Archivi categoria: Teatro

Un ricordo di Lando Fiorini (1938-2017)

 

Lando Fiorini (Gazzetta di Parma)

Genuino come pochi, Romano de Roma nella sua accezione più pura e simbolica, il celebre “cantattore” Lando Fiorini (Leopoldo Fiorini all’anagrafe), come amava definirsi, ci ha lasciato ieri sera, sabato 9 dicembre. Tante canzoni indimenticabili, a partire dall’esordio al Cantagiro nel 1961, dalle cui note traspare una visione della Capitale poetica, disincantata, lontana da qualsivoglia volgarità.

Lo stupro (Franca Rame, 1975)

                                                                                                Prologo
Franca Rame: Ancora oggi, proprio per l’imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la “fortuna” di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie. Nell’ultima settimana sono arrivate al tribunale di Roma sette denunce di violenza carnale. Studentesse aggredite mentre andavano a scuola, un’ammalata aggredita in ospedale, mogli separate sopraffatte dai mariti, certi dei loro buoni diritti. Ma il fatto più osceno è il rito terroristico a cui poliziotti, medici, giudici, avvocati di parte avversa sottopongono una donna, vittima di stupro, quando questa si presenta nei luoghi competenti per chiedere giustizia, con l’illusione di poterla ottenere. Questa che vi leggo è la trascrizione del verbale di un interrogatorio durante un processo per stupro, è tutto un lurido e sghignazzante rito di dileggio. Continua a leggere

Un ricordo di Dario Fo

Dario Fo

Dario Fo

Nello stesso giorno in cui verrà assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, del quale fu insignito nel 1997, oso scrivere coincidenza da sghignazzo rammentandone il suo giullaresco farsi beffe di ogni convenzione o sovrastruttura, ci lascia Dario Fo (Sangiano, VA, 1926), morto stamane, giovedì 13 ottobre, a Milano. Improvvisamente è come se si fosse aperta una grande voragine nell’ambito della cultura e del teatro comico italiano, da lui innovato insieme alla moglie Franca Rame, attingendo tanto dalla Commedia dell’Arte che dal vaudeville, con una serie di brillanti ed acuti testi che andavano dalle commedie alla farsa, passando per la satira politica o il recupero di canti popolari tradizionali, il tutto attraversato da una dirompente creatività che, come motivarono gli Accademici svedesi, “seguendo la tradizione dei giullari medioevali dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi”. Continua a leggere

Roccella Jonica (RC): il Circolo di lettura dell’A.R.A.S. ricorda Pino Michienzi

am3Sabato 10 settembre, alle ore 19, presso l’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC) per I Caffè artistico-letterari 2016, organizzati dal Circolo di lettura dell’A.R.A.S., in collaborazione con il Comune della cittadina-Assessorato alla Cultura, avrà luogo Frammenti di parole- Ricordo di Pino Michienzi, a cura della compagnia Teatro del Carro e con Anna Maria De Luca.

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Pino Michienzi, attore e regista nativo di Catanzaro (1953-2011) ha interpretato vari personaggi teatrali e partecipato a diversi lavori cinematografici e televisivi. Insieme alla moglie Anna Maria De Luca ha diretto dal 1986 la compagnia Teatro del Carro. La sua formazione risale alla metà degli anni ’70, presso la scuola d’arte drammatica di Giovanni Diotaiuti. Divulgatore e valorizzatore della cultura calabrese, Michienzi è stato autore di lavori teatrali che hanno fatto conoscere sia in Calabria che in Italia opere di autori come Franco Costabile, Corrado Alvaro, Lorenzo Calogero, Mario La Cava, Leonida Repaci. Continua a leggere

Tra cielo e terra

Enzo Iacchetti

Enzo Iacchetti

Chissà se le stelle per esprimere un desiderio aspettano che cada la terra? (Enzo Iacchetti su Smemoranda 1992Sogno e utopia)

Ciao, Anna

Anna Marchesini

Anna Marchesini

L’indubbia verve comica, una presenza scenica invidiabile, da sola o accanto ai due amici Tullio e Massimo, la mimica facciale indimenticabile, così come il caratteristico tono di voce che ti ha permesso di ottenere felici risultati nell’ambito del doppiaggio, senza dimenticare la grande autoironia ed una invidiabile forza d’animo, resteranno per sempre nei cuori di quanti ti hanno seguita ed apprezzata in tutti questi anni. Difficile dimenticare la tua Lucia Mondella nella parodia de I promessi sposi o personaggi come la sessuologa Merope Generosa, la Signora, pardon, Signorina Carlo, la cameriera secca dei signori Montagné, la sora Flora… Anche se oggi una inevitabile tristezza ci avvolge, continueremo a ridere cara Anna, rivedendo gli sketch televisivi o le rappresentazioni teatrali che ti hanno vista protagonista, ricordandoti sempre con affetto e un pizzico di nostalgia per un modo di fare spettacolo tanto semplice quanto minuzioso nella sua messa in scena complessiva, attento ai dettagli e al rispetto dei tempi comici. Ciao, Anna e grazie, sono sicuro che anche in questo nuovo viaggio il cammino ti sarà lieve, una risata, un gioco di parole, una particolare inflessione vocale ad imitazione di qualche personaggio famoso non mancheranno di portare il buonumore a quanti incontrerai lungo il cammino.
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Essere all’altezza dei sogni; niente altro può fare una vita in alto mare se non seguire la luce orientata del faro, la cui esistenza è certezza per la speranza di andare avanti in solitaria senza smarrirsi.” (Anna Marchesini)

Un ricordo di Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Attore, e uomo, dalla prorompente personalità, unita ad un talento naturale che gli ha consentito di spaziare con disinvoltura e sensibilità tra cinema, teatro e televisione, forte di un’elegante presenza scenica e di un timbro vocale indimenticabile, Giorgio Albertazzi, morto ieri, sabato 28 maggio, a Roccastrada (FI), lascia un grande vuoto, probabilmente incolmabile, nel panorama culturale italiano e nel settore del teatro nello specifico, cui si era dedicato con particolare dedizione a partire dalla metà degli anni Settanta. Nato a Fiesole nel 1923, Albertazzi debuttò sul palcoscenico nel 1949 (Troilo e Cressida, William Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti), dopo aver fondato ad Ancona, nell’inverno del 1945, insieme con Titta Foti, il primo teatro anarchico italiano. Due anni più tardi l’esordio al cinema, con Lorenzaccio, nelle vesti del protagonista Lorenzo de’ Medici, per la regia di Raffaele Pacini; rilevante anche il suo apporto nell’ambito dei primi sceneggiati Rai tratti da famosi romanzi come L’idiota di Fëdor Dostoevskij (1869), diretto da Giacomo Vaccari, che lo stesso Albertazzi, interprete del principe Myškin, adattò nel 1959 per la televisione dall’opera originaria, o Jekyll, 1969, splendida rilettura in chiave moderna de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di R. L. Stevenson (Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886), da lui scritta e diretta, ancora oggi attuale nel visualizzare i conflitti etici della scienza e l’insuperabile dualismo fra Bene e Male, entità con le quali siamo costretti a fare i conti nel nostro incedere terreno, senza riuscire a scindere l’una dal’altra. Continua a leggere