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Un ricordo di Pino Caruso

Pino Caruso (Si24)

Ci lascia l’attore Pino Caruso (Giuseppe C. all’anagrafe, Palermo, 1934), morto ieri, giovedì 7 marzo, a Roma. Interprete soprattutto teatrale, ma attivo anche al cinema e in televisione, Caruso è stato portatore di un’ironia incisiva, graffiante, mai volgare, che si manifestava spesso in raffinati calembour, espressi anche in qualità di scrittore (“Non voglio dir male dell’esistenza; ma una cosa è certa: non se ne esce vivi”, da Il diluvio universale. Acqua passata, 1995), evidenziando poi una non comune affabilità ed eleganza nel porsi in scena, come si può notare dal video che pubblico a fine articolo, una sua esibizione all’interno di uno spettacolo televisivo d’antan, delineando inoltre una sicilianità mai fine a se stessa o compiaciuta, bensì  connaturata alla propria modalità espressiva, piuttosto empatica. Il debutto sul palcoscenico di Caruso risale al 1958, quando, assunto in qualità di direttore di scena, si trovò  a recitare ne Il giuoco delle parti al Piccolo di Palermo, per poi entrare a far parte della compagnia di Emma Gramatica ed esibirsi infine allo Stabile di Catania. Continua a leggere

Un ricordo di Emidio Greco

Emidio Greco

Emidio Greco

È morto ieri, sabato 22 dicembre, a Roma, Emidio Greco (Leporano, TA, 1938), regista e sceneggiatore cinematografico estremamente raffinato, attento a coniugare la concretezza propria dell’impegno civile e della riflessione sociologica con una cura dell’immagine elegante e rarefatta, cui il nostro cinema, pur se nell’ambito di una produzione non propriamente prolifica (sei film in ventotto anni di carriera), deve molto, in particolare riguardo il rapporto tra Settima Arte e Letteratura, affrontato e delineato con efficacia già nel suo film d’esordio, L’invenzione di Morel (’74), sceneggiato insieme ad Andrea Barbato, tratto dal romanzo di Antonio Bioy Casares.

un-ricordo-di-emidio-greco-L-L2wDTxTrascorse l’infanzia a Torino, città dove completò gli studi e a cui deve la prima formazione culturale, frequentando esponenti della corrente dell’arte povera e poi concettuale, come Alighiero Boetti (cui nel ’78 dedicò un documentario, Niente da vedere niente da nascondere), per trasferirsi a Roma negli anni’60: qui nel 1967 si diplomò in regia al Centro sperimentale di cinematografia, iniziando a collaborare con la Rai per la realizzazione di vari documentari e programmi culturali a tema cinematografico, ricordando in tale ambito televisivo, tra i vari lavori, un ottimo film dell’84, Un caso d’incoscienza.

un-ricordo-di-emidio-greco-L-c2Tvg_Dopo il felice debutto sul grande schermo di cui sopra, Greco dà vita nel 1982 a Ehrengard, scritto con Enrico Filippini sulla base di un racconto di Karen Blixen, che però verrà distribuito vent’anni dopo, causa problemi legati alla produzione, mentre nel ’91 firma uno dei suoi lavori, a mio avviso, più riusciti, Una storia semplice, dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, forte di un cast dal sicuro richiamo (Gian Maria Volonté, Massimo Dapporto, Ennio Fantastichini, Ricky e Gianmarco Tognazzi), in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, e che vinse, tra l’altro, il Nastro d’Argento 1992 per la sceneggiatura, scritta insieme a Barbato.
Sempre legato allo scrittore siciliano è Il consiglio d’Egitto, 2002, con Silvio Orlando, che segue all’interessante Milonga, ’99, mentre le ultime realizzazioni del regista sono state L’uomo privato, 2007, e Notizie dagli scavi, 2011, da una storia di Franco Lucentini, con Ambra Angiolini e Giuseppe Battiston.