Archivi categoria: Fumetti e animazione

Roma, al via la mostra “Pixar. 30 anni di animazione”

Fondata in California nel 1986, la Pixar, acquisita nel 2006 dalla Disney, si è sempre caratterizzata per la realizzazione di opere dalla godibile ed armonica messa in scena, perfetta sotto ogni aspetto tecnico, rimarcando, ancor prima dell’originalità narrativa,  una certa sensibilità espressa a livello di sceneggiatura e regia nel trattare tematiche “adulte” senza perdere di vista una concreta fascinazione visiva, con un uso delle moderne tecniche  idonea ad andare oltre l’idea di semplice prodigio tecnico. Dietro le quinte di cotanta meraviglia si nasconde il lavoro di creativi e registi che, prima di affidarsi al digitale, utilizzano strumenti tradizionali quali  il disegno, i colori a tempera, i pastelli, la scultura, tutto un mondo nascosto che ora viene alla luce grazie alla mostra Pixar. 30 anni di animazione curata, per l’edizione italiana, da Elyse Klaidman e Maria Grazia Mattei, visitabile da oggi, martedì 9 ottobre, al Palazzo delle Esposizioni di Roma: fino al 20 gennaio 2019 saranno dunque esposte oltre 400 opere tra disegni, sculture, bozzetti, collage e storyboard, oltre ad una nutrita selezione di materiali video.
Il percorso espositivo, progettato da Fabio Fornasari, propone una chiave di lettura basata sui concetti di Personaggio, Storia e Mondo, offrendo poi due installazioni, l’Artscape e lo Zoetrope, che con la tecnologia digitale fanno rivivere le opere esposte e ricreano l’emozione e la magia dell’animazione.
Prevista inoltre la proiezione dei film realizzati negli anni dalla Pixar, oltre ad una serie d’incontri (A regola d’arte) e laboratori per scuole e famiglie.

Milano, Museo della Permanente: “Tex. 70 anni di un mito”

 Il 30 settembre 1948  nelle edicole italiane debuttava il primo albo, intitolato Il totem misterioso, nell’allora consueto formato a striscia, di Tex, Aquila della notte per i fratelli Navajo, ancora in solitaria, in attesa che facessero la loro  comparsa i fidi pards, dal “vecchio satanasso” Kit Carson all’indiano Tiger Jack, senza dimenticare il figlio Kit, Piccolo Falco, nato dall’unione con Lilyth, figlia del sakem Freccia Rossa, morta in tragiche circostanze e mai dimenticato amore del granitico ranger; creatore del personaggio Gianluigi Bonelli, per la realizzazione grafica di  Aurelio Galleppini. Settant’anni dopo, Sergio Bonelli Editore si appresta alle celebrazioni, con una grande mostra dal titolo Tex. 70 anni di un mito, che sarà inaugurata il 2 ottobre per proseguire fino al 27 gennaio 2019,  al Museo della Permanente di Milano e patrocinata dal Comune del capoluogo lombardo. Curata da Gianni Bono, storico e studioso del fumetto italiano, in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore, la mostra racconterà come Tex sia riuscito, anno dopo anno, ad entrare a far parte delle abitudini di lettura degli italiani, conquistando generazioni diverse, grazie al suo profondo senso di giustizia e alla sua innata generosità, divenendo infine un vero e proprio fenomeno di costume. Continua a leggere

Una tomba per le lucciole (Hotaru no haka, 1988)

“La sera del 21 settembre 1945 io morii …”  Lo spettro di Seita ricorda il proprio decesso, appoggiato ad un muro all’interno della stazione di Sannomiya, ragazzo di 14 anni che insieme ad altri giovani abbandonava l’esistenza terrena consunto dagli stenti e circondato dall’indifferenza generale di quanti si trovavano a passare, preoccupati più che altro dello spettacolo indecoroso che si offriva agli americani, ormai prossimi ad arrivare. Un nome appena sussurrato, poco prima di lasciarsi andare, l’ultimo respiro… “Setsuko”…  Così si chiamava la sua sorellina, 4 anni, la cui anima circondata dalle lucciole è ora accanto all’amato fratello, richiamata in terra dal lancio di una scatola di caramelle che Seita teneva con sé, gettata via da un inserviente. Insieme ripercorrono le strade che avevano attraversato in vita, rivivendo la loro storia, iniziata a Kobe il 5 giugno 1945, quando la furia dei B-29 americani si abbatté sulla città, seminando terrore e morte con il lancio di bombe al napalm. Continua a leggere

Un ricordo di Margot Kidder (1948-2018)

Margot Kidder (Movieplayer)

Margot Kidder (Margaret Ruth “Margot” Kidder, Yellowknife, 1948), attrice cinematografica e teatrale che ci ha lasciato la scorsa domenica, 13 maggio, ha recitato in numerosi film (fra le interpretazioni più significative, Sisters, 1972, Brian De Palma, o  Pygmalion, 1983, Alan Cooke, girato per la televisione), ma per quanti, come lo scrivente, erano ragazzini sul finire degli anni’70, il suo volto resterà per sempre legato a quello della risoluta giornalista del Daily Planet Lois Lane in Superman, 1978, per la regia di Richard Donner, innamorata dell'”alieno fra noi”, il cui costume era indossato da Christopher Reeve, una volta smessi occhiali e grisaglia di Clark Kent, anche lui reporter nella redazione del citato giornale.
Era proprio Lois, andando a memoria, a coniare il nome “terreno” per l’uomo d’acciaio, noto su Krypton, pianeta d’origine, come Kal- El.
Kidder, che progressivamente si allontanò dalle scene, comparendo soprattutto in vari telefilm, fu Lois Lane anche nei seguiti di Superman, i due diretti da Richard Lester (’80 e ’83) e quello per la regia di Sidney J.Furie (‘87), che concluse in malo modo  una saga “sanamente” fumettistica, scanzonata e un po’ ingenua.

Bologna, cronache ed interviste da “Youngabout International Film Festival”

Da qualche giorno mi trovo a Bologna per seguire la 12ma edizione di Youngabout International Film Festival (16-28 marzo), kermesse cinematografica, nata nel 2007, dedicata al cinema contemporaneo di qualità e volta a privilegiare il pubblico dei giovani, degli adolescenti, con aperture su arti visive, nuove tecnologie e produzioni televisive, che vede come curatrici Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, mentre  ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi, di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali. Ho potuto assistere alla proiezione di ottimi film, proposti in lingua originale con sottotitoli (Jasper Jones, Rachel Perkins, 2016, e Butterfly Kisses, 2017, Rafael Kapelinsky, fra i titoli che mi hanno particolarmente emozionato) e constatare l’attenta partecipazione delle molte scolaresche invitate, suddivise in fasce d’età a seconda delle tematiche trattate dalle pellicole in cartellone. Ho avuto anche modo di rivolgere qualche domanda alla professoresse Maria Notari e Caterina Taglioni, grazie per la disponibilità, che insegnano alle Scuole Secondarie di Primo Grado Farini. Continua a leggere

La tartaruga rossa (La tortue rouge, 2016)

Impetuoso è il mare in tempesta, le alte onde si susseguono incessantemente l’una all’altra, sballottando fra i flutti un uomo, probabilmente sopravvissuto al naufragio di una nave. Stordito e stremato, si risveglia su un’isola dove, a parte granchi, insetti, uccelli, ed una fitta boscaglia di bambù, non vi è traccia di altri esseri viventi. Si guarda intorno spaesato, inizia ad esplorare i dintorni, finendo col precipitare in un profondo anfratto dal quale riuscirà, con qualche difficoltà, a venir fuori. Il nostro sembra adattarsi all’inedita situazione in cui è venuto a trovarsi, ma il suo desiderio più grande, ricorrente anche nei sogni in cui, tra l’altro, visualizza ricordi del passato o comunque aneliti di un ritorno alla vita di sempre, è quello di abbandonare un posto per lui inospitale e fare ritorno a casa, magari adoperandosi nel costruire una zattera. Una volta realizzata la provvisoria imbarcazione, la fuga in mare aperto verrà più volte ostacolata da un “qualcosa” di misterioso, agente dalle profondità marine, che infine andrà a palesarsi come una grande tartaruga rossa. Dopo l’ultimo tentativo, ritornato sulla terraferma, amareggiato e contrariato, l’uomo avrà modo di vendicarsi una volta che la tartaruga si avvicinerà alla riva, ribaltandola sul dorso e lasciandola così morire; da questo atto violento, i cui rimorsi non tarderanno a farsi sentire, nascerà però qualcosa di bello ed inaspettato:la Natura può essere più benevola di quanto l’uomo manifesti nei suoi confronti… Continua a leggere

Bologna, ONO arte contemporanea: “Diabolik: lui e lei”

Diabolik ed Eva Kant (ONO arte contemporanea)

E’ stata inaugurata lo scorso giovedì, 1° marzo, all’ ONO arte contemporanea  di Bologna,  la mostra Diabolik: lui e lei una retrospettiva, a cura di Marco Lucchetti Art Gallery Lugano, intesa a celebrare il ladro più famoso del fumetto italiano, ma soprattutto la sua compagna, Eva Kant, che tanto ha contribuito all’evoluzione del personaggio nel corso degli anni, attraverso le opere di alcuni dei suoi disegnatori più importanti: Giuseppe Palumbo, Matteo Buffagni e Stefano Babini. 1° novembre 1962: in questa data le edicole italiane vedono l’uscita del primo numero di Diabolik (Il re del terrore, soggetto delle sorelle Angela e Luciana Giussani, sceneggiatura ad opera della prima e disegni di tale Zarcone), volta a riprendere la tradizione del giallo- noir, con echi da feuilleton: “il fantastico duo”, avendo Fantômas (1911, Marcel Allain e Pierre Souvestre) bene in mente, ebbe l’intuizione di attualizzarla in un insolito “fumetto nero”, inedito e innovativo nell’ambito dei comics nostrani anche per il formato, solo due/tre vignette a pagina, a favorire campi lunghi e dialoghi piuttosto articolati.
Un logo di quelli che non si dimenticano, rimasto immutato fino ad oggi, ideato da Remo Berselli, la scritta il fumetto del brivido, gli occhi grigio acciaio dell’inafferrabile criminale in primo piano, unica parte visibile del volto, ricoperto per il resto da un cappuccio nero, così come una tuta dello stesso colore avvolge l’intero corpo. Leggenda vuole che l’idea sia venuta ad Angela vedendo i pendolari della stazione di Cadorna leggere romanzi gialli tascabili. Continua a leggere