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Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema: “Marcello come here!”

Marcello Mastroianni

Marcello Mastroianni

Dall’1 al 23 dicembre a Milano, al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Marcello come here! Omaggio in 16 film a Marcello Mastroianni, una rassegna di sedici interpretazioni scelte nella sterminata filmografia dell’attore che è stato a lungo il volto per antonomasia del cinema italiano nel mondo, e dirette da sedici registi diversi. Dai suoi primi ruoli d’ensemble in Vita da cani (1950) e I soliti ignoti (1958) sotto la direzione di Monicelli, alla sua consacrazione da protagonista, con titoli come Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti, tratto dall’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij e Il bell’Antonio, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati. Attore di formazione teatrale (frequentò la scuola di  Visconti), Mastroianni ha offerto al cinema un impagabile eclettismo, profuso nell’ambito di un’ampia gamma di carattterizzazioni all’insegna di una mutabile e sempre consona espressività. Ha alternato ironia e dramma, assecondando ora toni sornioni ed accomodanti, ora dolenti, sofferti, intimamente toccanti, sempre abbracciando un particolare melange di professionalità e naturalezza nell’aderire al personaggio interpretato. Emblematica al riguardo la sua “trasfigurazione” nell’alter ego di Federico Fellini (8 ½), senza sottovalutare  la mutazione anche fisica che spesso affrontò con una certa disinvoltura in vari ruoli, espressione di un’esibita noncuranza della propria immagine.
Difficile dimenticare poi i duetti recitativi con Sophia Loren (da Peccato che sia una canaglia, 1954, Alessandro Blasetti, a Prêt-à-porter, 1994, Robert Altman) o Massimo Troisi (Splendor, Che ora è, entrambi del 1989, Ettore Scola) e Jack Lemmon (Maccheroni, 1985, ancora Scola). Continua a leggere

Milano, MIC-“Museo Interattivo del Cinema”: “Anime misteriose”

(Wikipedia)

(Wikipedia)

Dal 19 al 30 novembre al MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano, avrà luogo un’intrigante rassegna a cura di Fondazione Cineteca Italiana, Anime misteriose, tredici film dedicati ai tanti spiriti inquieti ed enigmatici che hanno attraversato la storia del cinema, tra passato e presente, fra follie e inquietudine interiore.

Ecco dunque Betty Blue (1986) di Jean-Jacques Beineix in una versione restaurata e director’s cut; l’ultimo film di Paolo Virzì, La pazza gioia, su un’imprevedibile amicizia tra due pazienti psichiatriche interpretate dalle intense Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti; una delle interpretazioni più vibranti e complesse di Leonardo DiCaprio, Shutter Island (2009) di Martin Scorsese; il secondo lungometraggio di Christopher Nolan, Memento (2000), viaggio negli oscuri meandri della pericolosa mente di Leonard Shelby; l’inquietante The Visit (2015) di M. Night Shyamalan; Repulsion (1965) di Roman Polanski, con Catherine Deneuve e John Fraser; Sogni d’oro (1981), terzo film di Nanni Moretti, dove umorismo e angoscia convivono nel personaggio di Michele Apicella; La pecora nera (2010) di Ascanio Celestini, che mette in scena la profonda emarginazione di un malato mentale; La merlettaia (1977) di Claude Goretta con Isabelle Huppert ed infine il thriller psicologico/ disaster movie 10 Cloverfield Lane (2016) di Dan Trachtenberg.

Sono poi previsti due appuntamenti speciali, proiezioni che prevedono l’accompagnamento musicale dal vivo al pianoforte di Francesca Badalini: domenica 20 novembre alle ore 19.15 il cortometraggio L’ospedale del delitto (1950) di Luigi Comencini, documentario girato nel manicomio giudiziario di Aversa, cui seguirà I misteri di un’anima (1926) di George Wilhelm Pabst e venerdì 25 novembre alle ore 19 La caduta della casa Usher (1928) di Jean Epstein. Continua a leggere

Cannes 2015: “La Tête haute” di Emmanuelle Bercot film d’apertura

Emmanuelle Bercot (unifrance.org)

Emmanuelle Bercot (unifrance.org)

La Tête haute, film diretto da Emmanuelle Bercot, aprirà, il 13 maggio, la 68esima edizione del Festival di Cannes, il cui cartellone verrà svelato a Parigi, giovedì 16 aprile. Protagonista della pellicola un giovane delinquente, Malony (Rod Paradot), del quale viene narrato il suo passaggio dalla giovinezza all’età adulta e il tentativo di salvataggio messo in atto dal giudice minorile e da un assistente sociale. Nel cast anche Catherine Deneuve, Benoît Magimel, Sara Forestier.
Emmanuelle Bercot, regista, sceneggiatrice e attrice, nel 1997 ha ricevuto proprio sulla Croisette il Premio della Giuria con il suo cortometraggio Les Vacances, mentre due anni dopo ha conseguito il Cinéfondation Prize per La Puce; nel 2001 la sua opera prima, Clément, è stata proiettata nella sezione Un Certain Regard.
Thierry Frémaux, delegato generale del Festival, ha dichiarato: “La scelta di questo film può sembrare sorprendente, considerate le regole generalmente applicate alla Cerimonia di apertura del Festival di Cannes. E’ un chiaro riflesso del nostro desiderio di far partire il Festival con un’opera diversa, che sia coraggiosa ed emozionante. Il film di Emmanuelle Bercot compie delle dichiarazioni importanti sulla società contemporanea, in linea con il cinema moderno. Si concentra su questioni sociali universali, rendendolo perfetto per il pubblico globale di Cannes”.

European Film Awards 2013: “La grande bellezza” del cinema italiano

untitledSi è svolta ieri sera, sabato 7 dicembre, a Berlino, la cerimonia di premiazione degli EFA- European Film Awards, che ha visto l’affermazione de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, vincitore come Miglior Film, Migliore regia, Miglior attore (Toni Servillo) e Miglior montaggio (Cristiano Travaglioli).
Non consegue però il premio per la Miglior Sceneggiatura, che va a François Ozon (Dans la maison, In The House). La Migliore attrice è Veerie Baetens per il belga The broken circle breakdown (Felix Van Groeningen), mentre Love is all you need di Susanne Bier e The Congress, diretto da Ari Folman, sono, rispettivamente, la Migliore commedia e il Miglior film d’animazione.
A Catherine Deneuve va il Premio alla carriera di questa 26ma edizione.

Paolo Sorrentino (Cinemananopress)

Paolo Sorrentino (Cinemananopress)

Un buon risultato per il nostro cinema, in attesa delle nomination relative agli Oscar 2014 (La grande bellezza rappresenta l’Italia per il Miglior Film Straniero), che dimostra così di avere ancora valide frecce nel suo arco, ovvero riscoprire concretamente la forza di offrire opere forse diseguali nella loro resa complessiva, ma capaci ancora di sorprendere e spiazzare, oltre che dal respiro più ampio, efficaci anche al di là dei nostri confini.
Non a caso fra le nomination degli EFA vi era anche Giuseppe Tornatore con La migliore offerta (vince per le musiche di Ennio Morricone), pellicola dalla connotazione, per l’appunto, di stampo europeo, oltre che opportuno esempio della volontà di riscoprire i generi cinematografici ed esplorare diverse modalità nella loro caratterizzazione d’insieme, dal melodramma al thriller.

la-grande-bellezza-la-locandina-francese-del-film-274334Film Europeo 2013:La grande bellezza (Italia/Francia, Paolo Sorrentino); Commedia Europea 2013: Den Skaldede Frisør (Love Is All You Need, Danimarca, Susanne Bier); Regista Europeo 2013: Paolo Sorrentino (La grande bellezza); Attrice Europea 2013: Veerle Baetens (The Broken Circle Breakdown); Attore Europeo 2013: Toni Servillo (La grande bellezza); Sceneggiatore Europeo 2013: François Ozon (Dans la maison, In The House); Migliore rivelazione-Premio Fipresci: Oh Boy (Jan Ole Gerster); Miglior documentario: The act of killing (Joshua Oppenheimer); Miglior lungometraggio animato; The congress (Ari Folman); Miglior corto: Death of a shadow (Tom Van Avermaet); Miglior direttore della fotografia – Premio Carlo Di Palma: Asaf Sudry per Fill the void; Miglior montatore: Cristiano Travaglioli per La grande bellezza; Miglior production designer: Sarah Greenwood per Anna Karenina; Miglior costumista: Paco Delgado per Blancanieves; Miglior compositore: Ennio Morricone per La migliore offerta; Miglior sound design: Matz Müller & Erik Mischijew per Paradise: Faith; Premio alla carriera: Catherine Deneuve; Premio per il contributo europeo al cinema mondiale: Pedro Almodovar; Premio alla coproduzione europea – Eurimages: Ada Solomon; Premio del pubblico:La cage dorée (Ruben Alves).

66mo Festival di Cannes, oggi il via

66mo-festival-di-cannes-oggi-il-via-L-fSB5saDel 66mo Festival di Cannes, che prende il via oggi, mercoledì 15 maggio, ne ho già scritto nel corso dei giorni, man mano che venivano diffusi i vari comunicati stampa, per cui in questo articolo ho riassunto le notizie fondamentali, con qualche aggiornamento, nell’intenzione di condividere una sorta di promemoria con i lettori e quanti saranno sulla Croisette grazie alla forza del’immaginazione, offrendomi al riguardo gradita compagnia, seguendo l’evento su web, giornali e televisione, sino a domenica 26, quando sapremo a chi sarà assegnata la Palma d’Oro da parte della Giuria presieduta da Steven Spielberg e composta dalle attrici Nicole Kidman e Vidya Balan, dai registi Ang Lee, Naomi Kawase, Cristian Mungiu, Lynne Ramsay, ed infine dagli attori Daniel Auteuil e Christoph Waltz.

66mo-festival-di-cannes-oggi-il-via-L-s7ZjanMadrina della kermesse l’attrice francese Audrey Tautou, l’apertura sarà affidata ad uno dei titoli più attesi della stagione, The Great Gatsby (uscito lo scorso 10 maggio in America, nelle nostre sale da domani) per la regia di Baz Luhrmann e con Leonardo DiCaprio protagonista, che sarà proiettato in 3D, mentre la pellicola di chiusura, Zulu, porta la firma di Jérôme Salle.
Tra i titoli in concorso risaltano Only God Forgives, di Nicolas Winding Refn, con Ryan Gosling; La venere in pelliccia, diretto da Roman Polanski; Wara No Tate/Shield Of Straw, per la regia di Takashi Miike; Behind The Candelabra, di Steven Soderbergh; Inside Llewyn Davis, dei fratelli Coen, Un chateau en Italie, terza prova come regista di Valeria Bruni-Tedeschi.
A rappresentare i nostri colori La grande bellezza di Paolo Sorrentino, interpretato da Toni Servillo, mentre Miele, opera prima di Valeria Golino, già in sala, parteciperà nella sezione Un Certain Regard (The Bling Ring, di Sofia Coppola, il film d’apertura); all’interno della Seimane de la Critique, aperta da Suzanne di Kaitel Katell Quillévéré, fra i titoli in programma vi è anche Salvo, film d’esordio dei due registi siciliani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.

66mo-festival-di-cannes-oggi-il-via-L-wSBBfnOspite d’onore sarà l’attrice Kim Novak, in occasione della proiezione, all’interno di Cannes Classics, della versione restaurata del film La donna che visse due volte (Vertigo, Alfred Hitchcock, ’58, tratto dal romanzo D’entre les morts, ’54, autori Thomas Narcejac e Pierre Boileau), che la vide protagonista insieme a James Stewart.
Prenderà inoltre parte alla cerimonia di chiusura della kermesse francese.
Tra i titoli presenti nella suddetta sezione in evidenza film come Cleopatra (’63, Joseph L. Mankiewicz), il delizioso musical Les parapluies de Cherbourg (‘64, Jacques Demy, Palma d’oro a Cannes nel ’64, con Catherine Deneuve e Nino Castelnuovo), La grande abbuffata (’73, Marco Ferreri) o Lucky Luciano (’73, Francesco Rosi) e Il deserto dei tartari (’76, Valerio Zurlini), senza dimenticare la riconversione in 3D de L’ ultimo imperatore, di Bernardo Bertolucci, ’87, della quale molti, scrivente compreso, si stanno chiedendo l’utilità, anche sotto l’aspetto della fruizione essenzialmente spettacolare.

66mo-festival-di-cannes-oggi-il-via-L-qABJL7Interessante, infine, l’omaggio -retrospettiva a Jerry Lewis, molto amato in Francia, lo è stato in particolare dai registi della Nouvelle Vague, con la proiezione di Max Rose, diretto da Daniel Noah, che vede l’attore protagonista, e de L’idolo delle donne (The Ladies Man, ‘61), sua seconda prova registica. La locandina ufficiale del Festival, che vedete nella foto in alto a sinistra, è opera dell’agenzia Bronx di Parigi, che ha rimasterizzato il celebre scatto del bacio tra Paul Newman e Joanne Woodward, durante le riprese del film Il mio amore con Samantha (A New Kind of Love, 1963) per la regia di Melville Shavelson.

Addio a Tony Scott

Tony Scott

Tony Scott

Tony Scott, regista e produttore cinematografico, fratello del più noto Ridley, è morto suicida, lanciandosi dal ponte Vincent Thomas a San Pedro (Los Angeles). Autore di film d’azione, spesso caratterizzati, in egual misura, da un montaggio frenetico e da un’ immagine complessiva piuttosto patinata, dove l’uso delle luci e dei filtri, per quanto debitore delle precedenti esperienze nel campo della pubblicità, riusciva comunque a dare una forte connotazione alle sue pellicole, Anthony Scott nasce a Stockton-on-Tees, nord Inghilterra, ed il suo esordio cinematografico, come attore, risulta legato proprio al fratello Ridley, recitando, all’età di sedici anni, nel cortometraggio da lui diretto, Boy and Bicycle.

Dopo gli studi al West Hartlepool College of Art e alla Sunderland Art School, frequenta la Royal College of Art, intenzionato a divenire pittore, ma inizia a lavorare nella compagnia del fratello, la RSA (Ridley Scott Associates), che si occupa di pubblicità televisiva, avvicinandosi al grande schermo con realizzazioni come Loving Memory (‘69) e il cortometraggio One of the Missing (‘71), anche se per il vero e proprio debutto come regista “hollywoodiano” occorrerà attendere il 1983, con il controverso horror Miriam si sveglia a mezzanotte, protagonisti Catherine Deneuve e David Bowie, mentre la consacrazione definitiva, sua e del protagonista Tom Cruise, avverrà tre anni più tardi con Top Gun, “una specie di rock’n roll nei cieli”, per dirla con le parole dello stesso autore.

Da qui in poi prende avvio la sua carriera di affermato regista specializzato in blockbusters d’azione, dai risultati altalenanti (Beverly Hills II, ’87, Revenge e Giorni di tuono, ’90, i più interessanti L’ultimo boyscout, ’91 e Una Vita al massimo, True Romance, ‘93, da un’idea di Quentin Tarantino), dimostrandosi anche valente direttore d’attori, facendo risaltare le sfumature psicologiche dei personaggi interpretati, con film come Allarme rosso (Crimson Tide,’95), protagonisti Gene Hackman e Denzel Washington, o il bel thriller Nemico pubblico (Enemy of the State,’98), ancora con Hackman e Will Smith, forse il suo lavoro più riuscito, melange d’intrattenimento ed autorialità.

Tra le ultime realizzazioni giova ricordare Man on fire – Il fuoco della vendetta (2004) con Washington e Christopher Walken, Domino (2006), Déja vu – Corsa contro il tempo (2006), Pelham 1-2-3: ostaggi in metropolitana (2009) e Unstoppable – Fuori Controllo (2010), testimonianza di uno stile sempre più perfezionato e, soprattutto, come detto ad inizio articolo, estremamente caratterizzato, che ha fatto della personalizzazione, lasciando la visionarietà al fratello Ridley, la sua caratteristica vincente.

E’ morto Alain Corneau

cvAlain Corneau (foto), regista estremamente eclettico, dotato di una certa raffinatezza di stile e di un notevole acume dal punto di vista narrativo e psicologico, è morto ieri in un ospedale parigino. Era da tempo malato di cancro. Il 18 agosto è uscito l’ultimo suo film, Crimine d’amore, con Kristin Scott Thomas e Ludivine Sagnier, che sarà presentato fuori concorso al Festival di Roma. Nato ad Orleans nel 1943, Corneau avrebbe voluto fare il musicista jazz, infatti da ragazzo suonava la batteria in una band per le truppe Nato di stanza nella sua città natale, ma i suoi studi lo indirizzarono verso il cinema, al quale si dedicherà dopo un periodo di apprendistato con registi come Costa Gravas, Roger Corman e Josè Giovanni. L’inizio della sua carriera è rivolto al genere poliziesco: prendendo come punto di riferimento Fritz Lang e il noir americano, i suoi primi lavori omaggiano entrambi, oscillando tra stile da reportage ed una particolarmente acuta analisi di persone ed ambienti. Da ricordare in tale ambito Serie noire (Il codice del delitto, ’79), tratto da un romanzo di Jim Thompson, interpretato da Patrick Dewaere, Marie Trintignant, Myriam Boyer, Bernard Blier, e adattato e dialogato dallo scrittore Georges Perec. Ma, come ho scritto ad inizio articolo, Corneau era regista estremamente eclettico, amava cambiare, e lo dimostrano i vari “salti” nella sua filmografia: da superproduzioni come Fort Saganne, ’83, film incentrato sul passato coloniale francese, con Gerard Depardieu e Catherine Deneuve, si passa ad adattamenti letterari estremamente raffinati e sofisticati (Notturno indiano, dal romanzo di Tabucchi, o Stupeur et tremblements, dal romanzo di Amélie Nothomb). Certamente il film per il quale sarà ricordato rimane Tutte le mattine del mondo, ‘92, sempre tratto da un’opera letteraria (Pascal Quignard), film che ebbe grande successo conquistando il grande pubblico con la musica barocca francese, vera protagonista, pur nella sua “severità” di inquadrature fisse e dialoghi sin troppo letterari.