Archivi categoria: Pensieri e parole

Una vita in cambio

Anguillara Sabazia, un paese sulle sponde del lago di Bracciano (RM), tempi nostri.
Il pensionato Gustavo Gentili (Toni Garrani), uomo solo, carattere scostante, aspetto elegante e distinto, mette in affitto un appartamento comperato qualche tempo fa, situato nello stesso condominio ove ha sede la propria abitazione, ereditata dai genitori. A chiedere notizie relative alle condizioni locative si presenta tale Marcello Silvestri (Stefano Fresi), rappresentante di alimenti surgelati; il colloquio fra i due, però, non si limita soltanto alle clausole contrattuali o alla determinazione del canone mensile, in quanto il potenziale affittuario incalza Gentili con una serie di domande, intende sapere chi vi abitava precedentemente, anzi, è a conoscenza che fosse una donna…
Pur contrariato, Gentili,  conferma… Sì, precedentemente aveva affittato l’appartamento ad una giovane coppia, Vittoria (Elena Arvigo), cameriera, e Francesco (Diego Florio), lavorante sul locale traghetto.
Puntuali nei pagamenti, pur con un certo affanno, non tenuto in debita considerazione da Gentili, i due sembravano avviati ad una felice vita insieme, fiduciosi verso il futuro, quando la notte di San Silvestro ecco irrompere una tragedia improvvisa, la morte di Francesco causa una caduta… Continua a leggere

Milano, Cinema Spazio Oberdan: una personale dedicata a John Huston

John Huston (Disney Wiki-Fandom)

Dal 23 luglio al 12 agosto  Fondazione Cineteca Italiana presenterà al Cinema Spazio Oberdan di Milano una personale in 19 lungometraggi dedicata a John Huston (1906 – 1987) , uno dei massimi registi dell’intera storia del cinema, oltre che uomo di forte personalità, errabonda e avventurosa, dai svariati talenti (pugile, militare di carriera, giornalista, attore, sceneggiatore, documentarista, regista). Le sue opere sono permeate di un vigoroso senso dell’avventura, dal coraggio della sfida, quest’ultima spesso incentrata sulla ricerca di un’illusoria ricchezza, tanto a lungo bramata quanto rapida a sfuggire di mano, nonché della sconfitta, anche quando si mette in piedi una lotta per ciò in cui si crede, una ritrovata luce nell’incedere quotidiano che andrà presto a spegnersi; nel corso della sua carriera si è cimentato in tutti i generi cinematografici, plasmandoli e modificandoli a suo piacimento: dal noir al western, passando per la commedia e il kolossal.
Fra i 19 titoli in cartellone l’unico senza la regia di Huston risulta Chinatown, per il quale Roman Polanski affidò al collega la parte di Noah Cross, un vecchio magnate senza scrupoli di indimenticabile forza espressiva. Continua a leggere

Ingmar Bergman,“film come sogni, film come musica”

Mandatory Credit: Photo by REX/Shutterstock (281305e)
– INGMAR BERGMAN
VARIOUS

“Film come sogni, film come musica. Nessun’arte passa la nostra coscienza come il cinema, che va diretto alle nostre sensazioni, fino nel profondo, nelle stanze scure della nostra anima”. (Ingmar Bergman)

Una frase emblematica, idonea a riassumere la poetica cinematografica di un autore, di cui quest’anno si celebra il centenario dalla nascita, tra i massimi protagonisti del cinema europeo, che, poggiando sulle solidi basi della cultura teatrale e letteraria della sua terra d’origine, ha saputo evolversi dalle iniziali fasi sperimentali ad una rigorosa essenzialità stilistica, sempre rispettosa, tanto come scrittura che come regia, del mezzo cinematografico in quanto tale, ponendo cruciali e sempre attuali interrogativi sulla condizione umana nel percorrere il tortuoso sentiero all’interno dell’esistenza. Continua a leggere

L’appartamento (The Apartment, 1960)

(FilmTv)

New York, 1960, una città di 8 milioni 42mila e 183 abitanti, fra i quali Calvin Clifford Baxter (Jack Lemmon), esperto ramo statistiche, impiegato, insieme ad altre 31mila anime, alla Consolitade Life, agenzia assicurativa che ha sede all’interno di un enorme  grattacielo.
C.C. è inserito nel reparto polizze scadute, 19mo piano, un immenso stanzone dove scrivanie, macchine da scrivere, telescriventi, addetti ai lavori, vanno a formare un indistinto tutt’uno.
Ingenuo e sostanzialmente puro, il nostro ritiene non vi sia nulla di male nel concedere il proprio appartamento da scapolo ai suoi superiori, i quali se ne servono come garçonnière, teatro dei loro tradimenti muliebri e festini vari. Dopotutto, qualche notte all’addiaccio trascorsa su una panchina di Central Park o i commenti malevoli dei vicini, i quali ritengono, udendo rumori “equivoci”, che quella frenetica attività sia opera del candido omino (il dirimpettaio Dr.Dreyfuss, interpretato da Jack Kruschen, lo paragona ad una doppia punzonatrice alternata…), troveranno presto compenso nella forma di opportune segnalazioni da parte dei beneficati al capo del personale, illustrando le grandi capacità del loro caro Bud*, meritevoli certo di una promozione. Continua a leggere

Un ricordo di Carlo Vanzina

Carlo Vanzina(TgCom24)

Ci lascia Carlo Vanzina, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore (Roma, 1951), morto oggi, domenica 8 luglio, nella sua città natale.
Insieme al fratello Enrico, sceneggiatore, ha firmato più di sessanta film, soprattutto commedie, pur cimentandosi a volte, con risultati alterni, in diversi generi  (per esempio il thriller nel 1983, Mystère, e nel 1985, Sotto il vestito niente, film quest’ultimo che ebbe anche una sorta d’ideale seguito, Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata, 2011).
Credo vadano riconosciute, tanto a Carlo quanto ad Enrico, figli di Steno (Stefano Vanzina), anche nell’ambito delle realizzazioni più becere e raffazzonate, una non comune capacità d’osservazione delle mutazioni in atto nella società, in particolare a livello di costume, pur rimproverandogli una spesso compiaciuta, e compiacente, messa alla berlina degli italici vizi, all’insegna di un cialtronesco “malcostume mezzo gaudio”, senza esprimere il coraggio di un vero e proprio affondo; evidente, poi, in molti loro titoli (almeno sino al triste subentro delle varie derive triviali ed escatologiche) un’allegra e coinvolgente spontaneità che assumeva la consistenza, pur flebile, di un richiamo  sincero alla genuinità primigenia di un cinema “sanamente” popolare, certo memori di quanto il citato padre fosse stato un  maestro nell’accostare  situazioni comiche tipiche della commedia tradizionale a una pungente e talvolta amara satira di costume. Continua a leggere

La parola piangere (Gianni Rodari)

Un giorno tutti saremo felici.
Le lacrime, chi le ricorderà?

I bimbi scoveranno
nei vecchi libri
la parola “piangere”
e alla maestra in coro chiederanno:
“Signora, che vuol dire?
Non si riesce a capire”.

Sarà la maestra,
una bianca vecchia
con gli occhiali d’oro,
e dirà loro:
“Così e così”.

I bimbi lì per lì
non capiranno.
A casa, ci scommetto,
con una cipolla a fette
proveranno e riproveranno
a piangere per dispetto
e ci faranno un sacco di risate…
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“Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo”- Claudio Sottocornola (Marna Edizioni)

Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo (Marna Edizioni), il nuovo libro di Claudio Sottocornola, è un’opera pregevole dal punto di vista culturale, oltre che di piacevole lettura: attraverso la molteplicità delle tematiche trattate, in virtù di quel suggestivo percorso interdisciplinare e transmediale da sempre caratterizzante l’attività creativa propria di un moderno filosofo che si avvale di originali chiavi interpretative, nello scorrere delle pagine si offre una rappresentazione ermeneutica della contemporaneità e le sue derive, nella visione del declino di una civiltà e nel trionfo del pensiero debole, dove, fra scetticismo e disillusioni, determinati valori come bene, verità e, soprattutto, bellezza, possono ancora costituire un solido baluardo a difesa di quella verità insita nell’uomo, idonea a divenire un tutt’uno con esso, richiamando responsabilità individuali e collettive “nel saper scegliere quale intensità di vita e di valore vogliamo realizzare”.
Il volume è strutturato in due parti: la prima, Saggi Pop, raccoglie, in versione integrale, articoli di approfondimento su vari argomenti, pubblicati, negli anni che vanno dal 2009 al 2016, su riviste destinate a diverse tipologie di lettori, offrendo spazio tanto alla divulgazione quanto al’attività d’indagine, storica, sociologica ed antropologica. Continua a leggere