“Dia Silla – il giorno dell’ira”, il teaser trailer

Partendo dal requiem liturgico Dies irae, attribuito a Tommaso da Celano (datato attorno al 1200 dc), la tradizione orale ha rielaborato, nel corso dei secoli, quella che è a tutt’oggi ricordata come la Dia Silla, recitata dietro compenso da donne laiche le quali presiedevano i cimiteri durante il periodo dei morti.
La preghiera, in dialetto, come il testo originale latino, fa riferimento al giorno del giudizio universale e il suo contenuto è pervaso dal presagio di una sventura imminente.
Il documentario Dia Silla – Il giorno dell’ira raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti e le immagini dei luoghi colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 in centro Italia. La giornata del 18 gennaio 2017, che vede la concomitanza di forti nevicate, numerose scosse sismiche e la conseguente interruzione delle reti e vie di comunicazione,  lascia il segno tra la popolazione locale.
Tutto ciò in un territorio particolare e problematico come quello del comune di Acquasanta Terme: vasto, mal collegato e con un’età media della popolazione molto alta. Nel tentativo di salvaguardare la memoria di quelle giornate è nata la necessità di incontrare chi ne è stato testimone.
Le interviste hanno rivelato la possibilità di utilizzare una chiave interpretativa che fosse meno legata ai fatti di cronaca e che rivolgesse invece l’attenzione all’esperienza duale uomo-natura.Il documentario si caratterizza quindi per uno stile meditativo e contemplativo, il cui protagonista assoluto diventa il paesaggio. Continua a leggere

Sono tornato

Roma, Porta Alchemica, vicino Piazza San Vittorio, 22 aprile 2017. A 72 anni esatti dalla morte fa ritorno sulla terra Benito Mussolini (Massimo Popolizio), probabilmente richiamato in vita dalle tante esortazioni italiche invocanti ordine e disciplina, mai propense, però, ad una presa di coscienza riguardo la propria responsabilità sul mancato rispetto delle regole, preferendo l’affidarsi “messianico” ad un intercambiabile “uomo della provvidenza”. Il Duce si aggira lungo le vie cittadine, nota attonito la molteplicità delle etnie, certo più stupito della gente che incontra lungo il cammino, anzi molti non perdono l’occasione per scattare un selfie con quel curioso personaggio in divisa e stivaloni, chissà, potrebbe essere una candid camera, hai visto mai che non si riesca a fare il giro dei social a suon di like o magari finire all’interno di una trasmissione televisiva… Troverà infine ospitalità all’interno di un’edicola gestita da due invertiti (la definizione è sua, nel lieto rimembrare come ai suoi tempi gente di tal guisa venisse spedita al confino …). La prodigiosa “resurrezione” verrà casualmente notata da uno sciamannato regista di documentari, Andrea Canaletti (Frank Matano), intento al montaggio del suo ultimo lavoro, un reportage sui “nuovi italiani” non così reale come vorrebbe.
Potrebbe essere l’occasione per il colpo grosso: preso contatto col nostro, viaggeranno insieme su e giù per l’Italia, a tastare il polso della gente comune; il girato sarà poi proposto a MyTv, emittente televisiva dove Andrea ha sempre cercato, invano, di far accettare le proprie idee artistiche. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema:”Gli occhi di Paul Newman”

Paul Newman

Da martedì 6 e fino a domenica 18 febbraio al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, prenderà il via, a cura di Fondazione Cineteca ItalianaGli occhi di Paul Newman, omaggio a uno dei più grandi attori della storia del cinema hollywoodiano nel decimo anno dalla sua scomparsa.
In virtù di una recitazione improntata a conferire realistico rilievo all’introspezione psicologica dei personaggi interpretati (frequentò l’ Actors Studio) cui univa una “morbida” ed elegante fisicità, non scevra da una certa ironia, Newman nel porsi in scena è sempre riuscito a porre in essere una suggestiva sinergia fra intensità ed essenzialità; in particolare ha poi saputo mantenere una propria personalità all’interno del consueto sistema uniformante proprio dello star system, appoggiando diverse cause umanitarie ed impegnandosi per l’affermazione e il sostegno dei diritti civili. Continua a leggere

Un ricordo di Irina Sanpiter (1957-2018)

Irina Sanpiter

Difficile dimenticare, come ha scritto ieri Carlo Verdone sulla sua pagina Facebook, lo sguardo, triste e dolce al contempo, dell’attrice russa Irina Sanpiter, il disperato “Non ce la faccio più” ripetuto più volte quale doloroso mantra, con marcato accento torinese (era doppiata da Solvejg D’Assunta), propri del personaggio di Magda, reso dall’attrice in Bianco, rosso e Verdone (1981), donna del tutto obnubilata, nel corpo e nello spirito, almeno fino alla silente ribellione finale, dall’agire petulante e maniacale- ossessivo del consorte Furio Zòccano (Verdone). “Magda, tu mi adori?” “Sì, Furio…” “E allora lo vedi che la cosa è reciproca…”. Continua a leggere

“Dissenso comune”

Anna Foglietta, Kasia Smutniak, Alba Rohrwacher (Repubblica.it)

Dissenso comune è il titolo della lettera – manifesto firmata da 124 attrici e lavoratrici all’interno del mondo dello spettacolo italiano, che scaturisce da due mesi di incontri e confronti tra un gruppo di donne, “Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini”.  La ritengo un’ottima, doverosa, iniziativa e mi auguro che possa divenire un ulteriore e concreto incentivo idoneo a rendere definitivo l’annientamento di qualsivoglia negatività volta ad impedire un’effettiva emancipazione ed autodeterminazione, individuale e collettiva, consona al poter scegliere, con forza e convinzione, la propria essenza vitale, sociale e lavorativa. Qui, Repubblica.it , il testo completo.

 

César 2018: le candidature

Lo scorso mercoledì, 31 gennaio, nel corso della consueta conferenza stampa che si è tenuta al ristorante Fouquet, Champs-Elysees di Parigi, sono state rese note dal presidente de l’Académie des Césars, Alain Terzian, affiancato dall’attore Manu Payet, le candidature relative ai premi César 2018 (43ma edizione), i cosiddetti “Oscar francesi”, assegnati annualmente dall’Académie des arts et techniques du cinéma alle migliori pellicole e alle principali figure professionali del cinema transalpino. In testa, con 13 candidature, troviamo 120 Battiti al minuto di Robin Campillo, già  vincitore del Grand Prix della Giuria al 70mo Festival di Cannes, appaiato con  Au revoir là-haut (Ci rivediamo lassù, Albert Dupontel). Subito dopo con 10 ecco C’est la vie – Prendila come viene (Eric Toledano e Olivier Nakache), e a quota 8 Petit Paysan – Un eroe singolare, di Hubert Charuel. Nel corso della conferenza è stata annunciata l’istituzione del premio César du public, da assegnare al film più visto al cinema, mentre Penélope Cruz riceverà il César alla carriera. Sul manifesto ufficiale dei César campeggia un’intenso ritratto di Jeanne Moreau, scomparsa il 31 luglio dello scorso anno, cui sarà dedicato un omaggio nel corso della cerimonia di consegna, che avrà luogo il 2 marzo alla Salle Pleyel di Parigi e sarà presentata da Manu Payet; un click col mouse qui e potrete leggere l’elenco completo delle candidature.

Berlinale 2018: Jonas Carpignano nella Giuria del “GWFF Best First Feature Award”

Jonas Carpignano (cinemaitaliano)

Il regista Jonas Carpignano (Mediterranea, A Ciambra) farà parte, insieme al cineasta romeno Călin Peter Netzer (Ana, mon amour) e alla critica israeliana Noa Regev, della Giuria che assegnerà nel corso della 68ma Berlinale (15-25 febbraio) il GWFF Best First Feature Award, riconoscimento creato nel 2006 e destinato alla migliore opera prima. In particolare i giurati dovranno esaminare 18 esordi, presentati nelle varie sezioni della kermesse. Il premio di 50.000 euro, finanziato da GWFF (Gesellschaft zur Wahrnehmung von Film- und Fernsehrecht), una società dedita alla tutela dei diritti cinematografici e televisivi, verrà poi diviso tra il produttore e il regista del film vincitore.