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69ma Berlinale: Orso d’Oro alla Carriera per Charlotte Rampling

Charlotte Rampling (Wikipedia)

Gli organizzatori della 69ma Berlinale (717 febbraio) hanno annunciato ieri, martedì 18 dicembre, il conferimento dell’Orso d’Oro alla Carriera all’attrice inglese Charlotte Rampling, protagonista, come ha riferito Dieter Kosslick, Presidente della Berlinale, di un “cinema emozionante e anticonvenzionale”.
La cerimonia di premiazione avrà luogo al cinema Palast il 14 febbraio e nel corso della kermesse Charlotte Rampling sarà omaggiata con una retrospettiva, la quale prevede in cartellone titoli come La caduta degli Dei (Luchino Visconti, 1969), Stardust Memories (Woody Allen, 1980), Il portiere di notte (Liliana Cavani, 1973).
Un’altra notizia che giunge da Berlino riguarda i nostri colori: il secondo lungometraggio di Federico Bondi, Dafne,  sarà presente nel cartellone del festival berlinese, sezione Panorama, così come il documentario Selfie, diretto da Agostino Ferrente, produzione italo francese.

L’imbarazzo della scelta

(Trend Online)

L’umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene. (Woody Allen)

Roma, da domani al via la rassegna “A qualcuno piace classico”

A partire da domani, martedì 30 ottobre, e fino al 28 maggio 2019, la Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma ospiterà l’ottava edizione della rassegna A Qualcuno piace classico, evento promosso da Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Azienda Speciale Palaexpo, La farfalla sul mirino, in collaborazione con Istituto Polacco di Roma e Fondazione Cineteca Italiana. Verrà riproposta la formula vincente che l’ha resa uno degli appuntamenti imprescindibili per tutti gli amanti del cinema della capitale, ovvero la proiezione di 15 capolavori del passato, presentati come sempre in pellicola 35mm ed ingresso libero fino a esaurimento posti. Una ghiotta occasione per riscoprire sul grande schermo cineasti di genio come Ozu, Lynch, Dreyer, Preminger, Bresson, Boorman e molti altri, per esempio Woody Allen, che domani darà il via alle danze con il suo La rosa purpurea del Cairo, omaggio alla magia di una Hollywood che non c’è più e al cinema come sogno ad occhi aperti, condiviso nel buio della sala, o Janusz Zaorski, il cui La madre dei Re rappresenterà uno degli eventi speciali di questa edizione, girato nel 1982 e bandito per anni dal regime comunista. Continua a leggere

Un ricordo di Burt Reynolds

Burt Reynolds (BBC)

Fisico indubbiamente macho, un volto che sembrava scolpito nella roccia, modi spicci da buon “duro”, appena ammorbiditi da una soffusa ironia, l’attore Burt Reynolds (Burton all’anagrafe, Waycross, Georgia, 1936, padre cherokee e madre italiana),  ci ha lasciato ieri, giovedì 6 settembre; fin dagli esordi è riuscito a delineare un’aura iconica che si è mantenuta stabile fino ai giorni nostri, consegnandola definitivamente  all’immaginario collettivo, nonostante l’alternarsi fra ruoli da più che valido protagonista in film dall’impianto piuttosto solido ad altri da bravo caratterista in realizzazioni caratterizzate da plot deboli e regie non del tutto incisive. Reynolds si dedicò alla recitazione una volta che fu costretto ad abbandonare la carriera sportiva da giocatore di football (professionista) in seguito ad un incidente d’auto, frequentando così l’Hyde Park Playhouse di New York ed iniziando a recitare in teatro e in televisione. Continua a leggere

Io e Annie (Annie Hall, 1977)

New York, anni ’70. Alvy Singer (Woody Allen), comico televisivo, parla di sé, sguardo rivolto verso la macchina da presa:il lavoro, l’amore idolatrante per la città in cui vive, le telluriche ambasce esistenziali, dalla concezione pessimistica dei rapporti umani ai problemi con le donne, maturati ambedue già dai tempi dell’infanzia, come illustrano alcuni illuminanti flashback; introduce poi la figura di Annie Hall (Diane Keaton), con la quale si sono lasciati da circa un anno, raccontando, senza omogeneità temporale, i vari momenti della loro relazione, dalle difficoltà che andavano a presentarsi mano a mano, anche nei rapporti intimi, nonostante le sedute dallo psicanalista, al primo incontro in occasione di una partita di tennis, la felicità che andava di pari passo con dubbi e problematiche, per esserne poi sopraffatta.
D’altronde, per quanto gli opposti possano attrarsi, Annie ed Alvy erano profondamente diversi: lei cantante di night club senza una vera e propria cultura, d’estrazione familiare wasp, piuttosto estroversa per quanto a tratti insicura, lui ebreo, intellettuale liberal tendenzialmente umbratile e dalla personalità dilaniata. Una volta che Annie si lascerà convincere da un produttore discografico (Paul Simon) a seguirla in California, dove potrà garantirle una sicura carriera, Alvy cercherà, inutilmente, di convincerla a tornare; la loro storia gli servirà da spunto per dar vita ad una commedia e comunque i due avranno modo di rincontrarsi e trascorrere piacevolmente qualche ora insieme, constatando come si sia rimasti buoni amici, ma nulla di più. Continua a leggere

“David Speciale” per Diane Keaton

(FILE) A file picture dated 09 January 2008 shows US actress Diane Keaton arriving for the film premiere of ‘Mad Money’ in Los Angeles, California, USA. Diana Keaton turns 70 on 05 January 2016. ANSA/PAUL BUCK

Diane Keaton riceverà il David Speciale nel corso della 62ma edizione dei Premi David di Donatello. Lo ha annunciato, in accordo con il consiglio direttivo, Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano. Il riconoscimento sarà consegnato mercoledì 21 marzo nel corso della cerimonia di premiazione, in diretta in prima serata su Rai 1, condotta da Carlo Conti.
Dopo l’annuncio del premio a Stefania Sandrelli, i David continuano a celebrare le protagoniste femminili del cinema internazionale; come ha ricordato Piera Detassis, “Dagli anni settanta ad oggi Diane Keaton si è rivelata come una delle attrici più influenti del panorama cinematografico internazionale. Icona femminile e splendida interprete, Diane Keaton è stata capace di dare vita a ruoli dalle mille sfumature, dalla lunga e proficua collaborazione con Woody Allen, che le è valsa il Premio Oscar® per la commedia Io e Annie, fino al successo come attrice tra le più intense e carismatiche al fianco di registi del calibro di Warren Beatty, Alan Parker e Paolo Sorrentino. Impossibile non ricordare la sua interpretazione nella saga de Il Padrino di Francis Ford Coppola, che la rese celebre nel ruolo di Kay Adams.
Un’artista a suo agio sul grande schermo come a teatro e in tv, capace di vestire di ironia le nevrosi contemporanee: è un onore consegnare questo Premio ad una donna che da quasi cinquant’anni emoziona le platee di tutto il mondo”.

71mo Festival di Cannes, Cate Blanchett presiederà la giuria

Cate Blanchett (Wikipedia)

Sarà l’attrice australiana Cate Blanchett a presiedere la giuria del 71mo Festival di Cannes (819 maggio). La Blanchett,  due volte premio Oscar (nel 2005, Miglior Attrice non Protagonista, The Aviator, di Martin Scorsese e nel 2013, Miglior Attrice Protagonista, Blue Jasmine, per la regia di Woody Allen), succede a Pedro Almodóvar ed  ha così commentato la sua nomina: “Accolgo umilmente il privilegio e la responsabilità di presiedere la giuria di quest’anno, questo festival gioca un ruolo fondamentale nell’unire il mondo a celebrare le storie”, mentre il presidente Pierre Lescure e il delegato generale di Cannes Thierry Frémaux hanno affermato: “Siamo contenti di accogliere un’artista così unica il cui talento e le cui opinioni arricchiscono sia lo schermo che il palco.
Le nostre conversazioni ci dicono che sarà un presidente devoto, una donna appassionata e una spettatrice di cuore”.