinematografia e produzione audiovisiva LGBTQ+ nazionale e internazionale, un evento culturale diretto da Andrea Ferrari, Debora Guma e Rafael Maniglia, che raccoglie attorno a sé decine di partner e sostenitori e soprattutto un pubblico numerosissimo – oltre 8500 presenze solo lo scorso anno – con un esclusivo programma di oltre sessanta titoli in gara, tantissime anteprime, incontri, ed eventi speciali, ospiti, momenti di musica, di spettacolo e di riflessione.
Due presidenti di giuria, Michela Murgia, per i Lungometraggi e Cristina Piccino, per i Documentari, mentre la sezione Cortometraggi risulta composta da 13 giovani appartenenti a diverse categorie della sigla LGBT+. Continua a leggere

Cronache dal Biografilm Festival (terza ed ultima parte)

Si conclude con questo articolo la mia disamina relativa ai film visti nel  corso della XV Edizione del Biografilm Festival, che si è svolta a Bologna dal 7 al 17 giugno coinvolgendo varie sale cinematografiche della città. Apro le danze con Christo-Walking on Water, sezione Biografilm Art & Music, documentario diretto da Andrey M. Paounov incentrato sulla realizzazione dell’installazione temporanea The Floating Piers, opera dell’artista Christo Yavachev, il molo galleggiante sul Lago d’Iseo inaugurato il 18 giugno del 2016, che poneva così fine ad un periodo di stasi creativa conseguente al decesso dell’amata moglie Jeanne Claude Denat De Guillebon, con la quale aveva condiviso un determinato percorso artistico denominato Land Art, interventi sul paesaggio volti a modificarlo provvisoriamente, la cui realizzazione veniva finanziata con i proventi ottenuti dalle vendite dei progetti e dei plastici che ne simulavano la messa in opera. Nel corso della narrazione, che si sviluppa attraverso un suggestivo intercalare di immagini attraversato da un insinuante motivo sonoro (Daniel Bensi, Saunder Jurriaans), la figura di Christo emerge a tutto tondo, nella classica alternanza di genio e sregolatezza, visto che il nostro, persona piuttosto schiva e mai tendente all’autocelebrazione, rifugge dell’impiego dei computer e riguardo le pubbliche relazioni passa in un battito di ciglia dall’estrema affabilità all’ira funesta ove qualcosa non proceda in base a quanto preventivato, come ben sa il suo collaboratore e nipote Ivan. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Il cinema inedito di Amir Naderi”

Amir Naderi (Wikipedia)

Da ieri, martedì 18, e fino a martedì 25 giugno, al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, Fondazione Cineteca Italiana propone la rassegna Il cinema inedito di Amir Naderi, tra le figure più influenti del nuovo cinema iraniano. Regista, sceneggiatore e montatore, Naderi iniziò la sua carriera come fotografo e assistente alla regia nel 1961. Nel 2012 è stato Presidente di giuria della sezione Orizzonti alla 69ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, mentre nel 2014 ha girato in Italia il film Monte, presentato fuori concorso sempre a Venezia, dove gli venne assegnato il premio Jaeger-LeCoultre (riconoscimento dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema). Dopo aver lasciato l’Iran, Amir Naderi ha raccontato con estrema potenza sinestetica l’ossessione umana, dal labirinto tentacolare della trilogia di New York all’eremo delle origini del mondo del citato Monte. Domenica 23 giugno alle ore 20 il regista  sara presente in sala per presentare il suo ultimo film Magic Lantern, un’onirica e misteriosa dichiarazione d’amore per la settima arte. (Fonte:comunicato stampa)

Cronache dal Biografilm Festival (seconda parte)

Proseguendo nel racconto dei film visti al Biografilm Festival,  la cui XV Edizione avrà termine oggi, lunedi  17 giugno (qui l’elenco dei vincitori), a Bologna,  vi do inizio scrivendo di Mon bébé, proposto nella sezione Biografilm Europa, piacevolissima commedia francese, anche profonda nella sua calviniana leggerezza, scritta e diretta da Lisa Azuelos, attingendo alla propria esperienza personale nel narrare la storia di Heloise (Sandrine Kiberlain) madre di tre figli, divorziata e proprietaria di un ristorante, alle prese con l’abbandono del nido da parte dell’ultimogenita Jade (Thais Alessandrin), in partenza per il Canada, dove frequenterà una prestigiosa università. La regista è particolarmente attenta nel mettere in scena, anche attraverso i bei dialoghi, intrisi di ironia ed umanità in egual misura e resi con naturalezza dall’intero cast (Kiberlain una spanna sopra), il turbamento emozionale di una donna che una volta separatasi dal marito si è data da fare per tirar su al meglio i suoi figli, dedicando loro gran parte delle sue energie cercando ogni tanto di ritagliarsi un po’ di spazio tutto per sè: ora che la figlia più piccola sta per lasciarla, i ricordi del passato confluiscono nel presente  alternandosi in un flusso continuo ed Heloise si affida all’iPhone per preservare attraverso gli scatti determinati momenti, salvo comprendere,  quando smarrirà il telefono, quanto sia più importante coltivare nel proprio animo le sensazioni provate in un particolare momento, per riviverle ed eventualmente condividerle. Continua a leggere

Franco Zeffirelli (1923-2019)

Franco Zeffirelli (ilfattoquotidiano)

Ci ha lasciato Franco Zeffirelli, regista cinematografo e teatrale, senza dimenticare in tale ulimo ambito l’attività di scenografo e costumista, morto ieri, sabato 15 giugno, a Roma  (Gianfranco Corsi all’ anagrafe, Firenze, 1923). Soffermandomi nel ricordarlo sulla sua attività cinematografica, doveroso rimarcare la propensione alla spettacolarità unita alla raffinatezza profusa nella composizione visiva delle immagini, fra attenzione minuziosa ai particolari nonchè al crescendo drammatico dell’andamento narrativo, sostenuto quest’ultimo da una compiuta teatralità all’interno della messa in scena, con un suggestivo impiego delle musiche e delle scenografie. Caratteristiche quelle descritte, inclini poi a conciliare un particolare punto d’incontro tra autorialità e successo di pubblico, che ricordano Luchino Visconti, nella cui compagnia teatrale Zeffirelli fu attore ed assistente alla regia, stagione 1946-1947, firmando in seguito anche rilevanti scenografie, nel 1949 (Un tram che si chiama desiderio,  Tennessee  Williams; Troilo e Cressida,  William  Shakespeare) e nel 1952 (Tre sorelle,  A.P. Čechov). Il debutto sul grande schermo avvenne nel 1947, come attore ne L’onorevole Angelina di Luigi Zampa, per poi lavorare in qualità di assistente alla regia nuovamente con Visconti (La terra trema, 1948; Bellissima, 1951; Senso, 1954) e  con Antonio Pietrangeli (Il sole negli occhi, 1953; Lo scapolo, 1955), esordendo  come regista nel 1958 con la sconclusionata ma divertente commedia Camping, protagonisti Nino Manfredi, Marisa Allasio e Paolo Ferrari, per  trovare infine la sua vera strada con gli shakespeariani La bisbetica domata, 1967, dominato dalle immense interpretazioni di Elizabeth Taylor e Richard Burton, ma soprattutto con il successivo Romeo e Giulietta. Continua a leggere

Bologna, cronache dal Biografilm Festival (prima parte)

Una volta conseguito l’accredito al Biografilm Festival (Bologna, 7-17 giugno) ed aver letto il ricco e variegato programma, ho dovuto necessariamente operare una cernita fra i tanti titoli in cartellone, vagliando  tra quelli che istintivamente, di primo acchito, mi sembravano i più interessanti in virtù delle tematiche proposte, al di là del loro autore o dei loro interpreti e dei quali andrò quindi a descrivere le sensazioni scaturite nel corso della visione. Advocate, documentario diretto da Rachel Lea Jones e Philippe Bellaiche, narra, in stile cinéma vérité,  la storia di Lea Tsemel, interpretata da se stessa, avvocatessa israeliana che da circa cinquanta anni è impegnata nella difesa di imputati palestinesi accusati di terrorismo, attività che persegue con forte determinazione nel tentativo di far sì che prevalga un ideale di umanità tale da consentire l’affermazione dell’obiettività in giudizio, tanto riguardo la colpevolezza che l’innocenza, superando preconcetti ed opinioni precostituite. La figura dell’ “avvocato del diavolo”,  soprannome affibiato alla battagliera donna, viene delineata  nel corso della narrazione non rifuggendo dalle ambiguità proprie della sua missione, offrire un senso di dignità a quanti si adoperano, anche con la violenza, quindi al di fuori della legge, nell’ opporsi all’occupazione del territorio palestinese, ripercorrendo le tappe proprie del suo lavoro, le poche vittorie (la decisione espressa dalla Corte Suprema nel 1999, il divieto di tortura negli interrogatori) e le molte sconfitte, le quali non vanno certo ad inficiare la sua pervicacia nel continuare una battaglia in cui crede fermamente. Continua a leggere

Venezia 76:Leone d’oro alla Carriera per Pedro Almodóvar

Pedro Almodóvar (tpi)

Pedro Almodóvar riceverà il Leone d’Oro alla carriera per un regista alla 76ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre), in base alla decisione  presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.
Pedro Almodóvar nell’accettare la proposta ha dichiarato: “Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo
Leone d’Oro. Ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Il mio debutto internazionale ha avuto luogo lì nel 1983 con L’indiscreto fascino del peccato. Era la prima volta che uno dei miei film viaggiava fuori dalla Spagna. È stato il mio battesimo internazionale ed è stata una meravigliosa esperienza, come lo è stata il mio ritorno con Donne sull’orlo di una crisi di nervi nel 1988. Questo Leone diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo. Grazie dal profondo del cuore per questo premio”.