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“Before and after Eno”: intervista all’autore, Marco Calloni

Ho avuto modo di conoscere Marco Calloni per caso, attraverso il blog, da uno scambio di e-mail: ho accettato,con piacere e curiosità, l’ invito a leggere la sua prima pubblicazione, Before and After Eno- Una biografia di Brian Eno (Meridiano Zero), che nel titolo richiama un album del musicista britannnico (Befor and After Science, 1977, Polydor Records); dopo la lettura curiosità e osservazioni da condividere si sono rivelate numerose, scaturendo infine nell’intervista che potete leggere qui di seguito. Marco Calloni, classe 1987, si è laureato in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università Statale di Milano con una tesi su Brian Eno.
Collaboratore per un breve periodo di Radio Popolare e Outsider, nutre un profondo interesse per  il cinema e l’arte degli anni Sessanta e Settanta. Da sempre appassionato di musica e relazioni storico-culturali annesse, attualmente scrive articoli e monografie per la rivista specializzata Late For The Sky e recensioni per Blogfoolk e Ondarock. Continua a leggere

Presentato il 34mo Torino Film Festival

100620-manifesto34tff_vertSi è svolta ieri, mercoledì 9 novembre, con la consueta duplice conferenza stampa (il mattino a Roma, in serata a Torino), la presentazione del 34mo Torino Film Festival (18-26 novembre), che vede la direzione artistica di Emanuela Martini, mentre il regista e sceneggiatore italiano Gabriele Salvatores, premio Oscar al Miglior Film Straniero con Mediterraneo, sarà il Guest Director e curerà inoltre una sezione denominata Cinque pezzi facili.
Il regista e direttore della fotografia Christopher Doyle riceverà il Gran Premio Torino lunedì 21 novembre prima della proiezione del documentario Wind di Saw Tiong Guan e del lungometraggio Port of Call di Philip Yung (ore 20.00, Cinema Reposi 2). La selezione, che ha comportato la visione di oltre 4000 titoli,prevede 158 lungometraggi, 17 mediometraggi e 38 cortometraggi, di cui 46 lungometraggi opere prime e seconde, 43 anteprime mondiali, 25 anteprime internazionali, 8 anteprime europee e 73 anteprime italiane.
Ad aprire il Festival, venerdì 18 novembre, all’ Auditorium Giovanni Agnelli, sarà Between Us (USA, 2016, DCP, 93’, Rafael Palacio Illingworth), mentre la chiusura, sabato 26, sarà affidata a Free Fire (UK, 2016, DCP, 90’, Ben Wheatley), proiettato al Cinema Reposi. Continua a leggere

Roma, al via la rassegna “A qualcuno piace classico”

a-qualcuno-piace-classico-rassegna-cinema-roma-213x300Prende il via oggi, martedì 25 ottobre, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, A qualcuno piace classico, rassegna in 35mm di grandi film della storia del cinema giunta ormai alla sesta edizione e diventata uno degli eventi più attesi da tutti i cinefili della capitale. Promossa dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, dall’Azienda Speciale Palaexpo e da La Farfalla sul Mirino, la manifestazione sarà inaugurata alle ore 21.00, come sempre a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, dalla proiezione del celebre Nosferatu, il principe della notte, rilettura del mito di Dracula firmata nel 1979 da Werner Herzog e interpretata da un indimenticabile Klaus Kinski: grazie alla copia proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino il film sarà presentato nella versione originale integrale tedesca (con sottotitoli italiani). La rassegna proseguirà fino al 30 maggio 2017 e proporrà tra gli altri anche la versione restaurata di Lola Montès, testamento artistico e spirituale di Max Ophuls, e il prezioso director’s cut di Nella città l’inferno di Castellani, conservato dalla Cineteca Nazionale, con una straordinaria Anna Magnani.
In calendario anche gli omaggi a Andrzej Wajda, regista polacco recentemente scomparso (Cenere e diamanti), a David Bowie (nume tutelare del cult generazionale Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino) e a La mosca di Cronenberg, di cui ricorre quest’anno il trentennale.

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
Ingresso libero fino a esaurimento posti
I posti verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni proiezione. Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card. L’ingresso non sarà consentito a evento iniziato. Dal 25/10/2016 al 30/05/2017
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34mo Torino Film Festival: l’immagine ufficiale e i primi titoli in programma

100620-manifesto34tff_vertEcco l’immagine guida del 34mo Torino Film Festival (18-26 novembre):un ritratto di David Bowie che balla in una scena di Absolute Beginners, cult movie diretto da Julien Temple nel 1986, così come rielaborata dall’agenzia creativa Independent Ideas.
Un omaggio ad uno dei personaggi più eclettici della cultura contemporanea, scomparso il 10 gennaio di quest’anno a sessantanove anni.
Grande musicista, autore e interprete di brani entrati nella storia della musica, attore cinematografico e teatrale, oltre che pittore, David Bowie, ha segnato l’evoluzione dell’immaginario e dello stile collettivo degli ultimi cinquant’anni, grazie ad album come Hunky Dory, The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, Heroes o Let’s Dance, fino ad arrivare all’ultimo, struggente, Blackstar. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “David Bowie:artista universale”

David Bowie (onda rock.it)

David Bowie (onda rock.it)

A Milano, presso Spazio Oberdan, da oggi, venerdì 5 e fino a giovedì 11 febbraio Fondazione Cineteca Italiana presenta David Bowie:artista universale, un omaggio cinematografico alla rockstar più eclettica del Novecento. La Cineteca celebra il suo talento a pochi giorni dalla prematura scomparsa avvenuta lo scorso 10 gennaio.
Per oltre quarant’anni David Bowie è stato centrale: musica, moda, design, grafica, segnando però con le sue interpretazioni anche alcune opere cinematografiche spesso ragguardevoli.
Ripercorrendo brevemente la carriera di Bowie, all’inizio degli anni Settanta lo vediamo celebrare il connubio fra pop art e glam rock, inventandosi l’alter ego Ziggy Stardust all’insegna dell’ambiguità sessuale. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “Pop, Rock, Cinema”

3e3Da ieri, giovedì 18 dicembre, a Milano, grazie a Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con Nexo Digital, ha preso il via, per proseguire fino al 6 gennaio 2015, presso Spazio Oberdan (Sala Alda Merini, Viale Vittorio Veneto 2), Pop, Rock, Cinema, un percorso tematico, come da titolo, attraverso due film appena realizzati, David Bowie Is che consacra il “Duca bianco” e 20.000 Days on Earth dedicato a Nick Cave, cui sia affianca, a 35 anni dalla prima uscita in sala, un classico come Quadrophenia, presentato nella versione restaurata e digitalizzata per festeggiare i 50 anni di carriera degli Who. David Bowie Is è la versione cinematografica dell’omonima mostra che nel 2013, al Victoria and Albert Museum di Londra, ha fatto segnare un record di spettatori. Sulle ali di una fantastica colonna sonora, il film ci guida tra i 300 oggetti esposti, che includono filmati, fotografie, testi scritti a mano, storyboard per i video, bozzetti di costumi e scenografie. Un patrimonio di memorabilia legati al mondo di David Bowie, un artista che è stato in grado di cambiare la nostra cultura, dalla musica alla moda, dalle performance al design. Continua a leggere

Educazione siberiana

educazione-siberiana-L-tIrr5ZIn un piccolo borgo nel sud–ovest della Russia, Fiume Basso, regione della Transnistria (la Moldavia attuale), vive una comunità di siberiani, gli Urka, discendenti dei deportati da Stalin in quel lembo di terra sconosciuto ai più. Siamo nel 1985, quattro ragazzini, circa 10 anni, Kolima, Gagarin, Mel e Vitalic, apprendono un particolare tipo d’educazione, “il vivere da onesti criminali”, espressa dalle parole di nonno Kuzja (John Malkovich), sorta di codice etico cui non manca una convinta ispirazione spirituale, affidando alla benedizione della Vergine Maria l’esecuzione dei precetti propri del loro “credo”.

educazione-siberiana-L-w3JUTIUccidere solo se necessario, rispetto per tutte le creature viventi (eccetto banchieri, poliziotti ed usurai: rubare a queste persone è permesso, spiega Kuzja), il denaro non deve diventare l’unica ragione di vita (“un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore può amare”) ed è atto sacrilego tenerlo in casa, rifiuto della droga (uso e smercio), condanna dello stupro: queste alcune delle regole imperanti in quel microcosmo, oltre alla fede nella picca, il coltello a serramanico con il quale si recide il cordone ombelicale al momento della nascita e che accompagna quindi il cammino dell’uomo sulla terra, raccontato poi dai tatuaggi man mano presenti sul suo corpo.

John Malkovich

John Malkovich

In un arco temporale di dieci anni, dove la Storia avrà il suo ruolo fondamentale (la caduta del Muro di Berlino e annesse conseguenze), Kolima e Gagarin, del gruppo quelli più legati da una profonda amicizia, dovranno affrontare diverse prove nel passaggio dall’adolescenza al’età adulta, confrontandosi entrambi, tra l’altro, con l’amore (la “voluta da Dio” Xenja, Eleanor Tomlinson, ragazza con disturbi mentali) e la realtà del carcere, superandole con diverse modalità, rispettivamente forgiando la propria individualità nel solco della tradizione, il rispetto ferreo delle regole impartitegli, e, viceversa, su un codice improntato sulla convinzione che “il giusto non è mai esistito”. Un differente percorso esistenziale, sofferte scelte di vita, per poi ritrovarsi infine faccia a faccia in un drammatico confronto finale …

Vilius Tumulavicius e Arnas Federavicius

Vilius Tumulavicius e Arnas Federavicius

Tratto dall’omonimo romanzo di Nicolai Lilin (2009, Einaudi Editore), Educazione siberiana, diretto da Gabriele Salvatores, anche sceneggiatore insieme a Stefano Rulli e Sandro Petraglia, è un film che ha avuto l’effetto, certo benefico (meglio del restare indifferenti), di offrirmi varie sensazioni, spesso contrastanti, tanto da farmi attendere qualche giorno prima di riportarle ordinatamente su carta, dando il giusto peso sia all’emozione che alla concretezza. Mi hanno sicuramente affascinato la più che valida messa in scena, assicurata da una regia di polso, sostenuta da una bella fotografia (Italo Petriccione) capace di mutare intensità luminosa e gradazione del colore a seconda del girato (esemplare al riguardo la scena della giostra, simbolico momento di sospensione temporale in una spensieratezza di cui i protagonisti non hanno mai potuto godere, luce viva fra il grigiore seriale dei palazzi di quartiere, sulle note di Absolute Beginners, David Bowie) ed infine il montaggio di Massimo Fiocchi, piuttosto fluido nell’assecondare il flusso temporale sviluppato su tre piani differenti e sfalsati tra loro.

Eleanor Tomlinson

Eleanor Tomlinson

Molto valide le interpretazioni degli attori, anche se riguardo Malkovich ho avuto il sentore di una professionale adesione a quanto richiesto, mentre più spontanee, genuine in certo qual senso, mi sono apparse quelle di Arnas Federavicius e Vilius Tumulavicius (Kolima e Gagarin da adulti) ed efficace quella di Eleanor Tomlinson, piuttosto intensa nell’esprimere la fragile dualità di una donna-bambina. Ciò che non mi ha convinto pienamente risiede soprattutto nella caratterizzazione dello sviluppo narrativo previsto in fase di scrittura, un’adesione solo formale allo spirito del romanzo, alla sua linea di base, epurando, pur in un impianto da buon noir, i toni più realistici e violenti.
Un tentativo di compromesso tra un respiro epico, alla Leone per intenderci, restando in casa nostra, ed un’impostazione più accomodante, volta ad essenzializzare il tutto sui temi cari al regista, partendo dalla visualizzazione di quanto riportato su uno scritto: un racconto di formazione, l’amicizia virile minata dall’amore per la stessa donna (espresso nella scelta di non manifestarlo e nell’ incapacità di farlo al di là della violenza), personaggi in bilico tra diversi percorsi di vita, il mantenimento della propria dignità.

Gabriele Salvatores

Gabriele Salvatores

Si delinea quindi, come già scritto, un gran risalto della messa in scena ed uno stile dichiaratamente antirealistico, che si alimenta anche di imperfezioni e discontinuità (se la suddetta sequenza della giostra è a mio avviso la più bella di tutto il film, altre gridano vendetta, vedi il volo delle colombe al ralenti o la suonata di piano nel bel mezzo di un alluvione).
Un taglio spesso stridente con quanto raccontato, arrivando a spersonalizzarsi nel mancare una vera e propria immedesimazione, renderla effettiva e, soprattutto, riuscire a condividerla con gli spettatori. In conclusione, un film da vedere, una benvenuta internazionalizzazione del nostro cinema, capace d’esprimere immagini e contenuti al di là del consueto “due camere e cucina”, potendo fare affidamento sul’abilità di un regista come Salvatores, sulla sua mai sopita voglia di sperimentare ed innovare, a costo di lasciare spiazzati ad ogni nuova realizzazione.