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Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Grandi cartoni animati di oggi”

locandinapg8Da oggi, sabato 26 dicembre, e fino a mercoledì 6 gennaio, a Milano presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi, 121), Fondazione Cineteca Italiana presenta Grandi cartoni animati di oggi, una rassegna che nel corso delle vacanze natalizie proporrà quattro film d’animazione baciati in tempi recenti da un grande successo di pubblico. Ad aprire la rassegna quello che ritengo possa considerarsi il più bel film d’animazione della stagione, Inside Out, presentato, fuori concorso, al 68mo Festival di Cannes, simbolo di una ritrovata creatività della Disney Pixar, un’opera straordinaria non tanto per la godibile ed armonica messa in scena, perfetta sotto ogni aspetto tecnico, o per l’originalità narrativa, ma soprattutto per la tangibile sensibilità manifestata da sceneggiatori (Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley) e registi (ancora Docter, coadiuvato da Ronnie Del Carmen) nel proporre una metafora delicata, profonda e divertente, relativa a determinate fasi di passaggio nella vita di ciascun individuo, quando le emozioni primarie si trovano a dover fare i conti con i ricordi e, a volte, gli inevitabili rimpianti che ci legano alle esperienze passate. Continua a leggere

Inside Out

inside-out-posterPresentato, fuori concorso, al 68mo Festival di Cannes, Inside Out, film d’animazione simbolo di una ritrovata creatività della Disney Pixar, può essere definito tranquillamente, senza alcun timore di esagerare, un’opera straordinaria e non tanto per la godibile ed armonica messa in scena, perfetta sotto ogni aspetto tecnico, o per l’originalità narrativa, visto che l’idea di una centrale di controllo delle emozioni all’interno della nostra testa si può far risalire alla stessa Disney, il cartoon di propaganda bellica Reason and Emotion (1943, Bill Roberts), senza dimenticare Woody Allen* e la serie televisiva della Fox, Herman’s Head (71 episodi per tre stagioni dal ’91 al ’94).
La straordinarietà del film infatti, ad avviso di chi scrive, va ravvisata soprattutto nella tangibile sensibilità manifestata da sceneggiatori (Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley) e registi (ancora Docter, coadiuvato da Ronnie Del Carmen) nel proporre una metafora delicata, profonda e divertente, relativa a determinate fasi di passaggio nella vita di ciascun individuo (Gli esami non finiscono mai, citando Eduardo De Filippo), quando le emozioni primarie si trovano a dover fare i conti con i ricordi e, a volte, gli inevitabili rimpianti che ci legano alle esperienze passate. Continua a leggere