Archivi tag: Silvio Soldini

Pane e tulipani (1999)

Paestum, fine anni ‘90.
La famiglia Barletta, Rosalba (Licia Maglietta), casalinga, Mimmo (Antonio Catania), titolare di una ditta di sanitari, i due figli, 16 e 18 anni, partecipa, insieme ad alcuni amici, ad una di quelle gite tristanzuole “cultura e pentolame”. Sulla via del ritorno, in pullman verso Pescara, durante una sosta all’autogrill, Rosalba rimane a terra, dimenticata dai suoi familiari.
Il marito comunque non tarda a farsi sentire via telefonino e, contrariato, avvisa la consorte che torneranno indietro a prenderla, ma la donna, il cui sguardo rivela una rassegnata malinconia, per una volta intende fare di testa sua, improvvisandosi autostoppista: anziché proseguire verso casa decide di recarsi a Venezia, città che da tempo anela di poter visitare.
Una volta giunta a destinazione, rinvenuta una pensione dove dimorare, inizia ad organizzare la sua vacanza, anche se il giorno del previsto ritorno in famiglia perderà il treno, eventualità forse fortuita o forse no,  ritrovandosi infine a corto di danaro. Accetterà allora l’ospitalità del cameriere islandese Fernando Girasole (Bruno Ganz), conosciuto al ristorante dove si era recata abitualmente a desinare durante il soggiorno, uomo solitario e oltremodo gentile, che si esprime in una insolita ed aulica favella, dall’aria mesta e disillusa ma anche ironico, a modo suo. Continua a leggere

Un ricordo di Bruno Ganz

Bruno Ganz (Film al Cinema)

E’ morto oggi, sabato 16 febbraio, a Zurigo, sua città natale (1941), l’attore, cinematografico e teatrale, Bruno Ganz. La sua espressione facciale, così naturalmente corrucciata e mesta, gli permise di raffigurare, in palcoscenico come sul grande schermo, personaggi dal carattere difficile e tormentato, mai scevri comunque da una spinta passionale o da una certa dolcezza romantica; in virtù di queste caratteristiche s’impose presto fra i protagonisti dello Junger deutscher Film, movimento cinematografico tedesco, che, ispirato dalla Nouvelle Vague francese, a partire dagli anni Sessanta si propose di stimolare la rinascita di un cinema autoriale rinnovato nelle forme e nei contenuti, volto alla realizzazione di opere a basso costo, potendo contare sull’apporto economico dello Stato.
Anche se fu il cinema, nel 1960, a vedere il debutto artistico di Ganz (Der Herr mit der schwarzen Melone, Karl Suter), l’attore preferì dedicarsi per molti anni al teatro, fondando a Berlino, nel 1970, insieme, fra gli altri, al regista Peter Stein e all’attrice Edith Clever, la compagnia Schaubühne am Halleschen Ufer, per poi tornare sul grande schermo nel 1975 (Sommergäste, diretto dal citato Stein), affermandosi mano a  mano come interprete sensibile e misurato (La marquise d’O., Éric Rohmer, 1976, fra i titoli). Continua a leggere

Oscar 2019: l’Italia candida “Dogman”

Sarà Dogman di Matteo Garrone a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera nell’ambito della 91ma edizione degli Academy Awards: questa la decisione presa  dalla Commissione di Selezione istituita dall’ANICA lo scorso giugno, su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, riunita davanti a un notaio e composta da Nicola Borrelli, Marta Donzelli, Gian Luca Farinelli, Antonio Medici, Silvio Soldini, Maria Carolina Terzi, Maria Sole Tognazzi, Stefania Ulivi, Enrico Vanzina.
Dogman è stato presentato, in concorso, al 71mo Festival di Cannes, dove il protagonista, Marcello Fonte, ha conseguito la Palma d’Oro per la migliore interpretazione maschile. L’annuncio delle nomination è previsto per il 22 gennaio 2019; la cerimonia di consegna degli Oscar avrà luogo a Los Angeles domenica 24 febbraio 2019.

Pergola (PU): a luglio la II edizione di “Animavì – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico”

Nel centro storico di Pergola (Pesaro – Urbino), nel giardino di Casa Godio, dal 13 al 16 luglio avrà luogo la seconda edizione di Animavì – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico, con la direzione artistica del più importante regista italiano di cinema d’animazione, Simone Massi, che da anni realizza il trailer e la locandina della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di di Venezia. Ospite d’eccezione il Maestro svizzero Georges Schwizgebel, regista di fama internazionale premiato nei festival di tutto il mondo, da Cannes ad Annecy, autore di oltre venti cortometraggi d’animazione (tra cui La Course à l’abîme; ; Romance; Jeu; Erlkönig), in cui applica una tecnica originale, artigianale, che consiste nel dipingere a mano ogni fotogramma, realizzando una pittura animata, di fatto opere d’arte dinamiche. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2014: le cinquine dei documentari

untitledSono state annunciate oggi, venerdì 24 gennaio, le cinquine dei titoli in lizza per i Nastri D’Argento 2014 fra i documentari, scelti dal Direttivo Nazionale del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) tra quelli presentati nei più importanti festival (poi usciti in sala o editi in dvd, oppure trasmessi da una rete tv) fra il 1° aprile e il 31 dicembre 2013.
Una selezione che, nella varietà delle proposte, conferma ancora una volta la ritrovata vivacità del genere, col suo sguardo inedito al reale, contribuendo ad annullare il divario con il “film di finzione”, tendenza venuta alla luce in occasione della 70ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con il Leone d’Oro conseguito da Sacro Gra di Gianfranco Rosi.

Gianfranco Rosi (Wikipedia)

Gianfranco Rosi (Wikipedia)

Proprio a Rosi sarà consegnato infatti un Nastro Speciale nel corso della cerimonia di premiazione, prevista venerdì 31 gennaio, alle ore 19, al Teatro Ambra Garbatella di Roma per una serata dedicata, ed è la prima volta, interamente al documentario.
Dopo l’apertura, che prevede un incontro con gli autori e i produttori finalisti, una volta consegnati i Nastri Doc 2014, a partire dalle 21 vi sarà la proiezione di due documentari, realizzati da Giovanna Taviani (Il riscatto) e Francesco Cinquemani (Offstage), legati alle vere storie dei protagonisti del film Cesare deve morire, 2012, di Paolo e Vittorio Taviani.
Di seguito le cinquine finaliste, nei due settori Miglior documentario e Miglior documentario di argomento cinematografico.

Miglior documentario: Fuoristrada (Elisa Amoruso); L’amministratore (Vincenzo Marra); Per altri occhi (Silvio Soldini); Summer ’82 When Zappa Come To Sicily (Salvo Cuccia); Wolf (Claudio Giovannesi).
Miglior documentario di argomento cinematografico: Bertolucci On Bertolucci (Luca Guadagnino e Walter Fasano); Essere Riccardo… E gli altri (Giancarlo Scarchilli); Istintobrass (Massimo Zanin); I Tarantiniani (Steve Della Casa e Maurizio Tedesco); Non eravamo solo ladri di biciclette (Gianni Bozzacchi e Carlo Lizzani).

I Nastri d’Argento 2014 si apriranno a Roma il 29 maggio, presso la struttura del MAXXI con l’annuncio ufficiale delle “cinquine” dei candidati, mentre a Taormina, sabato 28 giugno, dal Teatro Antico, vi sarà la serata di premiazione che ospiterà anche i Premi Guglielmo Biraghi per gli esordienti.
A marzo, sempre nella Capitale, appuntamento con i Nastri d’Argento per i cortometraggi, in collaborazione con il Cinemaster di Studio Universal.

Doc/It Professional Award 2013: scelti i 26 film che accedono alla fase finale

untitledSi è conclusa la prima fase di selezione della sezione italiana de Il Mese del Documentario, con la scelta dei 26 film che accedono alla fase finale per il Doc/it Professional Award 2013, premio attribuito dalla categoria professionale al miglior documentario italiano dell’anno.
La selezione si è svolta a cura di un apposito comitato scientifico composto da direttori di festival e giornalisti esperti del settore, a partire dagli 89 titoli candidati tramite bando di concorso. Ora una giuria composta da un’Academy di più di 100 professionisti, da martedì 15 ottobre a lunedì 2 dicembre, voterà i cinque migliori film finalisti, che saranno proiettati durante Il Mese del Documentario.

,hjL’iniziativa, coordinata da Christian Carmosino, è resa possibile grazie alla directory di settore www.italiandoc.it, progetto sviluppato da Lorenzo Burlando per l’associazione Doc/it con l’intento di promuovere e dare visibilità alle opere documentarie prodotte in Italia. Il nuovo servizio di Digital Library offrirà la possibilità ai membri dell’Academy di visionare i film in streaming web protetto ad alta qualità.
Il Mese del Documentario, durante il quale saranno proiettati i cinque film finalisti, si svolgerà dal 13 gennaio al 22 febbraio 2014 e quest’anno si terrà non solo nella sua sede abituale, la Casa del Cinema di Roma, ma contemporaneamente anche in numerose città italiane ed europee.

Il primo premio del Doc/it Professional Award, del valore complessivo di 3.000€, verrà assegnato nell’arco di una serata di gala conclusiva de Il Mese del Documentario assieme ai numerosi ulteriori premi tra cui quello del pubblico.
I cinque film finalisti verranno inoltre promossi da Doc/it in tutte le occasioni professionali dei successivi 12 mesi. Nelle passate edizioni i film vincitori sono stati nel 2010 La bocca del lupo (Pietro Marcello), El sicario. Room 164 (Gianfranco Rosi) nel 2011 ed infine Bad weather (Giovanni Giommi) nel 2012.
Di seguito, l’elenco dei 26 titoli che accedono alla fase finale del concorso.

All’ombra della croce (Alessandro Pugno); Altri occhi (Silvio Soldini); Casa (Daniela de Felice); Dell’arte della guerra (Luca Bellino e Silvia Luzi); El impenetrable (Daniele Incalcaterra); Fatti corsari (Stefano Petti); Fedele alla linea (Germano Maccioni); God save the green (Michele Mellara, Alessandro Rossi); Home sweet home (Enrica Colusso); Il gemello (Vincenzo Marra); In utero Srebrenica (Giuseppe Carrieri); L’uomo doppio (Cosimo Terlizzi); La città delle donne – Oggi (Chiara Sambuchi); La nave – Anija (Roland Sejko); La nave dolce (Daniele Vicari); Le cose belle (Giovanni Piperno e Agostino Ferrente); Le libraire de Belfast (Alessandra Celesia); Materia Oscura (Massimo D’Anolfi e Martina Parenti); Milleunanotte (Marco Santarelli): Nadea e Sveta (Maura Delpero); Noi non siamo come James Bond (Mario Balsamo); Slot (Dario Albertini); Teorema Venezia (Andreas Pichler); Terramatta (Costanza Quatriglio); The bosnian identity (Matteo Bastianelli); Tralalà (Masbedo).

Informazioni: Il Mese del Documentario Ufficio stampa: Giulia Ghigi cell. +39.3489240778. Mail: stampa@documentaristi.it Sito: ilmese.documentaristi.it Facebook: Il Mese del Documentario

Cosa voglio di più

vcMilano, giorni nostri: Anna (Alba Rohrwacher), impiegata in una società di assicurazioni, e Domenico (Pierfrancesco Favino), tuttofare in una impresa di catering, un incontro casuale, qualche sorriso, i gesti goffi dovuti all’imbarazzo, nascondono il classico coup de foudre, l’improvvisa attrazione reciproca senza un vero e proprio perché.

I numeri di telefono, gli sms di lei, il primo appuntamento, la passione che si fa avanti prepotente e, man mano che le frequentazioni aumentano, le tenerezze, le prime confidenze: una storia d’amore come tante, se non fosse che Domenico ed Anna hanno già i loro compagni di vita: lui è sposato con Miriam (Teresa Saponangelo), donna un po’ frustrata che si arrangia lavorando come estetista, due bambini, la famiglia di lei alle spalle che li aiuta a superare i momenti di difficoltà; lei convive con Alessio (Giuseppe Battiston), commesso in una valigeria, appassionato di bricolage ed elettronica, sin troppo pacioccone ma affettuoso e comprensivo, oltre che pronto ad avere un bambino, ed anche qui alle spalle una famiglia, quella di Anna, titolare di una tintoria, che aiuta a sbarcare il lunario. Tra incontri clandestini in motel ad ore, sotterfugi e bugie, è inevitabile che i due vengano scoperti e pur concedendosi, nonostante tutto, un breve attimo di felicità, il tempo di un weekend in Egitto, i dubbi su un avvenire incerto, dove anche una relazione extraconiugale può divenire un “lusso” che non ci si può permettere, avranno la meglio sulla realizzazione dei loro desideri.

Sullo sfondo di una Milano non certo “da bere”, l’hinterland metropolitano tutto casermoni e gru che si stagliano nel cielo, Silvio Soldini, regista e sceneggiatore (insieme a Doriana Leondeff e Angelo Carbone) di Cosa voglio di più, tratta il tema classico del tradimento e dell’ amour fou con piglio inedito rispetto al solito tono da commedia o melodramma. Il suo stile appare asciutto, essenziale, algido e descrittivo, anche negli ansimanti amplessi, più che partecipativo delle varie vicende dei protagonisti, cronachistico e documentaristico, con l’uso della camera a mano che si appropria dei corpi e dei volti, memore anche dei trascorsi neorealisti nella tecnica del pedinamento, seguire gli attori in ogni ambito del quotidiano, catturandone ogni gesto, anche il più banale.

Con una regia efficacemente volta al minimalismo, grande importanza assumono gli interpreti, ognuno ben calato nella sua caratterizzazione, con ovvio risalto alla Rohrwacher e a Favino, decisamente ed estremamente intensi e naturali; in sostanza il film appare sospeso tra due ambiti, quello citato, realista e cronachistico, e quello tutto interiore, trattenuto, dello strazio sentimentale di Anna e Domenico: più che un limite ciò rappresenta in un certo qual senso il suo punto di forza, ben rappresentando, in definitiva, l’odierna precarietà non solo lavorativa, ma anche sentimentale, dove i problemi del quotidiano vengono affrontati con illusorie certezze (una famiglia, la casa), che man mano crollano come castelli di carta, mancando la possibilità e forse anche il coraggio di una qualsivoglia visione di un futuro più nitido, per cui, tra insoddisfazione e infelicità, non resterà nient’ altro che un consolatorio “cosa voglio di più”.