71mo Festival di Cannes: i componenti della Giuria

Ecco i nominativi dei giurati che andranno ad affiancare  Cate Blanchett al 71mo Festival di Cannes, ai quali toccherà il compito di attribuire la Palma d’Oro e gli altri premi, nel corso della cerimonia di chiusura il 19 maggio: Chang Chen (attrice, Cina), Ava DuVernay (sceneggiatrice, regista e produttrice, Stati Uniti), Robert Guédiguian (regista, sceneggiatore, produttore, Francia), Khadja Nin (musicista, cantante, Burundi), Léa Seydoux (attrice, Francia), Kristen Stewart (attrice, Stati Uniti), Denis Villeneuve (regista, sceneggiatore, Canada), Andrey Zvyagintsev (regista, sceneggiatore, Russia).

 

71mo Festival di Cannes, i programmi della 57ma “Semaine de la Critique” e della 50ma “Quinzaine des réalisateurs”

Noée Abita, ritratta da Aurélie Lamachère

Sono stati resi noti nei giorni scorsi i programmi della 57ma Semaine de la Critique (9-17 maggio) e della 50ma Quinzaine des réalisateurs (9-19 maggio), sezioni parallele del Festival di Cannes, l’una organizzata dal sindacato francese della critica cinematografica e riservata alle opere prime e seconde, l’altra, indipendente e non competitiva, diretta da Édouard Waintrop. Riguardo la Semaine, titolo d’apertura, fuori concorso, sarà Wildlife, debutto dietro la macchina da presa dell’attore Paul Dano, mentre la Giuria vede come presidente il regista norvegese Joachim Trier e quali componenti Chloë Sevigny, Nahuel Pérez Biscayart, Eva Sangiorgi ed Augustin Trapenard. Il cartellone prevede all’interno delle Proiezioni Speciali: Wildlife (Paul Dano, film d’apertura), Our Struggles (Guillaume Senez), Shéhérazade (Jean-Bernard Marlin), Guy (Alex Lutz, film di chiusura). In Concorso: Chris The Swiss (Anja Kofmel), Diamantino (Gabriel Abrantes & Daniel Schmidt), Egy Nap (One Day, Zsófia Szilágyi), Fuga (Fugue, Agnieszka Smoczynska), Kona Fer I Stríð (Woman At War, Benedikt Erlingsson), Sauvage (Camille Vidal-Naquet), Sir (Rohena Gera).
Se nel programma della Semaine non è presente alcun titolo italiano, nel cartellone della Quinzaine ne troviamo tre: Samouni Road (La strada dei Samouni, Stefano Savona), Troppa grazia (Gianni Zanasi), film di chiusura (l’apertura sarà affidata a Pájaros de verano, Ciro Guerra & Cristina Gallego) e La lotta, cortometraggio realizzato da  Marco Bellocchio insieme agli studenti della sua scuola di cinema a Bobbio. Continua a leggere

Cesare deve morire (2012)

(MyMovies)

Vincitore, fra l’altro, dell’Orso d’Oro al 62mo Festival di Berlino nel 2012, insieme al Premio della Giuria Ecumenica, Cesare deve morire, scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani, è la dimostrazione di come il cinema d’autore, italiano nello specifico, non sia poi così legato, o non lo sia sempre, a rigidi schemi rappresentativi, magari intrisi di accademismo e virtuosismi fini a se stessi. Anzi a volte riesce, e il film in questione ne costituisce un esempio eclatante, a rinnovarsi con intelligenza ed intuitivo spirito d’adattamento, così da andare incontro alle diverse esigenze fruitive di un pubblico sempre più eterogeneo. Continua a leggere

Vittorio Taviani (1929-2018)

Vittorio Taviani (FilmTV)

E’ morto ieri, domenica 15 aprile, a Roma, il regista e sceneggiatore Vittorio Taviani (San Miniato, PI, 1929); insieme al fratello Paolo, di due anni più giovane, ha realizzato capolavori indiscussi, tratteggiando, unendo poesia ed impegno politico, le molteplici  contraddizioni proprie del nostro paese, prendendo spunto da avvenimenti storicamente accaduti, così come dalla letteratura. Coniugando all’interno della messa in scena realismo, rigorosità, gusto visionario, assecondando, quando necessario, le linee proprie del melodramma, hanno offerto in buona sostanza una certa consistenza affabulante ed avvincente al racconto cinematografico. L’attività di Vittorio risulta del tutto in simbiosi con quella di Paolo: ambedue abbandonarono presto gli studi di Giurisprudenza assecondando la loro passione per la Settima Arte dirigendo insieme a Valentino Orsini il Circolo del Cinema di Pisa e dando vita nel 1954, dopo una serie di esperienze come aiuto registi, alla loro prima opera, il cortometraggio San Miniato, luglio ’44, che ricostruiva l’eccidio perpetrato dai nazisti nella loro città natale, con un commento di Cesare Zavattini. Continua a leggere

Un ricordo di Isabella Biagini

Portrait of Italian actress and showgirl Isabella Biagini. Turin, 1970s (Photo by Mondadori Portfolio by Getty Images)

Eccelsa imitatrice, attrice e showgirl dotata di grande fascino al pari di una ironia del tutto naturale e spesso dissacrante anche, se non soprattutto, quando era rivolta verso se stessa, calata nel personaggio della “fatalona sexy” tutta curve e poco cervello di cui assecondava i canonici cliché , Isabella Biagini (Concetta Biagini all’anagrafe, Roma, 1943) ci ha lasciato lo scorso sabato, 14 aprile. Il mondo dello spettacolo l’aveva vista esordire ragazzina sul grande schermo, una piccola parte ne Le amiche, 1955, di Michelangelo Antonioni, anche se la grande notorietà sopraggiunse grazie alla televisione, quando venne ingaggiata per un ruolo comico in seguito alla sua partecipazione ad un concorso per annunciatrici, dove si fece notare, secondo quanto riportato da varie fonti, per aver suscitato fra gli astanti una certa ilarità. Proprio in tv, nel cast di spettacoli come Sim, sala, bim – Special, 1976, Bambole, non c’è una lira, 1977, C’era una volta Roma, 1979, o, ancora prima, di commedie musicali (Non cantare, spara, 1968, con il mitico Quartetto Cetra) la Biagini diede il meglio di sé, cantando, ballando e proponendo imitazioni memorabili (una su tutte quella di Mina), mentre al cinema riciclò il consueto ruolo di “procace svampita” in titoli rientranti per buona parte nel filone dell’italica commedia sexy, con qualche valida eccezione (andando a memoria mi sovvengono Slalom, Luciano Salce, 1965, l’episodio Lo smoking del film Amore all’italiana, Steno, 1966).

Corti d’Argento 2018: la selezione finalista

Claudio Santamaria (La Repubblica Napoli)

I Giornalisti Cinematografici aderenti al SNGCI hanno annunciato nei giorni scorsi il conferimento del Nastro d’Argento speciale a Claudio Santamaria per il miglior esordio alla regia, il cortometraggio The Millionairs prodotto da Gabriele Mainetti con il sostegno Lu.Ca, l’accordo tra Lucania e Calabria Film Commission e l’interesse culturale del MiBACT, presentato alle Giornate degli Autori,  all’interno della 74ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Insieme a tale annuncio, seguente alla consegna a Cortina del Premio speciale dell’anno a Gianni Amelio (Casa d’altri, sul dopo terremoto ad Amatrice), è stata inoltre resa nota la lista dei cortometraggi oggetto di selezione, quest’ultima coordinata per il Direttivo del Sindacato (Laura Delli Colli, Fulvia Caprara, Oscar Cosulich, Paolo Sommaruga e Stefania Ulivi), da Maurizio di Rienzo (sono stati visionati in tutto 140 corti di fiction e 20 di animazione, editi nel 2017), in attesa del gran finale dei Corti d’Argento 2018, che avrà luogo alla Casa del Cinema di Roma mercoledì 18 aprile, quando saranno consegnati premi e menzioni speciali. Continua a leggere

Un ricordo di Miloš Forman

Miloš Forman (Alchetron)

Ci lascia Miloš Forman, regista cinematografico ceco, naturalizzato statunitense (Forman Ján Tomáš, Čáslav, Boemia, 1932), morto ieri, venerdì 13 aprile.
Una volta diplomatosi, a metà degli anni ’50, alla FAMU di Praga (Facoltà di cinema dell’Accademia delle Muse), Forman, dopo una serie di esperienze come attore, sceneggiatore ed aiuto regista, ed aver preso parte all’opera collettiva volta a girare le immagini per Laterna magika, spettacolo teatrale di mimo, danza, musica e cinema muto, esordì in autonomia sul grande schermo nel 1963, con il mediometraggio Konkurs (Il concorso), realizzando poi nello stesso anno il suo primo lungometraggio, Černý Petr (L’asso di picche), grazie al quale divenne fra i maggiori esponenti della Nová Vlna, la “nuova onda” di rinnovamento che attraversava in quel tempo il cinema cecoslovacco.   Continua a leggere