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Milano, Spazio Oberdan: “Lievito madre-Le ragazze del secolo scorso”

Quindici donne, famose* ma non solo, nate nel Novecento, rispondono a domande relative all’ambito professionale in cui si sono distinte, così come a quelle più intime e personali, sull’amore, il desiderio, la famiglia, il rapporto con genitori e figli, il confine fra percezione della propria bellezza e la vanità, le sensazioni del corpo, l’invecchiamento.
Ad ascoltare le loro rivelazioni, un particolare impasto storico-sociologico il cui componente principale è quel lievito madre rinforzato negli anni dal continuo apporto di conquiste come di aspettative tradite, una squadra di venti donne più giovani, riunite dal progetto collettivo ideato dalla giornalista Concita De Gregorio, Cosa pensano le ragazze, blog del quotidiano La Repubblica e titolo della raccolta di mille interviste da lei curata per Einaudi (2016).
Questo il punto di partenza e graduale fulcro narrativo del documentario Lievito madre-Le ragazze del secolo scorso, realizzato da Concita De Gregorio ed Esmeralda Calabria, presentato alla 74ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e da oggi, martedì 12 dicembre, proposto in anteprima a Milano, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, al Cinema Spazio Oberdan, fino a sabato 23 dicembre. Continua a leggere

Gli sdraiati

(Movieplayer)

Milano. Giorgio Selva (Claudio Bisio) è un affermato giornalista, conduce per la Rai il programma Lettere dall’Italia.
Separato da qualche anno dalla moglie Livia (Carla Chiarelli), architetto, ha ottenuto l’affido condiviso del figlio Tito (Gaddo Bacchini), diciassettenne, studente liceale.
La convivenza fra i due uomini è simile a quella di una coppia di tigri in gabbia, entrambe attente a marcare il territorio: Giorgio cerca continuamente di approcciarsi a Tito, prova a comprenderne sentimenti e stato d’animo, ma finisce spesso con l’asfissiarlo imponendo determinate regole, alcune sacrosante, in nome del vivere civile, altre attraversate da un sottile filo di paranoia; il giovane invece appare abulico, svogliato, sembra aver adottato una sorta di autismo esistenziale nei confronti del genitore, mentre il suo reale carattere, le personali modalità d’approccio alla vita, emergono nel rapporto con un fidato gruppo di amici così come attraverso il confronto col nonno materno, Pinin (Cochi Ponzoni), tassista.
Interrogarsi sul perché di quell’incerto dialogo, sospeso fra il claudicante e il sussultorio, per Giorgio vuol dire anche riflettere sulla propria persona, se e quanto abbia fallito nel fornire a Tito un modello ispiratore.
La sua aura di professionista irreprensibile risulta infatti minata dal riapparire di fantasmi lontani, per esempio Rosalba (Antonia Truppo), incontrata casualmente in occasione di un colloquio con gli insegnanti, un tempo domestica di casa Selva, nonché sua amante, mamma di Alice (Ilaria Brusadelli), coetanea del figlio e probabile sua morosa. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: in proiezione “La lucida follia di Marco Ferreri”

Da oggi, lunedì 27 novembre, e fino al 1° dicembre, sarà proiettato al Cinema Spazio Oberdan di Milano, in anteprima nazionale, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, grazie a Istituto Luce Cinecittà, La lucida follia di Marco Ferreri, documentario realizzato nei vent’anni dalla scomparsa del grande regista (9 maggio 1997), diretto da Anselma Dell’Olio, presentato nella sezione Classici all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La lucida follia di Marco Ferreri è un viaggio nel cosmo unico, insieme sovrannaturale e terragno, dell’autore. Un uomo che abbandona gli studi di veterinaria ma mai gli animali, scegliendo di occuparsi principalmente dell’essere umano nella sua essenzialità corporea e desiderante.
Per avvicinare al mondo frastagliato e organico, per alcuni ostico di Ferreri, il film offre clip dei suoi film spagnoli, italiani e francesi, tra cui El cochecito, La cagna, L’ultima donna, Dillinger è morto, La grande abbuffata, Chiedo Asilo, Ciao maschio, Storia di Piera, La donna scimmia.
Ascoltiamo il controverso regista riflettere sulla nomea di “provocatore” che l’ha sempre seguito, perennemente accompagnato da censure, scandali, contestazioni, accuse velenose. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan, “Matera 1953. La Lupa: il film di Alberto Lattuada, le foto di Federico Patellani”

Apre al pubblico l’omaggio della Fondazione Cineteca Italiana a uno dei suoi fondatori, Alberto Lattuada, sul cui film La Lupa, che sarà presentato in edizione restaurata, è allestita la mostra fotografica dal titolo Matera 1953. La Lupa: il film di Alberto Lattuada, le foto di Federico Patellani, curata da Fondazione Cineteca Italiana con la collaborazione di Giovanna Calvenzi e del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano), patrocinata e sostenuta dal Comune di Matera, che ospiterà l’esposizione da gennaio 2018.
Linaugurazione della mostra (ad ingresso libero) avverrà domani, mercoledì 22 novembre, nel foyer del cinema Spazio Oberdan, alle ore 19 in presenza del sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri, la curatrice della mostra Giovanna Calvenzi, il direttore della Cineteca Matteo Pavesi e il critico cinematografico Ivan Moliterni. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “She Brings The Rain-Dark lady di ieri e di oggi”

Dici dark lady e subito la tua mente inizia a visualizzare qualche fumoso ufficio di un detective privato, dove l’entrata con passo sinuoso di una donna elegantemente vestita, dallo sguardo ambiguo e dolce al contempo, già al momento delle presentazioni inizia a far sgretolare qualsivoglia certezza dell’uomo che si trova di fronte, solitamente investigatore tutto d’un pezzo, forse dalla condotta morale non proprio adamantina, ma fermo nei propri principi, i quali ora divengono nient’altro che sabbia fra le dita… Figura tanto stereotipata quanto indubbiamente ricca di fascino ed iconica, la dark lady, affine alla femme fatale, dalla quale però si diversifica per un modo di fare più criptico, meno incline a rivelare le sue vere intenzioni, è stata protagonista dei gialli hard boiled   americani fin dai primi anni ’40 e contemporaneamente di molti noir, ma il termine, a quanto si può apprendere da varie fonti, venne impiegato già da William Shakespeare nei suoi Sonetti, utilizzandone il personaggio per affrontare diverse tematiche.
Sulla base di queste considerazioni, appare certo interessante la rassegna che prenderà il via domani, giovedì 16 novembre, al MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano, a cura di Cineteca  Italiana, She Brings The Rain – Dark lady di ieri e oggi, dedicata alle Dark lady che hanno segnato la cinematografia internazionale: da Ossessione di Luchino Visconti fino al più recente Lady Macbeth di William Oldroyd; concluderà la rassegna, domenica 3 dicembre alle ore 17, la proiezione speciale di Lulù – Il vaso di Pandora (Die Büchse der Pandora, 1929) di Georg Wilhelm Pabst con accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini.

Milano, “Piccolo Grande Cinema” X Edizione: felicità e creatività

Piccolo Grande Cinema, Festival Internazionale della Nuove Generazioni, giunto al traguardo della decima edizione, si svolgerà a Milano, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, dal 3 al 12 novembre  nelle sale Cinema Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema, oltre ad Area Metropolis 2.0 a Paderno Dugnano. Felicità è la parola d’ordine della kermesse, che si aprirà con le divertenti avventure del piccolo Spirou (Le Petit Spirou, Le avventure di Spirou, Nicolas Bary), intraprendente e sensibile, che ostinatamente combatte per la sua lietezza malgrado l’ottusità degli adulti che lo circondano. Felicità di diventare grandi, quindi, e di guardare con coraggio al futuro, proprio come il Festival stesso che giunge al compimento del decimo anno offrendo al pubblico un programma di ampio respiro, felicità anche di crescere liberi, di urlare il proprio diritto a essere quel che si è e di farlo anche grazie alla propria creatività. E felicità, per la Cineteca in questo suo 70esimo compleanno, come ha dichiarato Silvia Pareti, che cura la Direzione Artistica, “significa infine guardare con fiducia e curiosità al futuro del cinema grazie agli occhi giovani dei nuovi registi del Concorso Rivelazioni e dei corti Tempo Limite, dei bambini e ragazzi che incontriamo in tutte le nostre attività durante l’anno, dei giovani studenti che ci affiancano nel lavoro ogni giorno come volontari o stagisti, dei ragazzi dei Campus estivi con cui trascorriamo settimane di energia allo stato puro, dei giovani critici di Long Take che con competenza e generosità ci affiancano in molte nostre avventure: questi sguardi nuovi e freschi, appassionati e stralunati, talvolta solo apparentemente strabici, ci dicono con chiarezza che il cinema, al di là di tutte le più pessimistiche visioni, è sempre vivo e lotta con e per noi”. Continua a leggere

Milano, presentazione del volume fotografico “Kilometro Zero” di Stefano Pia

La copertina del libro fotografico “Kilometro Zero” di Stefano Pia, Soter Editrice

Giovedì 19 ottobre, alle ore 19, nella sede di FPschool a Milano (via Spartaco 36), si svolgerà la presentazione del volume Kilometro Zero di Stefano Pia, Soter Editrice.
Un paese di 4000 anime, circondato da vigneti, uliveti, campi coltivati, nuraghi e piccoli boschi. […] Una zona non presa d’assalto dal turismo, un’economia non prospera ma con radici profonde e solide nell’artigianato e nella pastorizia” così Stefano Pia descrive Mògoro, il paese in provincia di Oristano in cui è nato e vive e cui ha dedicato il suddetto volume fotografico. L’analisi fotografica di Stefano Pia sul suo paese non è legata al folclore più o meno fittizio, ma si propone raccontare un frammento di Sardegna reale, non costruita a tavolino a uso e consumo del turismo di massa, alla ricerca di tradizioni fatte rivivere forzatamente quando non create ad arte per compiacere i visitatori. Protagonista del racconto è una quotidianità ordinaria. La Mògoro di Stefano Pia infatti non vive solo nei giorni delle feste popolari, ma 365 giorni l’anno, giorni in cui ci si incontra al bar, ci si riunisce nelle case per su spuntinu. È un “luogo dove è ancora possibile percepire con forza il rinsaldarsi continuo di legami sociali, confermati nel saluto che si ripete a ogni incontro, tutte le volte che un clinamen imperscrutabile offre, in strada, incroci casuali. Se sei a piedi è l’occasione per fermarti e scambiare pensieri. Se invece sei in macchina bastano un garbato colpo di clacson, un sorriso e un cenno con la mano sollevata dal volante” come scrive nella presentazione all’inizio del libro Sandro Iovine. Continua a leggere