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72mo Festival di Cannes: il manifesto omaggia Agnès Varda

E’ dedicata ad Agnès Varda, fotografa, regista e sceneggiatrice cinematografica francese che ci ha lasciato lo scorso 29 marzo, l’immagine ufficiale del 72mo Festival di Cannes (14-25 maggio):l’elaborazione di una foto che la ritrae, in piedi sulle spalle di un tecnico, mentre guarda dentro la macchina da presa sulla spiaggia di Sète, dove, nell’agosto del 1954, stava girando il suo primo lungometraggio, La pointe courte, che vedrà Alain Resnais al montaggio e Philippe Noiret al suo primo ruolo; un’ opera densa di stilemi visivi ed espressivi profondamente innovatori, anticipatori di quella che verrà definita la Nouvelle Vague, la “nuova onda” del cinema transalpino che prese piede tra la primavera del ’59 e l’autunno del ’63; la macchina da presa tornava nelle strade, a riprendere contatto con la realtà, abbandonando l’artificio degli studi cinematografici, cercando attori nuovi che potessero dare una patina di autenticità ai personaggi interpretati e affrancandosi dai vincoli della sceneggiatura. Un nuovo tipo di cinema, volto a spazzare via l’accademismo ereditato dagli anni ’30 nel sostenere la “politica degli autori”, i diritti del regista quale padrone assoluto del linguaggio cinematografico, di cui Varda fu portatrice, tra creatività e sperimentazione. Il cartellone ufficiale del Festival sarà svelato giovedì 18 aprile dal Presidente Pierre Lescure e da Thierry Frémaux, Delegato Generale.

Agnés Varda (1928-2019)

(230727) Film director Agnes Varda. (Photo by Micheline PELLETIER/Gamma-Rapho via Getty Images)

È morta ieri, venerdì 29 marzo, a Parigi, la fotografa, regista e sceneggiatrice cinematografica Agnés Varda (Arietta V. all’anagrafe, Ixelles, 1928), apportatrice attraverso le sue opere di stilemi visivi ed espressivi profondamente innovatori nel delineare un linguaggio formale tanto riflessivo quanto immediato, in virtù di una messa in scena dall’assunto documentaristico ma idonea anche a porre in atto una resa empatica dei personaggi; debuttò alla regia nel 1954, dopo i trascorsi in qualità di fotografa teatrale, con il lungometraggio La Pointe Courte  (Alain Resnais al montaggio e Philippe Noiret al suo primo ruolo), imponendosi subito fra gli autori più influenti della giovane generazione francese, i cui gusti e caratteristiche si catalizzeranno presto in quella che verrà definita la Nouvelle Vague, la “nuova onda” del cinema transalpino che prese piede tra la primavera del ’59 e l’autunno del ’63, spazzando via l’accademismo ereditato dagli anni ’30 e sostenendo la “politica degli autori”, i diritti del regista quale padrone assoluto del linguaggio cinematografico. Seguirono alcuni cortometraggi, per poi realizzare titoli che ne incrementarono la notorietà internazionale  (Cléo de 5 à 7, Cléo dalle 5 alle 7, 1961; Le bonheur, Il verde prato dell’amore, 1965), sempre mantenendosi fedele al proprio stile realistico e raffinato, abbracciando anche sperimentazioni (Les créatures, 1966) o dedicandosi al genere documentario, girandone alcuni negli Stati Uniti, aderendo infine al  movimento femminista (Réponse de femmes: Notre corps, notre sexe, 1975; L’une chante, l’autre pas, 1976) e creando nel 1977 una propria casa di produzione, Ciné-Tamaris. Continua a leggere

Prato, inaugurata la mostra “Il postino- Le metafore della poesia”

E’ stata inaugurata ieri, mercoledì 23 maggio, a Prato, nel corso della giornata conclusiva del Prato Film Festival (VI Edizione), nella Saletta Campolmi,  la mostra Il postino-Le metafore della poesia, dedicata al film del 1994 diretto da Michael Radford ed interpretato da Massimo Troisi con Maria Grazia Cucinotta, Philippe Noiret, Renato Scarpa ed Anna Bonaiuto. 
Saranno esposti, fino al 4 giugno, i bozzetti e gli schizzi con cui venivano immaginate le scene ed i costumi dallo scenografo Lorenzo Baraldi e dalla costumista Gianna Gissi, che hanno curato la suddetta esposizione, oltre alla bicicletta concessa dai fratelli Conti, e la borsa utilizzata da Troisi durante le riprese.
In mostra anche le foto da set del film realizzate da Angelo Frontoni e tratte dalla collezione digitale Angelo Frontoni, il fotografo delle dive del portale internetculturale.it del Mibact; l’intero archivio di Angelo Frontoni è conservato presso la Fototeca del Museo nazionale del Cinema di Torino e Centro sperimentale di cinematografia-Cineteca nazionale di Roma. L’ingresso alla mostra (ore 10-20) è gratuito.

Milano, Spazio Oberdan: in proiezione “La lucida follia di Marco Ferreri”

Da oggi, lunedì 27 novembre, e fino al 1° dicembre, sarà proiettato al Cinema Spazio Oberdan di Milano, in anteprima nazionale, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, grazie a Istituto Luce Cinecittà, La lucida follia di Marco Ferreri, documentario realizzato nei vent’anni dalla scomparsa del grande regista (9 maggio 1997), diretto da Anselma Dell’Olio, presentato nella sezione Classici all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La lucida follia di Marco Ferreri è un viaggio nel cosmo unico, insieme sovrannaturale e terragno, dell’autore. Un uomo che abbandona gli studi di veterinaria ma mai gli animali, scegliendo di occuparsi principalmente dell’essere umano nella sua essenzialità corporea e desiderante.
Per avvicinare al mondo frastagliato e organico, per alcuni ostico di Ferreri, il film offre clip dei suoi film spagnoli, italiani e francesi, tra cui El cochecito, La cagna, L’ultima donna, Dillinger è morto, La grande abbuffata, Chiedo Asilo, Ciao maschio, Storia di Piera, La donna scimmia.
Ascoltiamo il controverso regista riflettere sulla nomea di “provocatore” che l’ha sempre seguito, perennemente accompagnato da censure, scandali, contestazioni, accuse velenose. Continua a leggere

Oscar Onorario per Agnès Varda, Donald Sutherland, Charles Burnett e Owen Roizman

Agnès Varda

Premio Oscar Onorario (Academy Honorary Award) per la regista Agnès Varda, l’attore Donald Sutherland, il regista indipendente Charles Burnett e il direttore della fotografia Owen Roizman, secondo le scelte comunicate dal Consiglio di Amministrazione dell’Academy. I premi verranno consegnati il prossimo 11 novembre, nel corso dei Governors Awards, insieme ad altri riconoscimenti speciali. Agnès Varda si è imposta negli anni come una delle figure più importanti del cinema francese e internazionale; già il suo debutto alla regia nel 1954, dopo i trascorsi in qualità di fotografa teatrale, il lungometraggio La Pointe Courte (con Alain Resnais al montaggio e Philippe Noiret al suo primo ruolo) s’impose da subito come una delle opere più influenti della giovane generazione francese, i cui gusti e le cui caratteristiche si catalizzeranno presto in quella che verrà definita la Nouvelle Vague. Donald Sutherland, protagonista dell’ultimo film di Paolo Virzì, Ella & John – The Leisure Seeker, in Concorso alla 74ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si è affermato sulla scena cinematografica dopo una lunga esperienza teatrale. Continua a leggere

Un ricordo di Gastone Moschin

Gastone Moschin

E’ morto ieri, lunedì 4 settembre, a Terni, Gastone Moschin (San Giovanni Lupatoto, 1929), attore teatrale, televisivo e cinematografico, la cui naturalezza nel presentarsi in scena, unita al caratteristico timbro vocale dai toni prevalentemente striduli ma idoneo ad assecondare molteplici gradazioni a seconda dei personaggi interpretati, gli hanno consentito di offrire prove recitative certo memorabili attraversando diversi generi cinematografici, tratteggiate sempre con  acume e senso d’immedesimazione, riuscendo, dote rara, ad offrire rilevanza anche ai ruoli secondari. Mi sovvengono al riguardo il libraio Alfredo in Audace colpo dei soliti ignoti (Nanni Loy, 1959), suo secondo film dopo l’esordio avvenuto tre anni prima con La rivale, per la regia di Anton Giulio Majano, o il pusillanime fascista Passante ne Gli anni ruggenti (Luigi Zampa, 1962), pungente ed amara satira del regime  liberamente ispirata a L’ispettore generale di Nikolaj Gogol’. Continua a leggere

Amici miei (1975)

1L’è stanco il Perozzi (Philippe Noiret), giornalista, dopo un’intera notte passata in redazione a pigiare sui tasti della macchina da scrivere. Eppure la voglia di rincasare latita e si prospetta una di quelle giornate in cui ci si sente un po’ “zingari”, presi dalla voglia di assecondare un vagare senza meta. Al riguardo non gli può essere certo d’aiuto il suo figliolo, ormai adulto, serio ed irreprensibile, che, probabilmente, non lo ha mai perdonato per le continue assenze e la separazione dalla madre.
D’altronde con la carne della sua carne non vi è alcuna sintonia, infatti il solo pensiero di cotanto legame “ti fa venir subito voglia d’essere vegetariano”… No, in un giorno come questo occorre rintracciare i tuoi più cari amici, quelli capaci di gettare un’intera giornata lavorativa alle ortiche o lasciare mogli e prole in ambasce, per il solo piacere di stare in compagnia, trascorrere qualche ora a far ciò che più ti garba, assecondare la genialità scaturita al momento, mettere in atto qualsiasi trovata goliardica idonea a scacciare, fosse solo per un attimo, l’uggiosa ripetitività del quotidiano. Un tocco di spensierata allegria all’ombra delle responsabilità che la vita comporta, nella necessità, comunque, di farvi fronte. Continua a leggere