Archivi tag: 69mo Festival di Cannes

La tartaruga rossa (La tortue rouge, 2016)

Impetuoso è il mare in tempesta, le alte onde si susseguono incessantemente l’una all’altra, sballottando fra i flutti un uomo, probabilmente sopravvissuto al naufragio di una nave. Stordito e stremato, si risveglia su un’isola dove, a parte granchi, insetti, uccelli, ed una fitta boscaglia di bambù, non vi è traccia di altri esseri viventi. Si guarda intorno spaesato, inizia ad esplorare i dintorni, finendo col precipitare in un profondo anfratto dal quale riuscirà, con qualche difficoltà, a venir fuori. Il nostro sembra adattarsi all’inedita situazione in cui è venuto a trovarsi, ma il suo desiderio più grande, ricorrente anche nei sogni in cui, tra l’altro, visualizza ricordi del passato o comunque aneliti di un ritorno alla vita di sempre, è quello di abbandonare un posto per lui inospitale e fare ritorno a casa, magari adoperandosi nel costruire una zattera. Una volta realizzata la provvisoria imbarcazione, la fuga in mare aperto verrà più volte ostacolata da un “qualcosa” di misterioso, agente dalle profondità marine, che infine andrà a palesarsi come una grande tartaruga rossa. Dopo l’ultimo tentativo, ritornato sulla terraferma, amareggiato e contrariato, l’uomo avrà modo di vendicarsi una volta che la tartaruga si avvicinerà alla riva, ribaltandola sul dorso e lasciandola così morire; da questo atto violento, i cui rimorsi non tarderanno a farsi sentire, nascerà però qualcosa di bello ed inaspettato:la Natura può essere più benevola di quanto l’uomo manifesti nei suoi confronti… Continua a leggere

Poesía sin fin

locandina_t27guui_jpg_1400x0_q85Era da un po’ di tempo a questa parte che non mi capitava di assistere ad un film concretamente autoriale capace di stupirmi visivamente ed offrirmi al contempo una forte tensione emotiva, oserei scrivere catartica, idonea quest’ultima anche a farmi riassaporare il sapore del cinema quale dirompente espressione artistica, capace di contenere in sé altre forme d’arte, la poesia in primo luogo, concedendo spazio alla loro valenza atta ad abbattere irreggimentate convenzioni permettendoci così di ritrovare, e di provare a diffondere, il  senso del bello nella vita, quell’incanto esistenziale ammorbato di frequente dalle tante ambasce quotidiane. Quanto descritto riflette la sensazione che mi ha lasciato l’ultimo film del vulcanico Alejandro Jodorowsky, Poesía sin fin, del quale è regista e sceneggiatore, realizzato grazie al crowdfunding e presentato, in concorso, alla Quinzaine des Réalisateurs del 69mo Festival di Cannes.

alejandro-jodorowsky-la-danza-de-la-realidad-poster00Jodorowsky, classe 1929,  è un artista a tutto tondo, capace di spaziare con eguale creatività in più settori oltre quello cinematografico (letteratura, teatro, fumetto); quest’ultimo ambito nello specifico risulta fortemente caratterizzato da una visionarietà che va ad abbeverarsi alla fonte del surrealismo, mai comunque fine a se stessa, anzi idonea ad abbracciare pregnanti tonalità oniriche che scaturiscono dall’inconscio e si materializzano nella messa in scena in forza di un profluvio liberatorio, abbandonando qualsiasi modalità narrativa usuale.
Sono caratteristiche proprie anche di Poesía sin fin, che riprende il percorso autobiografico delineato da Jodorowsky ne La danza de la realidad (La danza della realtà, 2013), seguendo così l’iter degli omonimi romanzi pubblicati nel 2001 e nel 2009. Continua a leggere

“Fai bei sogni” è il Miglior film italiano dell’anno per il SNCCI

locandinaFai bei sogni di Marco Bellocchio, basato sull’omonimo romanzo di Massimo Gramellini e presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del 69mo Festival di Cannes, è il vincitore del premio come Miglior film italiano dell’anno, inedito riconoscimento istituito dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), che va ad affiancarsi a quello internazionale con lo scopo di incrementare l’interesse del pubblico nei confronti delle opere nazionali più interessanti e meritevoli, come ha spiegato il presidente Franco Montini. Il premio è stato assegnato attraverso un referendum aperto a tutti i soci del Sindacato,  i quali hanno effettuato la loro scelta fra i titoli italiani usciti nel corso del 2016 e sarà consegnato il prossimo 28 gennaio nell’ambito del 28mo Trieste Film Festival, che vedrà oltre alla proiezione del film anche un incontro pubblico con Marco Bellocchio.

Café Society

locandina_jpg_1400x0_q85Los Angeles, anni Trenta. Nel giardino di una lussuosa villa è in corso una scintillante festa; l’agente artistico Phil Stern (Steve Carell) sta intrattenendo amabilmente gli ospiti, amene conversazioni sui divi e i film di prossima realizzazione, quando riceve una telefonata. Sua sorella Rose (Jeannie Berlin) da New York lo avvisa dell’imminente arrivo del figlio Bobby (Jesse Eisenberg), al quale non va di lavorare nell’oreficeria di papà Marty (Ken Stott), né di seguire le orme, non del tutto nitide, del fratello Ben (Corey Stoll).
La sorella Evelyn (Sary Lennick), sposata con l’intellettuale Leonard (Stephen Kunken) appoggia questa sua decisione.
E così dal buio di una modesta dimora nel Bronx, Bobby giunge nella luminosa città dei sogni: dopo tanti, troppi, giorni d’attesa è finalmente ricevuto da zio Phil ed assunto alle sue dipendenze in qualità di fattorino, con a fianco la segretaria Ivonne Sybil (Kristen Stewart), in modo da aiutarlo a farsi strada nell’ambiente.
Bobby si innamorerà di questa ragazza così fresca, semplice, ma, considerato che è già impegnata, fra i due andrà a svilupparsi un solido legame amicale, almeno fin quando Ivonne non lascerà il fidanzato, circostanza che permetterà a Bobby di farsi avanti, ricambiato. Continua a leggere

La pazza gioia

1Toscana, oggi. Fra le colline pistoiesi sorge Villa Biondi, una comunità terapeutica che accoglie donne affette da turbe mentali e socialmente pericolose, in stato di custodia giudiziaria. Tra queste vi è la sedicente contessa Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi), modi altezzosi, notevole logorrea, tendenza ad impicciarsi negli affari altrui, con trascorsi da lieta frequentante del bel mondo “tutto da bere”, una volta cavalcata l’onda lunga del “nuovo miracolo italiano”, da tempo infrantasi sugli scogli di un’amara realtà.
Nella struttura arriva la giovane Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti), già pesantemente segnata dalla vita: corpo consunto da un’evidente magrezza, sul quale risaltano vistosi tatuaggi, sguardo triste e spaurito, un mutismo persistente, poca voglia di condividere un grave dolore che ha sconvolto la sua esistenza, offuscandone definitivamente ogni contatto con il mondo circostante.
Fra queste due donne così diverse per estrazione sociale, indole e modalità di approcciarsi alla vita, scatterà, non senza qualche stridore, una certa simpatia, tanto che, in seguito ad un evento fortuito, Beatrice e Donatella si daranno alla fuga insieme, ponendosi nuovamente in relazione con quella società che le aveva relegate ai margini, i cui componenti, coniugi, genitori, presunti amici, continuano ad infierire nei loro confronti, dimentichi di qualsiasi compassione o calore umano … Continua a leggere

Torna l’appuntamento con “Le Vie del Cinema da Cannes a Roma”

DA-CANNES-A-ROMA-2016-448x600Da oggi, mercoledì 8, e fino a domenica 12 giugno, torna nella Capitale l’appuntamento con Le Vie del Cinema da Cannes a Roma, rassegna cinematografica organizzata dall’Anec Lazio, in collaborazione con Regione Lazio e Cityfest | Fondazione Cinema per Roma, patrocinata da Roma Capitale, che rientra nel più ampio progetto de Il Cinema attraverso i Grandi Festival.
Nei cinema Eden, Fiamma e Quattro Fontane saranno proiettati una vetrina di film selezionati all’interno del 69mo Festival di Cannes (Concorso, Quinzaine des Réalisateurs, Semaine de la Critique), tutti in versione originale con sottotitoli in italiano; quest’anno, inoltre, eccezionalmente, la rassegna coinvolgerà anche Latina (multisala Oxer), Terracina (multisala Rio) e Trevignano (cinema Palma), estendendo l’offerta culturale al territorio regionale. Dal Concorso spicca tra tutti la Palma d’oro I, Daniel Blake di Ken Loach; spazio poi a Juste la fin du monde del giovane Xavier Dolan, vincitore del Grand Prix de la Jury e del Premio Ecumenico, Bacalaureat del rumeno Cristian Mungiu, vincitore ex aequo con Olivier Assayas (Personal Shopper) del Premio per la Regia. Non meno attesi altri titoli come Aquarius del brasiliano Kleber Mendonça Filho; Sieranevada di Cristi Puiu ed infine The Salesman, dell’iraniano Asghar Farhadi, che a Cannes ha conquistato il premio per la migliore sceneggiatura e quello per la migliore interpretazione maschile, Shahab Hosseini. Continua a leggere

69mo Festival di Cannes: Palma d’Oro a Ken Loach

Ken Loach

Ken Loach

La giuria del 69mo Festival di Cannes, presieduta da George Miller e composta da Valeria Golino, Kirsten Dunst, Vanessa Paradis, Katayoon Shahabi, Arnaud Desplechin, Mads Mikkelsen, László Nemes, Donald Sutherland ha conferito nel corso della consueta cerimonia di premiazione, svoltasi questa sera, domenica 22 maggio, condotta da Laurent Lafitte, la Palma d’Oro a I, Daniel Blake, diretto da Ken Loach, già vincitore a Cannes nel 2006 con The Wind That Shakes the Barley. Il Grand Prix del Festival, il cosiddetto “secondo premio”, è andato a Juste la fine du monde, di Xavier Dolan.
Di seguito, l’elenco dei premi assegnati:

Palma d’Oro per il miglior film: I, Daniel Blake (Ken Loach).
Grand Prix: Juste la fin du monde (Xavier Dolan). Prix Du Jury: American Honey (Andrea Arnold). Miglior attrice: Jaclyn Jose (Ma’ Rosa, Brillante Mendoza). Miglior attore: Shahab Hosseini (The Salesman, Asghar Farhadi).
Migliore Sceneggiatura: Asghar Farhadi, The Salesman. Miglior regia: ex aequo Cristian Mungiu (Bacalaureat) e Olivier Assayas (Personal Shopper). Camera d’Or per la miglior Opera Prima (tutte le sezioni): Divines (Houda Benyamina). Palma d’Oro- Short Film: Timecode (Juanjo Gimenez). Premio FIPRESCI: Toni Erdmann (Maren Ade). Premio della Giuria Ecumenica: Juste la fin du monde (Xavier Dolan), con menzioni speciali per American Honey (Andrea Arnold) e I, Daniel Blake (Kim Loach). Cannes Soundtrack Award: Cliff Martinez per The Neon Demon. Palm Dog Award: Nellie per Paterson (Jim Jarmush).