Archivi categoria: Pensieri e parole

Miracolo a Milano (1951)

(MyMovies)

C’era una volta una vecchina di nome Lolotta (Emma Gramatica), che viveva in una modesta casetta, poco lontano dalla città di Milano; un bel giorno, intenta ad innaffiare il suo orticello, allarmata da alcuni insoliti vagiti si avvicinò alla piantagione di cavoli e tra le foglie vi notò un neonato, lo prese con sé, crescendolo con infinito amore, sino al giorno della sua morte, quando il bambino, chiamato Totò, venne affidato ad un orfanotrofio, per uscirne ormai grandicello (Francesco Golisano), pronto ad affrontare il mondo; conosciuto casualmente un barbone, Totò veniva da questi ospitato nella sua capanna, su un grande spiazzo ai margini dei costruendi palazzoni, dove vivevano altri diseredati, per integrarsi man mano nella loro comunità, aiutandoli a costruire una vera e propria “altra città” di baracche, con tanto di denominazione delle vie; la vita sembrava scorrere tranquilla, il nostro stringeva amicizia con la domestica Edvige (Brunella Bovo), scoprendo la lieve delicatezza dell’innamoramento, tutti sembravano accontentarsi di una vita modesta, quanto bastava per sopravvivere, ma all’improvviso dal terreno ecco zampillare un liquido nerastro chiamato petrolio… Continua a leggere

Se permettete parliamo di bestie

 

(Agenzia Dire)

Avrebbe ucciso a bastonate un gatto, introdottosi in un’aula scolastica, davanti ai bambini della scuola primaria Eugenio Montale di Gioia Tauro. Un collaboratore scolastico di 63 anni è stato denunciato dai carabinieri per uccisione di animali.(lastampa.it)

Gatti uccisi a forza di colpi inferti con furia, forse con un badile o un bastone: una vicenda dai contorni quasi horror, che si è purtroppo consumata nel territorio cremonese, e in particolare a Persichello (cremonaoggi.it)

(Singernotizieprovita)

Per prima cosa fu necessario civilizzare l’uomo in rapporto all’uomo. Ora è necessario civilizzare l’uomo in rapporto alla natura e agli animali” (Victor Hugo). Continua a leggere

A.N.I.M.A.

L’onorevole Anio Modòr  (Pino Ammendola) dopo una concitata telefonata ha avuto un malore, trasportato d’urgenza in ospedale è ora nelle mani dei medici, la situazione appare piuttosto seria, ormai giace in coma, colpito da Atassia Neuro Ipofisaria Monolaterale Acuta come spiega la consorte (Annalisa Favetti) ad un vescovo amico di famiglia (Augusto Zucchi) e al figlio, quest’ultimo non particolarmente in ansia per le sorti del genitore, come invece lo sono i colleghi di partito (Giorgio Gobbi, Franco Oppini, Mino Caprio) giunti al capezzale, preoccupati soprattutto perché solo  Modòr conosce le password di accesso del computer…
Mentre i giornalisti cercano di avere qualche informazione in più ed alcuni esponenti dell’entourage ministeriale espongono illuminanti riflessioni sulle sorti del nostro, questi sta vivendo un’esperienza del tutto particolare, probabilmente extraterrena: insieme ad altre persone si ritrova improvvisamente all’interno di un vecchio aereo, un DC3 Dakota Douglas (sì, quello di Casablanca), su di una pista isolata, mentre fuori infuria il fortunale. Continua a leggere

Il bandito (1946)

(Pinterest)

Italia, 1946. Fanno ritorno, su vagoni altrimenti destinati al trasporto bestiame, i reduci della II Guerra, prigionieri in Germania; tra di loro Ernesto Bruneri (Amedeo Nazzari) e Carlo Pandelli (Carlo Campanini), che insieme sono scampati a tante tragiche disavventure ed ora fremono per riabbracciare i loro cari, la madre e la sorella il primo, l’amata figlioletta Rosetta il secondo.
Giunti a destinazione, la città di Torino recante tra le sue vestigia le profonde ferite del conflitto, edifici devastati e la novità stridenti di insinuanti motivi jazz che giungono da qualche locale lungo le vie, ognuno proseguirà per la propria strada:se Carlo potrà far ritorno dai familiari in campagna, Ernesto non incorrerà in altrettanta fortuna, rinvenendo la sua abitazione ormai distrutta ed apprendendo poi come le sue congiunte siano morte.
Per lui la vita si fa dunque difficile, cerca inutilmente un lavoro, l’indifferenza regna sovrana, nell’ufficio dove si provvede all’assegnazione dei sussidi parole come pietà ed umanità non trovano spazio tra carte bollate e timbri d’ordinanza, solo l’affettuosa corrispondenza  con Carlo sembra infondergli un minimo di gioiosa speranza. Vagando di notte lungo le strade di una città ormai a lui estranea, il nostro non può fare a meno di notare una bella ragazza e l’insegue, finendo col  ritrovarsi in un bordello, chiedendo dunque un incontro con lei. Continua a leggere

Doris Day, lo smagliante sorriso della “vecchia Hollywood”

American actress and singer Doris Day, circa 1955. (Photo by Silver Screen Collection/Getty Images)

Ci lascia Doris Day (Doris von Kappelhoff all’anagrafe, Cincinnati, Ohio, 1922), morta oggi, lunedì 13 maggio, a Carmel, California, cantante ed attrice cinematografica, indimenticabile interprete di film musicali, ma anche drammatici, oltre a brillanti commedie in cui poteva dare adito alla sua naturale propensione verso una comicità  spigliata, cui si univa quel particolare fascino, in parte oggetto di attenti studi relativi all’immagine ad opera del consorte Martin Melcher, impresario musicale, costituito da un suggestivo punto d’incontro tra timidezza e sfrontata esuberanza, sempre ostentando un’integra moralità da brava ragazza americana, quest’ultima spesso bersaglio di perfide battute, come quella, famosa, esternata da Groucho Marx: “E’ da tanto che sto in giro, mi ricordo perfino di quando Doris Day non era ancora vergine”. La passione per la musica ed i successivi studi rivolti alla danza e al canto ricevettero certo influenza dalla professione paterna (organista, maestro di coro ed insegnante di violino), iniziando ad affermarsi come cantante sul finire degli anni ’40, quando incise i primi dischi e  prese parte a varie trasmissioni radiofoniche, per esordire infine al cinema nel 1948 con Amore sotto coperta (Romance On The High Seas), regia di Michael Curtiz, con il quale l’attrice girò altri tre film (Musica per i tuoi sogni, My Dream Is Yours, 1949; Chimere, Young Man With A Horn, 1950;  I’ll see you in my dreams, 1951). Continua a leggere

“Le mamme non diventano mai brutte”

Pablito Calvo (Pinterest)

“A che pensi Marcellino?”
“ Dove sarà la mamma tua adesso?”
Con la tua!”
“Come sono le mamme? Che fanno?”
Danno, danno sempre”.
 E che danno?
Tutto: se stesse, la vita e la luce degli occhi ai figli, finché diventano vecchie e curve”.
 “Anche brutte?”
Brutte no, Marcellino, le mamme non diventano mai brutte”.
 “Devo andare via, mi chiamano … Tu vuoi molto bene alla tua mamma?”
Con tutto il cuore”.
“ Io alla mia di più …”

(dal film Marcellino pane e vino, Marcelin pan y vino, 1955, Ladislao Vajda, dall’omonimo romanzo di José María Sánchez-Silva, 1953; dialogo tra Yeoshua ben Yosef – Gesù e il piccolo orfano Marcellino, interpretato da Pablito Calvo)

Dedicato a tutte le mamme, nel giorno della loro festa e per tutti i giorni che si succedono in Terra 

Bologna, Biografilm Festival XV Edizione: le grandi storie aiutano a vivere meglio

(AFIC Festival)

Sono state annunciate nei giorni scorsi dal direttore artistico Andrea Romeo alcune anteprime relative ai titoli che andranno a comporre il cartellone della XV Edizione del Biografilm Festival, “il festival che celebra le vite”, in programmazione a Bologna dal 7 al 17 giugno alla Manifattura delle Arti e in otto sale cinematografiche del centro. Nell’ambito del Concorso Internazionale, sezione tradizionalmente volta a presentare in anteprima italiana i dieci migliori  documentari scoperti nell’ultimo anno dai festival di tutto il mondo o talvolta anteprime assolute, troviamo: Kemp (Edoardo Gabbriellini, Italy, World Premiere). Cold Case Hammarskjöld (Mads Brügger Denmark, Norway, Sweden, Belgium, Italian Premiere– Brügger ha vinto il Premio come miglior regista al Sundance 2019). Love, Antosha (Garret Price, USA, International Premiere). Searching Eva (Pia Hellenthal, Germany, Italian Premiere– Presentato alla 69ma Berlinale e a Hot Docs). Midnight Traveler (Hassan Fazili, USA, Qatar, UK, Canada, Italian PremierePremio Speciale della Giuria a Sundance 2019). Continua a leggere