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Milano, Fondazione Cineteca Italiana omaggia Stanley Kubrick e Sergio Leone

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Stanley Kubrick (CameraLook)

Da oggi, giovedì 25 aprile, e fino a sabato 4 maggio,  al Cinema Spazio Oberdan di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta Stanley Kubrick: 20 anni senza un genio, una rassegna che permetterà a tutti gli appassionati di rivedere su grande schermo l’opera di un autore che si è servito del cinema per andare oltre il cinema, rivisitando e reinventando i principali generi cinematografici: “Credo che in un film la trama migliore sia l’apparente assenza di trama. A me piace l’inizio lento, in cui lo spettatore può apprezzare i dettagli e i toni soft, prima che cominci la suspense. E comunque non ho idee precostituite su fare film di un particolare genere – western, pellicole di guerra, eccetera. Io voglio solo fare film che regalino un sentimento dei tempi, psicologicamente, sessualmente, politicamente, personalmente”. (Stanley Kubrick, da un’intervista pubblicata su The Observer Weekend Review, 4 dicembre 1960). Continua a leggere

Roma, da domani al via la rassegna “A qualcuno piace classico”

A partire da domani, martedì 30 ottobre, e fino al 28 maggio 2019, la Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma ospiterà l’ottava edizione della rassegna A Qualcuno piace classico, evento promosso da Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Azienda Speciale Palaexpo, La farfalla sul mirino, in collaborazione con Istituto Polacco di Roma e Fondazione Cineteca Italiana. Verrà riproposta la formula vincente che l’ha resa uno degli appuntamenti imprescindibili per tutti gli amanti del cinema della capitale, ovvero la proiezione di 15 capolavori del passato, presentati come sempre in pellicola 35mm ed ingresso libero fino a esaurimento posti. Una ghiotta occasione per riscoprire sul grande schermo cineasti di genio come Ozu, Lynch, Dreyer, Preminger, Bresson, Boorman e molti altri, per esempio Woody Allen, che domani darà il via alle danze con il suo La rosa purpurea del Cairo, omaggio alla magia di una Hollywood che non c’è più e al cinema come sogno ad occhi aperti, condiviso nel buio della sala, o Janusz Zaorski, il cui La madre dei Re rappresenterà uno degli eventi speciali di questa edizione, girato nel 1982 e bandito per anni dal regime comunista. Continua a leggere

Sogni d’oro

(Pinterest)

“Io… io dormirò tranquillo… perché so che il mio peggior nemico… veglia su di me”. (Clint Eastwood, “il buono”, rivolto a Tuco, “il brutto”, Eli Wallach, nel film Il buono, il brutto, il cattivo, Sergio Leone, 1966).

Cinémathèque Française e Cineteca di Bologna: “C’era una volta Sergio Leone”

Sergio Leone (Oscars.org)

C’era una volta… Un re!
No, amici lettori (pardon per l’impudica citazione dall’incipit de Le avventure di Pinocchio, Carlo Collodi), c’era una volta  un regista, capace di prenderti per mano e portarti con sé, riuscendo, senza alcuna forzatura, a farti entrare nel suo universo, costruito ed idealizzato a misura cinematografica, ricco certo di varie influenze, ma adattato alla propria visione delle cose, nella cinica consapevolezza di come va il mondo.
Ti faceva credere che ciò che vedevi sullo schermo fosse il “vero” western, perché appariva quanto immaginato quando con i tuoi amici si giocava “a fare i cowboys”… Sparatorie cruente ed eroi immortali, pronti a rialzarsi (sorpresa!) anche se colpiti al cuore dalle pallottole di un fucile e nella mente dalla nenia di un carillon o, ancora, persi nel miraggio folle di una facile ricchezza, intenti ad una caccia al tesoro mentre nei dintorni impazza la Guerra Civile. Continua a leggere

“Credo nella vita, nell’amore e nel cinema”

Guillermo del Toro (NanoPress)

“Ho 51 anni, peso 136 chili e ho fatto 10 film. Come narratore, a prescindere dall’età, con un film prendi sempre dei rischi cercando qualcosa di fare qualcosa di diverso. E’ la prima volta che un regista messicano ottiene questo premio e lo dedico a tutti i film-maker sudamericani che sognano di raccontare attraverso il fantasy (…).Credo nella vita, nell’amore e nel cinema”.

Guillermo del Toro, commentando il conseguimento del Leone d’Oro (che ha rinominato Sergio Leone)  alla 74ma Mostra Internazionale dì Arte Cinematografica di Venezia per il suo film The Shape of Water.

Un ricordo di Alessandro Alessandroni (1925-2017)

Alessandro Alessandroni

La musicale semplicità di un fischio, perfettamente coordinato con il tema portante della colonna sonora, motivi difficilmente dimenticabili, ora suggestivi e trascinanti, in sella ad un cavallo attraversando le lande desolate del  West più selvaggio, ora dolcemente evocativi e malinconici, passeggiando per le vie di una Roma semideserta in pieno Ferragosto… Grazie, Maestro Alessandroni.

 

Il mio nome è Tonino Valerii

Tonino Valerii

Tonino Valerii

Lo scorso giovedì, 13 ottobre, ci ha lasciati il regista cinematografico Tonino Valerii (Montorio al Vomano, 1934), fra le più alte espressioni di un modo di fare cinema che appartiene alla nostra storia e cultura cinematografica, basato sullo sfruttamento dei generi, probabilmente anche semplice ed “artigianale”, ma frutto di geniali e spesso felici intuizioni unite ad un’indubbia capacità registica, tanto da connotare la messa in scena di una fascinazione forse ingenua, ma ravvivata da una sana creatività. Formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, Valerii iniziò i primi passi nel mondo della Settima Arte come autore di soggetti (Tutto è musica, 1963, Domenico Modugno) ed assistente alla regia, collaborando con Sergio Leone (Per un pugno di dollari, 1964, non accreditato; Per qualche dollaro in più, 1965), debuttando infine in qualità di regista con Per il gusto di uccidere (1966), un western che risentiva dell’influenza leoniana nell’impianto complessivo ma già caratterizzato da qualche vivace guizzo inventivo (un omicidio ripreso attraverso il particolare cannocchiale che il cacciatore di taglie protagonista, Lanky Fellows interpretato da Craig Hill, monta sul fucile). Continua a leggere