Archivi categoria: Pensieri e parole

David di Donatello 2018: le candidature

Sono state rese note oggi, mercoledì 14 febbraio, le candidature relative alla 62ma edizione dei David di Donatello: a darne l’annuncio, nella consueta conferenza stampa che si è tenuta a Roma, il Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del cinema italiano, Piera Detassis, Giuliano Montaldo, Presidente Onorario Fondazione David di Donatello, il Direttore di Rai1 Angelo Teodoli, la responsabile Rai Movie Cecilia Valmarana e Carlo Conti.
I film sono stati selezionati nell’ambito dei titoli usciti in sala dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017 e le votazioni si sono svolte dal 9 al 31 gennaio 2018.
In testa con 15 candidature la scanzonata commedia musicale Ammore e malavita dei Manetti Bros., cui seguono Napoli velata di Ferzan Ozpetek con 11, Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, La tenerezza di Gianni Amelio, The Place di Paolo Genovese,  tutti appaiati a quota 8; A Ciambra di Jonas Carpignano ne ottiene 7, così come Gatta Cenerentola (Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone). La cerimonia di premiazione avrà luogo mercoledì 21 marzo, condotta da Carlo Conti ed andrà in onda su Rai1, prima serata. Continua a leggere

La fiamma del peccato (Double Indemnity, 1944)

Los Angeles, notte. Un’auto procede a forte velocità, attraversa un incrocio noncurante delle indicazioni semaforiche e sbanda pericolosamente: la sua corsa finisce di fronte l’entrata di un edificio dove ha sede la Pacific All Risk, una compagnia assicuratrice.
Dalla vettura discende Walter Neff (Fred MacMurray), che qui lavora in qualità di agente: il suo passo è incerto, come non può fare a meno di notare il guardiano notturno che lo accompagna in ascensore.
Giunto in ufficio, madido di sudore e sofferente, si siede alla scrivania, accende una sigaretta, prende la cornetta del dittafono ed inizia a narrare, rivolgendosi al suo superiore ed amico Barton Keyes (Edward G. Robinson), la  fosca storia in cui è rimasto coinvolto, masticando amaro nell’esternare la motivazione: “L’ho fatto per denaro e per una donna. E non ho avuto il denaro e non ho avuto la donna”. I fatti, spiega Neff, risalgono a tre mesi prima, quando, trovandosi a Glendale, venne a rammentarsi che da quelle parti abitava il petroliere Dietrichson (Tom Powers), la cui polizza assicurativa per le proprie auto era prossima alla scadenza. Decideva quindi di andarlo a trovare, così da avviare l’iter per il rinnovo. Accolto dall’affascinante moglie, Phyllis (Barbara Stanwyck), ne restava subitamente ammaliato, attrazione che si rivelò ben presto reciproca, l’attacco diretto di lui, la studiata ritrosia di lei, fra sguardi e dialoghi colmi di sottintesi. Il ghiaccio non fu difficile a sciogliersi, anzi, già da un successivo incontro la donna ebbe modo di raccontargli la propria insoddisfazione coniugale, un marito ricco, più anziano di lei, avaro e scostante nei suoi confronti, nonché incline ad alzare le mani se in preda ai fumi dell’alcool, rivelandogli poi l’intenzione di convincerlo a stipulare una polizza sulla vita, visto che nel suo lavoro un incidente era sempre possibile … Continua a leggere

Dark Night (2016)

20 luglio 2012, Cinema Century 16, Aurora, Colorado, mezzanotte: durante la proiezione di The Dark Knight Rises (Il cavaliere oscuro. Il ritorno, Christopher Nolan), un uomo armato irrompe all’interno della sala attraverso la porta d’emergenza.
Lancia bombe lacrimogene e spara con diverse armi, uccidendo 12 persone e ferendone 70. Autore dell’attentato, James Eagan Holmes, 24 anni, attualmente detenuto e sottoposto alla pena dell’ergastolo.
Da questo episodio di cronaca prende ispirazione il film Dark Night, scritto e diretto da Tim Sutton (alla sua terza regia dopo Pavillion, 2012, e Memphis, 2013), presentato al Sundance Film Festival nel 2016 e vincitore nello stesso anno del premio Lanterna Magica alla sezione Orizzonti della 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Sutton non intende  mettere in scena una cronistoria del drammatico evento, bensì offrire una visualizzazione realistica, il cui unico filtro è costituito dalla sceneggiatura, della provincia americana e dei suoi abitanti, osservati nel corso di una giornata che si concluderà con un tragico epilogo.
Si evidenzia dunque come certi accadimenti siano destinati a ripetersi, in quanto frutto di una sempre crescente alienazione e smarrimento esistenziale, che portano l’uomo, l’essere umano, spesso perso in un solipsistico compiacimento di attitudini e comportamenti senza condivisione alcuna, quando non nella realtà virtuale offerta da un videogame o dal web,  a gesti violenti, verso se stesso o i propri simili, ulteriormente aggravati, come nella società americana, dal facile accesso all’uso delle armi da fuoco. Continua a leggere

Sono tornato

Roma, Porta Alchemica, vicino Piazza San Vittorio, 22 aprile 2017. A 72 anni esatti dalla morte fa ritorno sulla terra Benito Mussolini (Massimo Popolizio), probabilmente richiamato in vita dalle tante esortazioni italiche invocanti ordine e disciplina, mai propense, però, ad una presa di coscienza riguardo la propria responsabilità sul mancato rispetto delle regole, preferendo l’affidarsi “messianico” ad un intercambiabile “uomo della provvidenza”. Il Duce si aggira lungo le vie cittadine, nota attonito la molteplicità delle etnie, certo più stupito della gente che incontra lungo il cammino, anzi molti non perdono l’occasione per scattare un selfie con quel curioso personaggio in divisa e stivaloni, chissà, potrebbe essere una candid camera, hai visto mai che non si riesca a fare il giro dei social a suon di like o magari finire all’interno di una trasmissione televisiva… Troverà infine ospitalità all’interno di un’edicola gestita da due invertiti (la definizione è sua, nel lieto rimembrare come ai suoi tempi gente di tal guisa venisse spedita al confino …). La prodigiosa “resurrezione” verrà casualmente notata da uno sciamannato regista di documentari, Andrea Canaletti (Frank Matano), intento al montaggio del suo ultimo lavoro, un reportage sui “nuovi italiani” non così reale come vorrebbe.
Potrebbe essere l’occasione per il colpo grosso: preso contatto col nostro, viaggeranno insieme su e giù per l’Italia, a tastare il polso della gente comune; il girato sarà poi proposto a MyTv, emittente televisiva dove Andrea ha sempre cercato, invano, di far accettare le proprie idee artistiche. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema:”Gli occhi di Paul Newman”

Paul Newman

Da martedì 6 e fino a domenica 18 febbraio al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, prenderà il via, a cura di Fondazione Cineteca ItalianaGli occhi di Paul Newman, omaggio a uno dei più grandi attori della storia del cinema hollywoodiano nel decimo anno dalla sua scomparsa.
In virtù di una recitazione improntata a conferire realistico rilievo all’introspezione psicologica dei personaggi interpretati (frequentò l’ Actors Studio) cui univa una “morbida” ed elegante fisicità, non scevra da una certa ironia, Newman nel porsi in scena è sempre riuscito a porre in essere una suggestiva sinergia fra intensità ed essenzialità; in particolare ha poi saputo mantenere una propria personalità all’interno del consueto sistema uniformante proprio dello star system, appoggiando diverse cause umanitarie ed impegnandosi per l’affermazione e il sostegno dei diritti civili. Continua a leggere

Un ricordo di Irina Sanpiter (1957-2018)

Irina Sanpiter

Difficile dimenticare, come ha scritto ieri Carlo Verdone sulla sua pagina Facebook, lo sguardo, triste e dolce al contempo, dell’attrice russa Irina Sanpiter, il disperato “Non ce la faccio più” ripetuto più volte quale doloroso mantra, con marcato accento torinese (era doppiata da Solvejg D’Assunta), propri del personaggio di Magda, reso dall’attrice in Bianco, rosso e Verdone (1981), donna del tutto obnubilata, nel corpo e nello spirito, almeno fino alla silente ribellione finale, dall’agire petulante e maniacale- ossessivo del consorte Furio Zòccano (Verdone). “Magda, tu mi adori?” “Sì, Furio…” “E allora lo vedi che la cosa è reciproca…”. Continua a leggere

“Dissenso comune”

Anna Foglietta, Kasia Smutniak, Alba Rohrwacher (Repubblica.it)

Dissenso comune è il titolo della lettera – manifesto firmata da 124 attrici e lavoratrici all’interno del mondo dello spettacolo italiano, che scaturisce da due mesi di incontri e confronti tra un gruppo di donne, “Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini”.  La ritengo un’ottima, doverosa, iniziativa e mi auguro che possa divenire un ulteriore e concreto incentivo idoneo a rendere definitivo l’annientamento di qualsivoglia negatività volta ad impedire un’effettiva emancipazione ed autodeterminazione, individuale e collettiva, consona al poter scegliere, con forza e convinzione, la propria essenza vitale, sociale e lavorativa. Qui, Repubblica.it , il testo completo.