“Libero cinema in libera terra”, da oggi al via la 13ma edizione

Prende il via oggi, martedì 17 luglio, per concludersi il 12 ottobre, la 13ma edizione di Libero cinema in libera terra, la carovana di cinema itinerante contro le mafie che ogni estate viaggia per la penisola con un furgone tecnologicamente attrezzato, così da consentire in poco tempo di allestire spazi cinematografici temporanei all’aperto, scegliendo luoghi simbolici, piazze, parchi, periferie, terre confiscate ai mafiosi e restituite alla legalità, dove montare schermo e proiettore per portare le emozioni del cinema direttamente alle persone e promuovere l’allargamento degli spazi democratici e la cultura della legalità.
Da oggi e fino al 5 agosto quindi la carovana farà tappa in Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, sempre in stretta collaborazione con le realtà del territorio: associazioni, presidii, cooperative, istituzioni, cittadini responsabili in modo da coinvolgere il maggior numero di cosmocivici, nuovi cittadini del mondo globalizzato convinti che la democrazia si sperimenti nel pubblico confronto, nel bilanciamento delicato fra libertà e regole comuni. Continua a leggere

Ingmar Bergman,“film come sogni, film come musica”

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– INGMAR BERGMAN
VARIOUS

“Film come sogni, film come musica. Nessun’arte passa la nostra coscienza come il cinema, che va diretto alle nostre sensazioni, fino nel profondo, nelle stanze scure della nostra anima”. (Ingmar Bergman)

Una frase emblematica, idonea a riassumere la poetica cinematografica di un autore, di cui quest’anno si celebra il centenario dalla nascita, tra i massimi protagonisti del cinema europeo, che, poggiando sulle solidi basi della cultura teatrale e letteraria della sua terra d’origine, ha saputo evolversi dalle iniziali fasi sperimentali ad una rigorosa essenzialità stilistica, sempre rispettosa, tanto come scrittura che come regia, del mezzo cinematografico in quanto tale, ponendo cruciali e sempre attuali interrogativi sulla condizione umana nel percorrere il tortuoso sentiero all’interno dell’esistenza. Continua a leggere

“Venezia Classici”, Salvatore Mereu presiederà la Giuria

Salvatore Mereu (Olbia.it)

Sarà il regista italiano Salvatore Mereu (Ballo a tre passi, Bellas mariposas) a presiedere la Giuria di studenti di cinema che – per il sesto anno – assegnerà i Premi Venezia Classici per i rispettivi concorsi Miglior Film Restaurato e Miglior Documentario sul Cinema. Venezia Classici è la sezione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Stefano Francia di Celle, che dal 2012 presenta in anteprima mondiale, con crescente successo, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo; presenta inoltre una selezione di documentari sul cinema e i suoi autori. La Giuria sarà composta da 26 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari. Di seguito, i titoli selezionati per la 75ma edizione della Mostra (29 agosto-8 settembre); a completamento della sezione, verrà presentata una selezione di documentari sul cinema e i suoi autori, nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma della Mostra, che si terrà a Roma mercoledì 25 luglio alle ore 11.00 (Cinema Moderno). Continua a leggere

Roma, all’ Arena Forlanini “L’altra metà del cinema”

L’altra metà del cinema questo il titolo della rassegna volta a raccontare, in sette week end e quattordici film dedicati alle donne, la parità di genere e i temi del femminile attraverso film di grandi autori, anche internazionali, ospitati alla Festa del Cinema di Roma e in altri importanti festival di tutto il mondo. La kermesse, che rientra nel programma di CityFest, si svolgerà da sabato 14 luglio a domenica 26 agosto, a Roma, all’interno della terza edizione dell’Arena Forlanini (Piazza Carlo Forlanini 1), in collaborazione con Alice nella città e realizzata grazie alla Regione Lazio, con l’obiettivo di sfruttare l’area dell’ex ospedale per il miglioramento della qualità della vita nel quartiere. Le proiezioni, a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, saranno accompagnate da incontri aperti al pubblico con autori e attori. I quattordici titoli in programma vanno dalle opere del cineasta spagnolo Pedro Almodóvar (Julieta) e del francese Martin Provost (Quello che so di lei) a quelle degli italiani Paolo Virzì (La pazza gioia), Edoardo De Angelis (Indivisibili), Sergio Castellitto (Fortunata) e Matteo Rovere (Veloce come il vento). Continua a leggere

L’appartamento (The Apartment, 1960)

(FilmTv)

New York, 1960, una città di 8 milioni 42mila e 183 abitanti, fra i quali Calvin Clifford Baxter (Jack Lemmon), esperto ramo statistiche, impiegato, insieme ad altre 31mila anime, alla Consolitade Life, agenzia assicurativa che ha sede all’interno di un enorme  grattacielo.
C.C. è inserito nel reparto polizze scadute, 19mo piano, un immenso stanzone dove scrivanie, macchine da scrivere, telescriventi, addetti ai lavori, vanno a formare un indistinto tutt’uno.
Ingenuo e sostanzialmente puro, il nostro ritiene non vi sia nulla di male nel concedere il proprio appartamento da scapolo ai suoi superiori, i quali se ne servono come garçonnière, teatro dei loro tradimenti muliebri e festini vari. Dopotutto, qualche notte all’addiaccio trascorsa su una panchina di Central Park o i commenti malevoli dei vicini, i quali ritengono, udendo rumori “equivoci”, che quella frenetica attività sia opera del candido omino (il dirimpettaio Dr.Dreyfuss, interpretato da Jack Kruschen, lo paragona ad una doppia punzonatrice alternata…), troveranno presto compenso nella forma di opportune segnalazioni da parte dei beneficati al capo del personale, illustrando le grandi capacità del loro caro Bud*, meritevoli certo di una promozione. Continua a leggere

Torino Film Festival dedica a Powell & Pressburger e a Jean Eustache le retrospettive della 36ma edizione

Michael Powell ed Emeric Pressburger (Senses of Cinema)

Saranno dedicate al duo Powell & Pressburger e a Jean Eustache le due retrospettive del 36mo Torino Film Festival (23 novembre- 1° dicembre).
Due generazioni, due stili, due immaginari che possono apparire agli antipodi ma anche due idee di cinema che ben corrispondono alle anime diverse della kermesse cinematografica torinese; tra i più grandi visionari della storia del cinema, l’inglese Michael Powell (regista e produttore) e l’ungherese Emeric Pressburger (scrittore) hanno costruito tra la fine degli anni ‘30 e l’inizio degli anni ‘60 lo spettacolo cinematografico perfetto, idoneo a comunicare con l’inconscio degli spettatori, che ha affascinato e influenzato i giovani Scorsese, De Palma e Coppola in virtù della distorsione ed enfatizzazione continua del potere dello sguardo (e dell’occhio della cinepresa).
La retrospettiva presenterà i venti titoli che hanno realizzato insieme, dall’eccentrico film bellico per il quale Pressburger vinse un Oscar (49° Parallelo) all’affresco romantico molto amato da Bertrand Tavernier (Duello a Berlino), dal viaggio ossessivo nella passione di Narciso nero agli andirivieni “lisergici” nell’Aldilà di Scala al Paradiso, dalla dannazione artistica di Scarpette rosse al lussureggiante demonismo di I racconti di Hoffmann. Insieme a questi, alcuni dei film diretti dal solo Powell, compreso il capolavoro “maledetto”, L’occhio che uccide. Continua a leggere

Un ricordo di Carlo Vanzina

Carlo Vanzina(TgCom24)

Ci lascia Carlo Vanzina, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore (Roma, 1951), morto oggi, domenica 8 luglio, nella sua città natale.
Insieme al fratello Enrico, sceneggiatore, ha firmato più di sessanta film, soprattutto commedie, pur cimentandosi a volte, con risultati alterni, in diversi generi  (per esempio il thriller nel 1983, Mystère, e nel 1985, Sotto il vestito niente, film quest’ultimo che ebbe anche una sorta d’ideale seguito, Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata, 2011).
Credo vadano riconosciute, tanto a Carlo quanto ad Enrico, figli di Steno (Stefano Vanzina), anche nell’ambito delle realizzazioni più becere e raffazzonate, una non comune capacità d’osservazione delle mutazioni in atto nella società, in particolare a livello di costume, pur rimproverandogli una spesso compiaciuta, e compiacente, messa alla berlina degli italici vizi, all’insegna di un cialtronesco “malcostume mezzo gaudio”, senza esprimere il coraggio di un vero e proprio affondo; evidente, poi, in molti loro titoli (almeno sino al triste subentro delle varie derive triviali ed escatologiche) un’allegra e coinvolgente spontaneità che assumeva la consistenza, pur flebile, di un richiamo  sincero alla genuinità primigenia di un cinema “sanamente” popolare, certo memori di quanto il citato padre fosse stato un  maestro nell’accostare  situazioni comiche tipiche della commedia tradizionale a una pungente e talvolta amara satira di costume. Continua a leggere