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Smetto quando voglio- Masterclass

Sydney Sibilia ed Edoardo Leo

In occasione della trasmissione in tv questa sera, giovedì 23 novembre, di Smetto quando voglio-Masterclass (Rai 3, ore 21.15), riuscito sequel di quel Smetto quando voglio che nel 2014 scosse non poco l’asfittico panorama della commedia italica, ed in attesa del capitolo conclusivo, Smetto quando voglio- Ad Honorem, in proiezione in questi giorni all’interno della sezione Festa Mobile del 35mo Torino Film Festival ed in distribuzione dal 30 novembre, ne ripropongo la recensione scritta alla sua uscita nelle sale. Una trilogia che attinge tanto dal nostro passato cinematografico (I soliti ignoti, Mario Monicelli, 1958, la produzione “di genere” degli anni’70) quanto al presente delle web serie e dei serial televisivi americani, connotando il tutto con un solido lavoro di scrittura, una direzione personale, agile, un cast particolarmente azzeccato ed una notevole attenzione all’aspetto tecnico (fotografia, musiche e montaggio).
Un valido esempio ed un riuscito tentativo di rimarcare l’originalità espressiva quale ritrovata potenzialità per smuovere certo immobilismo della nostra cinematografia, spesso e volentieri accomodante nel suo assecondare il pubblico più che stimolarlo, ricercando il giusto connubio fra intuizione, creatività e considerazione per gli spettatori, offrendo loro realizzazioni capaci di sorprendere e divertire con gusto ed intelligenza.

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sqvm_onesheet_data_b_jpg_1400x0_q85Tre anni orsono il film  Smetto quando voglio scosse non poco l’asfittico panorama della commedia italica (fatte salve le consuete, per quanto sporadiche, eccezioni) nel fermo e coraggioso proposito di stimolare il pubblico  con una proposta a suo modo inedita, capace  sia di attingere al passato della classica commedia all’italiana (La banda degli onesti, 1956, Camillo Mastrocinque, I soliti ignoti, Mario Monicelli, 1958), sia di guardare al presente (le web serie e i serial televisivi americani), connotando il tutto con una regia (Sydney Sibilia) personale, agile, un cast particolarmente azzeccato ed una certa attenzione all’aspetto essenzialmente tecnico (la fotografia “psichedelica” di Vladan Radovic, il montaggio serrato di Gianni Vezzosi, la colonna sonora funzionale al girato). Ora il regista,  al tempo esordiente,  gioca un’ulteriore carta, mantenendo piacevolmente immutate le descritte caratteristiche nel riuscito Smetto quando voglio- Masterclass, secondo capitolo più che sequel,  ovvero lanciare sul tavolo un’altrettanto inedita modalità di realizzazione, relativamente alla nostra cinematografia. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan, “Matera 1953. La Lupa: il film di Alberto Lattuada, le foto di Federico Patellani”

Apre al pubblico l’omaggio della Fondazione Cineteca Italiana a uno dei suoi fondatori, Alberto Lattuada, sul cui film La Lupa, che sarà presentato in edizione restaurata, è allestita la mostra fotografica dal titolo Matera 1953. La Lupa: il film di Alberto Lattuada, le foto di Federico Patellani, curata da Fondazione Cineteca Italiana con la collaborazione di Giovanna Calvenzi e del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano), patrocinata e sostenuta dal Comune di Matera, che ospiterà l’esposizione da gennaio 2018.
Linaugurazione della mostra (ad ingresso libero) avverrà domani, mercoledì 22 novembre, nel foyer del cinema Spazio Oberdan, alle ore 19 in presenza del sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri, la curatrice della mostra Giovanna Calvenzi, il direttore della Cineteca Matteo Pavesi e il critico cinematografico Ivan Moliterni. Continua a leggere

Un ricordo di Gastone Moschin

Gastone Moschin

E’ morto ieri, lunedì 4 settembre, a Terni, Gastone Moschin (San Giovanni Lupatoto, 1929), attore teatrale, televisivo e cinematografico, la cui naturalezza nel presentarsi in scena, unita al caratteristico timbro vocale dai toni prevalentemente striduli ma idoneo ad assecondare molteplici gradazioni a seconda dei personaggi interpretati, gli hanno consentito di offrire prove recitative certo memorabili attraversando diversi generi cinematografici, tratteggiate sempre con  acume e senso d’immedesimazione, riuscendo, dote rara, ad offrire rilevanza anche ai ruoli secondari. Mi sovvengono al riguardo il libraio Alfredo in Audace colpo dei soliti ignoti (Nanni Loy, 1959), suo secondo film dopo l’esordio avvenuto tre anni prima con La rivale, per la regia di Anton Giulio Majano, o il pusillanime fascista Passante ne Gli anni ruggenti (Luigi Zampa, 1962), pungente ed amara satira del regime  liberamente ispirata a L’ispettore generale di Nikolaj Gogol’. Continua a leggere

“Cinéma au Musée” III edizione: omaggio a Fondazione Cineteca Italiana

Dal 26 al 30 agosto  un inedito gemellaggio vedrà la settantenne Cineteca Italiana collaborare insieme alla neonata Cineteca tunisina con la presentazione, all’interno della III edizione di Cinéma au Musée (Museo archeologico di Sousse, Tunisia), della rassegna filmica I 70 anni della Cineteca di Milano. Questa iniziativa, coorganizzata con l’Association Culturelle Afrique-Méditerrannée di Sousse ed il Centre National du Cinéma et l’image di Tunisi, si colloca infatti all’interno di Cineteca70, l’evento celebrativo, che andrà avanti fino alla fine del 2017/inizio del 2018, per i primi 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana (1947 – 2017), la prima d’Italia, fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947. L’iniziativa, oltre alla rassegna di film dedicati al 70esimo compleanno della Cineteca, prevede anche un omaggio a Jean Rouch in occasione del centenario della sua nascita e un omaggio a Merzak Allouache, uno dei più importanti e  produttivi cineasti algerini. Continua a leggere

Una stella per Gina

Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica

She makes Marilyn Monroe look like Shirley Temple: così Humphrey Bogart commentava l’indubbio fascino di una delle nostre più grandi attrici, Gina Lollobrigida, con la quale l’attore lavorò nel film Beat the Devil (Il tesoro dell’Africa, 1953, John Huston). Rimarchevole melange di spigliatezza e determinazione, la Lollo, appellativo coniato dai cugini francesi, per quanto a suo agio ed intensa anche in ruoli drammatici (la  Margherita di Mare matto, Renato Castellani, 1963, per esempio) , ha certo dato il meglio di sé nel ruolo della bella popolana, come in Pane, amore e fantasia, 1953, Luigi Comencini (e il suo seguito di un anno dopo, ancora Comencini, Pane, amore e gelosia), indimenticabile Bersagliera a rappresentare un nuovo modello di donna, dalle ascendenze goldoniane, che si fa padrona del proprio destino, interpretazione che le valse nel 1954 il Nastro d’Argento quale  migliore attrice protagonista. Continua a leggere

“Cineteca 70”, le rassegne di febbraio

cineteca_70_anni_533-jpgA Milano, allo Spazio Oberdan e al MIC – Museo Interattivo del Cinema, avranno luogo per tutto il 2017 rassegne filmiche per festeggiare Cineteca70, l’evento celebrativo per i primi 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana (1947 – 2017), la prima Cineteca d’Italia, fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947. Allo Spazio Oberdan continua dunque per il mese di febbraio la programmazione di 70 film della storia del cinema, di epoche diverse, in più sezioni tematiche, tutti provenienti dall’archivio della Cineteca, tutti proiettati in copie in pellicola 35mm, secondo una consuetudine che è propria anche del prestigioso Department of Film del MoMA di New York, per ricordare, nell’era del digitale,  che una library di film come quella della Cineteca di Milano si è formata grazie alla paziente e sistematica raccolta, nel corso degli anni, di “pizze”35 e 16mm.

(Cineblog)

(Cineblog)

Quattordici i film di questo mese di febbraio: uno dei capolavori dell’espressionismo tedesco e di tutto il periodo muto come Il gabinetto del dottor Caligari (Robert Wiene), con accompagnamento musicale dal vivo; i classici Il posto delle fragole (Ingmar Bergman), Le notti bianche (Luchino  Visconti), Un maledetto imbroglio (Pietro Germi), Velluto blu (David Lynch), La commare secca (Bernardo Bertolucci);  una serie di film forse meno celebri ma per diversi motivi molto interessanti e in qualche caso assai rari e firmati da grandi autori come Un re a New York (Charlie Chaplin), Le mani sulla città (Francesco Rosi), Il quartiere dei Lillà (Renè Clair), Il cittadino si ribella (E. G. Castellari), Padri e figli (Mario Monicelli), La morte cammina von i tacchi alti (Luciano Ercoli), L’amante dei cinque giorni (P. De Broca). Si segnala a parte La bisbetica domata (Franco Zeffirelli), che sarà proiettato in lingua inglese. Continua a leggere

“Cineteca 70”: dal 9 gennaio la prima rassegna

cineteca_70_anni_533-jpgA Milano, allo Spazio Oberdan avrà luogo per tutto il 2017 la rassegna filmica Cineteca 70: 70 film della storia del cinema di epoche diverse, in più sezioni tematiche, tutti provenienti dall’archivio della Cineteca, tutti proiettati in copie in pellicola 35mm. Tredici i film di questo mese di gennaio, come potete leggere nel calendario pubblicato di seguito, che comprende un capolavoro del periodo muto come L’uomo che ride (Paul Leni, 1928), con accompagnamento musicale dal vivo, vari classici quali Giulietta degli spiriti (Federico Fellini, 1965), Diario di una sconosciuta (Max Ophüls, 1948), L’uomo del banco dei pegni (Sidney Lumet, 1964),  Mouchette (Robert Bresson, 1967) insieme ad una serie di film forse meno celebri ma per diversi motivi molto interessanti e in qualche caso assai rari e firmati da grandi autori come A porte chiuse (Dino Risi, 1960), La mano dello straniero (Mario Soldati, 1953), Parigi è sempre Parigi (Luciano Emmer, 1951),  Napoletani a Milano (Eduardo De Filippo, 1953), Il sorriso del grande tentatore (Damiano Damiani, 1974), I giorni dell’ira (Tonino Valerii, 1967), L’amico di famiglia (Paolo Sorrentino, 2006), Sette note in nero (Lucio Fulci, 1977). Continua a leggere