Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient Express, 1974)

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Agatha Christie (in origine pubblicato a puntate sulle pagine del The Saturday Evening Post, nell’estate del 1933) ad opera dello sceneggiatore Paul Dehn per la regia di Sidney Lumet, Assassinio sull’Orient Express, diversamente dal citato componimento letterario, pone un prologo alla narrazione principale (che ha luogo nel 1935), un accadimento avvenuto 5 anni prima, il rapimento della piccola Daisy Armstrong all’interno della villa dei suoi genitori, assenti per un viaggio, del quale furono testimoni la bambinaia, la cuoca, il maggiordomo e la cameriera.
Il riscatto richiesto fu prontamente pagato, ma la bambina venne rinvenuta uccisa. Si riuscì a consegnare alla giustizia l’esecutore ma non il mandante dell’efferato crimine, la cui scia di morte trovò presto altre vittime: la madre di Daisy, attrice, deceduta per una emorragia conseguente al parto di un figlio prematuro, a sua volta nato morto, il padre, colonnello, suicidatosi, al pari della domestica Paulette, ingiustamente accusata di essere coinvolta nel rapimento.
Dopo tale antefatto, la narrazione si sposta sulla costa orientale di Istanbul, dove alcuni passeggeri si stanno imbarcando per raggiungere la stazione ferroviaria e proseguire il viaggio sull’Orient Express fino a Calais.
Tra questi vi è il famoso investigatore privato Hercule Poirot (Albert Finney), di ritorno a Londra, il quale troverà posto in carrozza grazie all’intervento del suo amico Bianchi (Martin Balsam), dirigente della Compagnie Internationale des Wagon Lits. Continua a leggere

Benedetta follia

(MyMovies)

Roma, oggi. Guglielmo Pantalei (Carlo Verdone), uomo serio e posato, è proprietario di un negozio di paramenti sacri ed articoli religiosi, eredità paterna.
A vederlo adesso, ossequioso verso l’alto prelato di turno, ingessato in una affabilità di prammatica, sembra lontano l’anno 1992, quando sfrecciava, bandana e camicia hawaiana, su una possente moto lungo le curve di Sperlonga e faceva conoscenza con Lidia (Lucrezia Lante della Rovere), poi sua consorte, con la quale si appresta a festeggiare le Nozze d’Argento.
Ma proprio nel corso della cena celebrativa, Lidia rivela a Guglielmo di voler divorziare, c’è un altro amore nella sua vita, una donna, commessa nel negozio del marito… Lo shock per il nostro è violento, tutte le sicurezze di buon borghese diventano castelli di sabbia infranti dalle onde; ormai solo i giorni scorrono faticosamente, assecondando un monotono grigiore esistenziale, almeno fino a quando non farà il suo ingresso in negozio, proponendosi come commessa, tale Luna (Ilenia Pastorelli), vivace borgatara di Tor Tre Teste, travolgente e a suo modo empatica, la quale per ringraziare dell’avvenuta assunzione (solo un mese, poi si vedrà) si impegnerà nella “riesumazione” del datore di lavoro, a partire dall’iscrizione ad una dating app, così da stimolarlo a rimettersi  in gioco… Il classico fulmine a ciel sereno, un turbine impetuoso che, dopo varie disavventure ed una serie di confronti con una realtà ben diversa dall’ovattato nido che si è costruito negli anni, consentirà a Guglielmo di prendere coscienza di ciò che era un tempo e di quel che è divenuto ora: se il passato non potrà fare ritorno, servirà comunque quale ispirazione per un presente da accettare, con ritrovato slancio, ed un futuro da condividere …   Continua a leggere

68ma Berlinale: annunciati nuovi titoli in cartellone

Pubblico di seguito l’elenco di altri 13 titoli, annunciati nei giorni scorsi, che vanno ad aggiungersi a quelli già  resi noti nello scorso mese di Dicembre e quindi presenti nel cartellone della 68ma Berlinale, che avrà luogo dal 15 al 25 febbraio.

3 Tage in Quiberon (3 Days in Quiberon, Germany / Austria / France, Emily Atef). Black 47 (Ireland / Luxembourg, Lance Daly, World premiere – Out of competition). Damsel ( USA, David Zellner, Nathan Zellner, International premiere). Eldorado (Documentary, Switzerland / Germany, Markus Imhoof, World premiere – Out of competition). Las herederas (The Heiresses, Paraguay / Germany / Uruguay / Norway / Brazil / France, Marcelo Martinessi, World premiere – First Feature). Khook (Pig, Iran, Mani Haghighi, World premiere). La prière (The Prayer, France, Cédric Kahn, World premiere).  Toppen av ingenting (The Real Estate, Sweden / United Kingdom, Måns Månsson, Axel Petersén, World premiere). Continua a leggere

Roccella Jonica (RC): dal 19 gennaio la II Edizione di “Pagine in Technicolor”, cinque film tratti da opere di narrativa

“La cultura è un bene comune e primario come l’acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti” (Claudio Abbado)

(Gli amanti dei libri)

Organizzata dall’associazione culturale Tratti in libertà e dal Circolo di Lettura dell’ARAS con la collaborazione del Comune di Roccella Jonica, a partire da venerdì 19 gennaio, alle ore 18.00, prenderà il via all’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC), in base al calendario illustrato di seguito, la II Edizione della rassegna cinematografica Pagine in technicolor, che, dopo il successo riscontrato lo scorso anno, proporrà per il 2018 cinque film tratti da opere di narrativa, incentrati sul fascino e il mistero del genere Noir. Presentazione e commento a cura di Rossella Scherl e Antonio Falcone. Continua a leggere

Roma, Palazzo delle Esposizioni: al via il 18 gennaio la rassegna cinematografica “Bergman 100”

Ingmar Bergman

Giovedì 18 gennaio, alle ore 21.00, al Palazzo delle Esposizioni di Roma sarà inaugurata, con la proiezione de Il settimo sigillo (Det Sjunde Inseglet, 1956), la rassegna cinematografica Bergman 100, volta a celebrare il centenario della nascita del regista svedese (14 luglio 1918), promossa da Azienda Speciale Palaexpo, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e La farfalla sul mirino,  che proseguirà fino al 4 marzo. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. I titoli in cartellone saranno proposti nel formato pellicola da 35mm, copie provenienti dallo Svenska Filminstitutet di Stoccolma, in versione originale e integrale, con sottotitoli italiani e permetteranno di riscoprire, o di portare a conoscenza,  l’opera di un autore tra i massimi protagonisti del cinema europeo, che, poggiando sulle solidi basi della cultura teatrale e letteraria della sua terra d’origine, ha saputo evolversi dalle iniziali fasi sperimentali ad una rigorosa essenzialità stilistica, sempre rispettosa, tanto come scrittura che come regia, del mezzo cinematografico in quanto tale, ponendo cruciali e sempre attuali interrogativi sulla condizione umana nel percorrere il tortuoso sentiero all’interno dell’esistenza. Continua a leggere

Un ricordo di Novello Novelli

Novello Novelli

Sguardo ammantato in egual misura da una certa ironia e da un appena velato disincanto, occhiaie profonde, un volto dai lineamenti ruvidi che sembrava scolpito nel marmo ed un modo di porsi in scena del tutto naturale, accompagnato dalla parlata sciolta, espressa con la caratteristica inflessione da “buon toscanaccio”: Novello Novelli (Novellantonio all’anagrafe, Poggibonsi, 1930), scomparso lo scorso 10 gennaio, uno degli ultimi caratteristi del nostro cinema, debuttò sul grande schermo nel 1981 con Ad Ovest di Paperino (che a sua volta segnò l’esordio registico di Alessandro Benvenuti, anche attore insieme agli altri due Giancattivi, Athina Cenci e Francesco Nuti), facendo seguito ad una costante attività all’interno del Teatro Metastasio di Prato, una volta entrato nel mondo dello spettacolo in qualità di impresario dei fratelli Mario e Pippo Santonastaso, dopo i trascorsi come geometra. Continua a leggere

Wonder

(Movieplayer)

Brooklyn, New York City, oggi.
August, Auggie, Pullman (Jacob Tremblay), dieci anni, ha già affrontato 27 interventi chirurgici al volto, causa disastosi mandibolo facciale (Sindrome di Treacher Collins), che ne ha alterato i lineamenti fin dalla nascita.
Dotato di una fantasia sfrenata, al pari di una spiccata intelligenza che lo porta a primeggiare soprattutto nelle materie scientifiche, grande estimatore della saga di Star Wars con una particolare predilezione per il personaggio di Chewbacca, Auggie immagina di essere un astronauta, d’altronde indossa anche l’apposito casco, sospeso nello spazio profondo fra stelle e pianeti, un personale “centro di gravità permanente” in linea con quello che è stato creato tutt’intorno a lui dai familiari nel corso degli anni, proteggendolo dai contatti col mondo esterno, timorosi delle reazioni dei tanti, adulti e bambini, tronfi della loro presunta “normalità”: la madre Isabel (Julia Roberts) ha sacrificato laurea e probabile brillante carriera lavorativa per stare vicino al figlio ed impartirgli la primaria istruzione, il padre Nate (Owen Wilson) ricorrendo ad una lieve ironia ha sempre fatto in modo che Auggie si sentisse in pace in primo luogo con se stesso, la sorella maggiore Olivia, Via (Izabela Vidovic),  ha visto passare in secondo piano le proprie ambasce esistenziali nel corso dei passaggi critici da un’età ad un’altra, considerando la necessità di attenzione del fratello, senza comunque dar vita ad un particolare malanimo, potendo contare anche sul valido apporto emotivo della nonna materna (Sonia Braga). Continua a leggere