72mo Festival di Cannes: Marco Bellocchio in Concorso

È stato svelato questa mattina, giovedì 18 aprile, dal Presidente Pierre Lescure e da Thierry Frémaux, Delegato Generale, il cartellone del 72mo Festival di Cannes (1425 maggio).
Come già annunciato nei giorni scorsi il titolo di apertura sarà The Dead Don’t Die di Jim Jarmush; fra gli autori in gara per la Palma d’Oro, Pedro Almodovar, Xavier Dolan, Ken Loach, Terrence Malick, i fratelli Dardenne e il nostro Marco Bellocchio con Il traditore, protagonista Pierfrancesco Favino nei panni di Tommaso Buscetta. Altri titoli potranno aggiungersi nei prossimi giorni. Continua a leggere

72mo Festival di Cannes: Palma d’onore per Alain Delon

Alain Delon (Wikipedia)

Alain Delon  riceverà la Palma d’onore al 72mo Festival di Cannes (14-25 maggio), il cui cartellone verrà svelato domani, giovedì 18 aprile, a partire dalle ore 11, in diretta da Parigi su YouTube, Dailymotion, Facebook, Twitter e sul sito della kermesse; l’attore francese, che ha dichiarato già da qualche tempo il ritiro dalle scene, è stato fra gli interpreti più carismatici della storia del cinema internazionale, a suo agio sia nei generi popolari che in quelli più autoriali, dove in particolar modo l’abilità registica di Luchino Visconti, a partire da Rocco e i suoi fratelli (1960), ha fatto sì che al suo indubbio fascino, reso anche dal contrasto fra i tratti morbidi, delicati, del viso e lo sguardo glaciale, si accompagnasse una maggiore complessità interpretativa.

Roma, Teatro dei Dioscuri: al via la mostra “Troisi poeta Massimo”

E’ visitabile da oggi, mercoledì 17 aprile, con proseguimento fino al 30 giugno, al Teatro dei Dioscuri (Quirinale) di Roma, ad ingresso gratuito, la mostra Troisi poeta Massimo organizzata e promossa da Istituto Luce-Cinecittà con 30 Miles Film, in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra, curata da Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, con la supervisione di Stefano Veneruso, nipote di Troisi. L’esposizione è suddivisa cronologicamente in cinque ambienti. L’ingresso accoglie il visitatore con una gigantografia di Troisi, opera di Pino Settanni, e un video realizzato dall’Archivio Luce con brani di interviste tratte dal fondo Mario Canale, e momenti di backstage da Il viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola e de Il postino. La volta del Teatro dei Dioscuri è ricoperta da un patchwork di immagini del mondo di Troisi, realizzato da Marco Innocenti per Brivido Pop, che riproduce l’effetto di una volta affrescata.
La prima sala racconta l’infanzia e la vita familiare di Massimo con preziose foto inedite familiari; spicca una lettera manoscritta a 7 anni e le foto della prima bruciante passione: il calcio, cui dovrà rinunciare per la prima comparsa dei problemi al cuore. Continua a leggere

Milano, Cinema Spazio Oberdan; “Pasqua: passione, tolleranza, accoglienza”

(FilmTv)

Dal 19 al 22 aprile,  al Cinema Spazio Oberdan di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenterà una breve rassegna per celebrare la Pasqua attraverso il rilancio di valori come la generosità, la tolleranza, la capacità di accoglienza da considerarsi, essenzialmente, quali elementi costitutivi di ogni essere che voglia dirsi umano così come della convivenza sociale, al di là di strumentali distinzioni fra religiosità e laicismo. Sei i titoli in programma: dai classici dei maestri Roberto Rossellini e Pier Paolo Pasolini, Francesco giullare di Dio e Il vangelo secondo Matteo (entrambi presentati in pellicola, il primo anche in edizione restaurata), al potente e commovente Dogman (Matteo Garrone, vincitore di nove David di Donatello 2019), all’intenso Kreuzweg – Le stazioni della fede, film del 2015 diretto dal tedesco Dietrich Brüggemann ed incentrato sulla follia arrecata da ogni  fondamentalismo, per finire con Miracolo a Le Havre (2011) e L’altro volto della speranza (2017), nei quali il finlandese Aki Kaurismaki impartisce importanti lezioni di civiltà senza dimenticare il sorriso. Continua a leggere

72mo Festival di Cannes: il manifesto omaggia Agnès Varda

E’ dedicata ad Agnès Varda, fotografa, regista e sceneggiatrice cinematografica francese che ci ha lasciato lo scorso 29 marzo, l’immagine ufficiale del 72mo Festival di Cannes (14-25 maggio):l’elaborazione di una foto che la ritrae, in piedi sulle spalle di un tecnico, mentre guarda dentro la macchina da presa sulla spiaggia di Sète, dove, nell’agosto del 1954, stava girando il suo primo lungometraggio, La pointe courte, che vedrà Alain Resnais al montaggio e Philippe Noiret al suo primo ruolo; un’ opera densa di stilemi visivi ed espressivi profondamente innovatori, anticipatori di quella che verrà definita la Nouvelle Vague, la “nuova onda” del cinema transalpino che prese piede tra la primavera del ’59 e l’autunno del ’63; la macchina da presa tornava nelle strade, a riprendere contatto con la realtà, abbandonando l’artificio degli studi cinematografici, cercando attori nuovi che potessero dare una patina di autenticità ai personaggi interpretati e affrancandosi dai vincoli della sceneggiatura. Un nuovo tipo di cinema, volto a spazzare via l’accademismo ereditato dagli anni ’30 nel sostenere la “politica degli autori”, i diritti del regista quale padrone assoluto del linguaggio cinematografico, di cui Varda fu portatrice, tra creatività e sperimentazione. Il cartellone ufficiale del Festival sarà svelato giovedì 18 aprile dal Presidente Pierre Lescure e da Thierry Frémaux, Delegato Generale.

Bibi Andersson (1935-2019)

Bibi Andersson (Ecosia)

Addio all’attrice svedese, cinematografica e teatrale, Bibi  Andersson  (Berit Elisabeth all’anagrafe), morta ieri, domenica 14 aprile, a Stoccolma, sua città natale (1935), il cui volto dall’incarnato chiaro, il luminoso sorriso, lo sguardo puro e spesso indice di una soffusa  malinconia, ma anche di una sottesa sensualità, la recitazione rigorosa ed altresì sempre fluida e spontanea, mai manierata, hanno trovato nel corso della carriera ideale sublimazione nei film diretti da Ingmar Bergman, rimarcando con le sue intense interpretazioni l’attività esplorativa del cineasta svedese riguardo la psicologia femminile e i suoi risvolti esistenziali. Emblematici a tale proposito il ruolo di Mia ne Il settimo sigillo (Det sjunde inseglet, 1957) e quello, doppio, nel successivo  Il posto delle fragole (Smultronstället), Sara, la cugina del dottore Isak Bork (Victor Sjostrom), alla quale quest’ultimo non ha saputo manifestare i suoi sentimenti ed una giovane autostoppista, i cui tratti ricordano appunto quelli della donna  amata in gioventù, scatenando il fluire della memoria, un viaggio a ritroso nel proprio passato e nella propria coscienza, quel che si è stati, quello che si è divenuti, come si poteva essere. L’incontro con Bergman avvenne nel 1951, sul set di un cortometraggio pubblicitario, quando Andersson aveva già debuttato in teatro una volta frequentata la Scuola d’arte drammatica di Gösta Tersevna, mentre l’esordio cinematografico risale al 1953 (Dumbom, Nils Poppe),  cui seguirono I soldi del signor Arne (Herr Arnes penningar, Gustaf Molander, 1954)  e Sorrisi di una notte d’estate (Sommarnattens leende, 1955, di nuovo Bergman). Continua a leggere

“E se una radio è libera…”

“Amo la radio perchè arriva dalla gente
entra nelle case
e ci parla direttamente
e se una radio è libera
ma libera veramente
mi piace ancor di più
perché libera la mente”. (Eugenio Finardi, “La radio”, 1976)