Nastri d’Argento 2018: il “Nastro della Legalità” e le nomination ai “Nastri tecnici”

E’ stato annunciato nei giorni scorsi dai Giornalisti Cinematografici la nascita di un nuovo riconoscimento, il Nastro della Legalità, dedicato, in collaborazione con TrameFestival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, a quelle realizzazioni, televisive e cinematografiche, idonee a difendere, e ad esprimere, il valore civile di condanna e resistenza contro ogni mafia.
Il 24 giugno prossimo a Lamezia, nella serata di chiusura di Trame (ottava edizione) il premio sarà consegnato ad un film uscito in sala quest’anno;  intanto è stato attribuito il primo Nastro della Legalità per la televisione,  a Prima che la notte di Daniele Vicari, andato in onda su Rai1 lo scorso mercoledì, 23 maggio, Giornata Nazionale per la Legalità, in prima serata, dedicato alla figura di Giuseppe Fava, assassinato a Catania nel 1984, ottimamente interpretato da Fabrizio Gifuni, tratto dall’omonimo libro scritto dal figlio, Claudio Fava, insieme a Michele Gambino. Il premio verrà consegnato dai Giornalisti Cinematografici martedì prossimo, 29 maggio, a Roma, nel corso della serata dei Nastri d’Argento al Museo MAXXI, quando saranno conferiti inoltre  un Nastro d’Argento internazionale per la cinematografia a Vittorio Storaro e i Nastri per i migliori tecnici dell’anno, il cui elenco delle nomination riporto qui di seguito.
Nel corso della suddetta serata verranno poi rese note tutte le candidature ai Nastri, in attesa del classico gran finale al Teatro Antico di Taormina, dove sabato 30 giugno avrà luogo la cerimonia di premiazione della 72ma edizione dei Nastri d’Argento. Continua a leggere

Prato, inaugurata la mostra “Il postino- Le metafore della poesia”

E’ stata inaugurata ieri, mercoledì 23 maggio, a Prato, nel corso della giornata conclusiva del Prato Film Festival (VI Edizione), nella Saletta Campolmi,  la mostra Il postino-Le metafore della poesia, dedicata al film del 1994 diretto da Michael Radford ed interpretato da Massimo Troisi con Maria Grazia Cucinotta, Philippe Noiret, Renato Scarpa ed Anna Bonaiuto. 
Saranno esposti, fino al 4 giugno, i bozzetti e gli schizzi con cui venivano immaginate le scene ed i costumi dallo scenografo Lorenzo Baraldi e dalla costumista Gianna Gissi, che hanno curato la suddetta esposizione, oltre alla bicicletta concessa dai fratelli Conti, e la borsa utilizzata da Troisi durante le riprese.
In mostra anche le foto da set del film realizzate da Angelo Frontoni e tratte dalla collezione digitale Angelo Frontoni, il fotografo delle dive del portale internetculturale.it del Mibact; l’intero archivio di Angelo Frontoni è conservato presso la Fototeca del Museo nazionale del Cinema di Torino e Centro sperimentale di cinematografia-Cineteca nazionale di Roma. L’ingresso alla mostra (ore 10-20) è gratuito.

“Lazzaro”: intervista al regista Paolo Pisoni

Lumière e i suoi fratelli

Paolo Pisoni

Intervista di Antonio Falcone

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Loro, noi e l’Italia in tempesta

Dopo aver visto anche la seconda parte di Loro, dittico diretto da Paolo Sorrentino, sceneggiato insieme ad Umberto Contarello, confermo le mie primarie impressioni: il film avrebbe meritato una “confezione” unitaria, così da rendere l’iter narrativo più coeso e meno “sussultorio”, con un probabile maggiore equilibrio complessivo, in particolare riguardo il libero fluire immaginifico. Loro 2 appare fin dalla prima sequenza impostato ad una certa teatralità della messa in scena, primi piani frontali, campo e controcampo, movimenti di macchina meno funambolici e attenti a circoscrivere l’ambiente circostante, i personaggi e i vari accadimenti che vanno a susseguirsi, con la fotografia di Luca Bigazzi ora maggiormente nitida e “pastosa”, incline a mutare da tonalità vivide ad altre più cupe. L’apertura con il confronto fra lo scafato imprenditore Ennio Doris e l’ormai immalinconito Berlusconi (entrambi interpretati da Toni Servillo), quest’ultimo acciaccato dalla perdita dei consensi muliebri e  del potere politico, dà il via ad una serie di prese di contatto fra le varie anime di Sua Emittenza. Continua a leggere

Ricordando Anna Maria Ferrero: Totò e Carolina (1955)

Anna Maria Ferrero (Tg.com)

Ci lascia l’attrice, cinematografica e teatrale, Anna Maria Ferrero (Anna Maria Guerra all’anagrafe, Roma, 1934), morta ieri, lunedì 21 maggio, a Parigi. Si era ritirata dalle scene nel 1964, una volta sposatasi con l’attore Jean Sorel e dopo aver interpretato vari film, drammatici e commedie, dove la naturale dolcezza, non disgiunta da una lieve nota malinconica, le permise di affinare nel tempo, arricchendola di molteplici sfumature, una determinata figura di donna, coinvolta in disavventure sentimentali e relegata spesso ai margini della società, dalle quali riusciva però a venire fuori in virtù di un candore disarmante nell’affrontare comunque la vita orgogliosamente a testa alta. Continua a leggere

71mo Festival di Cannes: Palma d’Oro a “Shoplifters”, di Hirokazu Kore’eda

Hirokazu Kore’eda (Radio Colonna)

La giuria del 71mo Festival di Cannes, presieduta da Cate Blanchett e composta da Chang Chen, Ava DuVernay, Robert Guédiguian, Khadja Nin, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Denis Villeneuve, Andrey Zvyagintsev ha conferito nel corso della consueta cerimonia di premiazione, svoltasi questa sera, sabato 19 maggio, la Palma d’Oro a Shoplifters di Hirokazu Kore’eda.
Buoni risultati per i nostri colori: Dogman di Matteo Garrone vede premiato il suo protagonista, Marcello Fonte, come miglior attore e Lazzaro felice di Alice Rohrwacher consegue il premio per la miglior sceneggiatura, ex aequo con Three Faces (Naedar Saeivar e Jafar Panahi, quest’ultimo regista del film). Inoltre La strada dei Samouni (Samouni Road) di Stefano Savona, presentato in concorso alla Quinzaine Des Réalisateurs, ha vinto l’Oeil d’or come  miglior documentario del Festival; Grand Prix della Giuria a BlacKkKlansman di Spike Lee.
Di seguito, l’elenco dei premi assegnati. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “Robert Bresson – La questione morale nel cinema”

Robert Bresson (art-carousel)

Da domenica 20 maggio a martedì 19 giugno, al Cinema Spazio Oberdan di Milano, Fondazione Cineteca Italiana proporrà Robert Bresson – La questione morale nel cinema, una rassegna in dieci lungometraggi dedicata al regista e sceneggiatore francese (1901-1999), lucido e radicale nell’analisi della condizione etica dell’individuo e nel privilegiare i temi della grazia, della solitudine, della fede, che si oppongono a una modernità descritta come violenta e brutale.
Il tutto con uno sguardo essenziale, asciutto, quasi documentaristico, ma di forte impatto emotivo, offrendo quindi realizzazioni all’insegna del più assoluto e intransigente rigore etico ed estetico, dove la scarnificazione del consueto linguaggio filmico, dai movimenti della macchina da presa all’uso della musica, senza dimenticare la recitazione degli attori, si rivela consono a trascendere la realtà e rendere così alla cose del mondo una dimensione pura ed ideale.
Un lavoro registico che è stato spesso definito “una messa in ordine”, ancor prima che una messa in scena, che ancora oggi offre una “violenta” e suggestiva forza espressiva, del tutto autentica nella sua adesione alla consueta quotidianità esistenziale.