Archivi categoria: Teatro

Un ricordo di Valeria Valeri

Valeria Valeri

E’ morta ieri a Roma, sua città natale (1925), Valeria Valèri (V. Tulli all’anagrafe), attrice prevalentemente teatrale, a suo agio nell’interpretare con maestria e naturalezza tanto ruoli drammatici che brillanti, potendosi avvalere a tale ultimo riguardo di un’insinuante ironia, la quale trovava espressione in un disarmante sorriso, così come in un ricercato uso della timbrica vocale. Il suo debutto sulle scene avvenne a Forlì, all’interno della compagnia di Laura Carli, stagione teatrale 1948-1949, nello spettacolo Caldo e freddo di Fernand Crommelynck, dopo aver seguito i corsi di recitazione tenuti da Elsa Merlini ed aver partecipato, conseguendo il secondo posto, ad un concorso di annunciatrice radiofonica indetto dalla Rai. L’affermazione definitiva arrivò a partire dalla stagione 1955-1956, quando l’attrice entrò a far parte della compagnia del Teatro Stabile di Genova e soprattutto una volta che aderì alla Compagnia Attori Associati, della quale facevano parte interpreti quali Ivo Garrani ed Enrico Maria Salerno, dando il via insieme a quest’ultimo ad un rilevante sodalizio, in scena come nella vita. Continua a leggere

Spirito guascone, ovvero libero pensiero in libera anima

Gerard Depardieu (“Cyrano de Bergerac”, 1990, Jean-Paul Rappeneau)- Pinterest

(…) Se tu provassi a mettere un po’ da parte questo tuo animo da moschettiere, Cirano, il successo e gli onori ti…
E che dovrei fare? Cercarmi un protettore? Trovarmi un padrone? Arrampicarmi oscuramente, con astuzia, come l’edera che lecca la scorza del tronco cui si avvinghia, invece di salire con la forza?
No grazie.
Dedicare versi ai ricchi come qualsiasi opportunista? Fare il buffone nella speranza vile di vedere spuntare sulle labbra di un ministro un sorriso che non sia minaccioso?
No, grazie.
Mandare giù rospi tutti i giorni? Logorarmi lo stomaco? Sbucciarmi le ginocchia per il troppo genuflettermi? Specializzarmi nel piegare la schiena?
No, grazie.
Accarezzare la capra con una mano e innaffiare il cavolo con l’altra? Avere sempre a portata di mano il turibolo dell’incenso in attesa di potenti da compiacere?
No grazie. Continua a leggere

Un ricordo di Pino Caruso

Pino Caruso (Si24)

Ci lascia l’attore Pino Caruso (Giuseppe C. all’anagrafe, Palermo, 1934), morto ieri, giovedì 7 marzo, a Roma. Interprete soprattutto teatrale, ma attivo anche al cinema e in televisione, Caruso è stato portatore di un’ironia incisiva, graffiante, mai volgare, che si manifestava spesso in raffinati calembour, espressi anche in qualità di scrittore (“Non voglio dir male dell’esistenza; ma una cosa è certa: non se ne esce vivi”, da Il diluvio universale. Acqua passata, 1995), evidenziando poi una non comune affabilità ed eleganza nel porsi in scena, come si può notare dal video che pubblico a fine articolo, una sua esibizione all’interno di uno spettacolo televisivo d’antan, delineando inoltre una sicilianità mai fine a se stessa o compiaciuta, bensì  connaturata alla propria modalità espressiva, piuttosto empatica. Il debutto sul palcoscenico di Caruso risale al 1958, quando, assunto in qualità di direttore di scena, si trovò  a recitare ne Il giuoco delle parti al Piccolo di Palermo, per poi entrare a far parte della compagnia di Emma Gramatica ed esibirsi infine allo Stabile di Catania. Continua a leggere

Milano, Cinema Spazio Oberdan: Moni Ovadia presenta “Il migrante che è in noi, stranieri a noi stessi”

Moni Ovadia (foto di Gianmarco Chieregato)

Questa sera, martedì 29 gennaio, al Cinema Spazio Oberdan di Milano, alle ore 22.15, l’associazione di promozione sociale Fondazione Franco Verga proporrà un incontro con Moni Ovadia, che con il suo inconfondibile stile presenterà Il migrante che è in noi, stranieri a noi stessi, una riflessione volta a raccontare , con parole, immagini e intermezzi musicali, il dramma dei migranti di ieri e di oggi: un personale punto di vista per provare a comprendere meglio il difficile momento che attraversiamo, offrendoci in definitiva, da solo di fronte ad un microfono e ad un leggio, una meditazione che ci interroga e ci obbliga a pensare, mediata dalla sua visione del mondo e dal suo senso dell’umorismo. Accompagnamento musicale a cura del fisarmonicista Albert Florian Mihai. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, a partire dalle ore 20.30.

Un ricordo di Carlo Giuffrè

Carlo Giuffrè (apriteilsipario.it)

Ci lascia Carlo Giuffrè (Napoli, 1928), morto oggi, giovedì 1 novembre, a Roma, attore prevalentemente teatrale ma che nel corso della sua carriera è stato particolarmente attivo anche nell’ambito cinematografico, così come in quello televisivo.
Una volta diplomatosi all’Accademia d’Arte Drammatica, Carlo iniziò a lavorare a partire dal 1947 con il fratello minore Aldo, scomparso nel 2010, insieme al quale debuttò dopo qualche anno nella compagnia di Eduardo De Filippo, affinando definitivamente uno stile recitativo che riusciva a spaziare con una certa naturalezza da un’ironia tenue e sorniona ad un intenso sentore malinconico, idoneo quest’ultimo a rendere una forte drammaticità; il repertorio eduardiano  sarà ripreso dai due fratelli in una fase avanzata della loro carriera, quando Carlo si cimentò anche come regista (Le voci di dentro, Napoli milionaria!, Non ti pago, Natale in casa Cupiello), mentre nel 1963 fece parte della Compagnia dei giovani (Giorgio De Lullo, Rossella Falk, Romolo Valli ed Elsa Albani) per otto stagioni consecutive, recitando in opere quali, fra le altre, Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, Tre sorelle di Cechov, Egmont di Goethe. Continua a leggere

Un ricordo di Neil Simon

Neil Simon (Movieplayer)

Ci lascia il commediografo e sceneggiatore americano Neil Simon (Marvin Neil all’anagrafe, New York, 1927), morto oggi, domenica 26 agosto, a Manhattan.
Attivo in teatro a partire dagli anni Sessanta, le sue pièces  denotano uno stile tanto sobrio quanto graffiante nel delineare, con toni da commedia e sulla base di un impianto drammaturgico piuttosto solido, fra dialoghi brillanti e battute al fulmicotone, pregi e difetti della middle class americana.
Stilemi quelli descritti idonei ad offrire opportuno risalto alle prestazioni attoriali, sia sul palcoscenico che sul grande schermo, come dimostrano i vari adattamenti cinematografici delle sue opere, per la maggior parte curati da Simon stesso. Continua a leggere

“Zitta… cretina”, LocriTeatro mette in scena un monologo denso di concreta umanità

apostrofi a sud

E’andata in scena la scorsa domenica, 3 giugno, nella sala Calliope della libreria Mondadori di Siderno (Centro commerciale La Gru), la rappresentazione teatrale Zitta… cretina, liberamente ispirata al monologo Adele di Giuseppina Torregrossa, allestita da LocriTeatro per la regia di Bernardo Migliaccio Spina. Il racconto della vita di Adele, incinta di un uomo scomparso nel nulla, decisa ad andare in sposa, così da tacitare la nomea di “donna perduta”cui sarà inevitabilmente destinata, a Totò, detto ilmanciato, causa una malattia delle pelle che lo rende repellente ai più. Adele impone delle regole al marito, da questi accettate, vita insieme ma letti separati. La nascita del bambino, Ciccio, non sarà del tutto foriera di gioia e felicità, i suoi dentini aguzzi feriscono il seno della madre e l’infante rivela poi una certa inquietudine, tanto che solo la vicinanza del manciato sembra acquietarlo. Con fare subdolo e falsamente accondiscendente…

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