Archivi tag: Italia

“Se per caso…”

Pier Paolo Pasolini (Studenti.it)

“Mi sto accorgendo che l’odio razzistico che provavo per la Germania lo sto provando oggi in eguale misura per l’Italia. Ciò significa che non è una questione di razzismo, ma un fatto politico e sociale. Se per caso oggi dovessimo assistere a una recessione come avvenne nel 1929, e questa recessione portasse con sé un arcaico colpo di mano della destra, l’Italia sarebbe adesso matura per fornire le truppe alle SS”. (Pier Paolo Pasolini, intervistato da Gideon Bachmann, settembre 1974)

Una vita difficile (1961)

Pressi del lago di Como, 1944: Silvio Magnozzi (Alberto Sordi), una volta dismessa la divisa di sottotenente del Regio Esercito dopo l’armistizio dell’8 settembre, entra a far parte di un gruppo di partigiani; braccato dai tedeschi raggiunge un albergo, dove la proprietaria, Amalia Pavinato (Anna Volonghi), potrebbe fornirgli aiuto.
Scoperto da un milite teutonico, il nostro rischia di essere fucilato seduta stante, ma interviene prontamente a salvarlo la figlia della padrona, Elena (Lea Massari), con l’ausilio di un ferro da stiro, per poi offrirgli rifugio nel vecchio mulino dei nonni, accudendolo per tre mesi, quando, a sua insaputa, Silvio deciderà di riunirsi ai compagni di lotta.
A guerra ormai conclusa, con il paese sulla via di una faticosa ricostruzione, materiale e morale, ritroviamo Silvio a Roma, propenso a divenire giornalista; lavora infatti nella redazione de Il lavoratore, giornale schierato a sinistra, coerentemente con le sue idee, avallando un carattere sempre poco avvezzo ai compromessi; una trasferta a Como per un servizio insieme al collega Simonini (Franco Fabrizi), gli farà rincontrare Elena, che convincerà a partire con lui, per vivere insieme nella Capitale. Continua a leggere

Dogman

Italia, oggi, la squallida periferia di una qualsiasi città, abbrutita da caseggiati grezzi o malmessi. Il litorale, poco distante, erbacce, incuria, qui “il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi”*… Poche attività commerciali, una sala giochi, un negozio Compro Oro, un piccolo centro di toelettatura per cani, gestito da Marcello (Marcello Fonte), uomo mingherlino, mite e paziente, come rivela l’amorevole dedizione rivolta agli animali a lui affidati: anche il più feroce dei molossi nelle sue mani diviene mansueto, così da godere a pieno delle attenzioni che gli vengono riservate. Un divorzio alle spalle, Marcello dedica gran parte del tempo libero alla figlia Alida (Alida Baldari Calabria), nove anni circa, con la quale si immerge nei vicini fondali della costa o di qualche altra località che sia alla sua portata economica; attimi di pace nel godere di una provvisoria bellezza, lontano dalla sozzura di quel quartiere in cui si trova a lavorare e a vivere, arrotando le entrate con una piccola attività da pusher.
Cerca spasmodicamente di essere ben accetto da tutti, con fare accondiscendente e benevolo, fra tavolate in compagnia e partite a calcetto, atteggiamento riservato anche al brutale Simoncino (Edoardo Pesce), che Marcello rifornisce puntualmente di cocaina, oltre ad aiutarlo, in cambio di pochi euro, a compiere qualche furtarello nei “quartieri bene”. Continua a leggere

Giffoni Film Festival 47ma edizione: i vincitori

Si è conclusa lo scorso sabato, 22 luglio, la 47ma edizione del Giffoni Film Festival, con l’annuncio dei titoli vincitori, fra cortometraggi  e lungometraggi, all’interno delle varie categorie. Ad aggiudicarsi il Gryphon Award quale Miglior Cortometraggio nella categoria Elements +3  è stato Two Trams (Svetlana Andrianova, Russia), mentre nell’ambito di Elements +6 il Gryphon Award quale Miglior Cortometraggio è andato a Litterbugs (Peter Stanley-Ward, UK) e Miglior Film è risultato Master Spy (Pieter Van Rijn, Olanda). Andando alla categoria Elements +10, il Gryphon Award – Miglior Film è stato conferito a Room 213 (Emelie Lindblom, Svezia) e quello per il Miglior Cortometraggio a Just Go! (Pavels Gumennikovs, Lettonia). All’interno di questa categoria è stato poi attribuito Il Premio Rai Cinema Channel Giffoni 2017 al cortometraggio Rocky (Daniel Pini, Italia), con la seguente motivazione: “Perché è un vero coming of age short-movie, capace di raccontare, con un pizzico di fantasia, il duro passaggio dall’adolescenza all’età adulta, interpretando con delicatezza i profondi sentimenti di molti giovani d’oggi”. Continua a leggere

“Tra Molière e il Grand Guignol”

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: “contaminazioni” tra Molière e il Grand Guignol.
Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente.
Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di “raptus”: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti.
(Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane).

“Giffoni Macedonia Youth Film Festival”, conclusa la I Edizione

jktrkitrkoeSi è svolta ieri, martedì 22 ottobre, presso il Centro Giovanile della città di Skopje, capitale macedone che ha ospitato l’evento, la serata finale del Giffoni Macedonia Youth Film Festival I Edizione: una giuria composta da 500 ragazzi di età compresa tra 10 e 18 anni, provenienti da sei Paesi (Albania, Grecia, Italia, Romania, Serbia e Macedonia) ha visionato una selezione di film presentati durante le ultime edizioni della kermesse campana.
I giurati hanno premiato il film Regret! di Dave Schram (sezione +13) e Pieces Of Me, del regista Nolwenn Lemesle (sezione +16).

kkkPer l’Italia è stato presentato L’ultimo goal di Federico Di Cicilia, presente in sala insieme al produttore Alberto De Matteis, mentre durante la cerimonia di chiusura si è svolta la proiezione del film For Angela, prima co-produzione italo macedone realizzata dai registi del GFF- Dipartimento produzioni (Luca Apolito, Gianvincenzo Nastasi e Francesco Paglioli), su sceneggiatura scritta dagli studenti dell’Accademia delle Arti di Skopje. E’ la storia di un musicista che improvvisamente sembra aver perso la capacità di comporre musica. L’incontro con Angela, anche lei musicista, restituirà al compositore quanto sembrava smarrito: creatività e ispirazione.

luiSono stati anche conclusi importanti accordi a margine della manifestazione, come quello fra i due Ministeri della Cultura, italiano e macedone. La Macedonia, infatti, grazie all’invito rivolto dalla Provincia di Salerno e dall’Ambasciata d’Italia al Ministero della Cultura, sarà ospite d’onore alla Borsa Mediterranea per lo scambio del Turismo Archeologico, prevista a novembre a Paestum. Giffoni ha poi ricevuto altre richieste di cooperazione da parte dei responsabili del Fondo Cinematografico del Ministero della Cultura della Georgia e dai responsabili del Festival per Ragazzi di Seattle.

Giffoni ritornerà nei Balcani, con la nona edizione di Giffoni-Albania, in programma dal 19 al 24 novembre, per poi fare tappa in Qatar, una collaborazione con il Doha Film Institute per il debutto dell’Ayjal Film Festival (26 – 30 novembre), mentre si sta già organizzando la seconda edizione di Giffoni-Sao Paolo per gennaio 2014, un evento che coinvolgerà migliaia di ragazzi brasiliani. Il prossimo appuntamento con il Giffoni Macedonia Youth Film Festival sarà a ottobre 2014.

Il sentimento del buio

Federico Fellini

Federico Fellini

“Dopo la guerra dominava il sentimento della rinascita, della speranza: tutto il male era finito, si poteva ricominciare.
Adesso, non so se quest’ombra che si allunga sull’Italia preveda una resurrezione. Dopo la guerra, si aveva il sentimento d’aver patito sciagure immeritate ma che facevano parte della Storia, che rendevano partecipi della Storia: non era certo un conforto, ma alle sofferenze dava un senso, un riscatto. Adesso questo manca del tutto: c’è soltanto il sentimento d’un buio in cui stiamo sprofondando”. (Federico Fellini, dall’intervista di Lietta Tornabuoni, Non scherziamo, la vera paura è finita quarantotto anni faLa Stampa, 22 settembre 1992, p. 5)