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Green Book

A qualche mese dalla sua uscita sono riuscito a recuperare la visione di  Green Book, film diretto da Peter Farrelly, anche autore della sceneggiatura  insieme a Nick Vallelonga (figlio del personaggio interpretato da Viggo Mortensen) e Brian Hayes Currie, premiato, fra tanti altri riconoscimenti, con l’Oscar proprio per il lavoro di scrittura,  cui vanno ad aggiungersi le statuette per il Miglior Attore non Protagonista (Mahershala Ali) e per il Miglior Film. Le sensazioni positive non sono mancate, a partire appunto dallo script, che mi ha favorevolmente impressionato per la qualità dei dialoghi, intrisi di sano umorismo e lontani, vivaddio, dal politicamente corretto, ma anche portatori di un vivido realismo, avvertibile nell’alternanza di ironia e dramma. Il tutto avvalorato poi dalla regia classica e lineare di Farrely, ottimamente coadiuvata dalla calda fotografia di Sean Porter, nella predominanza di tonalità pastello, avvolte da una patina  idonea a rimarcare lo scorrere del tempo, già avvertibile dalle accurate scelte scenografiche e dai costumi. Continua a leggere

Mister Hula Hoop (The Hudsucker Proxy, 1994)

(IMDb)

New York, 31 dicembre 1958. Mancano pochi minuti al fatidico scoccare della mezzanotte, “la terra si approssima ad un nuovo giro intorno al sole e tutti si augurano che questo giro sia più vorticoso, più brillante”. Ognuno è intento a fermare un personale attimo di felicità, in una città dove la corsa al successo sembra aver annullato i concetti di tempo e di spazio.
Ma fra tanti che festeggiano non è raro trovare qualche anima persa nei suoi problemi o che abbia addirittura deciso di farla finita, come Norville Barnes (Tim Robbins), presidente della grande ditta di giocattoli Hudsucker, ora sul cornicione della finestra del suo ufficio al 44mo piano, con indosso una divisa da fattorino; è quella avuta in dotazione il giorno in cui, giunto da Muncie, Indiana, fresco di laurea, venne assunto all’interno dell’azienda, poco dopo che l’allora proprietario Waring Hudsucker (Charles Durning) si era trasformato “in un’opera d’arte astratta sul marciapiede di Madison Avenue”. 
Fu in quella triste eventualità che un componente del consiglio d’amministrazione, Sidney J. Mussburger (Paul Newman) propose l’elezione del giovane a presidente, serviva un “utile idiota”, una testa di legno per favorire l’operazione di aggiotaggio delle azioni intestate al defunto titolare, mossa che si rivelava indovinata, confermata anche da una serie di articoli scritti dalla giornalista indipendente Amy Archer (Jennifer Jason Leigh), infiltrata in azienda come segretaria personale del nostro. Continua a leggere

Il miracolo della 34ª strada (Miracle on 34TH Street, 1947)

filmtv

(FilmTV)

New York, fine anni ’40, Giorno del Ringraziamento. Un anziano e distinto signore (Edmund Gween), redarguisce un negoziante su una riproduzione della slitta di Babbo Natale che sta allestendo in vetrina, vi è infatti, a suo dire, un’errata disposizione delle renne e le corna di quest’ultime non sono proprio come le originali… Si reca poi ad assistere all’annuale parata allestita dai grandi magazzini Macy’s, in vista delle festività natalizie; anche qui ha qualcosa da ridire riguardo l’interprete del barbuto dispensatore di doni, notando, sdegnato, come questi sia piuttosto alticcio: si rivolge allora a Doris Walker (Maureen O’Hara), manager e curatrice della manifestazione, la quale, notando come l’affabile vecchietto abbia il necessario physique du rôle, senza necessità di ricorrere ad alcun trucco, lo invita a prendere il posto della comparsa. La sua interpretazione risulterà così convincente da far sì che venga assunto come Santa Claus ufficiale del centro commerciale. Qui il nostro non mancherà di farsi notare nell’accogliere i vari bimbetti che insieme ai genitori fanno la fila per chiedergli i doni che desiderano, indirizzando anche verso altri negozi, nell’eventualità che Macy’s non possa soddisfare le loro richieste, una trovata malvista dal proprietario, anche se dallo sconcerto iniziale si passerà ben presto al volgere tutto a proprio vantaggio. Continua a leggere

New York, il MoMA dedica una retrospettiva ad Ugo Tognazzi

Ugo Tognazzi (GettyImages/Il Fatto Quotidiano)

La retrospettiva “Ugo Tognazzi: Tragedies of a Ridiculous Man”, organizzata da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero per Istituto Luce Cinecittà, insieme a Josh Siegel, curatore del Department of Film del MoMA, Museum of Modern Art di New York, ripercorrerà, dal 5 al 30 dicembre,  la carriera del grande attore attraverso 25 interpretazioni memorabili (tra le quasi 150 realizzate nel corso della sua vita), dirette da Pupi Avati, Marco Ferreri, Pietro Germi, Alberto Lattuada, Carlo Lizzani, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Dino Risi, Antonio Pietrangeli, Elio Petri, Ettore Scola, Luigi Zampa. La sera del 5 dicembre, sarà presente la figlia Maria Sole Tognazzi e l’inaugurazione verrà affidata alla proiezione del film Tragedia di un uomo ridicolo, così da ricordare anche Bernardo Bertolucci, scomparso lo scorso 26 novembre e al quale fu dedicata la retrospettiva al MoMA del 2010/2011. Continua a leggere

Stan Lee (1922-2018)

Stan Lee (Sicilia Report)

Per quanto il fanciullino di pascoliana memoria che, fortunatamente, trova tuttora buon albergo nel mio cuore, si sia nutrito precipuamente nel corso degli anni, a parte svariate fiabe e racconti, di quanto dell’universo Disney sia stato elaborato da artisti quali Carl Barks e Floyd Gottfredson, da appassionato di fumetti non posso accogliere che con tristezza la morte di Stan Lee (Stanley Martin Lieber all’anagrafe, New York, 1922), avvenuta ieri, lunedì 12 novembre, a Los Angeles. L’uomo (The Man) e Il sorridente (The Smilin’), come era noto fra addetti ai lavori ed affezionati lettori il celebre fumettista, nonché editore e produttore (cinematografico e televisivo), ha avuto infatti il grande merito, coadiuvato da disegnatori quali Jack Kirby e Steve Dikto, di far sì che i supereroi scendessero  dall’Olimpo dell’ineffabile invincibilità e venissero a contatto, trovandosi del tutto avvolti nelle sue spire, con un nemico che, pur se non propriamente imbattibile, dava comunque loro una bella gatta da pelare, ovvero la rituale quotidianità, con tutte le sue problematiche da “logorio della vita moderna” per dirla con la reclame di un Carosello d’antan.
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Un ricordo di Neil Simon

Neil Simon (Movieplayer)

Ci lascia il commediografo e sceneggiatore americano Neil Simon (Marvin Neil all’anagrafe, New York, 1927), morto oggi, domenica 26 agosto, a Manhattan.
Attivo in teatro a partire dagli anni Sessanta, le sue pièces  denotano uno stile tanto sobrio quanto graffiante nel delineare, con toni da commedia e sulla base di un impianto drammaturgico piuttosto solido, fra dialoghi brillanti e battute al fulmicotone, pregi e difetti della middle class americana.
Stilemi quelli descritti idonei ad offrire opportuno risalto alle prestazioni attoriali, sia sul palcoscenico che sul grande schermo, come dimostrano i vari adattamenti cinematografici delle sue opere, per la maggior parte curati da Simon stesso. Continua a leggere

L’appartamento (The Apartment, 1960)

(FilmTv)

New York, 1960, una città di 8 milioni 42mila e 183 abitanti, fra i quali Calvin Clifford Baxter (Jack Lemmon), esperto ramo statistiche, impiegato, insieme ad altre 31mila anime, alla Consolitade Life, agenzia assicurativa che ha sede all’interno di un enorme  grattacielo.
C.C. è inserito nel reparto polizze scadute, 19mo piano, un immenso stanzone dove scrivanie, macchine da scrivere, telescriventi, addetti ai lavori, vanno a formare un indistinto tutt’uno.
Ingenuo e sostanzialmente puro, il nostro ritiene non vi sia nulla di male nel concedere il proprio appartamento da scapolo ai suoi superiori, i quali se ne servono come garçonnière, teatro dei loro tradimenti muliebri e festini vari. Dopotutto, qualche notte all’addiaccio trascorsa su una panchina di Central Park o i commenti malevoli dei vicini, i quali ritengono, udendo rumori “equivoci”, che quella frenetica attività sia opera del candido omino (il dirimpettaio Dr.Dreyfuss, interpretato da Jack Kruschen, lo paragona ad una doppia punzonatrice alternata…), troveranno presto compenso nella forma di opportune segnalazioni da parte dei beneficati al capo del personale, illustrando le grandi capacità del loro caro Bud*, meritevoli certo di una promozione. Continua a leggere