Archivi tag: Pier Paolo Pasolini

“Diari di Cineclub”, online il numero 57- Gennaio 2018

E’ online, scaricabile gratuitamente, Diari di Cineclub n. 57 – Gennaio 2018, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica. Fra gli articoli di questo numero: L’anno che verrà (DdC); Diari di Cineclub: avanti tutta per un altro anno insieme (DdC); Pro Patria. Alcuni aspetti della rappresentazione della Grande Guerra nel cinema ungherese (Judit Pintér); L’estetica tra Croce ed Hegel. La filosofia come definizione del bello (Giacinto Zappacosta); Chopin e Leopardi, uniti dal Notturno (Orazio Leotta); L’indissolubile dicotomia arte/vita in On the road (Carmen De Stasio)Stanlio e Ollio: due eroi di casa nostra (Ezio Pio); Pasolini e Dostoevsky (DdC); The Place (Paola Dei); Amori che non sanno stare al mondo (Giulia Zoppi); Oltre la realtà (Mario Dal Bello); Non avrete il mio odio. L’amore ai tempi degli attentati negli Champs- Élysées (Elisabetta Randaccio); Genova calibro 9: il poliziesco italiano sotto la lanterna con il maestro Franco Micalizzi (Claudio Serra); Assassino sull’Orient Express (Murder on the Orient Express, 1974) di Sidney Lumet (Antonio Falcone); Assassinio sull’Orient Express (2017) di Kenneth Branagh (Michela Manente); La ruota delle meraviglie (Wonder Wheel) di Woody Allen, o la follia nascosta dietro il sogno americano (Àngel Quintana);  A Brian De Palma la retrospettiva del 35° TFF (Franco La Magna); Visioni del Sud (Paolo Pisanelli); Il Cantore del Sud (Cecilia Mangini); Cecilia Mangini – Visioni e passioni (DdC); Rosso. Il cinema della Rivoluzione (Antonio Loru); Tv e cinema linguaggi a confronto fra inganno e metafora (Lucia Bruni); La televisione del nulla e dell’isteria (XII) (DdC); Diari di Cineclub è contro il gioco d’azzardo: Lettera aperta a Claudio Amendola; Solo locali NO SLOT.

“Sunset Boulevard” incontra “Diari di Cineclub”

Da oggi, venerdì 1° dicembre, Sunset Boulevard avvia una collaborazione con Diari di Cineclub, periodico indipendente di cultura e informazione cinematografica; ogni mese darò notizia dell’uscita del nuovo numero, che sarà disponibile e scaricabile gratuitamente.  Attualmente è online il numero 56 | Dicembre 2017; fra gli articoli,  La banda dei bandi. Nuova legge sul cinema e decreti derivati di Franceskin e Borrellik. DdC; Vedi Napoli (il cinema), e poi muori (di media). Alberto Castellano; Il giorno della civetta. Natalino Piras; Cinema dei Diritti Umani, storia di resistenze. Maurizio Del Bufalo; Tornati ai Tourneur: il figlio, Jacques. Nuccio Lodato; L’esorcista: le versioni 1973 e 2000 in alcuni Paesi. Pino Bruni; Blade Runner 2049: il ritorno della grande icona Cyberpunk. Giacomo Napoli; Omero in tv. L’indimenticabile sceneggiato e la sua attualità. Giacinto Zappacosta;  Il Dio del consumo, l’ibridismo e l’abiura nella visione di Pier Paolo Pasolini. Giorgia Bruni; La televisione del nulla e dell’isteria (XI). DdC.

Buenos Aires: il 7 dicembre l’inaugurazione della mostra fotografica “P. P. Pasolini: io so…” di Enzo De Camillis

In collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e l’Istituto  Italiano di Cultura presso il Centro Culturale Borges, con la supervisione dello scenografo e regista Enzo De Camillis, il prossimo 7 dicembre al Centro culturale Borges di Buenos Aires sarà inaugurata la mostra P.P. Pasolini: io so…, visitabile fino al 30 gennaio 2018: oltre alla galleria di 120 immagini scattate durante la realizzazione dei film di Pier Paolo Pasolini, saranno esposti, all’interno di una pellicola cinematografica, dei disegni per contestualizzare gli eventi nazionali e internazionali che hanno segnato il periodo storico in cui ha vissuto il poeta e regista, prendendo spunto dalla constatazione che molti artisti contemporanei, in particolare delle ultime generazioni, hanno lavorato in vari modi sulla figura e soprattutto sull’opera di uno tra i più interessanti intellettuali italiani del dopoguerra.
Realizzare una mostra fotografica su Pasolini tra cinema e società, vuol dire costruire la mostra sul rapporto tra lo scrittore / regista e la città di Roma.
L’esposizione si sviluppa cronologicamente in sezioni progressive attraverso la rappresentazione di 10 film con materiale inedito, fornito da Centro Sperimentale di Cinematografia -Cineteca Nazionale. Continua a leggere

Totale irrealtà

“Che cos’è che ha trasformato i proletari e i sottoproletari italiani, sostanzialmente, in piccolo borghesi, divorati, per di più, dall’ansia economica di esserlo? Che cos’è che ha trasformato le “masse” dei giovani in “masse” di criminaloidi? L’ho detto e ripetuto ormai decine di volte: una “seconda” rivoluzione industriale che in realtà in Italia è la “prima”: il consumismo che ha distrutto cinicamente un mondo “reale”, trasformandolo in una totale irrealtà, dove non c’è più scelta possibile tra male e bene.
Donde l’ambiguità che caratterizza i criminali: e la loro ferocia, prodotta dall’assoluta mancanza di ogni tradizionale conflitto interiore.
Non c’è stata in loro scelta tra male e bene: ma una scelta tuttavia c’è stata: la scelta dell’impietrimento, della mancanza di ogni pietà”. (Pier Paolo Pasolini)

Pier Paolo Pasolini

Nella foto, la poesia La pioggia di Pier Paolo Pasolini riportata sulla facciata del Teatro Verdi di Pordenone: la riproduzione sarà inaugurata ufficialmente oggi,  giovedì 2 novembre, a 42 anni dalla tragica scomparsa dell’intellettuale d’origine friuliana (la madre era nativa di Casarsa), giornata in cui, sempre al Teatro Verdi, si svolgeranno altri eventi in suo ricordo, in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge e il  Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa .

Totò sceicco (1950) – Un ricordo del “principe della risata” fra bazzecole, quisquilie e pinzillacchere

Antonio De Curtis/ Totò (Wikipedia)

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis, principe di Bisanzio, in breve Antonio De Curtis e in arte Totò (Napoli, 1898-Roma,1967): grazie alle repliche televisive dei suoi film ed alla loro riedizione in vhs prima e in dvd poi, non vi è generazione che non abbia conosciuto il suo talento, l’innata, travolgente, stralunata vis comica scaturente tanto da un corpo da marionetta estremamente snodabile, quanto da ogni gesto e parola, con un uso raffinato della mimica, esaltata quest’ultima da una mobilità facciale ai limiti dell’incredibile.88x31

Attivo dal primo dopoguerra sulle scene della rivista, Totò fece il suo debutto cinematografico nel 1937 (Fermo con le mani!, Gero Zambuto), protagonista assoluto ma non propriamente convinto della possibilità di adattare la sua maschera, del tutto personale, rodata da anni di varia attività teatrale, a canovacci o sceneggiature.
Abituato a prendere spunto da una situazione di partenza e lavorarci d’istinto più che affidarsi ad un testo da mandare a memoria (basti pensare allo sketch C’era una volta il mondo, 1947, noto con il titolo L’onorevole in vagone letto, riproposto in Totò a colori, 1952, diretto da Steno, inizialmente piuttosto breve ma che di replica in replica raggiunse i cinquanta minuti), avvertiva in particolare la mancanza di un contatto diretto con il pubblico, idoneo a condurlo verso il territorio a lui congeniale dei  lazzi e dell’improvvisazione. Continua a leggere

“Tra Molière e il Grand Guignol”

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: “contaminazioni” tra Molière e il Grand Guignol.
Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente.
Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di “raptus”: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti.
(Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane).

Un ricordo di Giuseppe Ferrara

Giuseppe Ferrara

Giuseppe Ferrara

E’ morto ieri, sabato 25 giugno, a Roma, il regista Giuseppe Ferrara (Castelfiorentino, 1932), autore che sin dall’esordio nei documentari ed in seguito nell’attività cinematografica, senza dimenticare i lavori per la televisione, si è sempre distinto per una forte connotazione visiva e contenutistica delle sue opere, idonea a rendere edotto il grande pubblico sui lati oscuri della nostra vita politica e sociale, indagando attraverso la macchina da presa sui tanti misteri, risolti o irrisolti, del Bel Paese. La passione per il cinema si era fatta viva in Ferrara fin dai tempi del liceo, quando diede vita ad un particolare cineclub al cui interno venivano proposte ed analizzate criticamente le pellicole neorealiste del periodo, sulle quali incentrò successivamente la sua tesi di Laurea in Lettere (intitolata Nuovo Cinema Italiano). Continua a leggere