Archivi categoria: Interviste

Buon compleanno, Paolo Fiorino!

Paolo Fiorino

Ho avuto modo di conoscere Paolo Fiorino, attore originario di Palmi (RC), qualche anno addietro e da quel primo incontro, una chiacchierata telefonica, sono rimasto colpito dal suo modo di porsi  sempre diretto, sincero, non scevro da una suadente e naturale eleganza.
Ero al corrente, in buona parte, del suo ricco percorso artistico a tutto tondo, comprensivo di cinema, teatro e televisione, senza dimenticare i lavori radiofonici o i fotoromanzi e qualche reclame, mi aveva colpito la sua presenza scenica, ma, una volta che stima ed amicizia reciproche si sono incrementate negli anni, ne ho ammirato anche la profonda sensibilità, come evidenziato dalla dedizione rivolta alla famiglia, la moglie Angela, con la quale ha festeggiato nel 2015 i cinquant’anni di matrimonio, i figli, i nipoti, riuscendo infine, con sacrifici e caparbietà, a coronare un sogno e a conferirgli una dimensione prettamente umana; qualche giorno fa ci siamo sentiti via telefono, ricordando l’importante compleanno, 80 anni, che Fiorino festeggia oggi, mercoledì 16 maggio, così da ripercorrere insieme le tappe salienti della sua carriera. Lo invito subito a tornare indietro nel tempo, Paolo bambino, la sua famiglia, la nascente passione per il mondo dello spettacolo…88x31 Continua a leggere

Youngabout International Film Festival: intervista ad Angela Mastrolonardo e Laura Zardi

La mia partecipazione, e collaborazione, nell’ambito della XII Edizione di Youngabout International Film Festival (Bologna, 16-28 marzo) si è rivelata piuttosto proficua e stimolante, tanto da un punto di vista umano che professionale, avendo potuto constatare personalmente la rilevanza del valore pedagogico che può assumere il cinema nei confronti delle giovani generazioni, coinvolgendole e sostenendole in un concreto percorso formativo volto a raggiungere una proficua capacità di discernimento. Ho anche potuto assistere alla proiezione di film, non sempre favoriti dalla consueta distribuzione, davvero pregevoli nella loro realizzazione complessiva, oltre che ad una serie di eventi culturalmente rilevanti, come già ho avuto modo di scrivere sulle pagine del blog nei giorni scorsi. Nella giornata conclusiva del festival, mercoledì 28 marzo, dopo il coinvolgente Cineconcerto che ha visto esibirsi al Cinema Odeon la Compagnia di Arte Drummatica di fronte ad un pubblico entusiasta di bambini ed adolescenti, ho avuto modo d’intervistare le due curatrici della kermesse cinematografica bolognese, Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, che ringrazio per la cortese disponibilità. Continua a leggere

Youngabout International Film Festival, “Una sinfonia di colori”: intervista ad Andrea Martignoni

Lo scorso 26 marzo, all’Auditorium dell’Istituto Laura Bassi- Liceo Musicale Lucio Dalla di Bologna, all’interno della XII Edizione di Youngabout International Film Festival, si è tenuta la performance musicale Una sinfonia di colori, che ha visto Andrea Martignoni, sound designer, performer e storico del cinema d’animazione, prodigarsi dapprima in un intervento sull’impiego di varie sonorità nell’ambito cinematografico e poi nella sonorizzazione dal vivo di un prezioso film animato francese del 1934, La Symphonie printanière di Henri Valensi, eseguita per la prima volta da Martignoni nella Petit Salle du Bonlieu nell’ambito del Festival International du Film d’Animation di Annecy 2016. Dopo la performance ho dunque avuto modo d’intervistare Andrea, che ringrazio per la cortese disponibilità.

Andrea, quanto è importante nell’ambito cinematografico e nel cinema d’animazione in particolare, un’armonica confluenza fra musica ed immagine? Riprendendo quanto hai detto nel corso del tuo intervento, a volte si ha l’impressione che l’elemento sonoro in alcune realizzazioni tenda a soverchiare o anche a non essere del tutto coerente con quanto va a visualizzarsi sullo schermo.

Andrea Martignoni

“In generale credo che il lavoro del compositore o del sound designer, di colui che, diciamo, è in parte responsabile ma che poi di fatto lo è totalmente, della colonna sonora, della musica o di tutte quelle sonorità che possono essere impiegate nell’ambito dell’animazione, debba essere a servizio del film. Posso quindi immaginare che, laddove non vi sia una buona riuscita del rapporto fra musica ed immagine, o suono ed immagine, vi sia una colpa anche del regista che non sa porsi in maniera forte o comunque non ha un’idea chiara riguardo il proprio concetto di audiovisivo, che è, in fondo, quanto sta mettendo in atto: è chiaro che se affidi il tutto ad un compositore che abita lontano, con cui non ti relazioni in maniera seria, possono venire fuori dei pastrocchi, soprattutto nell’eventualità la produzione non abbia fondi per porvi rimedio. Ritengo quindi che sia molto importante la comunicazione e la collaborazione, in ogni aspetto del cinema e non solo. Vestire un film nudo, senza suono, è come rivolgersi ad un sarto per farsi confezionare un buon vestito: se ci vado personalmente e mi prende le misure, bene, ma se dovesse lavorare alla cieca…”

Quanto sono rilevanti sperimentazione ed improvvisazione nella creazione delle colonne sonore che realizzi ? Continua a leggere

Bologna, cronache ed interviste da “Youngabout International Film Festival”

Da qualche giorno mi trovo a Bologna per seguire la 12ma edizione di Youngabout International Film Festival (16-28 marzo), kermesse cinematografica, nata nel 2007, dedicata al cinema contemporaneo di qualità e volta a privilegiare il pubblico dei giovani, degli adolescenti, con aperture su arti visive, nuove tecnologie e produzioni televisive, che vede come curatrici Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, mentre  ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi, di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali. Ho potuto assistere alla proiezione di ottimi film, proposti in lingua originale con sottotitoli (Jasper Jones, Rachel Perkins, 2016, e Butterfly Kisses, 2017, Rafael Kapelinsky, fra i titoli che mi hanno particolarmente emozionato) e constatare l’attenta partecipazione delle molte scolaresche invitate, suddivise in fasce d’età a seconda delle tematiche trattate dalle pellicole in cartellone. Ho avuto anche modo di rivolgere qualche domanda alla professoresse Maria Notari e Caterina Taglioni, grazie per la disponibilità, che insegnano alle Scuole Secondarie di Primo Grado Farini. Continua a leggere

“Ho scelto la mia Calabria come luogo del cinema”, intervista a Matteo Scarfò

Matteo Scarfò

Matteo Scarfò, giovane regista originario di Locri (RC), si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica con lavori come Anna, Teresa e le resistenti, 2010, dedicato ad Anna Magnani e alle donne della Resistenza italiana, che ha ricevuto la Menzione di Merito da parte della giuria del Festival di Salerno ed è stato selezionato anche in Canada dall’Italian Contemporary Film Festival per rappresentare i docufilm italiani nel 2012, e Bomb! Burning Fantasy, dedicato alla figura di Gregory Corso, interpretato da Nick Mancuso.
Ha da poco realizzato un nuovo film, L’ultimo sole della notte, ispirato a due racconti di James Ballard; ho avuto quindi modo d’intervistare Matteo, che ringrazio per la cortese disponibilità, su questo suo nuovo lavoro (primo lungometraggio di finzione) e sulla sua attività cinematografica.

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 Parliamo del tuo recente lavoro, L’ultimo sole della notte, ispirato da due racconti di James Ballard, Il condominio e L’isola di cemento, che rientra nel genere sci-fi, come il tuo cortometraggio d’esordio Fantascienza in pillole,  a sua volta ispirato alle opere dello scrittore Philip K. Dick. Il film è girato in Calabria: quanto le varie location sono state congeniali a riportare l’essenza propria delle opere del citato Ballard, ovvero servirsi di un immaginario legato comunque al contemporaneo per descrivere una certa propensione dell’umanità all’alienazione, una volta smarrita la propria identità più intima e profonda? Continua a leggere

“Animavì” II edizione: intervista a Simone Massi

Simone Massi- Autoritratto

Simone Massi (Pergola, 1970), è fra gli ultimi pionieri dell’animazione “a passo uno” e ha all’attivo oltre 200 premi vinti nei principali festival nazionali e stranieri, oltre a essere ritenuto uno dei più importanti autori di cortometraggi di animazione a livello internazionale.
Animatore indipendente, ha studiato Cinema di animazione alla Scuola d’arte di Urbino; in 19 anni ha ideato e realizzato (da solo e interamente a mano) 19 film di animazione che sono stati mostrati in 60 Paesi e  riproposti alla 69ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2012, insieme a un inedito, Animo resistente. Per i suoi lavori Massi non si serve dell’uso del computer, ma realizza tutto a mano su carta, attraverso l’uso di matite, carboncini, gessetti, pastelli, grafite e china. La tecnica dei “graffi” adottata nelle ultimissime opere – che gli consente di completare 6-7 disegni al massimo in una giornata – lavorando senza sosta dalla mattina alla sera – fa sì che per un film di 8 minuti siano necessari anche due anni e mezzo di lavoro.
E’ autore della sigla che dal 2012 introduce le proiezioni ufficiali della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dalla durata di 30 secondi, ottenuti da 300 disegni realizzati a mano che citano Fellini, Anghelopulos, Wenders, Olmi, Tarkovskij, Dovženko, Truffaut.
Dal 2016 è direttore artistico di Animavì – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico, la cui II edizione avrà luogo a Pergola (PU) dal 13 al 16 luglio; ho avuto modo d’intervistare Massi, lo ringrazio per la gentile disponibilità, ponendogli anche alcune domande su questa suggestiva kermesse cinematografica. Continua a leggere

Intervista a Cecilia Pagliarani, direttrice artistica del Festival “Il gusto della memoria”

Giunto alla V Edizione, che avrà luogo a Roma il 28, 29 e 30 settembre, Il Festival  di cinema vintage Il gusto della memoria è una rassegna di film ispirati alle immagini d’archivio,  fondato e diretto dalla montatrice e regista Cecilia Pagliarani (co-regista con Gianni Amelio di Registro di classe e montatrice di Felice chi è diverso, sempre di Amelio) e dall’artista Manuel Kleidman,  organizzato dall’Associazione per la salvaguardia della memoria filmica amatoriale Come Eravamo, in collaborazione con l’archivio di cinema amatoriale nosarchives.comche possiede, restaura e digitalizza secondo i più innovati dispositivi dagherrotipi, negativi su vetro, diapositive, Polaroid, filmini familiari e di viaggi e di fatto costituisce il primo archivio mondiale di video ed  immagini amatoriali. Il portale ospita più di 13mila filmati e un innumerevole repertorio di immagini che hanno fatto la Storia del Ventesimo secolo.
Ho avuto modo di intervistare la direttrice artistica Ceclia Pagliarani, che ringrazio per la cortese disponibilità. Continua a leggere