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Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “She Brings The Rain-Dark lady di ieri e di oggi”

Dici dark lady e subito la tua mente inizia a visualizzare qualche fumoso ufficio di un detective privato, dove l’entrata con passo sinuoso di una donna elegantemente vestita, dallo sguardo ambiguo e dolce al contempo, già al momento delle presentazioni inizia a far sgretolare qualsivoglia certezza dell’uomo che si trova di fronte, solitamente investigatore tutto d’un pezzo, forse dalla condotta morale non proprio adamantina, ma fermo nei propri principi, i quali ora divengono nient’altro che sabbia fra le dita… Figura tanto stereotipata quanto indubbiamente ricca di fascino ed iconica, la dark lady, affine alla femme fatale, dalla quale però si diversifica per un modo di fare più criptico, meno incline a rivelare le sue vere intenzioni, è stata protagonista dei gialli hard boiled   americani fin dai primi anni ’40 e contemporaneamente di molti noir, ma il termine, a quanto si può apprendere da varie fonti, venne impiegato già da William Shakespeare nei suoi Sonetti, utilizzandone il personaggio per affrontare diverse tematiche.
Sulla base di queste considerazioni, appare certo interessante la rassegna che prenderà il via domani, giovedì 16 novembre, al MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano, a cura di Cineteca  Italiana, She Brings The Rain – Dark lady di ieri e oggi, dedicata alle Dark lady che hanno segnato la cinematografia internazionale: da Ossessione di Luchino Visconti fino al più recente Lady Macbeth di William Oldroyd; concluderà la rassegna, domenica 3 dicembre alle ore 17, la proiezione speciale di Lulù – Il vaso di Pandora (Die Büchse der Pandora, 1929) di Georg Wilhelm Pabst con accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini.

Milano, “Piccolo Grande Cinema” X Edizione: felicità e creatività

Piccolo Grande Cinema, Festival Internazionale della Nuove Generazioni, giunto al traguardo della decima edizione, si svolgerà a Milano, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, dal 3 al 12 novembre  nelle sale Cinema Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema, oltre ad Area Metropolis 2.0 a Paderno Dugnano. Felicità è la parola d’ordine della kermesse, che si aprirà con le divertenti avventure del piccolo Spirou (Le Petit Spirou, Le avventure di Spirou, Nicolas Bary), intraprendente e sensibile, che ostinatamente combatte per la sua lietezza malgrado l’ottusità degli adulti che lo circondano. Felicità di diventare grandi, quindi, e di guardare con coraggio al futuro, proprio come il Festival stesso che giunge al compimento del decimo anno offrendo al pubblico un programma di ampio respiro, felicità anche di crescere liberi, di urlare il proprio diritto a essere quel che si è e di farlo anche grazie alla propria creatività. E felicità, per la Cineteca in questo suo 70esimo compleanno, come ha dichiarato Silvia Pareti, che cura la Direzione Artistica, “significa infine guardare con fiducia e curiosità al futuro del cinema grazie agli occhi giovani dei nuovi registi del Concorso Rivelazioni e dei corti Tempo Limite, dei bambini e ragazzi che incontriamo in tutte le nostre attività durante l’anno, dei giovani studenti che ci affiancano nel lavoro ogni giorno come volontari o stagisti, dei ragazzi dei Campus estivi con cui trascorriamo settimane di energia allo stato puro, dei giovani critici di Long Take che con competenza e generosità ci affiancano in molte nostre avventure: questi sguardi nuovi e freschi, appassionati e stralunati, talvolta solo apparentemente strabici, ci dicono con chiarezza che il cinema, al di là di tutte le più pessimistiche visioni, è sempre vivo e lotta con e per noi”. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Robert Mitchum, il temerario”

Robert Mitchum

Dal 6 al 21 ottobre al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano Fondazione Cineteca Italiana presenterà Robert Mitchum, il temerario, un omaggio all’attore emblema del genere noir a cento anni dalla nascita (1917) e a venti dalla morte (1997), la cui carriera coprì quasi mezzo secolo, recitando in oltre cento film: indimenticabile l’inconfondibile modo di porsi in scena, mano a mano adattato alle variabili recitative richieste dallo stile dei diversi registi, ostentando una disinvolta indolenza esaltata da quel particolare sguardo “liquido”, dovuto, a quanto riportano vari testi, oltre all’abuso di alcool e droghe, ad una ferita di pugilato e all’insonnia ricorrente.
In virtù di tale particolare espressione risaltava infatti l’ostentata indifferenza a quanto aveva intorno, con un atteggiamento relativo ai personaggi interpretati tanto ruvido quanto volto al disincanto, per un contrastante e disarmante miscuglio di tranquillità e rabbiosa impulsività; tra i titoli proposti nel ricco cartellone: il western esistenzialista Dead Man (1995, Jim Jarmusch); La magnifica preda (River of No Return, 1954, Otto Preminger), dove Mitchum recitò con Marilyn Monroe. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Senza Fantozzi: 4 film per ricordare Paolo Villaggio”

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: Senza Fantozzi: 4 film per ricordare Paolo Villaggio

Paolo Villaggio

Da martedì 29 agosto a domenica 3 settembre al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano Fondazione Cineteca Italiana presenterà Senza Fantozzi: 4 film per ricordare Paolo Villaggio, un omaggio all’attore e scrittore genovese per ripercorrere la sua carriera non attraverso le celeberrime interpretazioni nel ruolo del ragionier Ugo Fantozzi, bensì quelle dove si misurò con registi del calibro di Mario Monicelli, che lo diresse in Brancaleone alle crociate (1970) insieme a Vittorio Gassman e Stefania Sandrelli; Federico Fellini, che lo volle ne La voce della luna (1989), per il ruolo del prefetto Gonnella, creando, insieme a Benigni, un duo davvero riuscitissimo e bizzarro; Ermanno Olmi, per il suggestivo Il segreto del bosco vecchio (1993), che fu presentato alla 50ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove Villaggio interpreta un colonnello e nonno burbero che si accorgerà della sua cecità troppo tardi; ma anche Neri Parenti, con Ho vinto la lotteria di Capodanno (1989), dove Villaggio riveste i panni di un cronista romano che, sul punto di suicidarsi, scopre di essere il possessore del biglietto vincente della lotteria di Capodanno. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: omaggio a Jonathan Demme ed “Estate Tabacchi 2017”

Jonathan Demme

Ha preso il via ieri, venerdì 16 giugno, con la proiezione di Philadelphia, che fece ottenere a Tom Hanks l’Oscar come Miglior attore protagonista,   al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, a cura di  Fondazione Cineteca Italiana, Omaggio a Jonathan Demme, rassegna dedicata al regista, sceneggiatore e produttore statunitense scomparso lo scorso aprile, un autore che ha abbracciato diversi generi cinematografici, rivisitandoli e spesso miscelandone le diverse caratteristiche in forza di uno stile del tutto personale, idoneo a portare in scena visionarietà e cura formale (il ricorso ai piani ravvicinati e alla soggettiva), grazie anche all’apporto di una “sana” e collaudata artigianalità. Mantenendosi in felice equilibrio fra  produzioni degli studios e quelle indipendenti, fiction e documentario, Demme ha posto al centro delle proprie opere l’individuo, l’essere umano, a muoversi sullo sfondo di un’America la cui società guardava al futuro senza comunque dimenticare il proprio passato. La rassegna, in cui è compresa anche l’ultima opera di Demme, Dove eravamo rimasti,  si concluderà domenica 2 luglio, con The Manchurian Candidate. Inoltre, sempre dalla giornata di ieri, al MIC ha preso il via, per concludersi il  25 agosto  (dal martedì al venerdì alle ore 21.00), la rassegna Estate Tabacchi 2017, con i migliori film della stagione 2016-2017, incursioni musicali negli anni Settanta, proiezioni di film muti con accompagnamento musicale live e aperitivi sulla Terrazza MIC.  Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Gabriele Salvatores in 35 mm”

Gabriele Salvatores (Viva Cinema)

Dal 19 maggio al 4 giugno al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano Fondazione Cineteca Italiana presenta Gabriele Salvatores in 35 mm, una panoramica sulla cinematografia di Gabriele Salvatores, dalla fine degli anni ’80 ad oggi, per ripercorrere la carriera del regista di Mediterraneo, Oscar come Miglior Film Straniero nel 1991, attraverso i suoi più bei film, proiettati esclusivamente in pellicola 35mm.
Diplomatosi all’Accademia d’Arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, Salvatores nel 1972 fu tra i fondatori del Teatro dell’Elfo, dirigendo quindi numerosi spettacoli, come Sogno di una notte d’estate, musical tratto da Shakespeare, che nel 1983 trasporrà in film, suo esordio cinematografico; dopo Kamikazen ultima notte a Milano, 1987, conobbe il successo con Marrakech Express, 1989, primo titolo di una ideale trilogia, insieme a Turnè, 1990, e il citato Mediterraneo, 1991, dedicata alla sua generazione, offendo visualizzazione allo scontro fra l’utopia di un mondo migliore e le nuove realtà del terzo millennio. Da qui in poi sarà un susseguirsi di opere sempre diverse, idonee ad evidenziare l’abilità di un regista come Salvatores, la sua mai sopita voglia di sperimentare ed innovare, a costo di lasciare spiazzati ad ogni nuova realizzazione; l’apertura della rassegna è affidata a Io non ho paura (2003), ottimo adattamento del romanzo di Niccolò Ammaniti che rivela dietro l’apparente semplicità dei fatti uno sguardo acuto su temi come il rapporto tra bambini e adulti, i riti di passaggio da un’età all’altra e la perdita dell’innocenza. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: Fondazione Cineteca Italiana omaggia John Huston

John Huston (The Pink Smoke)

Da oggi, sabato 6 maggio e fino a domenica 4 giugno al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano Fondazione Cineteca Italiana presenta John Huston, un omaggio, a 30 anni dalla scomparsa, a un grande maestro del cinema hollywoodiano.
Regista, attore, sceneggiatore, intellettuale dalla personalità errabonda e avventurosa, ha permeato le sue opere di un vigoroso senso dell’avventura, dal coraggio della sfida, quest’ultima spesso incentrata sulla ricerca di un’illusoria ricchezza, tanto a lungo bramata quanto rapida a sfuggire di mano, nonchè della sconfitta, anche quando si mette in piedi una lotta per ciò in cui si crede, una ritrovata luce nell’incedere quotidiano che andrà presto a spegnersi; nel corso della sua carriera si è cimentato in tutti i generi cinematografici, plasmandoli e modificandoli a suo piacimento: dal noir al western, passando per la commedia e il kolossal. Continua a leggere