Archivi tag: Budapest

Napoli, a settembre una mostra dedicata a Bud Spencer

Bud Spencer (Notizie Nazionali)

Sarà inaugurata il prossimo 21 settembre a Napoli, al Pan- Palazzo delle Arti di Napoli, una mostra dedicata a Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer (omaggio alla birra preferita e all’attore Spencer Tracy), natali partenopei e, prima ancora di divenire un’icona del cinema italiano, condivisa nell’immaginario collettivo da diverse generazioni, un passato sportivo di tutto rispetto: punta della Nazionale di nuoto e pallanuoto negli anni ’50, con entrambe le quali partecipa alle Olimpiadi (Helsinki,1952, Melbourne, 1956), centroboa per la squadra della Lazio vincitrice dello scudetto nel ’56, detentore per dieci anni del record italiano dei 100 metri stile libero (59 secondi e un decimo nel 1950, per la prima volta si scende sotto il minuto), conquistando poi il titolo italiano anche nei 100 rana. L’esposizione intende infatti restituire un’immagine completa del gigante dal cuore d’oro e col sorriso da bambino, partendo appunto dalla suddetta attività sportiva e rimarcandone la poliedricità che lo spinse nel corso degli anni ad abbracciare una certa operosità in diversi settori, dall’imprenditoria alla musica. Continua a leggere

Una statua per Bud

Una statua raffigurante Bud Spencer, il nostro eterno, eroico, gigante con il sorriso da bambino e il cuore d’oro, opera della scultrice Szandra Tasnadi, è stata inaugurata nei giorni scorsi sulla Corvin Promenade di Budapest, alla presenza delle figlie dell’attore, Cristiana e Diamante. Sella in spalla e pistola al fianco sinistro, Carlo Pedersoli, suo nome all’anagrafe, è ritratto così come appare, se la memoria non mi inganna, in una sequenza di Lo chiamavano Trinità (E. B. Clucher, 1970), dove impersonava Bambino, ladro di cavalli ed abile pistolero, noto al riguardo con l’epiteto la  mano sinistra del diavolo, mentre il fratello Trinità (Terence Hill) ne rappresenta quella destra, giusto perché tutto resti in famiglia, come si suole dire. I film di Bud hanno rappresentato in Ungheria e in tanti altri paesi dell’Est europeo, un particolare sentore di libertà, regalando allegria e spensieratezza,  superando infatti le censure cui erano sottoposte le pellicole made in USA al vaglio della loro trasmissione televisiva nei primi anni ‘80; sul basamento in marmo, dopo il nome dell’attore, ecco tradotte in ungherese le parole con le quali il compare di tante avventure lo ha ricordato, Non abbiamo mai litigato.

 

Nastro Speciale a Giorgio Pressburger

 Giorgio Pressburger

Giorgio Pressburger

Il Direttivo del SNGCI, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, ha annunciato nei giorni scorsi una nuova anticipazione del palmarès dedicato ai documentari del quale saranno comunicati nei prossimi giorni finalisti e vincitori, il conferimento di un Nastro Speciale a Giorgio Pressburger, così da rendere omaggio tanto alla storia quanto al percorso umano, professionale e intellettuale dello scrittore ed autore ungherese vissuto a Trieste ma nato a Budapest da genitori ebrei  di origini slovacche, in una famiglia perseguitata dal nazismo al quale, durante la seconda guerra mondiale, riuscì però a sfuggire.
Si trasferì in  Italia nel 1956, quando con la famiglia lasciò l’Ungheria dopo l’invasione sovietica. Protagonista tra i più significativi nel panorama culturale non solo italiano è stato, tra gli incarichi istituzionali, anche Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Budapest. Particolarmente stretta la sua collaborazione con Mauro Caputo, già autore e produttore nel 2013 di Messaggio per il secolo al quale è seguito, nel 2016 (presentato alla 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, alle Giornate degli Autori), Il profumo del tempo delle favole di cui è regista ancora una volta Caputo, nel quale Pressburger, autore del testo dal quale il film è tratto, risulta anche voce narrante e protagonista. Da una sua raccolta di racconti era nato nel 2014 anche L’orologio di Monaco, altro documentario dal cuore della Mitteleuropa.
Il riconoscimento a Pressburger, che premia indirettamente anche la qualità del lavoro condiviso con Caputo, si aggiunge al Nastro già annunciato per Gianni Minà.