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Nastri d’Argento 2019: “Sulla mia pelle” Film dell’Anno

Alessandro Borghi (Adkronos)

Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, titolo d’apertura della sezione Orizzonti alla 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia,  è il Film dell’Anno nell’ambito dei Nastri d’Argento 2019, in base alla decisione presa dal Direttivo del Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici, così motivata:  “Un film necessario, emozionante, coraggioso che, oltre il valore artistico, ha impresso una svolta determinante nel caso anche giudiziario della tragica, sconvolgente  vicenda di Stefano Cucchi”, sottolineandone inoltre “il valore di una ricostruzione oggettiva che, oltre la battaglia per la verità di Ilaria Cucchi, ha messo in scena con toccante semplicità anche il racconto del dramma privato di una famiglia che, nella sua sofferenza, non si è mai arresa.” Continua a leggere

David di Donatello 2019: il trionfo di “Dogman”


Si è svolta questa sera, mercoledì 27 marzo, la 64ma edizione dei David di Donatello, trasmessa da Rai Uno in diretta dagli Studi De Paolis di Roma, condotta da Carlo Conti, la cui consueta verve ha di poco mitigato una certa farraginosità complessiva, incrementata dalla reiterazione imbarazzante di gag già viste in altre occasioni (vedi l’interminabile siparietto dei finti giornalisti in sala), per tacere di qualche gaffe tanto per gradire. Trionfo di Dogman, diretto da Matteo Garrone, con 9 riconoscimenti, fra i quali miglior film e miglior regia, valido esempio di cinema autoriale d’impronta moderna e dall’ampio respiro; di rilievo i 4 David conseguiti da un’opera di pregnante impegno civile, Sulla mia pelle, che ha visto premiati Alessio Cremonini quale miglior regista esordiente, Alessandro Borghi come miglior attore (“Questo premio è di Stefano. Lo dedico agli esseri umani e all’importanza di essere considerati tali a prescindere da tutto”) e il coraggio produttivo, non dimenticando, infine, il David Giovani. Di seguito, l’elenco dei premi assegnati. Continua a leggere

Sulla mia pelle

(Movieplayer)

Roma, Ospedale Sandro Pertini, aerea Medicina Protetta, 22 ottobre 2009.
Un infermiere entra in una cella, incita l’uomo rannicchiato sul letto a svegliarsi, occorre eseguire un prelievo di sangue… Nessuna reazione, deceduto…
Si tratta di Stefano Cucchi (Alessandro Borghi), 31 anni, geometra e lavorante nell’azienda di famiglia, in regime di custodia cautelare dopo udienza di convalida del fermo, quest’ultimo avvenuto il 15 ottobre, quando era in auto con il suo amico Emanuele (Andrea Lattanzi) e i Carabinieri sollecitavano entrambi a scendere dopo aver notato che il primo aveva passato al secondo qualcosa, probabilmente una dose di sostanze stupefacenti.
Alla perquisizione Stefano risultava in possesso di 12 confezioni di hashish, 3 pacchetti di cocaina, 2 pasticche, di cui una medicinale; veniva quindi condotto in caserma, dopo un’ulteriore perquisizione in casa, presenti i genitori, Giovanni (Max Tortora) e Rita (Milvia Marigliano). Il giorno seguente, alla citata udienza, Stefano appariva col volto pesantemente tumefatto, camminava a fatica, la sua loquela sconnessa, come quando dichiarava alla giudice, assistito dall’avvocato d’ufficio, nell’impossibilità di chiamare il proprio, di riconoscere il reato di detenzione ma non quello di spaccio… Forse l’avrà picchiato qualche detenuto in cella, pensava il padre, stordito dal dolore, memore dei trascorsi del figlio in una comunità di recupero… Continua a leggere

The Place

(Movieplayer)

The Place, un bistrot all’incrocio fra due strade, in una qualsiasi città, forse Roma. All’interno, ultimo tavolo in fondo, vi è seduto un uomo (Valerio Mastandrea) dall’aria al contempo mesta e misteriosa, fare laconico ma indagatore ed uno sguardo che, a parte una certa stanchezza, lascia trasparire ben poco delle proprie emozioni. Ha con sé una grande agenda di pelle nera, sulle cui pagine annota appunti e considerazioni sui desideri espressi dalle tante persone che si siedono mano a mano di fronte a lui: Ettore (Marco Giallini), poliziotto alla ricerca del denaro sottratto in seguito ad una rapina, Chiara (Alba Rohrwacher), suora in profonda crisi spirituale, che vorrebbe ritrovare quel Dio che l’ha confortata fin da bambina, il meccanico Odoacre (Rocco Papaleo), la cui unica aspirazione sembra essere quella di trascorrere una notte con una ragazza-calendario, Gigi (Vinicio Marchioni), preoccupato per il tumore incipiente del proprio bambino, Marcella (Giulia Lazzarini), anziana donna tormentata per l’avanzare inesorabile dell’Alzheimer nei riguardi di suo marito, Martina (Silvia D’Amico), che vorrebbe essere più bella, e il suo fidanzato Alex (Silvio Muccino), il quale non desidera altro che suo padre lo lasci in pace e non lo cerchi più, Fulvio (Alessandro Borghi), non vedente, pronto a far di tutto pur di riacquistare l’uso della vista, ed infine Azzurra (Vittoria Puccini), alle prese con problematiche coniugali. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2017: “La tenerezza” miglior film

Il triello ai Nastri d’Argento 2017 fra Gianni Amelio, Sergio Castellitto ed Edoardo De Angelis, i cui film avevano conseguito 7 candidature ciascuno, vede vincitori La tenerezza, (miglior film, regia, fotografia, attore protagonista) e Indivisibili, che ottiene cinque riconoscimenti (miglior soggetto, produttore, migliori costumi, miglior colonna sonora e canzone originale).
Bis per Jasmine Trinca dopo il Festival di Cannes come migliore attrice protagonista per Fortunata, tra i film più premiati con tre Nastri nel palmarès finale (lo seguono con due ciascuno, Fai bei sogni di Marco Bellocchio, L’ora legale di Ficarra e Picone e Sicilian Ghost Story di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia). Renato Carpentieri, tornato sul set con Amelio dai tempi di Porte aperte, ritira il meritato Nastro come miglior protagonista per La tenerezza, mentre Alessandro Borghi, prossimo cerimoniere della 71ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, consegue il Nastro come miglior attore non protagonista (ancora per Fortunata e per l’opera prima di Michele Vannucci Il più grande sogno). Ex aequo tra le attrici non protagoniste: Sabrina Ferilli (Omicidio all’italiana di Maccio Capatonda) e Carla Signoris , che  duetta con Toni Servillo in Lasciati andare di Francesco Amato.
Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni arriva al traguardo col Nastro per la sceneggiatura ma anche con quello, speciale, consegnato a Roma a Giuliano Montaldo per la sua interpretazione da protagonista (e con una menzione Biraghi al giovane interprete che lo affianca nel film, Andrea Carpenzano).
Di seguito, l’elenco dei premi, che saranno consegnati questa sera, sabato luglio, al Teatro Antico di Taormina. Continua a leggere

Venezia 74: Alessandro Borghi cerimoniere

Alessandro Borghi (Cosmopolitan)

Sarà l’attore Alessandro Borghi a condurre le serate di apertura (30 agosto) e di chiusura (9 settembre) della 74ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.
Borghi dopo aver partecipato a vari lavori televisivi ha catalizzato l’attenzione degli spettatori grazie al ruolo di coprotagonista nel film Non essere cattivo di Claudio Caligari, affermando poi le sue capacità attoriali nella qualità di protagonista in  Suburra di Stefano Sollima, entrambi del 2015, conseguendo nel 2016 il Nastro d’Argento come attore rivelazione. Attualmente è al cinema con Fortunata di Sergio Castellitto e da poco ha concluso le riprese di Suburra-la serie per poi tornare nuovamente sul set, Napoli velata, il nuovo film di Ferzan Ozpetek.

Fortunata

Roma, quartiere di Tor Pignattara, giorni nostri. Inizia una nuova giornata per Fortunata (Jasmine Trinca), parrucchiera a domicilio: sistema l’ attrezzatura in un trolley, affida la figlia di 8 anni, Barbara (Nicole Centanni), ad un convitto di suore e attraversa la città in sella al ciclomotore, recandosi in varie case  per svolgere la sua attività. Prossima al divorzio dal marito Franco (Edoardo Pesce), uomo squallido, rancoroso e violento, la giovane donna coltiva la speranza di poter aprire un negozio dove svolgere il proprio lavoro, insieme all’amico d’infanzia Chicano (Alessandro Borghi), tatuatore tossicodipendente e bipolare con madre a carico, Lotte (Anna Schygulla), un tempo famosa attrice teatrale la cui mente ha ormai offerto proscenio all’ Alzheimer.
La vita picchia duro, non lesina colpi bassi, i servizi sociali impongono che la bambina venga seguita da uno psicologo, ma Fortunata pur barcollando e inciampando non cade, si aggrappa con la forza della determinazione ad ogni scampolo di minima concretezza che consenta, a lei e all’amata figlia, l’agognata affrancazione dall’attuale stato di malessere e disagio, morale e materiale, ottenere quel minimo di felicità sufficiente a farti desiderare nient’altro che un “normale” prosieguo esistenziale. Tra i vari inciampi ecco comparire l’elemento perturbatore volto ad incrinare qualsivoglia certezza, l’amore improvviso, travolgente, apparentemente schietto nella sua veemente esternazione, da parte di Patrizio (Stefano Accorsi), lo psicologo dell’ ASL che ha in cura Barbara, la cui forza è tale da creare nell’esistenza di Fortunata un particolare effetto domino, fra nuove sensazioni ed un passato doloroso pronto a riemergere … Continua a leggere