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72mo Festival di Cannes: annunciato il programma della 58ma Semaine de la Critique

E’ stato svelato oggi, lunedì 22 aprile, il cartellone della 58ma Semaine de la Critique, sezione parallela ed indipendente del Festival di Cannes rivolta alle opere prime e seconde (15-23 maggio): Litigante, film colombiano per la regia di Claudio Lolli, sarà il titolo d’apertura, mentre la chiusura verrà affidata a Dwelling in the Fuchun Mountains, pellicola cinese diretta da Gu Xiaogang; la giuria della Semaine è presieduta da Ciro Guerra, regista colombiano, e vede quali componenti Jonas Carpignano, regista italiano, l’attrice franco britannica Amira Casar, la produttrice francese Marianne Slot e la giornalista cinematografica congolese Djia Mambu.
Sulla locandina ufficiale campeggia un ritratto, opera della fotografa Aurélie Lamachèrein, dell’attore Félix Maritaud, protagonista di Sauvage, opera prima di Camille Vidal-Naquet presentata nella scorsa edizione della Semaine; di seguito, i film in programma. Continua a leggere

72mo Festival di Cannes: “The Dead Don’t Die” di Jim Jarmusch sarà il titolo d’apertura

(Wikipedia)

The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch sarà il titolo d’apertura del 72mo Festival di Cannes (14-25 maggio), una commedia horror che vede nel cast Bill Murray, Adam Driver, Chloë Sevigny, Selena Gomez, Austin Butler, Steve Buscemi, Tilda Swinton, Rosie Perez, Iggy Pop, Danny Glover, Tom Waits e Caleb Landry Jones. La notizia è sta diffusa in esclusiva da Variety e poi confermata dagli organizzatori del Festival. Altra news in arrivo dalla Croisette riguarda la Giuria che giudicherà le opere prime e seconde della 58esima Semaine de la Critique: presieduta da Ciro Guerra, regista colombiano, avrà quali componenti Jonas Carpignano, regista italiano, l’attrice franco britannica Amira Casar, la produttrice francese Marianne Slot e la giornalista cinematografica congolese Djia Mambu.

Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name, 2017)

(Openair Cinemas)

1983, estate, da qualche parte nell’Italia del Nord, un’antica villa in aperta campagna. Qui trascorre le vacanze il diciassettenne americano Elio Perlman (Timothée Chalamet), animo sensibile votato all’arte, in ogni sua forma ed espressione, con una particolare predilezione per la musica classica. Insieme a lui i genitori, a comporre una famiglia di intellettuali ebrei, il padre Lyle (Michael Stuhlbarg), professore universitario, la madre Annella (Amira Casar), traduttrice: ambedue non solo assecondano, ma tendono ad arricchire di ogni possibile esperienza le inclinazioni proprie del giovane, il quale evidenzia già una sofferta maturità, naturalmente permeata di candore, ingenuità, istintività sensuale frammista a timore nel dare adito a tutte quelle nuove sensazioni che un organismo in crescita invita a scoprire, come evidenziato dal legame con la coetanea Marzia (Esther Garrel). Ospite della famiglia Perlman, tradizione che si rinnova ormai da qualche anno a questa parte, un dottorando americano, al quale il professore farà da mentore.
Si tratta del ventiquattrenne Oliver (Armie Hammer), fisico aitante e modi tanto gentili quanto spiazzanti, il cui fascino non mancherà di attirare l’attenzione delle ragazze facenti parte della cerchia amicale di Elio; d’altronde quest’ultimo si renderà presto conto di quanto la propria prorompente sessualità, sempre alla ricerca di una definitiva scossa di assestamento, tenda a manifestarsi ora nella circoscrizione di un desiderio inedito, probabilmente non facile da gestire, ma che il ragazzo sembra intenzionato a perseguire fino in fondo, nella reciprocità di imbarazzo, tensione, fisica ma non solo, e ritrosia… Continua a leggere