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Un ricordo di Ennio Fantastichini

Ennio Fantastichini (La voce del Trentino)

Dopo Bernardo Bertolucci il cinema italiano piange nuovamente  una improvvisa scomparsa, quella dell’attore Ennio Fantastichini (Gallese, VT, 1955), che ci ha lasciato ieri, sabato 1° dicembre, a Napoli. Notevole presenza scenica e temperamento impetuoso, Fantastichini ha sempre esternato una certa poliedricità nelle sue tante interpretazioni, ogni volta mettendo in atto una totale trasfigurazione immedesimativa nel ruolo che gli veniva assegnato, rivelando una vibrante ed intensa espressività, mai artefatta o forzata. Trasferitosi da Fiuggi, dove il padre, carabiniere, era comandante della locale stazione, a Roma, qui Fantastichini frequentò nel 1975 l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, iniziando poi a lavorare in teatro e televisione, per debuttare infine al cinema nel 1982, una piccola parte in Fuori dal giorno di Paolo Bologna, così come quella seguente, ne I soliti ignoti vent’anni dopo (Amanzio Todini), 1987, mentre nel 1988 eccolo fra i protagonisti de I ragazzi di Via Panisperna, dove, diretto da Gianni Amelio, interpretava Enrico Fermi, offrendo al personaggio un’incisiva profondità. Continua a leggere

Roma omaggia “La dolce Vitti”

All’anagrafe fa Maria Luisa Ceciarelli (Roma, 1931), ma tutti noi la conosciamo come Monica Vitti, attrice, teatrale e cinematografica, poliedrica, duttile, capace di passare con disinvoltura dal tragico al comico, sfruttando la sua ironia, ed autoironia, con uno stile invidiabile ed un’eleganza scenica giocata sulla discrezione. Indubbia, poi, la capacità di ammaliare con un semplice sguardo e un candido sorriso, a volte quasi impercettibile, facendo leva su un fascino soavemente naturale, lontano anni luce da un divismo artefatto, magari costruito a tavolino.
A lei è dedicata la mostra inaugurata lo scorso giovedì, 8 marzo, al  Teatro dei Dioscuri al Quirinale, Roma, visitabile fino al 10 giugno prossimo, La dolce Vitti, ideata e realizzata da Istituto Luce Cinecittà, curata da Nevio De Pascalis, Marco Dionisi e Stefano Stefanutto Rosa; nell’esposizione se ne ripercorrono i quarant’anni di attività, grazie ad un percorso espositivo multimediale, il cui sviluppo è, al contempo, cronologico e tematico: dai ruoli drammatici nei film di Michelangelo Antonioni, intervallati da qualche breve sketch brillante, al definitivo ruolo di protagonista della commedia all’italiana, a partire da La ragazza con la pistola, 1968, di Mario Monicelli.
Cuore della mostra sono le oltre 70 fotografie provenienti da importanti archivi pubblici (l’Archivio storico dell’Istituto Luce, quelli dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia), e privati (Reporters Associati, Archivio Enrico Appetito), oltre ad altri fondamentali fondi, come quelli personali di Elisabetta Catalano e Umberto Pizzi. Continua a leggere