Archivi tag: David Butler

Doris Day, lo smagliante sorriso della “vecchia Hollywood”

American actress and singer Doris Day, circa 1955. (Photo by Silver Screen Collection/Getty Images)

Ci lascia Doris Day (Doris von Kappelhoff all’anagrafe, Cincinnati, Ohio, 1922), morta oggi, lunedì 13 maggio, a Carmel, California, cantante ed attrice cinematografica, indimenticabile interprete di film musicali, ma anche drammatici, oltre a brillanti commedie in cui poteva dare adito alla sua naturale propensione verso una comicità  spigliata, cui si univa quel particolare fascino, in parte oggetto di attenti studi relativi all’immagine ad opera del consorte Martin Melcher, impresario musicale, costituito da un suggestivo punto d’incontro tra timidezza e sfrontata esuberanza, sempre ostentando un’integra moralità da brava ragazza americana, quest’ultima spesso bersaglio di perfide battute, come quella, famosa, esternata da Groucho Marx: “E’ da tanto che sto in giro, mi ricordo perfino di quando Doris Day non era ancora vergine”. La passione per la musica ed i successivi studi rivolti alla danza e al canto ricevettero certo influenza dalla professione paterna (organista, maestro di coro ed insegnante di violino), iniziando ad affermarsi come cantante sul finire degli anni ’40, quando incise i primi dischi e  prese parte a varie trasmissioni radiofoniche, per esordire infine al cinema nel 1948 con Amore sotto coperta (Romance On The High Seas), regia di Michael Curtiz, con il quale l’attrice girò altri tre film (Musica per i tuoi sogni, My Dream Is Yours, 1949; Chimere, Young Man With A Horn, 1950;  I’ll see you in my dreams, 1951). Continua a leggere

Shirley Temple (1928-2014)

Shirley Temple

Shirley Temple

E’ morta ieri, lunedì 10 febbraio, a Woodside (California) l’attrice Shirley Temple (Santa Monica, 1928), child star della “vecchia Hollywood”, cui arrise il grande successo di pubblico in un periodo compreso fra il 1934 e il 1939, quando, dopo una serie di ruoli minori, divenne protagonista di film piuttosto semplici nel loro impianto narrativo, per lo più accomunabili come schema di base.
Nel corso della narrazione trovava risalto non solo il suo indubbio talento artistico (la madre l’iscrisse alla Meglin’s Dance School di Los Angeles quando aveva appena tre anni, a cinque era già in grado di recitare, cantare e ballare), ma anche un ben delineato assunto morale, offrendo ad un’America reduce dalla Grande Depressione e in procinto d’accogliere il New Deal roosveltiano, l’ottimistica speranza di poter credere in un nuovo domani. Ben presto divenne uno dei primi fenomeni di marketing legati all’immagine cinematografica, attraverso l’ideazione di tutta una serie di oggetti con il suo nome (dalle bambole alle gomme da masticare).
Per il doppiaggio nel nostro paese venne scelta una piccola attrice, Miranda Bonansea, che rimase la doppiatrice abituale della Temple (con l’eccezione di Alle frontiere dell’India, dove venne doppiata da Gianfranco Bellini), anche se a partire dai ridoppiaggi degli anni’80 ci si rivolse verso nuove voci (Ilaria Stagni e Barbara De Bortoli). Continua a leggere