Milano, MIC – Museo Interattivo del Cinema: “100 anni di Rita Hayworth”

Rita Hayworth (Marilyn-Corriere)

I’m not very good with zippers, but maybe if i had some help…” Difficile dimenticare la scena in cui Rita Hayworth, nei panni di Gilda, dopo essersi esibita in una danza tanto scomposta quanto sensuale, giocando anche con la fluente chioma rossa ed intonando Put the Blame on Mame (ma la voce è di Anita Ellis), inizia a sfilarsi un guanto e poi candidamente ammette di avere un problema con la chiusura lampo del fasciante vestito nero, invitando qualche volontario fra il pubblico, ed accorreranno subitamente, ad intervenire in suo aiuto… Una sequenza simbolica, con lo sguardo ammiccante ripreso dalla macchina da presa di Charles Vidor come a restituire quello proprio degli spettatori in sala, avvolti nel buio appena rischiarato dal fascio di luce immaginifico, a rendere sullo schermo la magia di un sogno condiviso.
Il film, è, ça va sans dire, Gilda, 1946, a fianco di Rita vi è John Ford nelle vesti di Johnny, una pellicola che condizionò molto la carriera di un’attrice poliedrica, interprete di opere drammatiche, ma anche di musical (You Were Never Lovelier, con Fred Astaire, 1942, regia di William A. Seiter), ricordando al riguardo la destrutturazione dell’iconica figura operata da Orson Welles ne The Lady from Shanghai, 1947. Continua a leggere

69ma Berlinale: Juliette Binoche Presidente della Giuria Internazionale

Juliette Binoche (Milleunadonna.it)

L’attrice francese Juliette Binoche presiederà la Giuria Internazionale alla 69ma Berlinale (717 febbraio).
Il direttore artistico della kermesse, Dieter Kosslick, ha dichiarato:“Sono felice che Juliette sia Presidente della Giuria. Il festival ha un forte legame con lei e sono felice che farà ritorno in questo importante ruolo”.
“E’ un onore incredibile questo invito della Berlinale, per me significa tantissimo. Non vedo l’ora di iniziare questa avventura con la giuria e adempiere con gioia ai miei doveri”, ha commentato Juliette Binoche.

38mo Fantafestival, i vincitori

(Cineocchio)

Si è svolta ieri sera, domenica 9 dicembre, al My Cityplex Savoy di Roma, la cerimonia di premiazione del 38mo Fantafestival (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico), kermesse diretta  da Marcello Rossi e Luca Ruocco: una giuria di esperti del settore composta dal regista Claudio Lattanzi, dalla giornalista e saggista Daniela Catelli e dal regista e attore Luca Vecchi, ha conferito il Pipistrello d’oro come Miglior lungometraggio all’horror spagnolo Framed, di Marc Martínez Jordán, mentre quello al Miglior cortometraggio è andato ad una produzione italo-inglese, The Essence of Everything, di Daniele Barbiero. Carlo Modesti Pauer e Leopoldo Santovincenzo, autori del programma Wonderland (Rai4), hanno poi assegnato i due premi Mario Bava, dedicati esclusivamente alle produzioni italiane: Miglior cortometraggio per la black comedy Insetti di Gianluca Manzetti, Miglior lungometraggio a Go Home – A casa loro, attualissimo zombie-movie politico di Luna Gualano.

L’estate di Gino

Scritto e diretto da Fabio Martina (A due calci dal paradiso, 2006, L’assoluto presente, 2017), L’estate di Gino è un docufilm dalla felice resa visiva e, ancor di più, contenutistica, considerando come nel corso della narrazione si venga a concretizzare una suggestiva e funzionale correlazione fra immagini (lo scenario offerto dall’isola di Sant’Antioco in Sardegna) e l’espressività dei protagonisti, resa attraverso gesti e  dialoghi, con l’obiettivo della macchina da presa incline a divenire il tramite di una ricerca intesa a far risaltare l’essenza dell’umanità in sé, correlata necessariamente all’immanenza del divino all’interno di una quotidiana ritualità esistenziale, nella sottesa potenzialità di andare oltre quest’ultima, raggiungendo infine un’intima libertà.
Nel raccontare le vacanze in terra sarda di Don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto Detenzione Minorile Beccaria di Milano, insieme ad ex detenuti ma anche giovani incensurati, di diverse etnie, Martina propende ad un bilanciamento fra la soggettività della dialettica esternata in veste di confronto fra esseri umani e  l’oggettività della realtà così come circoscritta dai movimenti di macchina, i quali tendono a delineare una simbiosi fra l’ambiente circostante ed i singoli individui. Continua a leggere

L’imbarazzo della scelta

(Trend Online)

L’umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene. (Woody Allen)

76esimi Golden Globe Awards: le nomination

Di seguito riporto la  lista delle nomination, settore cinema, relative ai 76esimi Golden Globe Awards, gli annuali riconoscimenti della Hollywood Foreign Press Association, l’associazione hollywoodiana della stampa estera, annunciate oggi, giovedì 6 dicembre, al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles.  Il 6 gennaio 2019, sempre al Beverly Hilton Hotel, avrà luogo la cerimonia di premiazione. In testa, 6 candidature, troviamo Vice – L’uomo nell’ombra di Adam McKay, cui seguono le 5 di A Star is Born diretto da Bradley Cooper, Green Book (Peter Farrely) e La Favorita di Yorgos Lanthimos; a quota  4 Blackkklansman (Spike Lee) e de Il ritorno di Mary Poppins (Rob Marshall); 3 candidature, infine, per Roma, di Alfonso Cuarón. Continua a leggere

Brevi considerazioni su “Bohemian Rhapsody”

(Movieplayer)

Era da tempo che, all’uscita di una sala cinematografica, non provavo un senso di delusione pressoché totale, musiche escluse, come quello lasciatomi dalla visione di Bohemian Rhapsody, diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher (quest’ultimo, per quanto non accreditato,  ha sostituito il primo, ultimandone le riprese, con modalità egualmente anodine). Premetto che non sono un fan sfegatato dei Queen, dei quali ho apprezzato, e continuo ad apprezzare, da semplice appassionato di musica, le loro composizioni, così come ho sempre ammirato l’indole piacevolmente istrionica e vulcanica del loro leader, Freddie Mercury, al secolo Farrokh Bulsara, quindi non ne faccio una questione di rispetto filologico riguardo il succedersi degli eventi nelle modalità delineate da una sceneggiatura (Anthony McCarten, Justin Haythe) piuttosto accomodante. Continua a leggere