Archivi tag: Jim Jarmush

Un ricordo di Robby Müller

Robby Müller (CiakClub)

Ci lascia Robby (Robert) Müller (Willemstad, Curaçao, Antille olandesi, 1940), direttore della fotografia collaboratore di registi quali Wim Wenders, Jim Jarmush, Lars Von Trier, Andrzej Wajda,  morto ieri, mercoledì 4 luglio, ad Amsterdam.
Con Wenders Müller diede vita ad una profonda collaborazione, a partire dal cortometraggio Alabama: 2000 Light Years (1969), proseguendo poi con Summer City, lungometraggio d’esordio del cineasta tedesco, e, citando i titoli più famosi, Alice in den Städten (Alice nelle città, 1974), Im Lauf der Zeit (Nel corso del tempo, 1976), Der amerikanische Freund (L’amico americano, 1977), Buena Vista Social Club (1999).
Il suo particolare uso della luce, del tutto in simbiosi con l’attenzione per le inquadrature, votato ad una composizione delle immagini il più possibile nitida e pura, con una certa attenzione alla rappresentazione di oggetti inanimati (tecnica dello Stiil Life, l’equivalente del pittorico Natura Morta, in breve), influenzò tanto il cinema europeo, quanto, successivamente, quello americano, una volta che venne chiamato ad Hollywood da Peter Bogdanovich, con cui collaborò per Saint Jack (1979) e They All Laughed (E tutti risero, 1981), così come si rivelò prezioso il suo intervento in To Live And Die In L.A. (Vivere e morire a Los Angeles, 1985), per la regia di William Friedkin. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: Fondazione Cineteca Italiana omaggia Jim Jarmush

Jim Jarmusch (Wikipedia)

Jim Jarmusch (Wikipedia)

Da oggi, sabato 11, e fino a martedì 21 febbraio, a Milano, allo Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenterà un omaggio a Jim Jarmusch, offrendo così risalto ad un autore capace di delineare tramite le sue opere una visione critica, non disgiunta da toni ironici e stranianti, della mitologia on the road e del rapporto fra l’uomo e il paesaggio americano, quest’ultimo spesso crocevia di una varia e spaesata umanità, simbolo quindi dell’incontro fra le più diverse culture.
Nato nel 1953 in Ohio, cresciuto nella cultura underground newyorchese degli anni Settanta, ammaliato ed ispirato in egual misura sia da quanto offriva la scena musicale del periodo che dalla precedente frequentazione a Parigi della Cinémathèque française diretta all’epoca da Henri Langlois, Jarmusch concretizzò la sua voglia di “fare film” presso la scuola di cinema della New York University, dove divenne assistente del regista Nicholas Ray.
L’esordio avvenne nel 1980, con la distribuzione nel circuito d’essai internazionale del suo saggio di regia (in 16mm) Permanent Vacation, col quale si diplomò alla suddetta scuola di cinema: sullo sfondo di una New York quasi aliena Jarmush mise in scena la storia di un uomo, il giovane Aloysius (Chris Parker), che vive a tempo perso tra donne, letteratura e piccoli furti, finché proverà a raggiungere l’ultimo barlume di felicità fuggendo a Parigi. Continua a leggere