Archivi categoria: Gli approfondimenti di Sunset Boulevard

Alice nella Città XVI Edizione

Si svolgerà a Roma dal 18 al 28 ottobre  la XVI edizione di Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, da sempre attenta ai temi legati alle giovani generazioni: la selezione, all’interno delle sezioni  Concorso Young Adult (6 eventi speciali e 3 serie), Alice Panorama (10 titoli), Panorama Italia (in collaborazione con il KINO, 9 lungometraggi e 16 cortometraggi selezionati insieme a Premiere Film),  andrà a comporre un programma di anteprime assolute, esordi alla regia e conferme. Titolo di preapertura Johnny English colpisce ancora, diretto da David Kerr ed interpretato da Rowan Atkinson, presente oggi, domenica 7 ottobre, non solo per accompagnare il film, ma anche per partecipare ad un incontro con gli studenti delle scuole di cinema.
Andando nello specifico delle varie sezioni, il Concorso Young Adult vede 11 film partecipanti, che saranno sottoposti al vaglio di una giuria composta da 27 ragazzi e ragazze selezionati su tutto il territorio nazionale; fra le tematiche maggiormente presenti, i legami di sangue, da intendersi anche al di là dell’ambito strettamente familiare, emblematici quindi della costruzione di “altri mondi” possibili, nell’alternarsi di gesti d’amore e lotta quotidiana, ma anche rappresentativi della tensione tra reale e immaginario, fra ciò che è qui e ciò che è altrove. Continua a leggere

“Before and after Eno”: intervista all’autore, Marco Calloni

Ho avuto modo di conoscere Marco Calloni per caso, attraverso il blog, da uno scambio di e-mail: ho accettato,con piacere e curiosità, l’ invito a leggere la sua prima pubblicazione, Before and After Eno- Una biografia di Brian Eno (Meridiano Zero), che nel titolo richiama un album del musicista britannnico (Befor and After Science, 1977, Polydor Records); dopo la lettura curiosità e osservazioni da condividere si sono rivelate numerose, scaturendo infine nell’intervista che potete leggere qui di seguito. Marco Calloni, classe 1987, si è laureato in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università Statale di Milano con una tesi su Brian Eno.
Collaboratore per un breve periodo di Radio Popolare e Outsider, nutre un profondo interesse per  il cinema e l’arte degli anni Sessanta e Settanta. Da sempre appassionato di musica e relazioni storico-culturali annesse, attualmente scrive articoli e monografie per la rivista specializzata Late For The Sky e recensioni per Blogfoolk e Ondarock. Continua a leggere

Un ricordo di Burt Reynolds

Burt Reynolds (BBC)

Fisico indubbiamente macho, un volto che sembrava scolpito nella roccia, modi spicci da buon “duro”, appena ammorbiditi da una soffusa ironia, l’attore Burt Reynolds (Burton all’anagrafe, Waycross, Georgia, 1936, padre cherokee e madre italiana),  ci ha lasciato ieri, giovedì 6 settembre; fin dagli esordi è riuscito a delineare un’aura iconica che si è mantenuta stabile fino ai giorni nostri, consegnandola definitivamente  all’immaginario collettivo, nonostante l’alternarsi fra ruoli da più che valido protagonista in film dall’impianto piuttosto solido ad altri da bravo caratterista in realizzazioni caratterizzate da plot deboli e regie non del tutto incisive. Reynolds si dedicò alla recitazione una volta che fu costretto ad abbandonare la carriera sportiva da giocatore di football (professionista) in seguito ad un incidente d’auto, frequentando così l’Hyde Park Playhouse di New York ed iniziando a recitare in teatro e in televisione. Continua a leggere

Silvano Campeggi, l’arte del manifesto cinematografico

Lamberto Maggiorani in “Ladri di biciclette”

Il manifesto cinematografico è stato fin dalle origini, ancora prima del trailer o di altri filmati promozionali, il principale mezzo informativo relativo all’uscita di un film, idoneo a trasmettere anche una certa emozionalità, travalicando quindi la mera funzione “di servizio”, riuscendo a riportare attraverso la riproduzione di un immagine lo stesso linguaggio da “macchina dei sogni” proprio della Settima Arte. Quanto scritto restituisce alla memoria un periodo in cui le case di produzione, ma in particolare quelle distributrici, cui spettava l’approvazione finale, commissionavano la realizzazione  del manifesto ad un cartellonista, offrendo il destro ad un particolare e suggestivo incontro tra grafica e pittura: quadri e disegni realizzati a mano, prima della stampa della locandina vera e propria, assecondavano così un senso ed una dimensione artigianale, almeno fino agli anni ’70, quando inizierà a prendere piede uno stile più vincolato al marketing. Continua a leggere

Un ricordo di Neil Simon

Neil Simon (Movieplayer)

Ci lascia il commediografo e sceneggiatore americano Neil Simon (Marvin Neil all’anagrafe, New York, 1927), morto oggi, domenica 26 agosto, a Manhattan.
Attivo in teatro a partire dagli anni Sessanta, le sue pièces  denotano uno stile tanto sobrio quanto graffiante nel delineare, con toni da commedia e sulla base di un impianto drammaturgico piuttosto solido, fra dialoghi brillanti e battute al fulmicotone, pregi e difetti della middle class americana.
Stilemi quelli descritti idonei ad offrire opportuno risalto alle prestazioni attoriali, sia sul palcoscenico che sul grande schermo, come dimostrano i vari adattamenti cinematografici delle sue opere, per la maggior parte curati da Simon stesso. Continua a leggere

“Vitti d’arte, Vitti d’amore”

Riporto di seguito la trascrizione del mio intervento introduttivo alla rassegna cinematografica “Vitti d’arte, Vitti d’amore”, organizzata il 9 e il 10 agosto dal Circolo di Lettura dell’ARAS di Roccella Jonica-Sezione cinema all’interno dei Caffè artistico-letterari 2018, che ha visto la proiezione nel cortile dell’ex Convento dei Minimi dei film Amore mio aiutami, 1969, e Polvere di stelle, 1973, entrambi per la regia di Alberto Sordi. Un rinnovato grazie di cuore alla compagna di viaggio Rossella Scherl, autrice anch’essa di un emozionante intervento introduttivo, nonché al Circolo di Lettura, al Comune di Roccella e al service di Angelo Fantò che ha garatito una perfetta visione al numeroso e partecipe pubblico intervenuto. Preziosa per la preparazione dell’intervento si è rivelata la lettura del libro La dolce Vitti (Edizioni Sabinae/Luce Cinecittà, 2018). Continua a leggere

Un ricordo di Hashimoto Shinobu

Hashimoto Shinobu (The Criterion Collection)

Ci lascia lo sceneggiatore cinematografico giapponese Hashimoto Shinobu (provincia di Hyōgo, 1918), morto a Tokyo lo scorso giovedì, 19 luglio, il cui nome è legato soprattutto alla sua collaborazione con il regista Kurosawa Akira, iniziata nel 1950 (Rashōmon) e proseguita fino al 1970 (Dodesukaden). L’approfondimento psicologico dei personaggi delineato da Hashimoto conferiva opportuno risalto a figure di uomini dalla personalità complessa, contraddittoria, orbitanti spesso all’interno di un’ambigua struttura sociale, facendosi strada fra ingiustizie e storture: tale connotazione umanistica, in particolare nell’ambito dei drammi storici (jidaigeki), andava a coniugarsi felicemente con la straordinaria forza espressiva scaturente dall’impianto formale-figurativo proprio di Kurosawa, idoneo ad assecondare tanto epicità, quanto riflessione ed introspezione, nel bilanciamento di tradizione e modernità. Dopo un periodo di apprendistato con il regista e sceneggiatore Mansaku Itami, Hashimoto esordì quindi nel 1950 con Kurosawa, la sceneggiatura congiunta di Rashōmon, traendo ispirazione da due racconti dello scrittore Akutagawa Ryūnosuke (Yabu no Naka, 1922, Rashōmon, 1915), mettendo in scena un rigore formale al contempo minimalista (l’essenziale scenografia) e ricercato (nella fotografia e nel montaggio, ad esempio), oltre alla suggestiva tematica dell’impossibilità per l’essere umano di offrire una versione propriamente oggettiva dei vari accadimenti cui può incorrere nel corso del proprio cammino. Continua a leggere