
Il cinema incontra la ricerca artistica grazie alla collaborazione tra il Milano Film Fest e Casa degli Artisti, con le residenze artistiche Luce e ombra, per la creazione di uno spazio di condivisione nella sede e nell’atelier di Corso Garibaldi 89/A. Gli artisti Davide M. Valsecchi e Rafa Jacinto, selezionati per la residenza dalla Giuria presieduta dai Masbedo, riflettono sul tema dei contrasti e delle rilevazioni generate dalla luce. Il loro lavori saranno presentati al pubblico venerdì 5 giugno dalle 18.30 presso l’atelier Nagasawa di Casa degli Artisti (in Corso Garibaldi 89/A).

Giulia Restifo, Presidente Casa degli Artisti, ha dichiarato: “Luce e Ombra dimostra ancora una volta quanto la dimensione della residenza artistica sia fondamentale per Milano: non come semplice spazio espositivo, ma come luogo in cui la ricerca prende forma nel tempo, si radica nello spazio e genera processi vivi. Questo accade soprattutto quando si lavora in coprogettazione con interlocutori capaci di portare sguardi differenti, come ha fatto Milano Film Fest. La collaborazione interdisciplinare è la condizione che rende possibile questo tipo di lavoro. Progetti come questo rappresentano una delle ragioni per cui Casa degli Artisti esiste: creare le condizioni perché la produzione culturale possa svilupparsi in modo aperto, condiviso e realmente connesso alla città”.
Le residenze artistiche sono nel vivo dello svolgimento. Nelle scorse settimane sono stati selezionati i profili che meglio hanno interpretato il tema della call: una riflessione sui contrasti, le transizioni e le ambiguità generate dalla luce. Il progetto vuole esplorare le implicazioni poetiche, politiche e percettive dei fenomeni luminosi, mettendo l’immagine in movimento in costante dialogo con lo spazio attraverso diversi linguaggi creativi. Per la call Luce e Ombra, la Giuria ha selezionato all’unanimità i lavori di Davide Maria Valsecchi e Rafa Jacinto per l’approccio site-specific, in dialogo con l’atelier Nagasawa di Casa degli Artisti, la città di Milano e Milano Film Fest, rispettandone la visione. Entrambi sono all’opera dal 4 maggio e proseguiranno il percorso per un mese, fino al 4 giugno.
A guidare la Giuria è, come su scritto, il duo artistico Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni), affiancato da Franco Gabualdi, Barbara Sorrentini, Eleonora Roaro, Valentina Picariello, Anna Vittoria Magagna e Livio Basoli.

Davide Maria Valsecchi è un artista audiovisivo e filmmaker di Milano che lavora come regista, sceneggiatore, scenografo e montatore tra Milano e Londra. Laureato in Sociologia e Ricerca Sociale, ha successivamente conseguito un Master in Filmmaking presso la London Film School, e nel corso degli anni ha collaborato con musicisti e filmmaker su progetti presentati in festival nazionali e internazionali, tra cui Locarno, Venezia, San Sebastián, Alice nella Città, Encounters e Aesthetica. La sua opera audiovisiva si intitola Diapausa e si concentra sull’ecosistema adiacente alla Casa durante la stagione primaverile, il giardino di PIppa Bacca, seguendone i segni di riattivazione e le dinamiche quasi impercettibili.
Come un microcosmo nascosto, il movimento degli insetti, come farfalle, api, lumache, formiche, coccinelle e mantidi, si intreccia con quello della luce che filtra tra rami e palazzi, costruendo un paesaggio percettivo in cui vita minima e fenomeni luminosi diventano tracce di trasformazione continua. Il progetto si concentra sulla diapausa, stato di sospensione vitale adottato dagli insetti per attraversare condizioni sfavorevoli, come la stagione invernale.

Le immagini del video si concentrano sul momento successivo a tale stato, una sorta di ritorno attivo nel contesto del risveglio primaverile, diventando simbolo di attesa, di un ciclo vitale. Le sue evoluzioni rivelano un habitat naturale e un microcosmo indipendente che sfugge agli occhi umani.

Rafa Jacinto è un fotografo e filmmaker brasiliano, milanese d’adozione dal 2018. Il suo percorso inizia in Brasile come fotoreporter e nel 2004 fonda il collettivo artistico Cia de Foto, con cui per dieci anni espone lavori in festival e mostre in tutto il mondo. In quegli anni inizia anche a lavorare come regista. Da quando vive a Milano, si dedica a una ricerca artistica sulla luce e sul camminare, raccontata nei suoi due libri dedicati alla città.
Oggi fa parte del roster di talenti dell’agenzia KindOf. Il suo progetto presso Casa degli Artisti nasce dall’osservazione della Gibigianna, da cui prende il nome per il titolo, ovvero il riflesso del sole che attraversa la città: è un lavoro video per creare piccole scene artistiche che mettono insieme performance, musica, teatro e fotografia, trasformando la luce riflessa nel cuore di un’opera multimediale.

Le strade dove il fenomeno appare diventano palcoscenico, dove artisti e amici danno vita a performance pensati per la luce riflessa, attimi irripetibili. Queste scene saranno poi portate dentro l’atelier, uno spazio con ampie vetrate, come un grande mosaico di piccoli video, per portare dentro la città ed i suoi suoni.
Milano Film Fest – Il festival è ideato e organizzato dalla Fondazione Milano Film Fest, che unisce quattro realtà cittadine – Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro – con la direzione artistica di Claudio Santamaria. Il Milano Film Fest si propone di creare un’esperienza cinematografica e immersiva che promuova la diversità e l’innovazione nel settore, coinvolgendo attivamente la città di Milano e le sue comunità: l’impegno della Fondazione MFF, insieme al Comune di Milano – Cultura, è infatti quello di raggiungere e coinvolgere anche le numerose realtà del territorio.

Per questo motivo, sarà presente in programma una sezione dedicata all’industry, che coinvolgerà i professionisti del settore cittadino e nazionale, e un calendario di eventi off, in diversi luoghi della città.
Casa degli Artisti – Casa degli Artisti si afferma oggi come uno dei centri più dinamici della produzione contemporanea a Milano: un luogo in cui la creazione artistica si sviluppa in modo aperto, condiviso e profondamente connesso al presente. Qui atelier, residenze e spazi pubblici convivono in un ecosistema in continua trasformazione, dove mostre, performance, musica, talk e laboratori attivano ogni giorno un dialogo diretto tra artisti, pubblico e città. Gestita dall’ATS che riunisce cinque enti no profit, la Casa promuove un modello di produzione “a porte aperte”, fondato sullo scambio, sull’interdisciplinarità e sulla relazione.

Le residenze internazionali, i programmi dedicati ai giovani talenti e le collaborazioni con istituzioni di rilievo contribuiscono a costruire una piattaforma capace di connettere Milano a una rete culturale globale, mantenendo al contempo un forte radicamento nel tessuto urbano e sociale locale. Questa identità contemporanea si innesta su una storia che risale al 1909, quando l’edificio nasce come atelier collettivo, concepito per favorire l’incontro tra artisti e linguaggi diversi.
Oggi quella vocazione originaria si rinnova in una forma attuale e inclusiva: Casa degli Artisti è un laboratorio vivo in cui la produzione artistica diventa esperienza condivisa, generando nuove possibilità di confronto tra culture, generazioni e pratiche creative.
Immagine di copertina: Rafa Jacinto©





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