Archivi categoria: Fumetti e animazione

Un ricordo di Margot Kidder (1948-2018)

Margot Kidder (Movieplayer)

Margot Kidder (Margaret Ruth “Margot” Kidder, Yellowknife, 1948), attrice cinematografica e teatrale che ci ha lasciato la scorsa domenica, 13 maggio, ha recitato in numerosi film (fra le interpretazioni più significative, Sisters, 1972, Brian De Palma, o  Pygmalion, 1983, Alan Cooke, girato per la televisione), ma per quanti, come lo scrivente, erano ragazzini sul finire degli anni’70, il suo volto resterà per sempre legato a quello della risoluta giornalista del Daily Planet Lois Lane in Superman, 1978, per la regia di Richard Donner, innamorata dell'”alieno fra noi”, il cui costume era indossato da Christopher Reeve, una volta smessi occhiali e grisaglia di Clark Kent, anche lui reporter nella redazione del citato giornale.
Era proprio Lois, andando a memoria, a coniare il nome “terreno” per l’uomo d’acciaio, noto su Krypton, pianeta d’origine, come Kal- El.
Kidder, che progressivamente si allontanò dalle scene, comparendo soprattutto in vari telefilm, fu Lois Lane anche nei seguiti di Superman, i due diretti da Richard Lester (’80 e ’83) e quello per la regia di Sidney J.Furie (‘87), che concluse in malo modo  una saga “sanamente” fumettistica, scanzonata e un po’ ingenua.

Bologna, cronache ed interviste da “Youngabout International Film Festival”

Da qualche giorno mi trovo a Bologna per seguire la 12ma edizione di Youngabout International Film Festival (16-28 marzo), kermesse cinematografica, nata nel 2007, dedicata al cinema contemporaneo di qualità e volta a privilegiare il pubblico dei giovani, degli adolescenti, con aperture su arti visive, nuove tecnologie e produzioni televisive, che vede come curatrici Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, mentre  ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi, di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali. Ho potuto assistere alla proiezione di ottimi film, proposti in lingua originale con sottotitoli (Jasper Jones, Rachel Perkins, 2016, e Butterfly Kisses, 2017, Rafael Kapelinsky, fra i titoli che mi hanno particolarmente emozionato) e constatare l’attenta partecipazione delle molte scolaresche invitate, suddivise in fasce d’età a seconda delle tematiche trattate dalle pellicole in cartellone. Ho avuto anche modo di rivolgere qualche domanda alla professoresse Maria Notari e Caterina Taglioni, grazie per la disponibilità, che insegnano alle Scuole Secondarie di Primo Grado Farini. Continua a leggere

La tartaruga rossa (La tortue rouge, 2016)

Impetuoso è il mare in tempesta, le alte onde si susseguono incessantemente l’una all’altra, sballottando fra i flutti un uomo, probabilmente sopravvissuto al naufragio di una nave. Stordito e stremato, si risveglia su un’isola dove, a parte granchi, insetti, uccelli, ed una fitta boscaglia di bambù, non vi è traccia di altri esseri viventi. Si guarda intorno spaesato, inizia ad esplorare i dintorni, finendo col precipitare in un profondo anfratto dal quale riuscirà, con qualche difficoltà, a venir fuori. Il nostro sembra adattarsi all’inedita situazione in cui è venuto a trovarsi, ma il suo desiderio più grande, ricorrente anche nei sogni in cui, tra l’altro, visualizza ricordi del passato o comunque aneliti di un ritorno alla vita di sempre, è quello di abbandonare un posto per lui inospitale e fare ritorno a casa, magari adoperandosi nel costruire una zattera. Una volta realizzata la provvisoria imbarcazione, la fuga in mare aperto verrà più volte ostacolata da un “qualcosa” di misterioso, agente dalle profondità marine, che infine andrà a palesarsi come una grande tartaruga rossa. Dopo l’ultimo tentativo, ritornato sulla terraferma, amareggiato e contrariato, l’uomo avrà modo di vendicarsi una volta che la tartaruga si avvicinerà alla riva, ribaltandola sul dorso e lasciandola così morire; da questo atto violento, i cui rimorsi non tarderanno a farsi sentire, nascerà però qualcosa di bello ed inaspettato:la Natura può essere più benevola di quanto l’uomo manifesti nei suoi confronti… Continua a leggere

Bologna, ONO arte contemporanea: “Diabolik: lui e lei”

Diabolik ed Eva Kant (ONO arte contemporanea)

E’ stata inaugurata lo scorso giovedì, 1° marzo, all’ ONO arte contemporanea  di Bologna,  la mostra Diabolik: lui e lei una retrospettiva, a cura di Marco Lucchetti Art Gallery Lugano, intesa a celebrare il ladro più famoso del fumetto italiano, ma soprattutto la sua compagna, Eva Kant, che tanto ha contribuito all’evoluzione del personaggio nel corso degli anni, attraverso le opere di alcuni dei suoi disegnatori più importanti: Giuseppe Palumbo, Matteo Buffagni e Stefano Babini. 1° novembre 1962: in questa data le edicole italiane vedono l’uscita del primo numero di Diabolik (Il re del terrore, soggetto delle sorelle Angela e Luciana Giussani, sceneggiatura ad opera della prima e disegni di tale Zarcone), volta a riprendere la tradizione del giallo- noir, con echi da feuilleton: “il fantastico duo”, avendo Fantômas (1911, Marcel Allain e Pierre Souvestre) bene in mente, ebbe l’intuizione di attualizzarla in un insolito “fumetto nero”, inedito e innovativo nell’ambito dei comics nostrani anche per il formato, solo due/tre vignette a pagina, a favorire campi lunghi e dialoghi piuttosto articolati.
Un logo di quelli che non si dimenticano, rimasto immutato fino ad oggi, ideato da Remo Berselli, la scritta il fumetto del brivido, gli occhi grigio acciaio dell’inafferrabile criminale in primo piano, unica parte visibile del volto, ricoperto per il resto da un cappuccio nero, così come una tuta dello stesso colore avvolge l’intero corpo. Leggenda vuole che l’idea sia venuta ad Angela vedendo i pendolari della stazione di Cadorna leggere romanzi gialli tascabili. Continua a leggere

Intervista a Paperon de’ Paperoni

Paperon de’Paperoni in un ritratto di Carl Barks

Correva l’anno 1947, per amore di precisione il mese di dicembre, quando su Disney OS n.178 apparve la storia, scritta e disegnata da Carl Barks, Donald Duck’s Christmas on Bear Mountain  (Il Natale di Paperino sul Monte Orso, Topolino giornale dal n.677 al n.684), dove faceva il suo esordio un vecchio papero, zio di Paperino, raggrinzito e curvo sul suo bastone, astioso e “feroce” nel piglio da baldo ottantenne, con una cattiveria platealmente esibita (Tutti mi odiano ed io odio tutti!), versione in becco e piume, come poteva evincersi dal nome, Scrooge Mc Duck, dell’omonimo protagonista del romanzo Canto di Natale, A Christmas Carol, scritto da Charles Dickens nel 1843.
Un personaggio, da noi noto come Paperon de’Paperoni, che doveva essere una semplice comparsa, ma che suscitò da subito interesse e simpatia, divenendo una presenza costante nelle storie di Barks ed in seguito di altri autori (da citare almeno Romano Scarpa e Don Rosa), anche se fu l’uomo dei paperi a definirne il carattere attraverso una costante evoluzione: se agli inizi il nostro plutocrate in palandrana, ghette e cilindro ostentava le sue ricchezze con modalità quantomeno spavalde (Che  gusto c’è a possedere undici ottilioni di dollari se non ci faccio un po’di chiasso intorno?, da Paperino e la scavatrice, Letter To Santa, Carl Barks, 1949), a volte esternando plutocratica sicumera (Attento giudice! Io sono Paperon de’ Paperoni e se fai qualcosa che non mi piace compro la città e ti licenzio!, sempre dalla storia citata), negli anni le sue caratteristiche basilari andavano a  comporre la figura di un papero che si è fatto da sé, fra sacrifici e rinunce, e la cui enorme quantità di denaro accumulata (tre ettari cubici) nel famoso deposito ha un valore soprattutto sentimentale, rappresentando ogni moneta, a partire dalla prima guadagnata, il duro lavoro nell’inseguire la personale visione di “una pentola colma di monete d’oro alla fine dell’arcobaleno”. Continua a leggere

68ma Berlinale, apertura animata

Per la prima volta nella storia della Berlinale, la 68ma edizione della kermesse cinematografica tedesca (15-25 febbraio) verrà inaugurata da un film d’animazione, Isle of Dogs (L’isola dei cani) di Wes Anderson, presentato in anteprima mondiale.
Per Anderson è la quarta partecipazione al Concorso dopo I Tenenbaum (2002), Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2005) e Grand Budapest Hotel (2014), anche quest’ultimo titolo d’apertura del Festival di Berlino, cui venne conferito l’Orso d’Argento- Gran Premio della Giuria.
Isle of Dogs, (negli Stati Uniti sarà distribuito dal 23 marzo), è girato in stop motion; fra le voci originali: Bryan Cranston, Edward Norton, Bill Murray, Jeff Goldblum, Scarlett Johansson, Yoko Ono. Il Direttore Artistico Dieter Kosslick ha dichiarato: “Non potrei essere più felice che tocchi nuovamente a Wes Anderson dare il via alla Berlinale. Isle of Dogs sarà il primo film animato ad aprire il festival, un film che rapirà il cuore degli spettatori con il classico fascino di Anderson”.

Oscar – Operazione Gatta

L’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences ha pubblicato nei giorni scorsi l’elenco dei 26 titoli in gara per l’entrata nella shortlist finale degli Oscar 2018 come miglior film d’animazione, che verrà annunciata con le altre nomination il 23 gennaio. Nella lista troviamo anche l’italiano Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone (team del napoletano Studio Mad), presentato nella sezione Orizzonti della 74ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, rilettura post moderna e noir della nota fiaba, prima orale, e poi trascritta nel XVII secolo da Giambattista Basile. All’interno della selezione, tante le produzioni delle major (come Cattivissimo me 3, Boss Baby, Cars 3, il film di natale 2017 Pixar /Disney, Coco), ma anche realizzazioni indipendenti (My Entire High School Sinking into the Sea). La cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 4 marzo 2018.