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“Hanno tutti la stessa faccia…”.

“Dottore, Le spiego. L’umanità io l’ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali.
La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l’autorità, l’abilità o l’intelligenza, ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque, dottore, ha capito? Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso: hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa maniera”.
(Antonio Esposito, Totò, dialoga con lo psichiatra, interpretato da Mario Bernardi, che lo sta esaminando per presunta follia, in una scena del film Siamo uomini o caporali, Camillo Mastrocinque, 1955. I vari “caporali” sono interpretati da un eccelso Paolo Stoppa). Purtroppo oggi, caro Principe, annotazione personale, sono i caporali ad avere il sopravvento,  tempi grami per chi si palesa umano, pecora bianca fra tante pecore nere…

Il telefono deve essere guasto, squilla sempre mentre cucino

“Buongiorno, la contatto per conto della******…”  “No, guardi, la ringrazio, non mi interessa”.
“Ma se non ha neanche sentito cosa le vogliamo proporre …”  “Appunto, a prescindere … E che, siamo uomini o caporali? Specie che questanno c’è stato una grande moria delle vacche. E poi, come fosse Antani, la vede l’offerta come stuzzica e posterga anche …” Tacuit. Sia benedetta la mia passione per il cinema, che mi consente eleganti dinieghi, telefonici e non solo, sempre nel rispetto del lavoro altrui, in particolare nell’ “ora sacra” (mezzogiorno e dintorni), quando sono intento, come oggi, sorseggiando un buon vinello, a preparare gli spaghetti alle melanzane e la pappa a Boghy, il mio cane.

Paperino e Pippo

“Il vantaggio di essere intelligente è che si può fare sempre l’imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile” (Woody Allen).
Il titolo dell’ameno post (una tantum) è una citazione dai fumetti Disney (Pippo e Paperino in alcune storie si lamentano che il campanello di casa suoni proprio ogni volta che fanno il bagno… “Deve essere guasto”, è il loro commento).

Amore universale

gggg“Bisogna amarla veramente molto l’umanità! Molto, molto. Perché gli uomini presi uno per uno sono insopportabili”.

Il ministro Cesare Botero (Nanni Moretti) rivolto ad un suo collaboratore, nel film Il portaborse (‘91, regia di Daniele Luchetti, anche sceneggiatore con Sandro Petraglia e Stefano Rulli).
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linus“Io amo l’umanità… E’ la gente che non sopporto!”
(Linus, Peanuts, Charles M. Schulz, 1922-2000)