Castelli Romani Short Film Fest 2019 – I Edizione, disponibile online il bando di partecipazione

L’Associazione Senza Frontiere ONLUS insieme  al Circolo del Cinema Mark Film – FICC con il Patrocinio del Comune di Marino  (Roma) ed il supporto del media partner Diari di Cineclub, mensile di informazione e critica cinematografica, organizzano la I Edizione del Castelli Romani Short Film Fest, evento che sarà presentato giovedì 20 giugno alle ore 18:00  alla SLM – Sala Lepanto Marino (Piazza Lepanto 5 – Marino, Roma).
E’ disponibile online il bando di partecipazione, l’invio dei progetti deve avvenire tramite la piattaforma online WeTransfer, entro e non oltre le ore
12.00 del giorno 31 luglio 2019.

72mo Locarno Film Festival: i film di apertura e chiusura

Magari, opera prima della regista e produttrice italiana Ginevra Elkann, sarà il titolo di apertura,  mercoledì 7 agosto, della 72esima edizione del Locarno Film Festival ( 7-17 agosto), proiettato in Piazza Grande ed introdotto dall’autrice, accompagnata dai due interpreti del film, gli attori italiani Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio. Pellicola italo-francese, il film ripercorre l’infanzia di tre fratelli figli di genitori divorziati all’inizio degli anni Ottanta. Nel cast anche Céline Sallette, Brett Gelman, Milo Roussel, Ettore Giustiniani, Oro De Commarque e Benjamin Baroche. Titolo di chiusura, sabato 17 agosto, dopo la cerimonia di premiazione, sempre in Piazza Grande, sarà invece, proiettato in prima internazionale, Tabi no Owari Sekai no Hajimari (To the Ends of the Earth) del maestro del thriller giapponese Kiyoshi Kurosawa, girato in Uzbekistan, la cui trama segue tra sogno e burlesco le vicende di Yoko, presentatrice di un popolare show giapponese di viaggi, lungo i paesaggi dell’antica Via della Seta, nel tentativo di catturare con la sua piccola squadra un pesce mitologico. Lili Hinstin, Direttrice artistica del Locarno Film Festival, ha dichiarato : “Da un promettente primo film di una giovane regista europea (tra Francia, Italia e Inghilterra), all’ultimo film del più importante regista giapponese oggi in attività, il Locarno Film Festival traccia così la sua traiettoria distintiva tra l’apertura e la chiusura del Festival: quella di scoprire i talenti di domani e accompagnare gli autori affermati nelle loro ricerche o esperienze più inaspettate”.

“Le vie del cinema da Cannes a Roma”

Prende il via oggi, mercoledì 12, nella Capitale, la 23ma edizione della  storica rassegna Le vie del cinema da Cannes a Roma,  che si  concluderà  domenica 16 giugno, un’iniziativa rientrante nel programma dell’ Estate Romana,  promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale e realizzata in collaborazione con SIAE, con il contributo della Regione Lazio per la promozione dei Fondi Europei. Organizzato da ANEC Lazio tramite  la collaborazione con Fondazione Cinema per Roma I CityFest, l’evento inaugura l’edizione 2019 del progetto Il Cinema attraverso i Grandi Festival  portando in alcune sale romane (i cinema Adriano, Eden Film Center, Giulio Cesare) una significativa selezione di film provenienti direttamente dal 72mo Festival di Cannes. Tra i titoli proiettati in anteprima assoluta, selezionati dal concorso e da  tutte le sezioni, tutti in versione originale con sottotitoli in italiano (fa eccezione la versione restaurata di Shining), anche il vincitore della Palma d’Oro Gisaengchung (Parasite) del regista coreano Bong Joon-ho. Ad aprire la rassegna, egualmente alla kermesse parigina,The Dead don’t Die (I morti non muoiono) di Jim Jarmusch. Il programma completo della manifestazione è disponibile online sul sito di ANEC Lazio.

 

Un ricordo di Valeria Valeri

Valeria Valeri

E’ morta ieri a Roma, sua città natale (1925), Valeria Valèri (V. Tulli all’anagrafe), attrice prevalentemente teatrale, a suo agio nell’interpretare con maestria e naturalezza tanto ruoli drammatici che brillanti, potendosi avvalere a tale ultimo riguardo di un’insinuante ironia, la quale trovava espressione in un disarmante sorriso, così come in un ricercato uso della timbrica vocale. Il suo debutto sulle scene avvenne a Forlì, all’interno della compagnia di Laura Carli, stagione teatrale 1948-1949, nello spettacolo Caldo e freddo di Fernand Crommelynck, dopo aver seguito i corsi di recitazione tenuti da Elsa Merlini ed aver partecipato, conseguendo il secondo posto, ad un concorso di annunciatrice radiofonica indetto dalla Rai. L’affermazione definitiva arrivò a partire dalla stagione 1955-1956, quando l’attrice entrò a far parte della compagnia del Teatro Stabile di Genova e soprattutto una volta che aderì alla Compagnia Attori Associati, della quale facevano parte interpreti quali Ivo Garrani ed Enrico Maria Salerno, dando il via insieme a quest’ultimo ad un rilevante sodalizio, in scena come nella vita. Continua a leggere

Bologna, La Repubblica delle idee 2019: un altro cinema, un’altra Italia

All’interno della manifestazione culturale La Repubblica delle idee, nata sette anni orsono dietro iniziativa di Ezio Mauro, direttore del quotidiano la Repubblica, la cui edizione 2019 si è svolta a Bologna dal 7 al 10 giugno, ho potuto assistere, tra l’altro, a due eventi particolarmente rilevanti incentrati sul ruolo del cinema all’interno della nostra società, quale apportatore di memoria condivisa ed impegno civile al contempo, protagonisti i registi Marco Tullio Giordana (Il cinema e il dovere della memoria) e Marco Bellocchio (La mafia in tasca); hanno avuto luogo entrambi sabato 8 giugno, nella Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio, e nel loro svolgimento è emersa l’immagine di una “cinematografia altra”,  volta a mettere in scena un percorso emotivo idoneo a rispondere ad un interesse dell’opinione pubblica, quest’ultimo ancora vivido nonostante tutto,  a conoscere la verità su determinati accadimenti che hanno inciso, a volte mutandola, non sempre in meglio, sulla realtà sociale del nostro paese. Giordana, nel dialogare con il giornalista Lirio Abbate, ha esordito sostenendo che più che di dovere sarebbe proficuo parlare di piacere della memoria, superando così vincoli prescrittivi ma anche selettivi nel rammentare quanto si tenderebbe invece a rimuovere, rimarcando quale precipuo compito degli artisti il portare allo scoperto, alternando ricostruzione emotiva e riflessione, i tanti, troppi, misteri mai risolti quando non manipolati, anche politicamente, a vantaggio dell’una o dell’altra parte. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema:da martedì 11 giugno al via “Estate Tabacchi”

Dall’ 11 giugno al 23 agosto, dal martedì al venerdì,  al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Estate Tabacchi, la rassegna cinematografica estiva  con i migliori film della stagione 2018-2019, a partire,  martedì 11 giugno alle 20.30, con l’anteprima nazionale del film d’animazione Ruben Brandt, Collector dell’ungherese Milorad Krstić, presentato al Locarno Film Festival 2018, immersione totale  in un mondo di arte, psicoanalisi e cinema,  per un tripudio visivo in cui ogni singola immagine, disegnata con uno stile unico e inconfondibile, deborda di riferimenti che spaziano da Caravaggio a Picasso, da Ejzenstejn a Hitchcock, da Elvis a Rambo.Tra le novità di quest’anno, tutti i mercoledì alle ore 21 è in programma il Cine-Karaoke in terrazza,  5 appuntamenti con 5 film musicali con animazione live: Jesus Christ Superstar, Mary Poppins, Grease, Dirty Dancing, Bohemian Rhapsody. Continua a leggere

“Hanno tutti la stessa faccia…”.

“Dottore, Le spiego. L’umanità io l’ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali.
La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l’autorità, l’abilità o l’intelligenza, ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque, dottore, ha capito? Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso: hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa maniera”.
(Antonio Esposito, Totò, dialoga con lo psichiatra, interpretato da Mario Bernardi, che lo sta esaminando per presunta follia, in una scena del film Siamo uomini o caporali, Camillo Mastrocinque, 1955. I vari “caporali” sono interpretati da un eccelso Paolo Stoppa). Purtroppo oggi, caro Principe, annotazione personale, sono i caporali ad avere il sopravvento,  tempi grami per chi si palesa umano, pecora bianca fra tante pecore nere…