Buon compleanno, Paolo Fiorino!

Paolo Fiorino

Ho avuto modo di conoscere Paolo Fiorino, attore originario di Palmi (RC), qualche anno addietro e da quel primo incontro, una chiacchierata telefonica, sono rimasto colpito dal suo modo di porsi  sempre diretto, sincero, non scevro da una suadente e naturale eleganza.
Ero al corrente, in buona parte, del suo ricco percorso artistico a tutto tondo, comprensivo di cinema, teatro e televisione, senza dimenticare i lavori radiofonici o i fotoromanzi e qualche reclame, mi aveva colpito la sua presenza scenica, ma, una volta che stima ed amicizia reciproche si sono incrementate negli anni, ne ho ammirato anche la profonda sensibilità, come evidenziato dalla dedizione rivolta alla famiglia, la moglie Angela, con la quale ha festeggiato nel 2015 i cinquant’anni di matrimonio, i figli, i nipoti, riuscendo infine, con sacrifici e caparbietà, a coronare un sogno e a conferirgli una dimensione prettamente umana; qualche giorno fa ci siamo sentiti via telefono, ricordando l’importante compleanno, 80 anni, che Fiorino festeggia oggi, mercoledì 16 maggio, così da ripercorrere insieme le tappe salienti della sua carriera. Lo invito subito a tornare indietro nel tempo, Paolo bambino, la sua famiglia, la nascente passione per il mondo dello spettacolo…88x31 Continua a leggere

Un ricordo di Margot Kidder (1948-2018)

Margot Kidder (Movieplayer)

Margot Kidder (Margaret Ruth “Margot” Kidder, Yellowknife, 1948), attrice cinematografica e teatrale che ci ha lasciato la scorsa domenica, 13 maggio, ha recitato in numerosi film (fra le interpretazioni più significative, Sisters, 1972, Brian De Palma, o  Pygmalion, 1983, Alan Cooke, girato per la televisione), ma per quanti, come lo scrivente, erano ragazzini sul finire degli anni’70, il suo volto resterà per sempre legato a quello della risoluta giornalista del Daily Planet Lois Lane in Superman, 1978, per la regia di Richard Donner, innamorata dell'”alieno fra noi”, il cui costume era indossato da Christopher Reeve, una volta smessi occhiali e grisaglia di Clark Kent, anche lui reporter nella redazione del citato giornale.
Era proprio Lois, andando a memoria, a coniare il nome “terreno” per l’uomo d’acciaio, noto su Krypton, pianeta d’origine, come Kal- El.
Kidder, che progressivamente si allontanò dalle scene, comparendo soprattutto in vari telefilm, fu Lois Lane anche nei seguiti di Superman, i due diretti da Richard Lester (’80 e ’83) e quello per la regia di Sidney J.Furie (‘87), che concluse in malo modo  una saga “sanamente” fumettistica, scanzonata e un po’ ingenua.

Monza: “Pupi Avati. Parenti, amici e altri estranei, una mostra tra film, fotografie, sogni e realtà”

Si svolgerà al Palazzo dell’Arengario di Monza, dal 26 maggio al 17 giugno, una mostra dedicata alla figura di Pupi Avati, regista e produttore cinematografico (Bologna, 1938), cantore di un cinema dal sentore autobiografico, dove l’elemento del ricordo assume toni ora elegiaci ora favolistici, incastonati spesso all’interno di “un piccolo mondo antico”, con un’attenta direzione degli attori, protagonisti e non, puntando in particolar modo sul loro rilievo emozionale, così da offrire dimensione opportuna al valore dei sentimenti.
Ad inizio carriera si è palesato invece quale attento esploratore dei generi, dall’horror d’atmosfera, surreale ed onirico, alla commedia di costume sapientemente grottesca. Un percorso che l’esposizione, dal titolo Pupi Avati. Parenti, amici e altri estranei, una mostra tra film, fotografie, sogni e realtà, intende illustrare non solo attraverso le realizzazioni cinematografiche del regista, ma anche offrendo spazio al suo immaginario, ai personaggi profondamente umani protagonisti dei suoi film, esaltando il “gusto del racconto per il solo piacere di raccontare” come leitmotiv dominante. Continua a leggere

Sette minuti dopo la mezzanotte (A Monster Calls, 2017)

Inghilterra, giorni nostri. Conor O’ Malley (Lewis MacDougall), ragazzo di 12 anni, “troppo grande per essere un bambino, troppo giovane per essere un uomo”, introverso ed umbratile, soffre per le condizioni di salute della madre, Elizabeth (Felicity Jones), alle prese con l’invadenza incipiente del cancro, ormai allo stadio terminale: ne osserva silente il repentino decadimento fisico, covando un torvo rancore nell’avvertire imminente il momento in cui dovranno dirsi addio.
Soggetto al pesante dileggio dei compagni di scuola, Conor viene affidato alle cure della nonna materna (Sigourney Weaver), dal carattere ruvido e scostante. Il padre (Tony Kebell), andato via da qualche anno, vive in America, con una nuova compagna, dalla quale ha avuto una figlia. Il giovane riesce a trovare un minimo di conforto nel disegno e nella musica, ma le sue notti sono scosse da violenti incubi, culminanti nell’apparizione, a mezzanotte e sette minuti, di un gigantesco albero, un tasso, dalle sembianze umane, il quale si farà vivo più volte per raccontargli tre storie, pretendendo però in cambio che Conor gliene narri a sua volta una quarta; se la pianta gli ha fatto intendere che il viaggio terreno può essere attraversato dall’incorrere in apparenze e compromessi, niente è come sembra, bensì propenso a conformarsi alle umane rappresentazioni, anche il ragazzo dovrà dimostrarsi pronto ad esternare una personale verità, da tempo soffocata … Continua a leggere

Bologna, Youngabout / Un film nello zaino: “Premio Miglior Recensione-Giovani critici in festa”

Sabato 12 maggio, nella sala del Circolo Mazzini di Bologna (Via Emilia Levante, 6), dalle ore 16 e fino alle ore 18.30 avrà luogo la Cerimonia di Premiazione per la Miglior Recensione, evento conclusivo delle attività di Youngabout International Film Festival, al cinema e nelle scuole. Sarà allestita una mostra relativa ai lavori svolti dagli alunni che hanno visto i film in programma all’interno della kermesse cinematografica, nata nel 2007 e dedicata al cinema contemporaneo di qualità, privilegiando il pubblico dei giovani, degli adolescenti, curata da Angela Mastrolonardo e Laura Zardi, mentre ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi, di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali. Spazio anche ai più piccoli, ovvero coloro che hanno scritto riguardo i  film visti nell’ambito della sezione Un libro nello zaino. Quanti abbiano ricevuto comunicazione di aver vinto un premio sono invitati a ritirarlo, rispettando il seguente orario: Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria dalle 16 alle 17; Scuola Media di Primo e Secondo Grado dalle 17 alle 18.

Ricordando Ermanno Olmi: Il posto (1961)

Ermanno Olmi

Il cinema piange per la scomparsa di uno  dei suoi autori più eclettici, poetici e visionari, Ermanno Olmi (Treviglio, 1931), deceduto nella notte di ieri, domenica 6 maggio, ad Asiago. Regista, cinematografo e teatrale, oltre che sceneggiatore,  scevro da schemi o ideologie, consapevole dei propri mezzi espressivi,  sin dagli esordi si è lasciato andare a libertà stilistiche e narrative mai fini a se stesse,  reinventandosi, in seguito, nel suo personale cammino autoriale, così da affermarsi  quale cantore di un cinema ancora capace di nutrirsi del racconto storico, dell’allegoria fiabesca, di atavici ricordi. Il tutto arricchito da un tocco elegiaco nel descrivere uomini semplici alle prese con la rituale quotidianità e gli accadimenti in cui si trovano coinvolti, ponendo risalto  ad una esemplare minuziosità antropologica (come ne L’albero degli zoccoli, 1978, probabilmente il suo capolavoro, girato in dialetto bergamasco, che vinse la Palma d’Oro al 31mo Festival di Cannes). Trasferitosi a Milano negli anni ’50, frequentò i corsi di recitazione dell’Accademia d’Arte Drammatica, trovando poi impiego presso la società Edisonvolta, occupandosi delle attività ricreative aziendali; gli vienne proposto di girare per la società un documentario (La diga sul ghiaccio, 1953),  dando il via così ad un’intensa attività di documentarista industriale, che gli permise di affinare le sue conoscenze tecniche, passando al lungometraggio ancora avallendosi del genere documentario, pur declinato in film (Il tempo si è fermato, 1960). Continua a leggere

Un ricordo di Paolo Ferrari

Paolo Ferrari (Il Messaggero)

Del grande attore, teatrale, cinematografico e televisivo, Paolo Ferrari (Bruxelles, 1929), morto oggi, domenica 6 maggio, a Roma, il mio ricordo risale alla visione del film Il grande sonno (The Big Sleep, 1947, Howard Hawks, dall’omonimo romanzo di Raymond Chandler) in una versione con un nuovo doppiaggio commissionato dalla Rai per un ciclo dedicato ad Humphrey Bogart, trasmesso nel 1975 andando a memoria (certe “malattie” si prendono da piccolo e non ti lasciano più…). Da allora in poi la voce di Bogie fu legata per sempre a quella di Ferrari, che ben si confaceva, sia per timbrica vocale che per scioltezza del linguaggio, a rendere la cinica ironia, ammantata da una amaro senso di disillusione, dei vari personaggi interpretati dal “duro” hollywoodiano per antonomasia, dal Rick Blaine del mitico Casablanca (1942, Michael Curtiz) al Philip Marlowe del citato The Big Sleep. Sua anche la voce, fra l’altro, di Jean- Louis Trintignant in Estate violenta, 1959, di  Valerio Zurlini e ne Il sorpasso di Risi, 1962, così come quella di Sergio Citti in Accattone, opera d’esordio alla regia di Pier Paolo Pasolini, 1961. Continua a leggere