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Milano, Cinema Spazio Oberdan: Fondazione Cineteca Italiana rende omaggio a Bernardo Bertolucci

Bernardo Bertolucci (Classic Art Films)

Da oggi, lunedì 17 dicembre, e fino a domenica 6 gennaio, Fondazione Cineteca Italiana propone, al Cinema Spazio Oberdan di Milano, Ricordo di un maestro:Bernardo Bertolucci, un doveroso omaggio al grande cineasta scomparso lo scorso 26 novembre, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo del cinema e della cultura, italiana ed internazionale, rendendoci orfani di uno dei nostri autori più lucidi e di ampio respiro; Bertolucci è stato espressione di un cinema profondamente moderno, libero da convenzioni tanto nell’assecondare lo sviluppo narrativo, quanto nell’elaborazione formale della resa visiva, quest’ultima anche influenzata da stilemi pittorici, capace, inoltre, di coniugare soggettività ed oggettività all’interno di una rigorosa messa in scena. Continua a leggere

Un ricordo di Ennio Fantastichini

Ennio Fantastichini (La voce del Trentino)

Dopo Bernardo Bertolucci il cinema italiano piange nuovamente  una improvvisa scomparsa, quella dell’attore Ennio Fantastichini (Gallese, VT, 1955), che ci ha lasciato ieri, sabato 1° dicembre, a Napoli. Notevole presenza scenica e temperamento impetuoso, Fantastichini ha sempre esternato una certa poliedricità nelle sue tante interpretazioni, ogni volta mettendo in atto una totale trasfigurazione immedesimativa nel ruolo che gli veniva assegnato, rivelando una vibrante ed intensa espressività, mai artefatta o forzata. Trasferitosi da Fiuggi, dove il padre, carabiniere, era comandante della locale stazione, a Roma, qui Fantastichini frequentò nel 1975 l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, iniziando poi a lavorare in teatro e televisione, per debuttare infine al cinema nel 1982, una piccola parte in Fuori dal giorno di Paolo Bologna, così come quella seguente, ne I soliti ignoti vent’anni dopo (Amanzio Todini), 1987, mentre nel 1988 eccolo fra i protagonisti de I ragazzi di Via Panisperna, dove, diretto da Gianni Amelio, interpretava Enrico Fermi, offrendo al personaggio un’incisiva profondità. Continua a leggere

Un ricordo di Bernardo Bertolucci

HOLLYWOOD, CA – NOVEMBER 19: Director Bernardo Bertolucci celebrates his Star on the Hollywood Walk of Fame on November 19, 2013 in Hollywood, California. (Photo by Valerie Macon/Getty Images)

Ci lascia Bernardo Bertolucci (Parma, 1941), morto oggi, lunedì 26 novembre, a Roma; uno dei nostri autori più lucidi e di ampio respiro, capace di suscitare consensi anche a livello internazionale, pur a costo di qualche divagazione o compromesso lungo il cammino, espressione, sempre e comunque, di un cinema profondamente moderno, libero da convenzioni tanto nell’assecondare lo sviluppo narrativo, quanto nell’elaborazione formale della resa visiva, quest’ultima anche influenzata da stilemi pittorici.
Notevole, inoltre, la capacità di coniugare, all’interno di una rigorosa messa in scena, soggettività ed oggettività, per un compiuto e personale percorso creativo, idoneo a comprendere, a volte, una concreta spettacolarità (The Last Emperor, L’ultimo imperatore, 1987, 9 Oscar, fra cui quello per la Miglior Regia). Continua a leggere

“Diari di Cineclub”: online il n.63- Luglio 2018

E’ online, scaricabile gratuitamente, il numero 63 – Luglio 2018 di Diari di Cineclub, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica; fra gli articoli di questo numero: Quando ci si batteva dentro e fuori le mura del circolo del cinema durante la guerra fredda ( Ivano Cipriani); Legge cinema Anno Secondo: un primo bilancio a disposizione del nuovo ministro (Ugo Baistrocchi); Auguri ministro Bonisoli (DdC); Ultimo tango a Parigi, le ossessioni di Bernardo Bertolucci (Tonino De Pace); Il sacrificio del cervo sacro (Giulia Marras); Militanza dimenticata: Gian Maria Volonté protagonista del cinema d’impegno politico e sociale (Leonardo Dini); L’inesprimibile: da Cuore di tenebra ad Apocalypse now (Carmen De Stasio);W il ’68 – Viaggio nel Cinema di quegli anni (Antonello Cossu); La disillusione di Kazan (Roberto Chiesi); Cannes 2018: vince il cinema giapponese. Guida critica ai film del concorso ufficiale del Festival (Giovanni Ottone); Ricordo di Tano Cimarosa a dieci anni dalla scomparsa (Nino Genovese); Michael Haneke, regista dall’arroganza immorale (Àngel Quintana); La ragazza con la pistola (1968-Demetrio Nunnari); Il gigante, uno spaccato della società americana (Giacinto Zappacosta); I magnifici sette di John Sturges, una storia hollywoodiana (Pierfranco Bianchetti); La finestra sul cortile (1954), di Alfred Hitchcock (Giuseppe Previti).

Bande à part (1964)

Parigi, anni ’60. Franz (Sami Frey) ed Arthur (Claude Brasseur), due spiantati perdigiorno, percorrono le vie cittadine a bordo di una malmessa Simca cabriolet; sono diretti a Joinville, così da perlustrare i dintorni di una villa dove, a detta della comune amica Odile (Anna Karina), conosciuta frequentando una scuola d’inglese, il maggiordomo di sua zia Vittoria nasconderebbe all’interno di un armadio un’ingente quantità di danaro, che intenderebbero rubare. Odile, ragazza ingenua, sognatrice e romantica, anche lei come i due sfaccendati con l’aria da “duri” alla ricerca di un proprio posto nel mondo, accetta senza particolare riserve il corteggiamento, sfacciato e disinvolto, esternatole da Arthur, mentre Franz appare più ambiguo ed umbratile; si aggregherà dunque a loro per portare il piano a compimento, facilitandone l’ingresso nella dimora, ovviamente di notte, come imposto dalla tradizione dei romanzetti da quattro soldi o di certi filmetti americani, giusto il tempo di acquistare un libro alle bancarelle poste lungo la Senna e di una veloce visita al Louvre, tutta di corsa, così da battere, per due secondi, il record stabilito al riguardo da un turista americano, meno di dieci minuti. Non ogni cosa, però, andrà per il verso giusto, la notizia della somma di denaro è infatti giunta alle orecchie dello zio di Arthur, cui fa certo gola; il furto, in fondo, è un “lavoro” serio, non basta certo ingegnarsi nel mettere in pratica le fantasie scaturite dalla visione dei film al cinematografo, calza da donna calata sul viso e revolver in pugno … Continua a leggere

“David Speciale” per Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli (Sentieri Selvaggi)

Stefania Sandrelli riceverà il David Speciale nel corso della cerimonia di premiazione  dei David di Donatello (62ma edizione), che avrà luogo il prossimo 21 marzo e sarà trasmessa in prima serata su Rai 1, condotta da Carlo Conti.
Lo ha annunciato ieri, venerdì 23 febbraio, Piera Detassis, Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, in accordo con il consiglio direttivo.
Dopo l’irruzione sul grande schermo, a soli 15 anni, in Divorzio all’italiana (1961, Pietro Germi), che seguì ad alcune piccole parti nei coevi Gioventù di notte (Mario Sequi) e Il federale (Luciano Salce), la Sandrelli ha interpretato una grande varietà di personaggi, mostrandosi a suo agio tanto nel cinema d’autore quanto in quello popolare, in ruoli tragici come in altri più leggeri, ponendo la sua arte al servizio di maestri quali Mario Monicelli, Ettore Scola, Pietro Germi, Antonio Pietrangeli, Carlo Lizzani, Margaret von Trotta, Bernardo Bertolucci, Claude Chabrol e Manoel de Oliveira, lavorando a fianco di Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Jean-Paul Belmondo, Robert De Niro, Vittorio Gassman, Gérard Depardieu e Jean-Louis Trintignant. Continua a leggere

Un ricordo di Gastone Moschin

Gastone Moschin

E’ morto ieri, lunedì 4 settembre, a Terni, Gastone Moschin (San Giovanni Lupatoto, 1929), attore teatrale, televisivo e cinematografico, la cui naturalezza nel presentarsi in scena, unita al caratteristico timbro vocale dai toni prevalentemente striduli ma idoneo ad assecondare molteplici gradazioni a seconda dei personaggi interpretati, gli hanno consentito di offrire prove recitative certo memorabili attraversando diversi generi cinematografici, tratteggiate sempre con  acume e senso d’immedesimazione, riuscendo, dote rara, ad offrire rilevanza anche ai ruoli secondari. Mi sovvengono al riguardo il libraio Alfredo in Audace colpo dei soliti ignoti (Nanni Loy, 1959), suo secondo film dopo l’esordio avvenuto tre anni prima con La rivale, per la regia di Anton Giulio Majano, o il pusillanime fascista Passante ne Gli anni ruggenti (Luigi Zampa, 1962), pungente ed amara satira del regime  liberamente ispirata a L’ispettore generale di Nikolaj Gogol’. Continua a leggere