Archivi categoria: Cultura

1945

Venerdì 12 agosto 1945, mattina, in un villaggio ungherese. Il vicario István Szentes (Péter Rudolf) sta radendosi, ascoltando il notiziario radiofonico: le truppe sovietiche sono ormai oltre il confine della Manciuria e gli Stati Uniti hanno lanciato la seconda bomba atomica in territorio giapponese, colpendo il porto di Nagasaki.
Per Szentes è una giornata importante, oggi si celebra il matrimonio fra suo figlio Árpád (Bence Tasnádi), proprietario di un emporio, e la contadina Kisrózsi (Dóra Sztarenki), unione malvista dalla madre del ragazzo, Anna (Eszter Nagy-Kálózy), avendo intuito come la promessa sposa guardi più al vantaggio economico che ai sentimenti: non ha certo tutti i torti, considerato che la fanciulla è ancora attratta da una vecchia fiamma, l’aitante Jancsi (Tamás Szabó Kimmel). Alle ore 11, dal treno appena arrivato alla locale stazione scendono due uomini, padre e figlio, ebrei ortodossi, i quali recano con loro un paio di casse, contenenti profumi e cosmetici; provvedono a farle caricare su un carro, che seguiranno a piedi fino alla meta stabilita, attraversando tutto il paese. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Da noi non può succedere- Il cinema distopico”

Dal 28 aprile al 20 maggio al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenterà la rassegna Da noi non può succedereIl cinema distopico, un’intrigante esplorazione relativa ai molti film che hanno immaginato un futuro tetro e inquietante per il nostro pianeta: dalle prime distopie fantapolitiche portate sul grande schermo negli anni Sessanta, come Farenheit 451 (Francois Truffaut) e Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville (Jean-Luc Godard),  alle più recenti ipotesi avanzate dall’ultimo film di Alezander Payne Downsizing – Vivere alla grande, senza dimenticare le varie riflessioni sul destino dell’uomo, tanto nella sfera privata  quanto in quella sociale e politica. In calendario anche Index Zero realizzato nel 2014 dal giovane regista Lorenzo Sportiello: ambientato nel 2035 racconta, in modo esasperato, quelli che sono i nostri problemi contemporanei.
Ad arricchire la rassegna, venerdì 4 maggio alle ore 19.30, prima della proiezione di Downsizing – Vivere alla grande (20.30), il seminario La distopia al cinema a cura di Andrea Chimento, giornalista e critico cinematografico di LongTake: un incontro per analizzare e comprendere come i grandi autori abbiano portato sullo schermo gli aspetti più inquietanti di un ipotetico scenario fantascientifico futuro.

Io sono Tempesta

(Movieplayer)

Roma, tempi nostri. Numa Tempesta (Marco Giallini), facoltoso imprenditore (gestisce un fondo di un miliardo e mezzo di euro), vive in un lussuoso albergo, che ha comperato in attesa di poterlo rivendere. Salutista, di bell’aspetto e dotato di un naturale carisma, il nostro conduce una vita solitaria, a parte i rapporti di lavoro ed il momentaneo “conforto” offerto da tre “radiose” escort, studentesse in Psicologia, per quanto, manifestando una certa anaffettività, appaia piuttosto distaccato nel relazionarsi col prossimo.
Certo, vi è sempre il denaro a svolgere il compito di opportuno mediatore e congruo placebo per ogni malanno, ma i fantasmi di un recente passato, i rimproveri paterni in particolare, sono pronti a riapparire ogni notte, impedendogli di dormire. Tempesta intende dare vita ad un grande progetto, trasformare una zona brulla del Kazakistan in un centro residenziale, è riuscito a convincere gli investitori, però i suoi legali lo informano di come una condanna inflittagli qualche anno addietro sia ora divenuta esecutiva: unica alternativa alla galera, trascorrere un anno all’interno di un centro d’accoglienza, prestando opera d’assistenza e conforto ai bisognosi. Con i consueti modi affabili e compiacenti, l’uomo d’affari cercherà d’ingraziarsi la direttrice del centro, Angela (Eleonora Danco), ma quest’ultima, fervente cattolica ed attivista di ferro, ha dedicato dieci anni della sua vita all’attività di volontariato, gli darà parecchio filo da torcere. Continua a leggere

Roma, “Premio Anna Magnani” V Edizione

Avrà luogo a Roma, domani, lunedì 23 aprile, alla Sala Fellini di Cinecittà Studios (via Lamaro, 30 – metro Cinecittà), la quinta edizione del Premio Anna Magnani, la più importante manifestazione internazionale dedicata alla memoria della grande attrice italiana, che vedrà la premiazione, tra gli altri, di Carlo Verdone, Valeria Solarino, Vinicio Marchioni,  Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo e di tanti altri personaggi del mondo del cinema e della cultura. Durante la serata, condotta da Claudio Guerrini, proiezioni, testimonianze di artisti, registi, produttori e critici e le premiazioni che comprenderanno Premio International, Premio speciale cinema, Premio miglior attrice, Premio miglior attore, Premio speciale musica, Premio speciale teatro, Premio mestieri del cinema e Premi speciali per varie categorie.
Il Premio Anna Magnani, ideato da Matteo Persica (autore del libro Anna Magnani. Biografia di una donna) e con la direzione artistica di Francesca Piggianelli, presidente di Romarteventi, rappresenta un’occasione per ricordare e celebrare il talento interpretativo dell’indimenticabile Nannarella, una delle più intense attrici che il cinema italiano abbia mai conosciuto; uno di quei felici casi in cui la donna e l’artista hanno dato vita ad un tutt’uno imprescindibile, nella capacità di restare sempre fedele a se stessa e alla propria arte con una impareggiabile carriera teatrale e cinematografica. Continua a leggere

Giornata Mondiale della Terra

“Hai fatto er cielo, hai fatto er mare, quanno te pare sai fa’ pe’ tre. A fa’ la tera c’hai indovinato, chi c’ha azzeccato mejo de te. Hai fatto bene tutto er creato, te sei sbajato solo co’ me, solo co’ me! Qui nun se spiega, Signore Dio, che solo io devo pagà… Che t’è successo? Eri svojato? T’eri stancato de  lavorà. Nun c’era obbligo! Nun te veniva? Si nun te annava lassavi annà…”

“Preci di folla … Confuse voci inascoltate in cielo…L’Onnipotente ama i solisti!”(Barone Scarpia, Vittorio Gassman).

(Il canto dei derelitti, testo di Luigi Magni, musiche di Armando Trovajoli, da La Tosca, 1973, regia e sceneggiatura sempre di Magni; tra gli interpreti, Monica Vitti, Gigi Proietti, Aldo Fabrizi, Vittorio Gassman, Umberto Orsini)

Untitled – Viaggio senza fine (2017)

Nel dicembre del 2013 il cineasta austriaco Michael Glawogger, documentarista sensibile e visionario (la notorietà è arrivata  dopo la presentazione di Workingman’s Death alla 62ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2005, trovando poi ulteriore affermazione con Whores’ Glory, Premio Speciale della Giuria Orizzonti, sempre a Venezia, nel 2011), decise di realizzare un ambizioso progetto, organizzare un viaggio, dalla presumibile durata di un anno, attraversando i Balcani, l’Italia e l’Africa occidentale, così da riprendere quanto si sarebbe materializzato dinnanzi l’obiettivo della macchina da presa, senza quindi un tema predefinito che non fosse il proposito precipuo di “filmare tutto ciò che ti sfreccia accanto mentre sei fermo su un vagone merci”.
Detto, fatto: Glawogger si mise in cammino insieme al cameraman Attila Boa e all’operatore del suono  Manuel Siebert, ma dopo 4 mesi e 15 giorni di riprese il nostro trovava la morte in Liberia causa febbre malarica.
Non tutto, però, andava perduto, Monika Willi infatti, sua montatrice di fiducia (così come di Michael Haneke), decise di dare un seguito a quel lavoro, sempre assecondando curiosità ed intuizione e lasciando aperte le porte all’eventualità che il verificarsi di qualsiasi accadimento, magari del tutto inaspettato, potesse concedere all’interno dell’immagine elegiaco spazio a stupore ed incanto. Continua a leggere

Venezia 75: Leone d’oro alla carriera per David Cronenberg

David Cronenberg (Wikipedia)

David Cronenberg riceverà il Leone d’oro alla carriera della 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto – 8 settembre), in base alla decisione presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera, il quale ha dichiarato: “Benché in origine Cronenberg sia stato relegato nei territori marginali del genere horror, sin dai suoi primi film scandalosamente sovversivi il regista ha mostrato di voler condurre i suoi spettatori ben al di là del cinema di exploitation, costruendo film dopo film un edificio originale e personalissimo. Ruotando intorno all’inscindibile relazione di corpo, sesso e morte, il suo universo è popolato di deformità grottesche e allucinanti accoppiamenti, nel cui orrore si riflette la paura per le mutazioni indotte nei corpi dalla scienza e dalla tecnologia, la malattia e il decadimento fisico, il conflitto irrisolto fra lo spirito e la carne.
La violenza, la trasgressione sessuale, la confusione di reale e virtuale, il ruolo deformante dell’immagine nella società contemporanea, sono alcuni dei temi ricorrenti, che contribuiscono a fare di lui uno dei cineasti più audaci e stimolanti di sempre, un instancabile innovatore di forme e linguaggi”.