Archivi tag: alberto sordi

“Vitti d’arte, Vitti d’amore”

Riporto di seguito la trascrizione del mio intervento introduttivo alla rassegna cinematografica “Vitti d’arte, Vitti d’amore”, organizzata il 9 e il 10 agosto dal Circolo di Lettura dell’ARAS di Roccella Jonica-Sezione cinema all’interno dei Caffè artistico-letterari 2018, che ha visto la proiezione nel cortile dell’ex Convento dei Minimi dei film Amore mio aiutami, 1969, e Polvere di stelle, 1973, entrambi per la regia di Alberto Sordi. Un rinnovato grazie di cuore alla compagna di viaggio Rossella Scherl, autrice anch’essa di un emozionante intervento introduttivo, nonché al Circolo di Lettura, al Comune di Roccella e al service di Angelo Fantò che ha garatito una perfetta visione al numeroso e partecipe pubblico intervenuto. Preziosa per la preparazione dell’intervento si è rivelata la lettura del libro La dolce Vitti (Edizioni Sabinae/Luce Cinecittà, 2018). Continua a leggere

Roccella Jonica (RC), “Vitti d’arte, Vitti d’amore”: il Circolo di Lettura dell’ARAS omaggia Monica Vitti

Monica Vitti

“Vitti d’arte, Vitti d’amore”: uno scambio di battute fra Lelio Luttazzi e Monica Vitti nel corso di uno sketch televisivo dà il titolo alla rassegna cinematografica che il Circolo di Lettura dell’ARAS di Roccella Jonica, all’interno dei Caffè artistico-letterari 2018, dedicherà all’attrice romana, da tempo assente dalle scene, con la proiezione di due film, entrambi diretti da Alberto Sordi, Amore mio, aiutami, giovedì 9 agosto, e Polvere di stelle, venerdì 10 agosto,  alle ore 21.30, nel cortile dell’ex Convento dei Minimi di Roccella. Introduzione e commento a cura di Rossella Scherl e Antonio Falcone.

Ingresso libero

Buon compleanno, Franca Valeri! – Il segno di Venere (1955)

Franca Valeri (Corriere della Sera)

Auguri di un felice compleanno a Franca Valeri (no, non si svela l’età di una signora, ma che cafoni, nonchè ordinari …) la cui sapida arguzia, le sottolineature ironiche di un certo tipo di borghesia milanese tutta snob e birignao o del cattivo gusto un po’ cafonesco di certa Roma, risultano quanto mai attuali e dimostrano l’intuitivo saper guardare lontano di un’attrice che il nostro cinema non sempre ha saputo valorizzare al meglio, autrice di testi teatrali ironici ed intelligenti, così come di sceneggiature cinematografiche profonde e attente alla psicologia dei personaggi, portatrice di una signorilità e di un portamento esemplari, nella vita come nel calcare le scene. Continua a leggere

Una vita difficile (1961)

Pressi del lago di Como, 1944: Silvio Magnozzi (Alberto Sordi), una volta dismessa la divisa di sottotenente del Regio Esercito dopo l’armistizio dell’8 settembre, entra a far parte di un gruppo di partigiani; braccato dai tedeschi raggiunge un albergo, dove la proprietaria, Amalia Pavinato (Anna Volonghi), potrebbe fornirgli aiuto.
Scoperto da un milite teutonico, il nostro rischia di essere fucilato seduta stante, ma interviene prontamente a salvarlo la figlia della padrona, Elena (Lea Massari), con l’ausilio di un ferro da stiro, per poi offrirgli rifugio nel vecchio mulino dei nonni, accudendolo per tre mesi, quando, a sua insaputa, Silvio deciderà di riunirsi ai compagni di lotta.
A guerra ormai conclusa, con il paese sulla via di una faticosa ricostruzione, materiale e morale, ritroviamo Silvio a Roma, propenso a divenire giornalista; lavora infatti nella redazione de Il lavoratore, giornale schierato a sinistra, coerentemente con le sue idee, avallando un carattere sempre poco avvezzo ai compromessi; una trasferta a Como per un servizio insieme al collega Simonini (Franco Fabrizi), gli farà rincontrare Elena, che convincerà a partire con lui, per vivere insieme nella Capitale. Continua a leggere

“Diari di Cineclub”, online il numero 58- Febbraio 2018

E’ online, scaricabile gratuitamente, Diari di Cineclub n. 58 – Febbraio 2018, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica.
Fra gli articoli di questo numero: La figura del prete sullo schermo (Stefano Beccastrini); Montanelli e il cinema tra successi e flop (Riccardo Cardellicchio); La fiamma del peccato (Double Indemnity, 1944)- (Antonio Falcone); Egidio Farina al tempo del cinema come realismo magico (Natalino Piras); Ella & John (Andrea Fabriziani); Corpo e anima (Giulia Zoppi); 400 giorni: non bastano le buone idee per creare un capolavoro… (Giacomo Napoli); Charlie Chaplin: poeta della settima arte e icona culturale del XX secolo (Enzo Pignatiello); Ingmar Bergman 100: il sogno e il cinema (Marino Demata); Napoli velata si espone senza piacere: Non sarà la salvezza delle Napoli gomorresche (Alberto Castellano) / Il velo (pietoso) di Özpetek (Paola Pagliuca) / Dov’è la seduzione (Antonella Mancusi) / Napoli senza veli (Luciano Giannini) / Napoli stravista (Bruno Roberti); Alberto Sordi, i mille volti dell’italiano (Franco La Magna); Quando vestivamo con l’eskimo ed era vietato vietare (Nino Genovese); Nodo alla gola. Un caso cinematografico (Fabio Massimo Penna); Pasolini regista: la vocazione al cinema e gli esordi (Giorgia Bruni); Il garbato umorismo d’antan di Louis De Funès (1914 – 83) (Demetrio Nunnari); Dal buio delle sale, luce per emozioni, alla luminosa tv, buio solitario dell’anima (Loretta Ortolani); Legge sul Cinema della Regione Sardegna (2016) (DdC)/Comunicato: Autori, maestranze e personalità operanti nel mondo della cultura cinematografica della Sardegna (in calce le firme). Cresce ancora il cinema in Sardegna (Comitato Promotore)/ Ciak, avviene in Sardegna (DdC) / Nasce la Cineteca Sarda. Recupero documenti storici (Fabio Masala).

Roma, al via la mostra “Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora”

Steno

Sarà inaugurata oggi, martedì 11 aprile, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dove potrà essere visitata fino al 4 giugno, la mostra Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora, dedicata al regista e sceneggiatore Stefano Vanzina, in arte Steno, in occasione del centenario della nascita (19 gennaio 1917).  Autore tra i più prolifici ed eclettici del panorama italiano, Steno fu maestro nell’accostare nei suoi film situazioni comiche tipiche della commedia tradizionale a una pungente e talvolta amara satira di costume che rifletteva perfettamente l’evoluzione della società italiana alle soglie, durante e dopo il boom economico. Continua a leggere

Questione di fede

“Marchese vorrebbe che le legga due versetti della Bibbia?”

“Mi dispiace infinitamente, ma sono cattolico … Goodnight !”

“Povero fanciullo …”

(Dialogo fra una duchessa inglese, Amy Dalby, e il sedicente marchese Dante Fontana, Alberto Sordi, in una scena del film Fumo di Londra, 1966, esordio alla regia dell’Albertone nazionale).